Savt: preoccupati per le “assunzioni in prova” al Casino
“Dopo un’attenta analisi della situazione dei diversi ambiti aziendali – si legge nella nota diffusa a seguito dell’incontro -, quello che risulta è un quadro preoccupante che rispecchia esattamente la situazione precedente alla sigla dell’accordo. Nulla è stato fatto o si sta facendo di concreto sotto l’aspetto riorganizzativo ma soprattutto nulla di nuovo si intravvede dal punto di vista dell’afflusso della clientela nelle sale da gioco, che sono sempre più desolatamente vuote. Tolti alcuni exploit sporadici, sempre più legati ad avvenimenti specifici o a particolari periodi dell’anno, per il resto l’attività delle sale da gioco è troppo spesso deficitaria di clienti. La concentrazione dell’attività in alcune particolari situazioni a discapito di un continuo afflusso di clientela nel corso di tutta la settimana e di tutto l’anno può però rivelarsi molto pericolosa. Legare infatti i risultati aziendali sulla fortuna/sfortuna di pochi clienti, che possono sì perdere cifre importanti ma anche vincerle, metterebbe l’azienda in una situazione di forte rischio, considerato che non avrebbe il necessario ‘cuscinetto’, rappresentato da una clientela di massa, per ammortizzare tali vincite“.
Il Savt aggiunge che l’unicaa novità e rappresentata dalla nomina del direttore dell’albergo e del Direttore del personale: “Se da una parte si esprime soddisfazione per aver finalmente provveduto a ricoprire due figure sicuramente necessarie e richieste a gran voce anche da parte delle organizzazioni sindacali, dall’altra parte si rimane perplessi sulla scelta contrattuale fatta per il loro inquadramento. Le perplessità derivano dal fatto che Giusti e Canepa, con formule diverse tra loro, per i primi 60 giorni avranno un inquadramento non alle dirette dipendenze dell’azienda e solo al termine di tale periodo si provvederà alla loro eventuale assunzione effettiva. Se questo può garantire la possibilità alle parti di mettere fine al rapporto professionale al termine di tale periodo senza eventuali contenziosi, allo stesso tempo il rischio è che questo lasso di tempo diventi un momento di ‘studio’ e non di effettiva operatività, trasformandosi in una pericolosa perdita di tempo. E tempo da perdere non ce n’è!“.
Il Direttivo SAVT/Casinp chiede quindi che l’azienda metta in atto al più presto azioni concrete “che garantiscano quella necessaria inversione di tendenza tanto decantata con l’approvazione del piano industriale. Il tempo passa e di fatti se ne vedono pochi e non si vorrebbe che alla fine si chieda ancora una volta ai dipendenti di fare le spese di un cattivo andamento aziendale“.
Pubblicato / aggiornato
il 10/08/2017 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
