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Terminata la Scuola per la democrazia: quasi tutte lodi

Terminata la Scuola per la democrazia: quasi tutte lodi

Domenica 8 ottobre si è conlcusa l’ottava edizione della Scuola per la democrazia organizzata dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta e dalla Fondazione Italaidecide. Ai commenti ufficiali, abbiamo voluto aggiungere quelli di alcuni partecipanti.

Hanno infatti partecipato 75 giovani amministratori locali al di sotto dei 35 anni, provenienti da ogni regione d’Italia. Una ventina erano Valdostani.
Il tema di quest’anno era la cooperazione tra gli enti locali e tra i livelli territoriali. In particolare, la giornata conclusiva si è concentrata sulle politiche dell’immigrazione nei confronti degli enti locali e sul principio collaborativo per il governo della repubblica. Erano infatti presenti il ministro dell’interno Marco Minniti e il presidente del Consiglio dei ministri Paolo Gentiloni.
Il presidente di italiadecide, Luciano Violante, si è detto particolarmente soddisfatto «per l’intensità della partecipazione, i temi trattati interessano gli amministratori locali. Siamo molto contenti che sia il ministro Minniti sul versante dell’immigrazione, sia il presidente del Consiglio Gentiloni, sul piano generale, siano intervenuti nel merito dei problemi e non con discorsi generici. Hanno voluto dimostrare come sia importante il coraggio delle scelte: chi amministra deve scegliere, e questo concetto è stato il filo dominante della giornata. Siamo lieti che il ministro si sia impegnato per ricevere i giovani amministratori, a Roma, per confrontarsi sui temi dell’immigrazione con riferimento ai Comuni.» Ha quindi concluso: «La politica è comportamento: quando ci sono dei buoni comportamenti ci sono dei buoni modelli. E servono più i comportamenti che le parole. E così è stato in questi giorni.»
Soddisfatto anche il presidente del Consiglio Valle, Andrea Rosset: «È dal confronto tra idee e modelli diversi che nascono le opportunità. Questi tre giorni sono il punto di partenza per un dialogo che proseguirà a distanza tra questi giovani amministratori».
Luca Girasole, consigliere comunale ad Aosta, così valuta l’esperienza: “Credo che sia un’ottima iniziativa. In primo luogo per il livello degli ospiti che vengono invitati e per le tematiche che vengono affrontate. Inoltre per la possibilità di  confrontarsi oltre che con gli oratori stessi (durante i momenti di gruppo ma anche nei momenti conviviali come i pranzi e le cene) anche con giovani amministratori (sindaci, assessori e consiglieri) di altre realtà nazionali, di conoscere come hanno cercato di affrontare problematiche simili se non identiche a quelle che dobbiamo affrontare noi, sulle iniziative messe in campo nelle loro realta a favore dei cittadini, su come insomma amministrano i loro territori, a volte molto simili altre molto diversi dai nostri. Un plauso infine all’organizzazione impeccabile. Un’esperienza che mi sento chi consigliare a tutti i giovani amministratori locali e che mi auguro possa avere lunga vita“.
Seconda volta per Diego Joyeusaz, consigliere comunale a Châtillon: “Già partecipai alla scuola per la democrazia nel 2015 e la ricordo come un’ esperienza molto positiva sia per i momenti di formazione sia per l’atmosfera molto amichevole e fruttuosa in termini di confronto tra i vari giovani amministratori che vi prendono parte da tutta Italia. Questa edizione si contraddistingue dalle precedenti per l’alto numero di ospiti di prestigio che hanno riportato le loro esperienze locali, nazionali e internazionali, catturando l’interesse e incoraggiato tutti i giovani politici presenti senza dare importanza ai diversi colori politici. Un’ottima occasione di formazione per tutti i ragazzi che, decidendo di diventare amministratori locali, sono oggi chiamati a confrontarsi con sfide molto complesse“.
La verve polemica di Andrea Manfrin, consigliere comunale ad Aosta, non si smentisce neppure in questa circostanza: “Ho apprezzato molto l’esperienza di incontro con amministratori di altre località, ma per essere effettivamente democratica la scuola dovrebbe permettere di fare le domande che si preferisce agli ospiti di rilievo, non passarle al vaglio preventivamente preparando l’ospite. Se un politico nazionale non è in grado nemmeno di rispondere ad un giovane amministratore è meglio che vada a fare altro“.

Pubblicato / aggiornato il 08/10/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione