Sindacati ribadiscono: lavoro sugli impianti a fune attività gravosa
Da un anno le Segreterie Regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Savt di Valle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Piemonte e Lombardia, insistono su questo tema e la partita, almeno in questa fase, appare ancora aperta proprio sul principio che non tutti i lavoratori sono uguali e che vanno riconosciute le specificità.
“Il settore dei trasporti – spiegano le Organizzazioni sindacali dei Trasporti della Valle d’Aosta – è ad alta concentrazione di lavori usuranti, svolti in qualsiasi condizione meteo e con mansioni particolarmente impegnative, per assicurare l’efficienza e la sicurezza del trasporto di merci e persone tutti i giorni dell’anno”.
I lavoratori compresi nel settore degli impianti a fune sono circa 950 nella nostra Regione con diverse mansioni svolte ad altitudini elevate e in costante esposizione a condizioni climatiche disagiate, spesso di diversi gradi sotto lo zero che mettono a dura prova fisico e salute. Nel dettaglio sono:
- Addetti all’esercizio, ispezione e manutenzione
- Conduttori mezzi battipista e motoslitte
- Addetti impianti di innevamento artificiale
- Addetti manutenzione piste
- Conduttori di mezzi d’opera
- Addetti al servizio soccorso piste
Filt Cgil, Fit Cisl, Savt e Uiltrasporti della Valle d’Aosta sollecitano il presidente della Regione, l’assessore al Turismo, Sport Commercio e Trasporti e i parlamentari valdostani ad intervenire in merito all’inserimento di questa tipologia di mansioni tra i lavori gravosi. L’anno scorso il tema era stato anche al centro di un emendamento presentato da Rudi Marguerettaz, Lorenzo Dellai e Luisa Gnecchi
“È giusto che si tenga conto che lavorare a 25/30 gradi sotto zero, in stazioni sciistiche poste fino a 4.000 metri, magari svolgendo manutenzioni pesanti, venga riconosciuto come lavoro gravoso – concludono le Organizzazioni Sindacali – ci auguriamo che questa volta possa aprirsi uno spazio. Siamo consapevoli che la strada su cui si muove il confronto tra Governo e Sindacati è molto stretta, ma restiamo convinti che non sarebbe giusto escludere queste attività da quelle gravose. Le fatiche e gli sbalzi di altitudine a cui sono esposti i lavoratori degli impianti a fune sono sovente causa di problemi di salute, quali l’addensamento sanguigno con riscontri di ematocrito alto, problemi di pressione arteriosa, vertigini, rischio di infarto ed altri problemi cardio- circolatori, che rendono oggettivamente difficile operare in età avanzata. La nostra è una richiesta legittima”.
Pubblicato / aggiornato
il 07/11/2017 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
