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I lavori del Consiglio Valle nella giornata del 20 settembre

I lavori del Consiglio Valle nella giornata del 20 settembre

Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta, nel corso della giornata di mercoledì 20 settembre, ha affrontato una serie di tematiche, non concludendo però la discussione sulla presa d’atto della relazione trimestrale sull’avanzamento del Piano di ristrutturazione aziendale del Casino di Saint-Vincent.

Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha comunicato all’Aula che, giovedì 21 settembre, «in cui ricorre il bicentenario della fondazione del Corpo della Polizia Penitenziaria, incontrerò il Provveditore di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta per sollecitare e sostenere, ancora una volta, la posizione della Regione in merito alla difficile situazione della Casa circondariale di Brissogne. In effetti, il disagio in essere è ben noto alla Presidenza della Regione, che negli ultimi 10 anni, in forza del protocollo d’intesa decennale con il Ministero della Giustizia, ha sostenuto attività ed iniziative importanti. Già il 29 agosto abbiamo incontrato i rappresentanti della Direzione del carcere e del Provveditorato Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, oltre al Difensore Civico della Valle d’Aosta nelle funzioni di Garante dei diritti dei detenuti, in cui è stata confermata la comune volontà di rinnovare il protocollo d’intesa e di continuare ad operare in favore della Casa Circondariale e del suo inserimento nel territorio, ma è anche stata l’occasione per noi di ribadire che una direzione stabile del Carcere e la continuità al comando del personale della Polizia Penitenziaria sono imprescindibili condizioni per ottenere gli obiettivi voluti. Voglio evidenziare la disponibilità e lo spirito di abnegazione degli operatori che prestano il loro servizio all’interno del carcere: a loro, e a tutta la popolazione carceraria, garantisco l’impegno del Governo regionale, affinché, nel più breve tempo possibile, si risolvano le criticità

Il Presidente della Regione è quindi passato a trattare la questione fiscale: «Nella seduta di venerdì scorso, 15 settembre, il Consiglio dei ministri ha approvato con decreto legislativo la norma di attuazione in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e la finanza regionale. La norma di attuazione amplia l’autonomia statutaria nella determinazione delle aliquote, delle deduzioni ed esenzioni di tributi locali e regionali nonché di tributi erariali devoluti alla Regione e ai Comuni, e trasforma molteplici imposte, in “tributi regionali propri”. La norma rafforza le potestà anche organizzative in materia di riscossione dei tributi. Nel suo insieme, prevede strumenti volti allo sviluppo e tiene conto delle particolarità territoriali e socio-economiche della Valle d’Aosta, anche in esplicito riferimento al tema montagna. Ha grande valenza politica, perché affida alla Regione e a questo Consiglio regionale un ruolo importante per i prossimi anni in materia di programmazione e politica economica, con un alto grado di responsabilità nel rapporto tra politiche di sviluppo economico ed equilibri di bilancio. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati per la definizione di questo validissimo strumento, che auspico consenta di attuare sin da prossimo bilancio politiche atte a vivacizzare la nostra economia.»In merito alla questione si è sviluppato un dibattito.
Il Capogruppo dell’UV Ego Perron ha affermato: «Questa norma ha avuto una genesi lontana, questo non è di certo un risultato ottenuto esclusivamente da questo nuovo Governo, rimediando a un ritardo accumulato negli anni. Sentirci dire che nei pochi mesi si è trovata soluzione a un difetto annoso, è un atteggiamento che non fa onore al ruolo di Presidente della Regione. Quest’Aula su quest’argomento ha avviato nel tempo un percorso condiviso. Resta la preoccupazione sulla questione del risanamento della finanza pubblica (visto l’enorme sforzo che ancora una volta viene chiesto alla Regione), sulle ripercussioni che potranno esserci sul bilancio regionale. Vorremmo capire la posizione del Governo regionale in merito ai rapporti con lo Stato e anche con le altre Regioni a Statuto speciale, tenuto conto che il Friuli si è costituito parte civile contro la Valle d’Aosta. Presenteremo una risoluzione perché si tratta di un argomento cha va assolutamente approfondito.»
Per il Consigliere di ALPE Alberto Bertin, «si tratta di un atto molto importante, che fornirà strumenti efficaci per orientare lo sviluppo economico della nostra regione. La Valle d’Aosta avrà una significativa manovrabilità fiscale che consentirà un maggiore adattamento alla realtà locale in materia finanziaria. Una norma senza oneri per lo Stato ma che accrescerà l’autonomia e la responsabilità della Regione. A maggiore autonomia deve corrispondere maggiore responsabilità: da federalista quale sono, questa è sempre stata l’idea che ho avuto dell’autonomia, purtroppo nel tempo si è affermata un’altra idea, per cui autonomia significa soltanto spendere. Con questo provvedimento la nostra regione potrà intervenire significativamente in materia fiscale, tutto sotto la propria responsabilità. Dovremmo avere la capacità di utilizzare in modo intelligente questo nuovo strumento, questa maggiore autonomia.  Su questo, si misurerà l’efficacia delle politiche
L’Assesseur à l’agriculture Laurent Viérin a affirmé: «Cette norme repropose un thème qui a fait l’objet de débat pendant des décennies. Nous exprimons satisfaction pour une norme qui va prévoir la possibilité d’introduire une fiscalité autonome d’une façon différenciée. Les racines de cet acte sont lointaines, mais c’est dans cette Législature qu’il a eu un élan. Già con la Constituante valdôtaine, come UVP avevamo cercato di riunire intorno ad un tavolo le sensibilità politiche per rilanciare vari temi, tra cui la zona franca. In proposito, avevamo quindi deciso di formalizzare un documento all’interno del bilancio di previsione 2016, nel dicembre 2015, attraverso una risoluzione che poi è stata accolta da più parti. Non siamo qui per rivendicare paternità, ma per ricordare che abbiamo rimesso in moto, con un lavoro comune, un dibattito in un Consiglio regionale spesso svilito e oggi concretizzato. Ci riserviamo di accendere una discussione più puntuale con la risoluzione che presenteremo per ribadire l’esigenza di disporre finalmente di una zona franca moderna
L’Assessore al bilancio, Albert Chatrian, ha parlato di «un momento importante per poter agire sui tributi, ma è anche un momento di grande responsabilità per declinare le scelte per il futuro. In effetti, siamo chiamati a mettere in campo politiche fiscali per rilanciare sia i settori in crisi sia quelli che danno soddisfazioni, ottenendo l’equilibrio di bilancio. Stara a noi fissare le leve per il futuro del sistema Valle d’Aosta
Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha dichiarato: «Spiace leggere comunicati della Stella Alpina che affermano sia stato il Governo Marquis ad ottenere questo risultato. Confermo che l’iter è stato ben più lungo, ed è bene che i cittadini lo sappiano, ma non perché vogliamo reclamare meriti. Questo è uno strumento da gestire con estrema intelligenza, con capacità gestionale ed estrema prudenza. Nessuno con questa norma può pensare che aumentino le risorse, non è un’operazione di incremento automatico, ma uno strumento per ritoccare l’imposizione fiscale. Una gestione elettoralistica può essere pericolosa. Non è indifferente chi e come viene usato questo strumento, che non è una bandiera che ci si può auto attribuire. Questo è un percorso intrapreso in maniera unanime e chi governa deve usarlo in maniera responsabile
Il Consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha espresso soddisfazione, sottolineando: «Questa norma fa sì che da ora in poi chi amministra non avrà più alibi. Arriviamo in ritardo rispetto alle altre autonomie speciali, si è perso tempo. Si è molto restii a parlare dei 144 milioni di euro (pari a circa il 15% bilancio regionale) che lo Stato ci chiede, ma io su questo resto sempre preoccupato, perché non ci sono novità e rimane in ballo l’annualità 2018. La Regione Friuli si è costituita parte civile e la sua Presidente è nella stanza dei bottoni del Governo nazionale: potrebbe trattarsi di un segnale politico
Il Consigliere Augusto Rollandin (UV) ha specificato: «Il ritardo di passaggio della norma è dovuta al fatto che la Commissione paritetica era decaduta ed è stato necessario aspettare sei mesi per una nuova nomina. In merito ai 144 milioni, voglio sottolineare che la sospensiva è stata respinta e che la nostra finanziaria, approvata con l’esclusione della trattenuta dallo Stato di questa cifra, non è stata impugnata
Il Presidente Marquis ha replicato alle varie osservazioni: «Il tema fiscale è stato discusso nel corso dell’intera Legislatura e quando ci si riferisce al ritardo della Valle d’Aosta non si pensa ai mesi di stop della Paritetica, ma al ritardo di alcuni anni rispetto a Trento e Bolzano, alla Sardegna e al Friuli. Questo Governo si è attivato sin da subito per definire la norma e il lavoro portato avanti non va banalizzato: molte norme di attuazione, predisposte e approvate dal nostro Consiglio regionale, non sono mai approdate al Consiglio dei Ministri per la definitiva approvazione
Il Vicecapogruppo dell’UV Aurelio Marguerettaz ha voluto evidenziare un approccio da lui definito «singolare da parte di questo Governo, che del DEFR (Documento di economia e finanza regionale) non parla. L’Assessore Chatrian ci vuole dire cosa ne sarà di questo documento? Siate più onesti e affrontate i problemi, anziché fare comunicati stampa e appuntarvi medaglie
L’Assessore al bilancio, Albert Chatrian, ha replicato: «Venerdì scorso sono stato audito dalla seconda Commissione e ho avuto modo di comunicare che entro fine settembre sarà organizzato un incontro tra la Commissione stessa e i Capigruppo proprio sul DEFR. Ribadisco che il termine di presentazione di questo documento al 30 giugno non è perentorio

Il Consigliere Roberto Cognetta del Movimento 5 Stelle, con un’interrogazione a risposta immediata, è tornato a parlare degli incarichi ai componenti il Collegio sindacale della società SITRASB.
«A seguito dei maggiori compensi percepiti – ha evidenziato il Consigliere Roberto Cognetta -, un parere legale, che mi è arrivato attraverso una richiesta di accesso agli atti, indica alla società SITRASB di recuperare le somme indebite e di revocare l’incarico ai sindaci di nomina regionale, essendo venuto meno il rapporto di fiducia. Mi chiedo quindi se la Giunta regionale abbia già preso provvedimenti in questo senso
Il Presidente della Regione, Pierluigi Marquis, ha risposto: «Per quanto a nostra conoscenza il Consiglio di Amministrazione della SITRASB non ha ancora definito compiutamente se e in che misura vi sia stata la percezione di un maggior compenso da parte di alcuni componenti del Collegio sindacale. I componenti del Collegio nominati dalla Regione hanno infatti informato i soci e i componenti del Consiglio di Amministrazione di aver depositato presso la società le proprie considerazioni in merito a questa vicenda. Inoltre, hanno comunicato che il Collegio sindacale nel suo complesso provvederà a produrre un documento collegiale al fine di consentire al Consiglio di Amministrazione di assumere le determinazioni di competenza con completa cognizione di causa. Non appena il CdA arriverà alle determinazioni e allorquando ne verremmo messi a conoscenza, ci esprimeremo per quanto di competenza e sicuramente a tutela dell’interesse della Pubblica Amministrazione
Cognetta, nella replica, ha commentato: «Il Presidente Marquis demanda tutto al CdA della SITRASB. Il Governo deve assumersi le proprie responsabilità, verificando e prendendo le decisioni conseguenti. Annuncio quindi una risoluzione su questo punto e invierò a tutti i colleghi il parere legale, che non può essere reso pubblico, ma che serve ai Consiglieri per potersi esprimere


Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo PD-SVdA ha fatto riferimento a recenti indagini in merito all’uso di protesi ortopediche definite ‘di qualità inferiore’.
«Sono stati comminati arresti a numerosi professionisti sanitari operanti presso strutture del Policlinico di Monza, di cui fa parte anche l’Istituto Clinico Valle d’Aosta – ha evidenziato il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz -. Ci chiediamo quali accertamenti siano stati messi in atto dall’Assessorato alla sanità e dall’USL per verificare eventuali legami tra l’indagine di Monza e le attività rese in convenzione dall’Istituto di Saint-Pierre, al fine di preservare la salute dei valdostani che si sono sottoposti a interventi chirurgici.»
L’Assessore alla sanità e politiche sociali, Luigi Bertschy, ha risposto che «a seguito delle notizie concernenti le indagini, abbiamo chiesto una verifica ispettiva aggiuntiva rispetto a quella che avviene trimestralmente in base alla convenzione. Ieri, ho ricevuto la risposta dall’Istituto di Saint-Pierre che indica come le prestazioni rese siano estranee alle indagini in corso e come i chirurghi non abbiano mai utilizzato protesi dell’azienda oggetto dell’indagine. L’Istituto ha inoltre dato la propria disponibilità a fornire maggiori informazioni nelle sedi politiche competenti
Il Capogruppo Guichardaz, nella replica, ha commentato: «Era importante avere queste informazioni. Vi era il timore che anche in Valle fossero state utilizzate queste protesi, che sono state definite un vero e proprio scandalo sanitario. Rimane il dubbio che qualche valdostano abbia subito degli interventi protesici in altri Istituti del gruppo e quindi invito l’Assessore ad accertare anche questo dato


La valutazione di soluzioni alternative alla vendita della centralina ex Balzano sita nel Comune di Verrès è stata l’argomento dell’interrogazione a risposta immediata presentata dal gruppo Edelweiss Popolare Autonomista Valdostano.
«Visto che rappresentanti dell’attuale maggioranza hanno sempre sostenuto che la produzione di energia elettrica doveva essere mantenuta sotto il controllo pubblico», il Capogruppo Mauro Baccega ha voluto sapere «se siano state vagliate altre alternative alla vendita della centralina ex Balzano a Verrès
L’Assessore al bilancio e patrimonio, Albert Chatrian, nell’evocare che «la decisione di alienare la centralina è conseguente all’attuazione del Piano di alienazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale, adottato dal Consiglio regionale a febbraio 2016», ha riferito che «nella giornata di ieri ci è stato trasmesso un atto della Giunta dell’Unité Evançon, adottato lunedì 18 settembre 2017, con cui si richiede all’Amministrazione regionale di sospendere la procedura di vendita all’incanto della centralina. La deliberazione chiede anche un confronto con la Regione per individuare e condividere soluzioni alternative che possano rappresentare un futuro sviluppo dell’area industriale in questione. La Giunta dell’Unité, a motivazione dell’atto, esprime una serie di considerazioni, fra cui il fatto che l’alienazione della centralina, scorporata dal resto del complesso industriale ex Balzano, farebbe perdere valore all’intera area pregiudicandone un futuro recupero.»
L’Assessore ha poi ricordato che «la centralina è inutilizzata dal 2002 – data in cui è stata danneggiata da un incendio – e l’Amministrazione regionale ha speso circa 700 mila euro per lavori di ripristino dei danni provocati. I lavori sono terminati nel 2010. Faccio presente che per la messa in funzione dell’impianto sono comunque ancora necessari importanti lavori, in particolare sulla conduttura: allo stato attuale non è quindi possibile mettere in funzione l’impianto
Ha quindi annunciato il deposito di una risoluzione sul tema: «Visto che l’atto trasmesso dalla Giunta dell’Unité Evançon è stato votato all’unanimità, con i colleghi di maggioranza abbiamo deciso di proporre al Consiglio l’adozione di una risoluzione che impegni la Giunta a sospendere l’asta, per un periodo non superiore a 60 giorni, per dare modo ai Sindaci dell’Unité Evançon di rappresentare le loro proposte. Qualora non si trovino soluzioni alternative fattibili, allo scadere della sospensione l’asta verrà nuovamente bandita
Il Capogruppo dell’EPAV, Mauro Baccega, ha replicato: «Un’identica risoluzione l’avremmo preparata anche noi. Nel 2016, la Giunta aveva inserito la centralina nel piano alienazioni, ma nel frattempo sono intervenute molte novità che hanno portato alla situazione attuale. È stata attivata una nuova subconcessione che era stata fatta scadere nel 2010, inoltre un’importante azienda siderurgica ha manifestato l’intenzione di insediarsi nel complesso industriale ex Balzano e di avere l’opportunità di gestire la centralina. Auspichiamo che il tema sia portato in Commissione consiliare al fine di esaminare e individuare un percorso da attuare


Con un’interrogazione, il Consigliere di ALPE Alberto Bertin è voluto tornare sulla situazione del Parco archeologico di Saint-Martin-de-Corléans di Aosta.
Il Consigliere ha chiesto di conoscere il numero di visitatori, gli incassi ed i relativi costi di gestione dall’inizio dell’anno ad oggi, chiedendo anche se e quali iniziative siano state realizzate per la promozione del sito.
L’Assessore all’istruzione e cultura, Chantal Certan, ha riferito: «Il numero totale dei visitatori del Parco archeologico e Museo dell’area megalitica di Saint-Martin-de-Corléans dal 1° gennaio all’8 settembre 2017 è di 10.283 presenze. L’incasso per lo stesso periodo ammonta a circa 43.778 euro. Per quanto riguarda la promozione, quest’anno, oltre al rinnovo delle convenzioni già esistenti con ADAVA, FAI, Touring Club Italiano, Torino città capitale europea, Agenzie di incoming e Consorzi turistici valdostani, Skipass Valle d’Aosta, sono state attivate nuove convenzioni con  Maison Bruil di Introd, Aosta Valley Card, oltre ad una convenzione specifica tra l’area megalitica e SkyWay Monte Bianco che prevede l’ingresso ridotto all’area megalitica ai possessori del biglietto della Skyway e viceversa. Abbiamo avuto, e avremo nuovamente a breve, un incontro con il Comune di Aosta, con il quale è necessario riparlare degli accordi presi
L’Assessore Certan ha quindi elencato le varie iniziative realizzate, tra cui attività didattiche, anche per bambini e famiglie, visite guidate, workshop, aperture straordinarie, concerti, pagine promozionali su riviste.
In sede di replica, il Consigliere Bertin ha commentato: «Purtroppo i risultati confermano le mie più pessimistiche previsioni: 10 mila visitatori, 43 mila euro incassati a fronte di 400 mila euro di costi di gestione. Lo ripeto da anni – a questo punto inutilmente -: questo sito, oltre ad avere un importante valore culturale e storico, può rappresentare un’opportunità per Aosta che non va sprecata. Però, per farlo diventare attrattività anche turistica, non basta aprire la porta per far sì che i visitatori affluiscano, ci vuole un’adeguata promozione che al momento non c’è. Si sarebbe anche potuto prevedere che l’effetto novità sarebbe svanito abbastanza in fretta. Secondo degli studi, per dare un senso e rendere sostenibile il parco bisognerebbe registrare circa 180 mila all’anno. Abbiamo aspettato trent’anni per aprire questo sito, e ci siamo fatti cogliere impreparati. I numeri parlano da soli. Siamo in emergenza e bisogna trovare rimedio. A tutt’oggi manca non soltanto una promozione adeguata ma anche un minimo di visibilità, tanto che chi arriva ad Aosta non sa nemmeno che c’è e dov’è questo importante parco archeologico. Il rilancio di Saint-Martin-de-Corléans deve essere una priorità della Regione


Con un’interpellanza, il gruppo Partito Democratico-Sinistra VdA ha chiesto informazioni sulla bozza del piano di riorganizzazione dell’Azienda USL. «Siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di una bozza di riscrittura del Piano aziendale dell’USL direttamente dalle Organizzazioni sindacali, cui pare sia stata inviata il 18 agosto scorso per un parere – ha spiegato il Capogruppo Jean-Pierre Guichardaz –. Questo documento, che ha anche una forte valenza politica piuttosto che tecnica, dovrebbe essere stato elaborato tenendo in conto analisi e considerazioni del gruppo interistituzionale composto da rappresentanti dell’USL, dell’Assessorato alla sanità, dei Sindacati e della quinta Commissione. Quest’ultima, però, non è mai stata coinvolta. Eppure un documento del genere non può prescindere da una visione d’insieme, dato che è anche dallo stabilire l’organizzazione dei dipartimenti e delle strutture dell’USL che passa la decisione di dove vuole andare la nostra sanità.»
Il Capogruppo Guichardaz ha quindi chiesto di ricevere spiegazioni sul lavoro svolto per la redazione della bozza trasmessa ai Sindacati e sulle ragioni che sottendono alla riorganizzazione dell’USL, l’entrata in vigore dello stesso e il cronoprogramma degli atti conseguenti (modifiche legislative, cambi di governance).
L’Assessore alla sanità, Luigi Bertschy, ha riferito: «Il tempo per la discussione non manca e il percorso che stiamo conducendo è il più corretto, anche nell’ottica di una condivisione da parte di tutti. L’ultimo anno è stato caratterizzato da cambiamenti importanti per la sanità: abbiamo rinominato il Direttore generale dell’USL e ricomposto la Direzione strategica in sei mesi; affidando questo incarico e i relativi obiettivi di mandato da perseguire (condivisi con la quinta Commissione) abbiamo espresso chiaramente il modello di sanità al quale tendiamo. Fra diciotto mesi ci sarà il primo momento di verifica del lavoro svolto dal Direttore generale per realizzare gli obiettivi di mandato. Ritengo quindi che la politica non abbia limiti per compiere il percorso che ritiene opportuno, per esprimere il proprio parere sull’atto aziendale. Non c’è stata quindi volontà di togliere spazio agli interlocutori. Piuttosto, c’è desiderio di massima trasparenza e di dibattito aperto. Il gruppo interistituzionale si è riunito cinque volte prima di concludere i propri lavori in modo che la Direzione potesse definire l’organizzazione che ritiene più opportuna. Va anche detto che, a monte, manca un piano socio-sanitario che legittimi i percorsi. Bisogna decidere se andare avanti con il vecchio piano o se vogliamo, dati i cambiamenti delle condizioni nel servizio socio-sanitario, aprirci a una progettazione condivisa che sia di prospettiva e attinente ai bisogni dei valdostani
Il Capogruppo del PD-SVdA, Jean-Pierre Guichardaz, ha affermato: «Confermo che avrebbe dovuto esserci un processo di concertazione, in cui tutte le parti in causa avrebbero dovuto essere poste nelle stesse condizioni. Invece avete optato per un passaggio con le Organizzazione sindacali e con il gruppo interistituzionale, senza dare la possibilità alla quinta Commissione di esprimersi, quantomeno contestualmente. Stiamo parlando di un atto organizzativo che contiene il modello di sanità che verrà proposto nei prossimi mesi. La politica non può rinunciare ad essere protagonista, soprattutto in campi così delicati come la sanità e il welfare


Il Movimento 5 Stelle ha affrontato la tematica dell’autismo. In particolare, con un’interpellanza, il Consigliere Roberto Cognetta, considerato che «in Valle d’Aosta manca un esperto di autismo, mentre in altre Regioni operano professionisti in grado di attuare terapie innovative», ha chiesto se «sia intenzione realizzare un protocollo d’intesa con le Regioni Piemonte o Lombardia per attivare una collaborazione con uno psichiatra esperto di autismo, che disegni ai malati valdostani percorsi individualizzati e possa aggiornare il personale medico locale. Infatti, alcune terapie messe in atto in Valle non sono aggiornate con i tempi, così come il limite dell’età della presa in carico non pare adeguato alle diverse specificità di ognuno.»
L’Assessore alla sanità, Luigi Bertschy, nell’evocare il percorso già intrapreso lo scorso anno in quinta Commissione con l’audizione dell’associazione valdostana autismo, ha confermato che «in Valle stiamo lavorando per migliorare la nostra organizzazione e la nostra preparazione: l’Assessorato sta predisponendo, in accordo con l’Assessorato all’istruzione e cultura, un protocollo d’intesa per la presa in cura delle persone con disturbi dello spettro autistico. L’intento è quello di costruire un percorso di cura che non riguarderà solo gli aspetti sanitari ma anche quelli sociali. Non c’è, infatti, un modo di agire standard per tutti, il lavoro deve essere fatto sulle singole persone e sulle famiglie. Per il futuro si immagina una rete di servizi più ampia, alla quale collabora anche l’associazione autismo e che vorrebbe vedere la nascita di una Fondazione che si pone l’obiettivo di realizzare una struttura che avrà carattere residenziale e diurno per dare la possibilità ai ragazzi di lavorare in un’azienda e di essere quindi attivi, essendo comunque affiancati da figure professionali
L’Assessore ha poi aggiunto che «c’è un’équipe multidisciplinare che lavora da tempo e che si sta confrontando anche sulle criticità date dal passaggio di età dall’area giovani a quella adulta. Si sta operando con un centro specialistico piemontese affinché siano accresciute le nostre competenze in questa materia. Il primo e vero momento di verifica avverrà dopo l’approvazione del protocollo d’intesa per realizzare dei momenti di formazione diretta da attuarsi possibilmente già entro la fine dell’anno
Nella replica, il Consigliere Cognetta ha commentato: «Credo che la strada intrapresa sia quella corretta, anche se con un certo ritardo rispetto alla situazione. Resto in attesa degli sviluppi e farò gli opportuni controlli sull’andamento del protocollo d’intesa

Il gruppo PD-SVdA ha illustrato un’interpellanza per conoscere gli interventi per sopperire ai disservizi e ritardi nella tratta ferroviaria Pont-Saint-Martin/Aosta.
«Siamo allarmati da possibili ripercussioni sui pendolari riguardo a puntualità e presenza sul posto di lavoro, in particolare per gli abitanti della Bassa Valle e per chi è in transito per Torino – ha specificato il Consigliere Paolo Cretier -. Ci chiediamo le motivazioni che hanno prodotto questi gravi disservizi e se la Giunta regionale intenda intervenire a tutela dei pendolari e dei lavoratori che utilizzano questo servizio di trasporto. Purtroppo, resta valido il detto per cui ciò che arriva puntuale per Trenitalia è il ritardo.»
L’Assessore ai trasporti, Claudio Restano, ha risposto: «Siamo a conoscenza di disservizi lungo la tratta Montjovet-Châtillon, riguardanti coincidenze, allungamento dei tempi di percorrenza e soppressione di alcuni treni. Nel periodo tra gennaio e agosto 2017 non sono pervenuti reclami né segnalazioni particolari da parte degli utenti della tratta Pont-Saint-Martin/Aosta. In generale, dai dati di puntualità trasmessi da Trenitalia, per i mesi da gennaio a luglio 2017 si è riscontrata una media del 94,44% dei treni con ritardo inferiore ai 5 minuti e del 98,48% con ritardo inferiore ai 15 minuti; sono dati, questi, migliori di quelli del 2016, in cui, nello stesso periodo, la puntualità media è stata, rispettivamente, del 92,82% e del 97,82%. Sono migliori anche di quelli per lo stesso periodo del 2015, pari al 91,35% ed al 97,51%
«Le motivazioni delle problematiche – ha aggiunto l’Assessore Restano – sono riconducibili ai lavori infrastrutturali effettuati da RFI. Trenitalia ha risolto tali criticità con l’uso di bus sostitutivi lungo il tratto autostradale, evitando, così, la percorrenza lungo la strada statale con tempi superiori. La Regione non ha ricevuto ulteriori lamentele su disagi o disservizi successivamente a questa soluzione
Infine, l’Assessore ai trasporti ha spiegato: «Al momento, la Regione è vincolata dal contratto di servizio 2004-2005 sottoscritto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con Trenitalia. Rispetto ai ritardi, negli ultimi due anni sono state applicate le penali previste (poco meno di 35 mila euro per il 2015 e circa 18 mila euro per il 2016). Il quadro dovrebbe cambiare per il futuro, considerato che la Regione ha avviato la procedura di gara per l’affidamento del servizio ferroviario regionale a partire da dicembre 2018. Il nuovo contratto prevede maggiori penalizzazioni in caso di ritardi; standard di qualità più elevati per le dotazioni tecnologiche obbligatorie; specifiche per la tutela ambientale; maggiore possibilità di controllo da parte della Regione. Previste anche misure orientate ai viaggiatori, tra cui una più efficace gestione dei reclami, un maggior coinvolgimento delle Organizzazioni sindacali e delle associazioni dei consumatori, l’abbonamento unico, un potenziamento dei servizi per le persone con disabilità o mobilità ridotta
Il Consigliere Paolo Cretier ha auspicato «un notevole miglioramento del servizio, dando così risposta alle tante segnalazioni dei cittadini. Più in generale, in materia dei trasporti, sollecito il Governo regionale a riflettere e a mettere finalmente in campo benefici per i valdostani, sulla stregua della ‘vignette’ svizzera

Il gruppo Movimento 5 Stelle è tornato a parlare di tematiche relative alla Casa da gioco di Saint-Vincent. In particolare, con questa interpellanza, è stata affrontata la questione dei benefit erogati ai temporary manager della Casinò de la Vallée con il ruolo di “hotel director” e “human resources director”.
«A questi manager, oltre al compenso di 118 mila euro annuo, sono riconosciuti vitto, alloggio, servizio di lavanderia, auto uso promiscuo – ha detto il Consigliere Roberto Cognetta -: vorrei sapere se sia intenzione regolare e controllare l’utilizzo di tutti i vari benefit, in modo da non far gravare eccessivamente queste spese sulle casse disastrate della società ed evitando possibili abusi. Inoltre, sarebbe un segnale di equità e giustizia sociale verso i dipendenti che hanno accettato un taglio dello stipendio capire come sono calcolate tali spese.»
L’Assessore alle società partecipate, Albert Chatrian, ha illustrato quanto riferito dalla Società: «L’importo complessivo dei benefit accordati sono stabiliti nei contratti stipulati con i due collaboratori il 1° agosto 2017, nel pieno rispetto delle norme di legge nazionali e regionali e sono individuati nella misura del 10% del compenso. Con i due collaboratori sono stati stipulati contratti a termine, con inquadramento diverso. Il loro ingresso in servizio è avvenuto in tempi brevissimi, per far fronte a tutte le problematiche di rilancio del business dell’Unità Produttiva Alberghiera e di gestione delle relazioni sindacali presso la Casa da Gioco individuate nel piano industriale, anche perché, secondo quanto dichiarato dalla Società, la grave destrutturazione aziendale ereditata aveva fatto registrare un preoccupante rallentamento delle iniziative in programma
Riguardo all’utilizzo dei benefits, l’Assessore ha evidenziato che «la Società ha provveduto a redigere una bozza di Disposizione Operativa che regolamenta appunto i benefit e l’uso delle strutture e dei servizi aziendali per tutti i dipendenti e collaboratori. La bozza di procedura, che è in fase di condivisione anche con consulenti fiscali esterni per la sua complessità, sarà varata a breve
L’Assessore ha poi detto che «i due collaboratori hanno trascorso in azienda tutto il mese di agosto alle prese con le complesse attività di riorganizzazione previste, in ossequio all’oggetto del contratto che ne disciplina il rapporto di lavoro, ove si richiede ai collaboratori la presenza assidua in sede, senza l’osservazione degli orari di lavoro, al fine di assicurare il perseguimento degli obiettivi. I due collaboratori, proprio per la loro assidua presenza in azienda, hanno ricevuto come ospiti per alcuni brevi periodi, le rispettive signore. La gestione amministrativa e fiscale di tale ospitalità è in corso di definizione: in linea di massima per quanto riguarda l’alloggio, sarà ricompreso tra i benefit concessi ai collaboratori come da contratto (essendo le signore state ospitate nelle stesse stanze occupate dal collaboratore), pertanto il controvalore sarà assoggettato fiscalmente e dal punto di vista previdenziale nell’ambito del rapporto con il collaboratore. Se il Consigliere è in possesso di altra documentazione, lo invito a farla pervenire nelle sedi più opportune
Nella replica, il Consigliere Cognetta ha evidenziato: «Sicuramente trasmetterò la documentazione nelle sedi opportune. Il contratto è chiaro e preciso, ma è un contratto che è stato fatto in un momento molto difficile per l’azienda. Non si capisce perché siano dati pasti a questi signori e alle consorti: certi atteggiamenti non andrebbero tenuti, perché questo non fa che peggiorare un clima aziendale già negativo. Allora ci chiediamo: chi governa questa società? L’Assessore ha tutti gli strumenti in mano per fare qualcosa: lo invitiamo a mandare a casa questi manager che dal Casinò prendono solamente senza risolvere i problemi.»


Il Consiglio regionale ha preso atto della relazione dell’Assessore alle attività produttive, Fabrizio Roscio, sulle attività 2016 di Vallée d’Aoste Structure, società cui l’Amministrazione regionale ha conferito i beni facenti parte del patrimonio immobiliare destinato ad attività produttive e commerciali.
Dalla relazione emerge che la Società ha chiuso il conto economico dell’esercizio 2016 con un risultato negativo di 7 milioni 522 euro (contro il negativo per 1 milione 731 del 2015), dovuto all’adempimento di indirizzi civilistici e contabili. I costi della produzione al 31 dicembre 2016 ammontano a 12 milioni 559 mila euro contro i 6 milioni 785 mila del 2015, con un incremento di 5 milioni 774 mila euro, sostanzialmente imputabile alla svalutazione di beni strumentali durevoli resasi necessaria ai sensi di quanto previsto dall’Organismo italiano di contabilità-OIC16. Tra le principali voci operative di costo la relazione evidenzia ancora le spese per servizi, i costi per il personale e gli ammortamenti di beni strumentali e le svalutazioni.
L’Assessore Roscio ha evidenziato «il notevole incremento del costo relativo all’IMU, gravata in aggiunta dal conferimento di immobili agricoli che ha generato, da solo e per l’esercizio 2016, imposte per ulteriori 177 mila euro. È però importante ricordare che è migliorato l’indice EBITDA, espressione della redditività caratteristica al netto della gestione finanziaria e tributaria. Elemento fondamentale è l’elevata incidenza delle somme destinate all’ammortamento dei beni che superano un terzo dei costi totali, computati al netto delle svalutazioni delle immobilizzazioni. Questo va letto alla luce del fatto che non tutto il patrimonio ammortizzato risulta immediatamente valorizzabile: spesso occorre effettuare interventi migliorativi onerosi. L’esigenza è dunque quella di praticare azioni utili al favorire l’incremento degli spazi locati, il consolidamento della clientela e l’attrattività degli spazi offerti.»
«In merito alle linee di indirizzo per il 2017 – ha proseguito l’Assessore -, si punta, tra l’altro, al potenziamento delle attività di dismissione degli immobili già contenuti nel piano di dismissione, all’ottimizzazione dei costi monetari e non, all’implementazione dei servizi alle imprese insediate, all’attivazione di un social media marketing, all’efficientamento dell’attività di incasso e recupero crediti
«Structure VdA è contraddistinta dal suo patrimonio industriale con anche immobili a valenza agricola. Le criticità societarie riguardano gli immobili non adeguati alle esigenze del mercato, necessitanti di manutenzione, difficilmente locabili nella loro interezza. I costi facilmente superano i ricavi, come nel 2016, anche se alcune azioni di miglioramento sono già state intraprese
L’Assessore Roscio ha concluso osservando: «La valorizzazione del patrimonio industriale va a beneficio dell’intera collettività valdostana, ed è in quest’ottica che è andata la scelta di mantenere il controllo della società da parte della Regione. Va certamente previsto un piano di risanamento credibile, redatto in tempi brevi per dare solidità alla società e metterla in condizione di generare ricchezza e sviluppo a vantaggio della comunità


L’Assessore al bilancio, patrimonio e società partecipate, Albert Chatrian, ha presentato al Consiglio regionale la relazione annuale 2016 sull’andamento della gestione della Casinò de la Vallée, la società per azioni controllata dalla Regione che gestisce il Saint-Vincent Resort & Casinò.
L’Assessore Albert Chatrian ha fatto che presente che «di fatto è una fotografia della passata gestione che il nuovo Amministratore Unico, sulla base delle informazioni che ha potuto acquisire e delle risultanze delle scritture contabili, nel rispetto delle scadenze di legge, ha proposto all’approvazione dell’assemblea ordinaria della società il 25 luglio 2017
«Il bilancio consuntivo relativo alla gestione 2016 attesta una perdita d’esercizio pari a 46 milioni 590 mila euro, contro una perdita del precedente esercizio di 18 milioni 566 mila euro – ha proseguito l’Assessore -. L’ammontare della perdita è stato condizionato in modo rilevante dallo stralcio e dalla conseguente imputazione al conto economico delle imposte anticipate per 28 milioni 107 mila euro e di quanto accantonato al fondo ristrutturazione e riorganizzazione aziendale per 6 milioni 193 mila euro. Ancorché il risultato economico rimane negativo e per un importo rilevantissimo, risulta importante analizzare le sue componenti gestionali, in termini di andamento dei ricavi e dei costi, che nel loro combinarsi hanno determinato, nel 2016, un risultato economico comunque meno negativo dell’anno precedente
Riguardo all’andamento dei ricavi, l’Assessore ha riferito che «i proventi lordi di gioco registrati alla Casa da gioco, nel 2016, sono stati pari a 59 milioni 820 mila euro, con un calo rispetto all’anno precedente di 5 milioni di euro (-7,80%). I giochi tradizionali hanno totalizzato complessivamente proventi lordi per 26 milioni 487 mila euro, con un calo di 3 milioni 852 mila euro (-12,7%). I giochi elettronici hanno totalizzato proventi per 33 milioni 110 mila euro, con un calo di 1 milione 224 mila euro (-3,57%). Gli ingressi dei clienti alle sale sono stati in totale 442 mila 705, con un calo di 52 mila 953 rispetto al 2016 (-10,68%). Per quanto riguarda, invece, i Servizi Alberghieri, nel 2016 si è registrato un incremento del fatturato, che ha raggiunto per la precisione quota 5 milioni 450 mila euro (+24,28% rispetto al 2015)
«Anche i costi di produzione nel 2016 – ha detto Chatrian -, rispetto alla chiusura dell’esercizio 2015, hanno subìto una riduzione. Le principali voci interessate sono state le prestazioni a vario titolo (1 milione 170 mila euro, -64,6%), i costi per la promozione del gioco (425 mila 434 euro, -46,6%), i costi per le utenze energetiche (249 mila 180 euro, -10,5%), il trasporto clienti (298 mila 359 euro, -25,10%). Il costo del lavoro è stato pari a 51 milioni 611 mila euro, di cui 43 milioni 970 mila euro afferenti alla Casa da Gioco e 7 milioni 641 mila euro relativi ai Servizi Alberghieri. La contrazione, rispetto al 2015, è pari a 1 milione 897 mila euro (-3,5% circa).»
«Il personale dipendente della società al 31 dicembre 2016 risulta pari a 652 unità, di cui 516 in forza alla Casa da Gioco e 136 ai Servizi Alberghieri – ha proseguito -. Nel corso dell’anno ci sono state quattro assunzioni di cui una presso la Casa da Gioco e tre presso i Servizi Alberghieri. L’organico della Casa da Gioco ha registrato 45 cessazioni, di cui 41 risoluzioni del rapporto di lavoro connesse all’applicazione dell’art. 4 della legge 92/2012 (ISO pensione), la risoluzione incentivata di un lavoratore, la risoluzione conciliante di due dirigenti ed un decesso. Presso l’area Servizi Alberghieri si sono registrate 4 cessazioni, dovute a risoluzioni conciliari del rapporto di lavoro
L’Assessore ha poi evidenziato che «la struttura patrimoniale risente ancora nel 2016 della massiccia attività di investimento che ha interessato gli esercizi precedenti. In particolare modo le attività fisse, oltre a trovare copertura in risorse finanziarie durevoli, risultano ancora parzialmente finanziate con risorse a breve e medio termine, con conseguente appesantimento dell’attivo circolante. Questa situazione non fa che confermare lo stato di tensione finanziaria, in cui si trovava la società all’inizio del 2017, che ha dato origine all’emanazione del piano di ristrutturazione aziendale, predisposto dalla società e approvato dal Consiglio regionale il 24 maggio 2017, in attuazione della legge regionale n. 2/2017, che si pone come principale obiettivo proprio quello della rimozione di questo stato di tensione e la creazione di nuove prospettive di rilancio e di riequilibrio economico
Albert Chatrian si è quindi soffermato sul 2017: «A fronte di un primo trimestre 2017 ancora negativo sotto il profilo degli incassi, il secondo trimestre ha registrato un segno positivo. Tendenza confermata anche nei mesi di luglio e agosto. È giusto ricordare che anche il risultato della gestione 2017 sconterà gli effetti negativi di poste straordinarie per 20,5 milioni dovuti all’isopensione 2017 e 2018, 12 milioni circa e agli ammortamenti, per circa 8,5 milioni di euro. Anche l’esercizio 2017, chiuderà con un risultato negativo ma in miglioramento rispetto all’anno precedente ed in linea con quanto previsto dal Piano. Ciò rende realistica la prospettiva di un recupero dell’equilibrio economico
Nel corso del dibattito successivo, mille questioni si sono intersecate: la crezione di un Comitato Gioco costituito da quattro dipendenti del Casino e contro il quale si è espressa la maggior parte delle sigle sindacali, la modalità di presentazione della relazione (non transitata in Commissione), la contestazione sui dati riguardanti gli effetti del Piano di ristrutturazione aziendale, la valutazione sull’efficacia delle manifestazioni sportive ospitate nel corso ell’estate, se esistano le premesse per erogare la seconda tranche del finanziamento…
A un certo punto, il capogruppo di Unionv aldôtaine progressiste ha chiesto una sospensione per una riunione di maggioranza e, un’ora e mezza dopo, il presidente Marquis si è scusato e ha chiesto di proseguire la discussione nella mattinata di giovedì 21 settembre, poiché oltre alla presa d’atto vi è anche da esaminare una risolzuione incardinata sul tema.
I lavori sono stati dunque sospesi e riprenderanno, giovedì 21 settembre, alle ore 9.


 


 

Pubblicato / aggiornato il 20/09/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione