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Enti locali: ci sono più anziani non autosufficienti di quanti RaVdA ne abbia stimati

Enti locali: ci sono più anziani non autosufficienti di quanti RaVdA ne abbia stimati

Nel pomeriggio di martedì 14 novebre, si è riunita l’assemblea del Consiglio permanente degli Enti locali della Valle d’Aosta.

All’ordine del giorno l’espressione di parere in relazione a tre delibere adottate dalla Giunta della Regone autonma Valle d’Aosta.
Parere unanimemente favorevole e praticamente senza discussione per le delibere concernenti le nuove disposizioni per la redazione del Bollettino ufficiale della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e per la pubblicazione degli atti della Regione e degli enti locali nonché per lo sviluppo della Banda Ultra Larga (specificamente riferita al nuovo schema di convenzione tra il Ministero dello Sviluppo Economico, la Regione e i Comuni della Valle d’Aosta e Infratel Italia S.p.A.
Parere favorevole all’unanimità (ma con osservazioni) anche alla delibera concernente i requisiti minimi strutturali e organizzativi dei servizi socio-assistenziali residenziali e semi-residenziali per anziani resi da soggetti pubblici e privati in Valle d’Aosta, con la definizione del costo unitario ottimale per gli Enti gestori delle strutture socio-assistenziali per anziani.
Al momento non esistono, in Valle, strutture in grado di accogliere anziani non autosufficienti che necessitino di assistenza infermieristica sulle 24 ore. Vi sono solamente strutture private: la Domus pacis, la Casa di riposo Festaz e il Refuge Père Laurent, ha spiegato il relatore Vittorio Anglesio. La loro creazione, per accoglienze di durata non superiore a 60 giorni, avrebbe la funzione di decongestionare gli ospedali dalle lungodegenze. “La delibera individua le caratteristiche minime delle prestazioni di accoglienza e assistenza e anche il costo ottimale giornaliero (che passa da 115 a 125 euro al giorno, ai quali sommati 18 € per ogni paziente in relazione all’assistenza infermieristica – ha aggiunto il presidente della Consulta -. Però individua anche in 70 unità il numero degli utenti“. Che, in realtà, sono 145.
Quindi il parere favorevole è stato espresso con due osservazioni: quella relativa al fabbisogno massimo stimato che, come abbiamo detto, non rispecchia l’attuale situazione e la richiesta che la copertura infermieristica sia garantita dall’Azienda Usl.

Pubblicato / aggiornato il 14/11/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione