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I lavori pomeridiani del 13 gennaio del Consiglio Valle

I lavori pomeridiani del 13 gennaio del Consiglio Valle

In apertura della seduta pomeridiana del 13 gennaio, il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha discusso un’interpellanza presentata dal Movimento 5 Stelle riguardante gli sbocchi occupazionali per lavoratori e imprese valdostane in Svizzera.

«La Svizzera offre una serie di opportunità dal punto di vista occupazionale di notevole interesse – ha sottolineato il Capogruppo Stefano Ferrero –, riteniamo quindi conveniente che si mettano in atto tutte le iniziative utili a favorire questa possibilità anche per i valdostani.» Ha quindi chiesto «se il Governo regionale intenda promuovere specifiche azioni volte a favorire questi sbocchi occupazionali, agevolando dal punto di vista burocratico le procedure amministrative e stabilendo accordi con le Autorità cantonali.» L’Assessore alle politiche del lavoro, Raimondo Donzel, ha affermato di condividere questa possibilità: «Sono il primo a sostenere che bisogna allargare il compasso con cui si prende in esame la ricerca di posti di lavoro. Il mercato svizzero è di particolare interesse per la nostra regione: nel terzo trimestre 2015 è stato il primo per export valdostano (26 milioni di euro), con un aumento del 5,7% rispetto allo stesso periodo del 2014. In questo senso, la Chambre, con cui questo Assessorato ha un’ottima collaborazione, ha organizzato diversi incontri di formazione e diverse campagne di promozione e di comunicazione sulle diverse manifestazioni valdostane per sensibilizzare il mercato elvetico. Esiste un apposito sportello della Chambre, che è sempre attivo per le imprese interessate ad aprirsi all’estero, non solo in Svizzera. Proseguiranno poi altre iniziative: ad esempio, in accordo con l’Agenzia delle dogane, dai primi mesi 2016 alla Chambre sarà anche operativo uno sportello informativo integrato sull’esportazione delle merci. Il Dipartimento delle politiche del lavoro si occupa anche della mobilità internazionale: in primis, il servizio Eures, attraverso il suo portale, fornisce informazioni su trentadue paesi. Ma devo ricordare che, dopo il referendum votato nel 2014 dalla popolazione svizzera sulle politiche migratorie, dal 2017 potranno sorgere problematiche a causa delle rigidità delle quote migratorie che saranno introdotte. Proprio per questo è opportuno rafforzare i rapporti di amicizia storicamente instaurati dalla Valle d’Aosta con questo Paese, in particolare col Valais, il Vaud e lo Jura. Voglio anche citare il programma Eurodyssée, focalizzato sui tirocini formativi, nonché l’importante lavoro del Centro per l’impiego, che nel 2015 ha collocato quindici lavoratori in Svizzera. In corso di approvazione c’è infine il programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera e fermo è l’impegno a rafforzare i rapporti con la Svizzera.»Ancora del Movimento 5 Stelle l’interpellanza riguardante gli interventi sugli orari dei dipendenti del comparto unico al fine di garantire il maggior utilizzo possibile del trasporto pubblico. «Le recenti restrizioni degli orari e la soppressione di tratte rendono ancora più difficile l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico da parte dei lavoratori, in particolare per i dipendenti regionali che devono sottostare a rigidità per l’ingresso in servizio e la gestione dei recuperi – ha spiegato Ferrero. Noi crediamo che quando si fanno delle variazioni, sarebbe opportuno fare delle considerazioni complessive, al fine di agevolare gli utenti: sarebbe quindi opportuno rivedere finalmente il Piano di bacino di traffico.» L’iniziativa era quindi volta a conoscere se, per garantire un maggior utilizzo dei mezzi pubblici e per non pregiudicare le esigenze familiari dei dipendenti del comparto unico, c’era l’intenzione di intervenire presso il Dipartimento regionale del personale per rimuovere rigidità nei criteri di prestazione del servizio da parte dei dipendenti, come ad esempio l’impossibilità di iniziare la propria attività prima delle ore 8. Il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha riferito che «il Dipartimento del personale ci ha segnalato che al momento non risultano segnalazioni da parte di dipendenti regionali al fine di estendere l’orario degli uffici e la conseguente attività oltre l’arco previsto dalle ore 8 alle ore 18. Peraltro, il Dipartimento del personale rappresenta anche che, di norma, l’attività prestata al di fuori di tale orario è considerata non ordinaria e pertanto soggetta ad una maggiorazione economica differenziata per posizione contrattuale, con maggiori costi per l’Amministrazione. Ciò detto, occorre sottolineare che la distribuzione dell’orario di lavoro nei diversi settori dell’Amministrazione regionale è improntata a criteri di flessibilità finalizzati all’assolvimento delle esigenze organizzative così come identificate dai competenti dirigenti. A tal fine, l’Amministrazione regionale ha introdotto fin dal 2010 nuove disposizioni con l’obiettivo di ottenere una maggiore semplificazione e una maggiore flessibilità degli orari, in modo da permettere il miglioramento della qualità della prestazione da parte del personale, la valorizzazione del capitale umano e la conciliazione lavoro famiglia. L’orario di lavoro ordinario del dipendente regionale è quindi articolato su 5 giorni nella fascia oraria 8-18, con un area di ingresso 8-9 e una sola fascia obbligatoria dalle ore 9-12; ancora, è stata prevista la contabilizzazione del dovuto totale a livello mensile calcolato su 7 ore e 12 minuti giornalieri, con un obbligo giornaliero minimo di 6 ore e massimo di 9 ore. L’articolazione dell’orario di lavoro pare pertanto caratterizzata da una marcata flessibilità, piuttosto che da rigidità, per cui considerati complessivamente le esigenze organizzative degli uffici, gli orari di apertura al pubblico, le aree estese di flessibilità utilizzabili dai dipendenti che risultano ampiamente rispettosi dei principi di conciliazione lavoro-famiglia, non si ritiene attualmente necessario intervenire a modifica dell’impianto organizzativo degli orari per la prestazione del servizio. Peraltro, eventuali esigenze personali possono essere prese in considerazione anche con il ricorso alla mobilità all’interno dell’Amministrazione, rendendo quindi possibile soddisfare delle esigenze particolari.» Il Capogruppo Ferrero si è detto soddisfatto della risposta, «anche se il problema si manifesta nella flessibilità in entrata, perché con gli orari attuali dei mezzi di trasporto, i dipendenti si giocano delle mezzore.» Poi ha replicato: «A mio avviso occorre compiere uno sforzo in merito al lavoro stagionale, in cui abbiamo forti opportunità. I portali informatici riguardano lavori abbastanza specializzati, che richiedono determinate competenze; si potrebbe anche pensare di costruire un sito regionale che racchiuda in un unico panorama tutte le opportunità lavorative esistenti e tutti gli strumenti a disposizione dei valdostani: si tratterebbe di un efficace vademecum per le persone in cerca di impiego.»Alpe ha affrontato la questione dei mutui per l’efficienza energetica. In particolare, il consigliere Fabrizio Roscio ha chiesto «quali criteri di priorità si intenda definire per l’accesso a questi mutui e quali modalità di concreta incentivazione alla realizzazione degli interventi si intendano porre in atto.» L’assessore Donzel, ha riferito: «La costituzione del fondo di rotazione di oltre 12 milioni di euro è stato il primo passaggio per articolare la delibera che erogherà effettivamente i mutui. Bisogna però anche approvare la delibera che riguarda i requisiti minimi necessari al riconoscimento delle opere eseguite; questo atto ci permette l’adeguamento dei Decreti ministeriali alle norme entrate in vigore nell’ottobre 2015. In questo senso, abbiamo già incontrato i professionisti e superato alcune difficoltà; mi auguro che questa proposta di delibera possa essere portata al più presto in Giunta. Abbiamo anche tenuto conto delle norme di recepimento della Lombardia e dell’Emilia Romagna che sono le nostre Regioni di riferimento in materia energetica, e loro hanno concluso il lavoro di recepimento della normativa nazionale a fine 2015. Terremo conto anche di altri aspetti, ad esempio l’andamento dell’economia italiana nel settore edilizio rispetto alla riqualificazione energetica degli edifici, che risulta essere un settore in espansione e che ha risentito poco della crisi. È ipotizzabile che la quota di mutuo per il triennio 2015-2017 non venga messa a bando in una volta sola, ma in tranche, al fine di valutare le risposte degli utenti. Non è escluso di seguire una metodologia aperta di accettazione delle domande (a sportello) fissando criteri non eccessivamente selettivi per interventi modesti o esclusivamente impiantistici; si potrebbero fissare due quote di mutuo e tempistiche differenti per premiare le opere che necessitano di progettualità complessa e mirano a ristrutturazioni importanti. Certamente, si tratta di un approccio innovativo e per questo la prima esperienza consentirà valutazioni utili per rimodulare gli interventi futuri. Il tasso annuale fisso è al 2% in conformità ad altri mutui regionali. Si può ipotizzare anche la possibilità di modulazione dell’entità del mutuo fino al 100% in una logica di premialità. Stiamo dunque lavorando per giungere nel più breve tempo possibile alla concretizzazione dell’erogazione dei mutui.» Roscio ha replicato: «Su questo tema occorrerà tornare, vista la sua vastità. Le norme europee stabiliscono che ci sono obiettivi stringenti, ovvero che gli edifici devono arrivare a consumo quasi zero. Nella nostra regione tante case sono in classe G, cioè la peggiore dal punto di vista delle prestazioni energetiche: posto che è più conveniente spostare le case dalla classe G a quella C, a nostro avviso sarebbe meglio aiutare prima queste tipologie. Leggendo la delibera, il nostro timore è che si operi correttamente dal punto di vista formale, ma senza poi ottenere risultati concreti. Riteniamo poi utile istituire obblighi di intervento e concentrare gli incentivi per chi si trova nelle situazioni peggiori, nonché ragionare su interventi semplici, per non produrre molta burocrazia e pochi risultati effettivi.»Union Valdôtaine Progressiste, con un’interpellanza, è tornata a trattare l’argomento dei mancati pagamenti previsti dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR) 2007-2014. Il consigliere Alessandro Nogara ha richiamato l’incontro del 24 novembre tra i funzionari del Ministero dell’agricoltura, i vertici di AGEA e la delegazione valdostana formata dall’assessore Renzo Testolin, dal Direttore di Area VdA, oltre che dai rappresentanti della terza Commissione consiliare: «In questa occasione, i vertici di Agea hanno dichiarato la loro piena disponibilità a contribuire alla risoluzione delle criticità relative ai pagamenti non ancora effettuati sul PSR 2007-2013, che erano ormai in scadenza, sottolineando però l’oggettiva difficoltà nell’intervenire su problematiche poste tardivamente all’attenzione dei funzionari di AGEA. Oggi, vogliamo fare il punto di una situazione che ha colpito gli agricoltori senza che ne avessero colpa e aspettiamo con impazienza le risposte dell’Assessore, anche riguardo alle intenzioni della Giunta regionale nei riguardi di quegli agricoltori che non otterranno il pagamento per responsabilità riconducibile agli uffici di AREA VdA.» Nella risposta, l’assessore Testolin ha riferito: «A seguito della disponibilità di Agea, per quanto riguarda le 45 domande a campione con riscontro inizialmente negativo per le quali Area VdA ha richiesto il riesame dei singoli esiti, AGEA ha confermato l’esito negativo per 10 di esse. Delle restanti 35 domande, 5 sono state istruite e liquidate a inizio gennaio mentre per le ultime 30, Agea sta completando le lavorazioni necessarie che permetteranno la loro istruzione e la proposta di liquidazione. Per le domande 2008-2009 non presenti a sistema, Agea ha comunicato a dicembre l’irricevibilità dell’istanza regionale perché solamente le domande compilate tramite le funzionalità on-line risultano essere ricevibili, mentre non viene fatto alcun riferimento a presunti ritardi da parte di Area VdA nella fornitura degli elementi a sostegno, ritenuti invece da Agea stessa tecnicamente sufficienti. Mancando a monte il presupposto della presentazione on-line, Agea non si è resa disponibile per il caricamento delle domande stesse. In relazione alla casistica delle “domande giganti”, delle 3 aziende oggetto di intervento, per una si è giunti alla piena corresponsione delle spettanze, mentre per le altre due, che hanno già ottenuto pagamenti parziali, si è in attesa di un secondo intervento di Agea che permetterà di autorizzare a pagamento l’eventuale conguaglio.» In merito alle domande presentate a valere sulle misure strutturali, l’assessore ha comunicato che «risultano non ancora liquidate 11 domande per un contributo pubblico potenzialmente erogabile pari a 184 mila 481 euro, a fronte di una situazione iniziale che contava un centinaio di domande sospese per un importo superiore al milione di euro. Analogamente, per quanto concerne le domande a superficie, rimangono attualmente in sospeso 333 domande per 1 milione 239 mila euro, riconducibili a 134 aziende agricole. In merito a tali domande già istruite e autorizzate al pagamento da parte della Regione e sospese a causa della c.d. “Operazione bonifica”, si sottolinea come l’Autorità di gestione del Programma di Sviluppo Rurale della Valle d’Aosta abbia presentato in data 31 dicembre 2015 alla Commissione europea, la documentazione per l’interruzione del disimpegno automatico per le domande che, al 31 dicembre 2015, risultano in sospeso a causa di procedimenti giudiziari o ricorsi amministrativi nei confronti dell’Organismo Pagatore Agea, il quale potrà procedere alla liquidazione delle pratiche sospese alla conclusione dei procedimenti che hanno determinato la sospensione. Si segnala inoltre come in questi giorni si stiano inviando apposite lettere ai 134 beneficiari bloccati al fine di comunicare loro la situazione di proroga al pagamento.» «Area VdA – ha aggiunto l’assessore – ha segnalato che non sussistono questioni “refresh” sospese: Agea ha provveduto a ristabilire l’operatività man mano che le attività di refresh progredivano, consentendo di provvedere alle loro liquidazione. Nel caso tuttavia vi siano posizioni toccate da questa problematica, Area VdA è a disposizione per effettuare gli opportuni approfondimenti. Riguardo, infine, alle domande 2008-2009 non inserite, è intenzione dell’Amministrazione regionale di provvedere alla piena e corretta corresponsione delle spettanze agli agricoltori e ci si è a tal fine attivati per verificare le procedure amministrative da seguire.» Nogara, in sede di replica, si è detto soddisfatto della risposta: «Il problema grosso era proprio relativo alle pratiche del 2008-2009, con in ballo 600 mila euro, non per colpa degli agricoltori. In una riunione di due ore, a Roma, si è riusciti a risolvere tutte le questioni: spero che d’ora in avanti ci sia un’attenzione maggiore rispetto alle problematiche in essere e al confronto sollecito con Agea e il Ministero. Ringrazio il Ministro Martina perché è grazie al suo impegno che siamo riusciti a chiudere un dossier che sembravano irrisolvibile. Annuncio che presenterò comunque una risoluzione per codificare quanto detto in Aula oggi.»UVP ha poi posto l’attenzione sulla revisione del sistema tariffario delle zone blu della città di Aosta da parte dell’Azienda Pubblici Servizi spa. Il consigliere Nello Fabbri, nell’illustrare l’iniziativa, ha evidenziato come «mediamente tale aumento sia di oltre il 20% di fronte ad un’inflazione degli ultimi anni prossima allo zero. Saranno i cittadini valdostani, soprattutto quelli delle Valli laterali che gravitano su Aosta per numerose incombenze, ad essere penalizzati maggiormente, anche a causa della riduzione prevista del servizio del trasporto pubblico. Ricordo poi come il costo dell’acquisto degli stalli del parcheggio dell’Ospedale e di altri parcheggi coperti anche in fase di costruzione sia stato a carico dell’Amministrazione regionale e quindi di tutti i cittadini valdostani e che l’inasprimento tariffario priva i cittadini di potere d’acquisto ed indirettamente incide sul bilancio regionale. Chiedo quindi al Governo se intende invitare il Sindaco e la Giunta comunale di Aosta a sospendere tale piano di revisione tariffaria, che sembra mirare più a consentire un utile all’azienda anziché ad un vantaggio per la comunità.» Le président Rollandin a expliqué: «La Commune d’Aoste, compétente en la matière, nous a informés que son Agence des Services Publics lui a proposé, déjà durant l’été 2015, un plan de révision tarifaire visant à déplacer la demande de stationnement sur voirie vers des parkings en infrastructure. Ce plan visait aussi à diminuer la durée du stationnement des véhicules sur les places de parking délimitées en bleu du centre-ville et – conformément aux lignes directrices de l’Union européenne – à améliorer le rapport entre le stationnement sur voirie et celui en infrastructure qui, ici, est aujourd’hui nettement inférieur à la moyenne. Jusqu’à présent, le sujet a été abordé au sein de la compétente Commission du Conseil communal, avec les organisations syndicales et les associations de consommateurs et de commerçants, mais aucune décision en la matière n’a été prise. Dans les prochaines semaines, la Junte communale continuera à étudier la proposition formulée par l’APS, en rencontrant tous les sujets concernés, y compris l’Administration régionale, avant de prendre une décision en la matière.» Fabbri ha quindi replicato: «Questa spiegazione da parte dell’APS mi pare volersi nascondere dietro una foglia di fico, ma confido nel fatto che il Presidente della Regione saprà difendere adeguatamente le ragioni dei cittadini.»Con un’interrogazione e un’interpellanza poste dal gruppo Union Valdôtaine Progressiste, l’Aula ha affrontato il tema dell’utilizzo dell’avanzo di amministrazione degli anni 2014 e 2015 degli Enti locali A tal proposito, si veda anche l’intervista con il capogruppo Bertschy nella sezione video. Ricostruito l’iter della previsione normativa contenuta nella Finanziaria regionale a proposito dell’utilizzo di queste somme «per sostenere i servizi per gli anziani, ed in particolare gli stipendi delle circa 700 persone impiegate in quest’ambito, per un importo di 20 milioni di euro», i consiglieri dell’UVP hanno voluto conoscere l’ammontare della quota non vincolata dell’avanzo risultante dal rendiconto 2014 degli Enti locali non ancora utilizzata nell’anno 2015 nonché la stima dell’avanzo di amministrazione 2015. I Consiglieri hanno poi chiesto quali saranno le modalità per stabilire, per ciascun Comune, l’ammontare della quota da destinare al finanziamento dei 20 milioni di euro e «come il Governo regionale intenda far contribuire quei Comuni che non avranno avanzo d’amministrazione a sufficienza per finanziare le Unités di appartenenza, visto che molti Consigli comunali a fine 2015 hanno impegnato cospicue risorse per utilizzare i propri avanzi di amministrazione, distogliendoli così da questa destinazione.» Dans la réponse, Rollandin a affirmé que «à la clôture de l’exercice 2014, les ressources financières à destination non obligatoire de l’excédent budgétaire des collectivités locales s’élevaient globalement à 46 millions 525 mille 304 euros, dont 37 millions 491 mille 759 euros pour les Communes et 9 millions 33 mille 544 euros pour les Unités des Communes valdôtaines. Nous ne connaissons pas encore à ce jour le montant des ressources financières à destination non obligatoire qui n’ont pas été utilisées au 31 décembre 2015. À la suite de la publication de la loi de finances de la Région pour les années 2016-2018, nous avons demandé aux collectivités locales, par un courrier de la Structure collectivités locales du 30 décembre 2015, de nous communiquer ledit montant au plus tard le 13 janvier 2016. D’ici, deux jours, on aura donc les données. Pour ce qui est de l’excédent 2015, nous ne sommes pas encore en mesure, pour le moment, de faire une estimation: il faudra pour cela attendre qu’aient été effectuées les vérifications liées aux comptes de 2015, qui seront adoptés entre le 30 avril prochain.»   Quant aux modalités de mise en œuvre de la disposition de la loi régionale des finances, le président Rollandin a dit que «la délibération du Gouvernement régional est en cours de définition. La disposition de loi ne prévoit aucun versement à la charge des collectivités locales n’ayant pas de ressources financières à destination non obligatoire disponibles sur leur excédent budgétaire, ou bien les ayant déjà entièrement utilisées. Selon le principe de la solidarité entre collectivités locales, la délibération du Gouvernement régional établira le financement des Unités des Communes par les Communes qui disposent des fonds nécessaires, en privilégiant, le cas échéant, l’Unité des Communes valdôtaines dont chacune fait partie, afin de garantir les micro-communautés sur le territoire.» Il capogruppo Luigi Bertschy ha osservato: «La scelta straordinaria, per noi da non ripetere, di utilizzare queste quote non vincolate deve essere rispettata anzitutto politicamente: siamo perplessi perché abbiamo l’impressione che la norma sia invece stata aggirata da parte di alcuni Comuni, i quali hanno impegnato altrimenti gran parte delle proprie risorse derivanti dall’avanzo di amministrazione. Questo finanziamento sarà determinante per la predisposizione dei bilanci di previsione delle Unités des Communes, ed è per questo che avevamo proposto l’emendamento in Finanziaria regionale al fine di garantire le risorse per pagare gli stipendi dei 700 operatori socio-sanitari che prestano servizio di assistenza agli anziani nelle micro e sul territorio. È importante che il Consiglio permanente degli enti locali sia un luogo di confronto ma anche di rispetto politico delle decisioni assunte.» Il consigliere Elso Gerandin ha aggiunto: «Sono convinto che in 20 giorni, i Comuni non spenderanno i 46 milioni, ma di fatto si è aggirata la norma impegnando ampiamente le risorse derivanti dall’avanzo per ogni tipo di opere. La nostra preoccupazione è come possa tenere un sistema degli enti locali dove non esiste un confronto politico tra interlocutori: non c’è nessun atto illegittimo, ma questa è una questione di opportunità politica. Se si condividono delle regole, che vengano rispettate.»La tempistica di revisione del Piano di bacino di traffico è stata al centro di un’interpellanza posta dal gruppo Alpe. Richiamate la risoluzione, approvata dal Consiglio regionale il 9 aprile 2015, che prevedeva la revisione dell’attuale Piano di bacino di traffico, per adattarlo alla mutata situazione socio economica della Valle d’Aosta, nonché le varie delibere della Giunta regionale sul servizio di trasporto pubblico locale, che hanno tra l’altro portato alla soppressione di alcuni servizi, il consigliere Patrizia Morelli ha chiesto «se si intenda procedere alla sua revisione e in quali tempi, anche coinvolgendo la Commissione competente, in modo da dare seguito al lavoro di analisi svolto all’inizio dell’anno; quali variazioni siano state previste e quali criteri adottati.» Infine, Morelli ha voluto sapere «se gli Enti locali siano stati consultati per tempo, al fine di individuare congiuntamente le soluzioni che meglio rispondono alle esigenze dei cittadini.» L’assessore ai trasporti, Aurelio Marguerettaz, ha risposto: «La priorità della risoluzione approvata da quest’Aula è il Piano regionale dei trasporti, un documento inter assessorile. Per questo, è stato affidato al Coordinatore del Dipartimento trasporti l’obiettivo di dare indirizzi per la predisposizione di questo Piano. Nulla osta ad un lavoro sinergico con la Commissione competente. Nelle delibere approvate, per le Valli laterali, seppur sopprimendo corse in periodi non frequentati a sufficienza, si è categoricamente mantenuto il servizio di trasporto degli studenti e dei lavoratori, assicurando i viaggi verso il centro Valle al mattino presto e i rientri a metà mattina e al pomeriggio. Riguardo ai servizi turistici, c’è stato un contenimento, ad esempio dello Ski bus, ed è intervenuto un cambiamento di contribuzione per i servizi turistici delle Amministrazioni comunali interessate. Già a partire dal mese di ottobre 2015 abbiamo incontrato diverse volte i Sindacati e i Comuni, cui a metà dicembre sono state presentate le nuove proposte per presentare eventuali osservazioni. Queste modifiche sono state quindi effettuate sulla base di criteri precisi: salvaguardare l’utenza scolastica e lavorativa, strutturare una programmazione compatibile con le risorse. Ad oggi, tutte le somme a disposizione sono utilizzate: se volessimo ulteriori servizi, dovremmo tagliare da altri settori. Preciso infine che ad oggi l’utenza della tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier è stata completamente soddisfatta sostituendo dodici coppie di treni con l’introduzione di alcune coppie di autobus in corrispondenza del periodo e degli orari scolastici.» Morelli ha replicato: «Non penso che tutto sia a posto e che tutti i cittadini siano soddisfatti, le raccolte di firme e le proteste dei giorni scorsi lo testimoniano. Se davvero si volessero privilegiare studenti e lavoratori, andrebbe garantita una reale attenzione a quelle Valli laterali in cui i servizi sono più carenti e in cui la gente non vivrà più a queste condizioni. Ragazzi di prima media non possono dover partire da casa alle 6,30 del mattino come avviene ora, ne va della loro qualità della vita. Se vogliamo realmente evitare lo spopolamento delle nostre valli, dobbiamo garantire i servizi di prima necessità e quindi bisogna elaborare soluzioni alternative, se non aggiuntive. Cerchiamo di dare risposte concrete alla nostra comunità. Rimaniamo in attesa del nuovo Piano di bacino del traffico, senza voler sollevare polemiche, ferma restando da parte nostra la volontà di trovare soluzioni condivise, consapevoli delle ristrettezze del bilancio, dietro cui però non bisogna nascondersi per non trovare alternative.»In conclusione dei lavori, il gruppo Alpe, con un’interpellanza, è tornato sul tema della riorganizzazione del Dipartimento di emergenza, rianimazione e anestesia. Chatrian, ricostruito il percorso della riorganizzazione «dapprima congelata ma che poi ha proseguito il suo corso», affrontata anche nei lavori della quinta Commissione, e sottolineata «la necessità di garantire la fruibilità di un servizio “salva-vita” a pari condizioni in tutti i Comuni della Valle», ha voluto conoscere specifiche informazioni sui flussi di attività del Pronto Soccorso e del 118, nonché sull’adeguatezza dell’organico del Pronto Soccorso e del 118 alla nuova normativa in materia di riposi a medici ed infermieri. «Ci chiediamo anche se il progetto identifichi nell’operatore tecnico specializzato esperto (OTSE) la figura designata alla risposta operativa alle chiamate 118 e nell’infermiere la funzione di supervisore; se dopo lo stop dichiarato alla riorganizzazione in quinta Commissione si siano spostate delle infermiere dal Pronto Soccorso; infine, se l’attuale gestione dell’emergenza-urgenza sul territorio sia ritenuta ottimale e risponda in modo efficace alle necessità di soccorso medico dei cittadini di tutti Comuni valdostani. L’assessore alla sanità, Antonio Fosson, premesso che «il taglio delle risorse condiziona il mantenimento dei servizi e che la creazione del Dipartimento di emergenza, rianimazione e anestesia è la soluzione approvata dal 2014 con il nuovo Piano aziendale, ampiamente discusso insieme con i Sindacati e in quinta Commissione», ha comunicato la propria disponibilità «a raccogliere tutti i dati richiesti dall’interpellanza entro il mese di gennaio e di fornirli in sede di Commissione consiliare. Alcune cifre, ad esempio quelle sui tempi di attesa al Pronto Soccorso, le ho già comunicate rispondendo ad analoghe iniziative in Aula, ma potremo nuovamente confrontarci.» «L’operatore tecnico, così come previsto dalla norma regionale, è la figura designata alla risposta operativa alle chiamate del 118; su questo tema abbiamo chiesto un parere legale, che ha confermato questa interpretazione e approvato tale funzione. Anche per lo spostamento delle infermiere il progetto di riorganizzazione non c’entra, si tratta di una normale pratica che interessa tutti i reparti. La nuova normativa sui riposi ha fortemente impattato su un piccolo ospedale come il nostro, soprattutto per i turni del settore dell’emergenza, il cui organico non risulta adeguato a questi nuovi obblighi; è questa la vera problematica. Di fronte alla riduzione delle risorse finanziarie e alle criticità legate agli orari, ritengo che l’attuale gestione dell’emergenza sul territorio, pur non essendo ottimale per la particolarità del nostro territorio, resti di alto livello, senza aver creato disagi ai cittadini. Il tavolo tecnico è al lavoro per cercare di risolvere le varie questioni e vede coinvolti tutti gli attori (Azienda, Sindacati, Comuni), compresi i volontari del 118.» Chatrian ha replicato: «Questo progetto è caratterizzato dal caos, poiché le soluzioni proposte non sono coerenti per tutto il territorio. Ho qualche dubbio rispetto agli annunciati risparmi di questa riorganizzazione, che non sta dando i frutti sperati. Il progetto non è stato condiviso con nessun livello, è stato semplicemente calato dall’alto. I volontari non sono stati presi in considerazione, non sono stati nemmeno avvisati delle modifiche che sarebbero intervenute. Le criticità permangono, torniamo in Commissione e troviamo le soluzioni adeguate, in particolare per le comunità più lontane da Aosta, anche controllando nuovamente i dati.»

Pubblicato / aggiornato il 14/01/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute