Raggiunta l’intesa per la riorganizzazione degli uffici comunali
La delegazione di parte pubblica degli enti locali valdostani e le principali sigle sindacali operanti sul territorio (FP Cgil, Savt, Cisl FP, Uil FPL, Fialp SiVDER) hanno condiviso, nell’ambito della contrattazione collettiva di settore, gli schemi di convenzione per la gestione in forma associata dei servizi comunali.
I servizi in questione sono: organizzazione generale e segreteria, gestione finanziaria e contabile, edilizia pubblica e privata e polizia locale. La documentazione approvata sarà trasmessa ai Comuni dal Celva, Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta, che l’ha predisposta, per le adozioni da parte degli Organi comunali competenti entro giovedì 31 marzo. Si avvia così la riorganizzazione degli uffici comunali associati su tutto il territorio regionale.“Abbiamo raggiunto un’intesa importante con le parti sindacali – afferma il presidente della delegazione pubblica Jean Barocco – che permetterà ai Comuni, associati in 27 ambiti territoriali oltre al Comune di Aosta, di riorganizzarsi contando sulle risorse umane necessarie”. Il nuovo modello organizzativo prevede uffici unici comunali associati, che operano al posto di quelli dei singoli Comuni convenzionati, nonché un Comune capofila che ha la responsabilità della gestione associata. L’organismo politico di coordinamento è la Conferenza dei Sindaci, guidata dal Sindaco del Comune capofila. Il vertice tecnico amministrativo dell’ente è rappresentato dal segretario. L’organizzazione degli uffici convenzionati prevede un responsabile per ufficio unico, una sede principale per l’erogazione dei servizi in convenzione ed eventuali sedi distaccate. I sindaci pianificano in maniera condivisa gli obiettivi e le attività. I regolamenti comunali sono armonizzati, si uniformano i procedimenti amministrativi e i sistemi informativi, si condividono le banche dati. Gli acquisti sono gestiti in maniera centralizzata. È prevista una valutazione periodica dell’efficacia della gestione associata: dopo cinque anni i Comuni interessati possono recedere dalla convenzione. Il personale è distaccato dai Comuni convenzionati al Comune capofila; lavora per tutti i Comuni convenzionati e dipende funzionalmente dal Comune capofila. I costi per il funzionamento degli uffici unici sono ripartiti secondo criteri condivisi; le entrate tributarie e patrimoniali sono versate al Comune competente.
Pubblicato / aggiornato
il 03/02/2016 alle 12:00
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Categoria:
Salute