La Polizia penitenziaria manifesta e non partecipa alle celebrazioni del bicentenario del Corpo
Le organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria (SAPPe, OSAPP, UIL/PA, SINAPPE, FNS/CISL, U.S.P.P., CNPP/FSA, FP/CGIL) hanno indetto una serie di manifestazioni di protesta concomitanti con i festeggiamenti del bicentenario del Corpo, non parteciperanno ai festeggiamenti.
Mercoledì 21 settembre, con inizio alle ore 9, manifesteranno di fronte alla Casa Circondariale di Brissogne.
Lo scopo è vedere riconosciute una serie di rivendicazioni:
Per chiedere più sicurezza e ottenere adeguati strumenti per garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari, stante l’aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti tra le sbarre;
Per chiedere un adeguato piano di nuove assunzioni di Agenti di Polizia Penitenziaria (sono 8.000 le unità necessarie al Corpo);
Per chiedere un adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi 10 anni;
Per chiedere il ripristino di corrette relazioni sindacali in sede centrale (DAP) e presso gli Istituti e servizi penitenziari del Paese;
Per chiedere una rimodulazione del provvedimento di “riordino delle carriere”;
Per chiedere il pagamento delle prestazioni di lavoro straordinario richiesto al personale di Polizia Penitenziaria e non retribuito;
Per chiedere la somministrazione di pasti dignitosi in tutte le mense di servizio;
Per chiedere la fornitura di vestiario che permetta al Personale di Polizia penitenziaria di presentarsi in servizio in maniera decorosa e uniforme.
Oltre ai problemi sopra elencati, i sindacati manifestano più specificatamente per l’immediata assegnazione di un direttore e un comandante in pianta stabile presso la Casa Circondariale di Brissogne.
Inoltre, i sindacati ritengono che non vi sia nulla da festeggiare ma piuttosto da riflettere sul futuro del Corpo e sul malessere generale del personale. Troppo spesso eventi critici si manifestano e i poliziotti si dicono sempre più soli e senza adeguati mezzi di difesa. Inoltre, in Valle d’Aosta, si denuncia una carenza di organico.
“Gridiamo la nostra rabbia e la nostra sfiducia perché non ce la facciamo più ad essere aggrediti dai detenuti ed abbandonati dalle istituzioni“, annunciano i sindacati che non solo sono perplessi e amareggiati dalle risposte ricevute a livello ministeriale “e da come si sta pensando di affrontare la preoccupante situazione da tempo denunciata, ma sono seriamente preoccupate perché, a breve, ci si troverà nell’impossibilità di gestire adeguatamente le carceri, con grave nocumento per la sicurezza della collettività“.
Per questi motivi le organizzazioni del Comparto Sicurezza non parteciperanno ai festeggiamenti per il Bicentenario della Fondazione del Corpo che si terranno in Valle d’Aosta e chiedono a tutti i cittadini di aiutarle e di sostenere questa protesta, “in quanto una Società è degna di essere denominata civile se anche le sue carceri garantiscono dignità di vita e nel lavoro a chi è recluso, e alla Polizia Penitenziaria che in tali luoghi svolge la sua difficile ed importante attività“.
Pubblicato / aggiornato
il 18/01/2021 alle 09:01
Categoria:
Cronaca