Vai al contenuto

Donzel: con il 55% dei voti si sono appropriati del Pd

Donzel: con il 55% dei voti si sono appropriati del Pd

Raimondo Donzel è intervenuto, in apertura dell’assemblea del Partito democratico della Valle d’Aosta per l’elezione del nuovo segretario, dando lettura di una lettera aperta. 

Questo il testo: “In queste due settimane che hanno seguito le primarie regionali del nostro partito per l’elezione del segretario abbiamo cercato di raccogliere le opinioni delle cariche istituzionali del partito, che si rendevano disponibili, e degli altri candidati e mozioni congressuali per proporre all’Assemblea regionale un documento politico a sostegno delle candidature alla Presidenza dell’Assemblea e alla carica di Segretario su cui fosse possibile far convergere, con le specifiche particolarità, tutte le mozioni congressuali, nel rispetto della libertà di voto di ogni membro dell’Assemblea.
Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità, giustificati e motivati da un risultato delle Primarie che ci atrribuiva alla nostra mozione oltre il 43 per cento, e perché in ogni caso la politica è dialogo e confronto diretto e aperto, soprattutto all’interno dello stesso partito.
Riteniamo che la grande delicatezza di questo momento storico dal punto di vista delle difficoltà strutturali che l’economia valdostana di trova ad affrontare sia sul fronte delle imprese sia su quello occupazionale con l’affacciarsi di nuove povertà e, dal punto di vista della grave crisi occupazionale e politica del Consiglio regionale  che trascina a un  duro scontro tutte le forze democratiche che dovrebbero invece assumersi la responsabilità di governo; e non di meno la preoccupazione per la complessa sfida elettorale che a breve ci attende sul piano nazionale, debbano trovare una prima risposta già a partire dalla nostra coesione interna e dalla nostra capacità di elaborare sintesi che superino la logica degli schieramenti.
Abbiamo auspicato e auspichiamo una gestione unitaria del partito fondata sul rispetto delle persone e di tutte le componenti e del loro peso politico, così come determinato dal voto delle Primarie.
Abbiamo dato agli elettori la possibilità di esprimersi per un candidato e per un progetto, non contro qualcuno. Gli elettori hanno preso la penna in mano con la speranza di un partito più forte e capace di dare risposte.
Noi pensiamo che un partito che immaginava di governare l’Italia con il 40 per cento, sia lontano dai trucchi della vecchia politica, per ribaltare ciò che gli elettori hanno in qualche modo indicato.
E allo stesso modo non ci siamo fermati a un dato elettorale ma abbiamo cercato di misurarci sui metodi e sui contenuti. Non pensiamo che la ricostruzione unitaria del partito sia cosa che si possa risolvere con un voto. Non siamo il partito che decide con un clic ma ci misuriamo fra di noi sulle questioni aperte.
Senza un ampio accordo sulla composizione degli organismi del partito e sulle modalità di lavoro comune è molto più difficile costruire insieme una squadra più grande coesa. 
Serve un metodo di lavoro e una prospettiva comune sulla riorganizzazione, per definire una linea politica, che nella contesa per le primarie di è fatta contraddittoria e nebulosa, non partecipata dai territori e dagli elettori. 
Di questo abbiamo cercato di parlare, su questi punti abbiamo cercato di costruire delle proposte,  rendendocu disponibili tutti i giorni.
Con chi ha accettato un confronto di merito si è valutata l’esigenza di una ricomposizione dei rapporti con tutte le forze che si opongono alle destre e ai populism,i che è la nostra sfida primaria. Parallelamente abbiamo ipotizzato l’avvio di una conferenza programmatica sui contenuti che porti i nostri circoli e i nostri simpatizzanti adapprofondire questioni che ci hanno diviso, e a farlo in modo più partecipato, con potere decisionale sulle scelte del partito anche attraverso il voto.
abbiamo la determinazione di ricostruire la nostra dimensione di partito, fata di donne e uomini, cominciando dal basso, dalla maggior attenzione ai circoli e alla loro attività.
Dobbiamo dotarci di uno strumento agile, efficace ma anche solido per il contributo aperto al confronto e alla costruzione di nuove idee, come il giornale Le Travail, anche quello su carta stampata, da distribuire a iscritti e elettori, sostenuto in primis dall’abbonamento.
Dobbiamo, insieme, rafforzare e rilanciare il tesseramento, come forma di adesione al partito che non si risolve con una tessera online, ma che nasca dallo scambio di opinioni e anche da una stretta di mano.
Gli organismi dirigenti della Direzione e della Segreteria devono essere snelli e plurali, aperti a chi ha idee e voglia di fare. Non autoreferenziali, sempre pronti al confronto con i Circoli e con l’Assemblea, da cui devono venire le indicazioni forti sulla linea del partito.
Vogliamo costruire insieme a tutti un partito che abbia in cima alla sua agenda la ripresa economica, il lavoro, l’occupazione giovanile e di chi è stato espulso dal mercato del lavoro; e che abbia una visione e una determinazione a costruire un nuovo welfare inclusivo che contrasti le nuove povertà e supporti le famiglie nella vita quotidiana di cura dei figli e degli anziani.
Per questo abbiamo cercato il dialogo vero e ci presentiamo oggi per un unire il partito e renderlo più aperto e plurale”.

Pubblicato / aggiornato il 03/12/2017 alle 12:00
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione