Savt: si stabilizzino gli educatori del Convitto Chabod
Tale istituzione accoglie le bambine e i bambini a partire dai 6 anni di età fino al compimento degli studi superiori. È un esempio di integrazione educativa e di sinergia con le famiglie e con l’intero territorio.
Per il personale educativo è stato possibile ottenere l’abilitazione a seguito di concorso bandito dal MIUR solo fino al 2002, dopodiché lo stesso Ministero ha ignorato tale classe di concorso.
Gli educatori dei Convitti sono stati ignorati nel piano di assunzioni della cosiddetta “Buona scuola” sia nel momento dell’apertura delle graduatorie di istituto relativa alla seconda fascia sia ora, che è stato delineato ope legis il nuovo modello reclutamento per gli insegnanti della secondaria.
Il Convitto “F. Chabod” impiega attualmente 32 educatori di cui 9 precari (7 con supplenza annuale e 2 con supplenze temporanee). Molti di loro ricoprono tale ruolo da più di un decennio e, con l’applicazione della legge 107/2015, è previsto il divieto di ricoprire incarichi di supplenza su posti vacanti e disponibili per più di 36 mesi.
Il Savt si chiede dunque: cosa ne sarà di questo personale che con gli anni ha acquisito esperienza professionale e si è formata nel settore educativo? Saranno licenziati? “Urge una risposta da parte del legislatore, perché, altrimenti, parlare di Buona scuola appare solo uno slogan privo di contenuto“, commenta il segretario del Savt, École, Alessia Démé.
Pubblicato / aggiornato
il 19/09/2017 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
