Savt-Santé: Ausl ha deciso da sola sull’ambulatorio di Gignod
Quello che più preoccupa il Savt-Santé è il metodo adottato dall’Azienda. Non sono stati coinvolti, in questo “progetto di riduzione dei servizi territoriali”, né gli amministratori locali, né le organizzazioni sindacali.
Umberto Nigra, segretario di Savt Santé, sostiene che “la sanità e l’assistenza sociale non dovrebbero essere misurati con il pallottoliere, riducendo la gestione dei servizi a mero calcolo matematico. Sanità, salute e servizi socio-assistenziali meritano valutazioni diverse perché coinvolgono la sfera più delicata della popolazione“.
Il Savt ricorda che, nel corso del 2017, in Italia, quasi 11 milioni di cittadini hanno rinunciato a curarsi per problemi economici. E chiede che non si mettano i cittadini della Coumba Freida “in ulteriore difficoltà facendoli spostare dal territorio verso la città dopo che, per anni, si è predicato che bisognerebbe portare i servizi più vicino alla gente“.
Il Savt-Santé – annunciando di aver chiesto un incontro urgente all’Ausl per capire quali siano le possibili soluzioni – si mette a disposizione per un tavolo di confronto e auspica che l’Azienda Sanitaria “non diventi una torre d’avorio dove si decide solo in base al risparmio economico conseguito“.
Pubblicato / aggiornato
il 24/12/2018 alle 12:00
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Categoria:
Salute
