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I medici ospedalieri chiedono chiarezza sull’applicazione della Madia e il rispetto del CCNL

I medici ospedalieri chiedono chiarezza sull’applicazione della Madia e il rispetto del CCNL

La segreteria regionale ANAAO ASSOMED (il sindacato dei medici ospedalieri più rappresentativo a livello regionale) ha inviato ai medici e dirigenti sanitari ospedalieri una comunicazione in merito all’applicazione in ambito sanitario della legge Madia.

Si legge sul documento: “nelle giornate dell’8 e del 9 novembre, si sono tenuti i corsi sulla Legge Madia, organizzati dalla Direzione generale (dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta, n.d.r.), ma rivolti solo a chi ha ruoli di responsabile.

Come Anaao (ma anche altre sigle sindacali erano d’accordo con noi) abbiamo contestato il mancato coinvolgimento di tutti i dirigenti medici e sanitari e abbiamo altresì contestato la mancata informazione alle organizzazioni sindacali su un argomento particolarmente scottante.

La Direzione generale ci ha assicurato che avrebbero messo a punto una circolare esplicativa, per fare chiarezza anche su libere interpretazioni da parte di alcuni frequentatori del corso, che hanno cercato di applicare subito quanto appreso, ma lasciando dubbi sulla correttezza interpretativa.

Da parte nostra, stiamo lavorando per organizzare, speriamo in tempi brevi, un corso sulla Legge Madia, aperto a tutti i dirigenti medici e sanitari, con giuslavoristi di pregio, perché l’argomento deve essere conosciuto, e anche bene, non solo da chi potenzialmente può comminare una sanzione (che a sua volta ovviamente è ‘punibile’), ma anche da chi può subire la sanzione e, magari, conoscendo meglio i rischi a cui può andare incontro la evita.

Alla Direzione generale abbiamo fatto presente che la nostra categoria è da distinguere rispetto a quella impiegatizia: il nostro lavoro non si ferma quasi mai alle 6 ore e 20 giornaliere, e molte ore di ‘straordinario’ finto (perché lo straordinario, per sua stessa definizione, deve essere non ordinario e sempre dovrebbe essere remunerato, se autorizzato preventivamente) finiscono nel cestino, né pagate né recuperate. Il nostro orario è di 34 ore + 4 di aggiornamento: e l’aggiornamento quando viene effettuato? da una nostra indagine interna ci risulta che i medici usufruiscono solo del 20% delle ore di aggiornamento annuo (per partecipare a congressi, frequenze, ecc.). Il resto è utilizzato per assicurare la continuità assistenziale e per far fronte alle sempre più frequenti carenze di organico.

Ma le leggi è giusto che siano applicate, ci mancherebbe. Che problema c’è ad adeguarsi (ma la maggior parte già lo fa) a richiedere ferie e permessi prima? Di essere a posto con i cartellini ecc.  Per la cosiddetta pausa caffè, se è necessario andare al bar interno all’ospedale in borghese lo si fa: forse è svantaggioso per l’amministrazione che perde un po’ di minuti per ogni dipendente per il ‘cambio d’abito’.  

Però l’applicazione delle regole dovrà valere anche per tutto il resto. Tanto per citare qualche esempio: non dovranno più esistere le reperibilità diurne (ormai ‘fuori legge’ dal 1997); non dovranno più esistere gli straordinari non autorizzati e non pagati; non si dovranno più utilizzare gli straordinari per far fronte a croniche situazioni di carenza di personale; il monitoraggio sui cartellini deve evitare che alcuni medici si vengano a trovare  con centinaia di ore in eccesso (l’Ispettorato del lavoro potrebbe intervenire in questi casi); l’orario di lavoro si dovrà articolare sulle 34 ore settimanali e obbligatoriamente prevedere le 4 ore di aggiornamento (anche nella forma della sommatoria delle ore per partecipare a corsi e congressi); la presenza sul luogo di lavoro oltre le ore effettive di attività dovrebbe essere autorizzata e motivata e, se non giustificata, potrebbe anche essere sanzionata.

Quindi cominciamo a prepararci al rispetto di CCNL e Leggi, nel bene e nel male: sicuramente è vantaggioso per la nostra categoria“.

Anaao Assomed auspica dunque che la Direzione generale Ausl, nel giro di poco tempo, produca un documento “chiarificatore” in merito. 

Aggiunge che: “Purtroppo quanto accaduto non è di certo servito a migliorare lo stato di malessere della categoria dei medici ospedalieri orfani di un contratto da 8 anni (stanno iniziando gli stati di agitazione in previsione di scioperi a livello nazionale), con risorse finanziare nella sanità regionale sempre più risicate e col problema della difficoltà di copertura dei posti in organico: come più volte detto i medici difficilmente si sentono invogliati a venire nella nostra regione e, in più, quelli che ci sono, anche da anni, sempre più spesso cercano altri lidi o aspettano con ansia le nuove norme sulla pensione“.
A proposito di pensione, il sindacato dei medici annuncia di aver organizzato una conferenza-dibattito dal titolo “La pensione, chimera o realtà” che si terrà, in Ospedale, lunedì 20 novembre, dalle ore 15).

 

Pubblicato / aggiornato il 18/11/2017 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro