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Sciolto il Consiglio comunale di Valtournenche

Sciolto il Consiglio comunale di Valtournenche

Alle ore 21 di lunedì 27 novembre, si è concluso il Consiglio comunale di Valtournenche, convocato per discutere la mozione di sfiducia al sindaco firmata da sette componenti della sua maggioranza, fra i quali il vicesindaco.

Giuseppe Maquignaz ha illustrato la propria iniziativa spiegando che non si trattava solamente di far valere un patto di alternanza che c’era e che aveva il solo difetto di non essere stato reso noto e pubblico sin dal momento della presentazione della lista. “In questi due anni ci sono state discussioni continue – ha detto Maquignaz, visibilmente emozionato – che hanno dimostrato l’incapacità di questa maggioranza di lavorare assieme. Non ne siamo stati capaci, abbiamo fallito ed è un peccato“.
Deborah Camaschella ha asserito che le accuse di accentramento e prevaricazione che le sono state rivolte non erano accettabili da chi (e non ha voluto fare nomi) ha disertato il 52% delle riunioni di Giunta ed è stato assente a sei adunanze consiliari su 19. Ha difeso il proprio operato con passione, Camaschella, affermando che questa iniziativa non recava danno a lei bensì alla comunità. E ha aggiunto che il suo intento è sempre stato di coinvolgere tutti nelle iniziative, valorizzando il ruolo di ognuno. L’esatto contrario di quanto aveva appena detto Maquignaz, secondo il quale i componenti della Giunta erano stati sistematicamente umiliati dalle esplicite preferenze espresse dal sindaco in favore di alcuni consiglieri, arrivando all’offesa finale di ritirare le deleghe.
I due gruppi di minoranza hanno fortemente criticato l’accaduto. Sin dall’inizio della consiliatura hanno messo in evidenza quelle che ritenevano essere le carenze della maggioranza, sia politiche sia amministative. Roberto Avetrani ha detto ai consiglieri di prima nomina: “Per amministrare, oggi, ci vogliono persone preparate e competenti, non persone con buona volontà e una tessera in tasca“. Giorgio Pession ha affermato che la gestione Camaschella è stata “un fallimento totale“. Ha chiesto al sindaco e al vicesindaco di dimettersi, entrambi, evitando così il ricorso al commissariamento e accelerando il ritorno alle urne.
Il presidente del Consiglio, Luca Ferrari, ha sostenuto il sindaco affermando che “non meritava questo trattamento” e aggiungendo: “Questa mozione è priva di presupposti ma anche di tempismo: siamo alle soglie della stagione invernale, la più importante per Valtournenche e Cervinia e invece non si tiene conto della comunità né degli importanti appuntamenti che l’attendono“.
Lo ha smentito Avetrani, che ha ricordato come Courmayeur e Ayas siano stati, in passato, commissariati e siano sopravvissuti. Ed è stato Avetrani a far uscire la situazione dallo stallo. Infatti sette voti non sarebbero stati sufficienti per far passare la mozione (“Quando si presentano le mozioni di sfiducia bisognerebbe avere la certezza di riuscire a farle passare“, ha detto Jean-Antoine Maquignaz e Giuseppe Maquignaz) ma avrebbero reso impossibile al sindaco di governare. “Quindi al commissariamento arriveremmo comunque. Allora, ritengo di dovermi assumere la responsabilità di porre fine a questa farsa“, ha detto Avetrani, annunciando peraltro la convocazione di una riunione pubblica, per parlare delle tante questioni rimaste senza risposta, non ultima proprio quella dell’avvicendamento alla guida del Comune.
Con otto voti favorevoli, quattro contrati e tre astensioni, la mozione di sfiducia è stata approvata. Il Consiglio comunale è stato immediatamente sciolto.
Camaschella resterà in funzione esclusivamente per garantire l’ordinaria amministrazione sintanto che il presidente della Regione, nelle sue funzioni prefettizie, non nominerà un commissario, la cui nomina dovrà essere ratificata dal Consiglio Valle. Questi resterà in carica per il periodo strettamente necessario a risolvere le questioni urgenti e a indire le elezioni. Un periodo di tempo la cui durata, però, non è definita.

Pubblicato / aggiornato il 27/11/2017 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione