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Adaptation: la decisione del Consiglio scolastico ha sancito il fallimento del progetto

Adaptation: la decisione del Consiglio scolastico ha sancito il fallimento del progetto

Giovedì 28 dicembre, il Consiglio scolastico regionale ha deliberato alcune modifiche alla sperimentazione delle Adaptation, da attuarsi nella seconda parte dell’anno scolastico 2017/18.

In merito, l’assessore Istruzione e cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta, Emily Rini, ha dichiarato: “Questa decisione di accoglimento di istanze vuole essere un messaggio di apertura alle richieste ed esigenze del mondo scolastico al fine di porre le basi migliori per progettare tutti insieme le modalità per potenziare le competenze linguistiche dei nostri studenti per i prossimi anni scolastici. Come ho già avuto modo di dire non si tratta di un passo indietro, bensì di un passo in avanti volto al rafforzamento delle competenze linguistiche”.
Il Consiglio scolastico ha deciso di rinviare a una successiva deliberazione le decisioni in merito alla revisione della sperimentazione delle Adaptations per l’anno scolastico 2018/2019: Le modifiche più importanti saranno apportate per l’anno scolastico 2018/2019, poiché in corso d’anno scolastico è possibile intervenire ma in maniera più circoscritta – ha specificato Rini -. Il mio auspicio è quello di riuscire a trovare una sinergia tra l’amministrazione e il mondo della scuola nel suo complesso al fine di individuare congiuntamente gli strumenti e le strategie migliori per raggiungere un obiettivo comune: dare maggiori opportunità ai nostri ragazzi”.

Il primo commento è arrivato dal consigliere regionale di Alpe Chantal Certan, critica rispetto a questa sperimentazione sin dal suo esordio: “L’Assessore Rini, con questa sterzata natalizia, prende atto del fallimento della sua legge del 2016, fatta senza concertare con il mondo della scuola, in modo superficiale e approssimativo. Prima che il mondo scolastico le scoppi nelle mani, Rini inizia a cambiare rotta. Non mi stupisce che per l’ennesima volta il potere di scelta e decisione venga attribuito al Consiglio scolastico, organo che seppure sia deputato a dare pareri, da diversi anni non viene più rieletto o reintegrato in modo organico, chiaro e trasparente, ma convocato selon nécessité. Forse le proposte di revisione della legge dovrebbero essere portate alla Commissione competente e in Consiglio regionale,  la cui maggioranza (pressoché simile all’attuale) aveva avvallato nel luglio 2016 le sciagurate disposizioni. Presenteremo in Consiglio le proposte che avevamo preparato in occasione della finanziaria ma che, vista la pochezza della discussione e delle proposte della maggioranza,  abbiamo preferito tenere per un dibattito dedicato alla tematica scolastica”.
Lucia Scacchi, per per Flc-Cgil, scrive: “A giudizio della FLC-CGIL è l’mpianto delle Adaptation che presenta evidenti limiti: dalla scelta di concentrare prioritariamente sul plurilinguismo le risorse regionali (e non su altre urgenze del sistema scolastico valdostano, come la dispersione), all’individuazione di un modello di insegnamento sulla falsariga del CLIL, ma che lo distorce (utilizzando insegnanti senza le competenze ritenute necessarie da questo modello pedagogico). La delibera approvata dal Consiglio Scolastico Regionale, al di là di questi elementi di fondo, presenta per noi anche altri numerosi elementi critici, non rispondendo a diversi problemi sollevati da tempo sia dalla nostra organizzazione sindacale, sia dalle assemblee e dai collegi docenti di diverse scuole.
In particolare valutiamo negativamente la scelta di concentrarsi esclusivamente sulla secondaria, in particolare di primo grado. In questo settore, anche per l’intreccio con le modifiche su compresenze e insegnamento tecnico, sono emerse le critiche più acute ed evidenti (dalla scelta di alcuni docenti di educazione fisica di non applicarle alla presa di posizione di diversi collegi docenti). Però è tutto il sistema scolastico valdostano che vive problematicamente l’applicazione di questo modello: ad esempio anche l’utilizzo dell’inglese nella scuola primaria presenta evidenti criticità, sia sul piano dell’organizzazione del lavoro sia su quello didattico per gli alunni (a partire dal senso e dall’efficacia dei percorsi individuati). Inoltre, le soluzioni proposte mantengono sostanzialmente fermo il monte ore prestabilito (con una piccola riduzione per l’inglese), semplicemente scaricando sulle scuole la scelta delle discipline non linguistiche su cui condurre la “sperimentazione” (a metà anno scolastico, e quindi rischiando di innescare una conflittualità diffusa, senza concrete possibilità organizzative di modificare le scelte applicate in sede di programmazione delle attività).
Il Consiglio Scolastico Regionale, in ogni caso, ha approvato anche l’avvio di un percorso di revisione complessivo delle Adaptions per il 2018/2019 (secondo punto della delibera). In questo percorso, secondo quando annunciato nella riunione, saranno sentiti e coinvolti non solo il Comitato tecnico deciso dalla Giunta Regionale, ma anche tutte le organizzazioni sindacali, le istituzioni scolastiche ed i docenti della Valle. Sperando, come abbiamo sottolineato nel comunicato del direttivo FLC dello scorso 18 dicembre, che sia un percorso realmente partecipato, in grado di sospenderne l’applicazione e di produrne una successiva revisione radicale, abbiamo votato a favore della delibera unicamente in questa prospettiva. Oggi come ieri riteniamo infatti sia necessaria una revisione complessiva e strutturale dell’insieme delle Adaptations, in ogni ordine di scuola“.
Alessandro Celi, segretario Snals, commenta: “Il direttivo dello Snals formulerà un giudizio più ponderato sul testo della delibera. Per ora, la Segreteria regionale prende atto della decisione del Consiglio scolastico regionale, esito scontato di un progetto nato con le migliori intenzioni, ma applicato senza tenere conto della realtà della Scuola in Valle d’Aosta. Fin dalla formulazione del progetto, lo Snals, con le altre OO.SS. della scuola,  ha rilevato criticità e proposto soluzioni ben diverse da quelle poi scelte dall’amministrazione. Affidare oggi agli organi collegiali delle singole istituzioni scolastiche la decisione su quali discipline svolgere in francese e inglese rappresenta un modo elegante di riconoscere il fallimento di un progetto che avrebbe avuto bisogno di una reale condivisione iniziale su tempi, contenuti e scelte didattiche. Inoltre, affidare alle singole scuole la scelta sulle discipline, ampliandone tra l’altro il numero, significa aumentare la disparità dell’offerta formativa tra istituto e istituto, rendendo poi inefficace  l’uso veicolare  delle lingue perché “spalmato” per poche ore su discipline che richiedono lessici specifici diversi tra loro, proprio quando i docenti sono concordi nel riconoscere che  la loro mancanza di competenze lessicali specifiche  – insieme alla mancanza di prerequisiti negli studenti – costituisce il principale ostacolo all’applicazione delle adaptations. Sarebbe forse stato meglio sospendere completamente l’applicazione delle adaptations alle Medie e alle Superiori e utilizzare i mesi che ci separano dal prossimo anno scolastico per un’attenta revisione degli obbiettivi della riforma, dai quali fare discendere l’individuazione delle discipline, la formazione specifica degli insegnanti – oggi affidata a uno spontaneismo privo di efficacia – e la declinazione  dei prerequisiti obbligatori per gli studenti. Solo in base a questi tre elementi potranno essere individuati tempi e modalità  di applicazione di una qualunque riforma, senza dimenticare il riconoscimento, economico e giuridico, per le maggiori competenze richieste ai docenti che dovranno applicarla“.
Il SAVT École accoglie con favore il riconoscimento delle istanze del corpo insegnante della Valle d’Aosta “che hanno portato alla luce le criticità riscontrate in un anno e mezzo di sperimentazione dei nuovi Adattamenti, criticità che peraltro sono emerse sia nella scuola primaria sia nella scuola secondaria di primo e secondo grado“. Alessia Démé scrive in una nota: “Prendiamo atto che le decisioni assunte di autorizzare deroghe all’impianto sperimentale degli adattamenti per l’attuale anno scolastico e quindi per l’imminente secondo quadrimestre riguardano solamente la scuola secondaria di primo e di secondo grado, mentre per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria l’impianto rimane per ora invariato. Tali decisioni sono ad avviso del SAVT École assunte in emergenza per evitare che la sperimentazione, così come concepita nel 2016, penalizzi gli alunni stessi che attualmente non hanno gli strumenti necessari per affrontare una disciplina non linguistica in lingua diversa dall’italiano.
Come Sindacato SAVT ribadiamo l’importanza di una scuola aperta al plurilinguismo, sia per rispondere alla nostra identità culturale sia perché l’attuale sistema scolastico nazionale ed europeo richiede agli alunni la conoscenza di una lingua straniera a livello almeno B2 del QCER, anche e soprattutto in prospettiva di un futuro collocamento lavorativo.
Si richiede che dopo questo primo momento di decisioni assunte in emergenza, che ha riguardato solo la scuola secondaria, altrettanta attenzione sia applicata da parte dell’amministrazione e dello dello stesso consiglio scolastico regionale nella fase di valutazione vera e propria e complessiva, che dovrà essere effettuata per la revisione degli adattamenti in vista del prossimo anno scolastico.
Anche la scuola primaria ha necessità di essere rafforzata in termini di risorse umane e finanziarie per poter acquisire le competenze e gli spazi necessari per organizzare le attività scolastiche in modo non frammentario e non a discapito dell’efficacia didattica.
Per tutti gli ordini e gradi di scuola rimane fermo il principio che per aumentare la qualità dell’offerta formativa sia necessario dotare le istituzioni scolastiche delle risorse adeguate, principio che la mancata sostituzione dei docenti assenti e il taglio di cattedre alla scuola media mettono in forte discussione“.

Pubblicato / aggiornato il 29/12/2017 alle 12:00
Categoria: Archivio Articoli