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260mila euro contro la violenza sulle donne da parte degli uomini maltrattanti

260mila euro contro la violenza sulle donne da parte degli uomini maltrattanti

La Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta ha stanziato, lunedì 21 agosto, 260 mila euro per azioni volte a prevenire e contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.

Lo ha fatto con due provvedimenti. Il primo parte dalla considerazione che è necessario e improcrastinabile realizzare un intervento che consenta agli operatori di integrare la tutela delle donne che hanno subito violenza con la presa in carico della relazione disfunzionale alla base dei fenomeni di violenza, incidente pertanto nell’intervento anche gli uomini che la agiscono.
conseguentemente, i dirigenti delle Strutture politiche sociali e giovanili e famiglia e assistenza economica hanno ritenuto opportuno prevedere l’acquisizione di un servizio della durata di 30 mesi, da svolgersi nel triennio 2018(20, per la realizzazione di un’attività formativa degli operatori di settore e per l’attivazione, in via sperimentale, di un’attività di presa in carico degli uomini autori di violenza. L’obiettivo di tale servizio sarà anche verificare che il modello sperimentato sia costruito tenendo conto delle specificità del contesto valdostano e sostenibile.
Parteciperanno alla formazione operatori per il 30% dipendenti dell’Amministrazione regionale e per il 70% di diversa provenienza.
I 50mila euro destinati alle attività ricadranno sulla Regione autonoma Valle d’Aosta solamente per 7.500, mentre la restante parte sarà posta in capo allo Stato e al Fondo sociale europeo.
Il secondo provvedimento evidenzia che le operatrici della struttura di prima accoglienza per le donne vittime di violenza e i loro figli minori, gli operatori sociali e sanitari del territorio nonché le operatrici del Centro antiviolenza hanno evidenziato che non tutte le donne che vorrebbero affrancarsi da una situazione di violenza familiare ne hanno la possibilità, poiché le condizioni economiche e materiali in cui versano non glielo permettono. Si è dunque deciso un intervento regionale per obliare a tale situazione, con alcuni obiettivi specifici: rendere possibile alla donna, una volta superata la fase di emergenza, di avvalersi del supporto necessario ad affrontare un percorso di autonomia progressivo che coinvolga tutti i principali aspetti del vivere quotidiano ma anche di acquisire le competenze necessarie e sufficienti per intraprendere eventuali successivi percorsi nel mondo del lavoro. Il tutto garantendole la conciliazione del tempo di lavoro con quello di accudimento dei figli.
La spesa per tale intervento, da attuarsi fra il 2918 e il 2020, è stata individuata in 210mila euro. Anche in questo caso, la quota a carico della Regione sarà ridotta (31.500 euro), poiché il maggior carico sarà sostenuto dallo Stato e dal Fondo sociale europeo.
La definizione delle caratteristiche tecniche ed economiche di entrambi i servizi da acquisire spetterà alle Strutture regionali precedentemente citate.

Pubblicato / aggiornato il 22/08/2017 alle 12:00
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Categoria: Salute