Autorizzata la candidatura di Donzel a segretario PD
Infatti la Commissione di Garanzia per il Congresso del Partito Democratico della Valle d’Aosta ha ricevuto il parere da parte della Commissione di Garanzia Nazionale che, all’unanimità, il 16 ottobre, ha deliberato che la posizione di Donzel non ricade nelle fattispecie di incandidabilità previste all’art. 5, commi 1 e 2 del codice etico:
“1. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, sia stato:
a) emesso decreto che dispone il giudizio;
b) emessa misura cautelare personale non annullata in sede di impugnazione;
c) emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva, ovvero a seguito di patteggiamento; per un reato di mafia, di criminalità organizzata o contro la libertà personale e la personalità individuale; per un delitto per cui sia previsto l’arresto obbligatorio in flagranza; per sfruttamento della prostituzione; per omicidio colposo derivante dall’inosservanza della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.
2. Le donne e gli uomini del Partito Democratico si impegnano a non candidare, ad ogni tipo di elezione anche di carattere interno al partito, coloro nei cui confronti, alla data di pubblicazione della convocazione dei comizi elettorali, ricorra una delle seguenti condizioni:
a) sia stata emessa sentenza di condanna, ancorché non definitiva ovvero a seguito di patteggiamento, per delitti di corruzione nelle diverse forme previste e di concussione;
b) sia stata emessa sentenza di condanna definitiva, anche a seguito di patteggiamento, per reati inerenti a fatti che presentino per modalità di esecuzione o conseguenze, carattere di particolare gravità;
c) sia stata disposta l’applicazione di misure di prevenzione personali o patrimoniali, ancorché non definitive, previste dalla legge antimafia, ovvero siano stati imposti divieti, sospensioni e decadenze ai sensi della medesima normativa“.
Il riferimento è alla condanna di secondo grado che ha portato l’allora assessore alle attività produttive a essere sospeso dal Consiglior regionale della Valle d’Aosta.
Pubblicato / aggiornato
il 20/10/2017 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
