Tre arresti al Monte Bianco
Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio, la Polizia di Frontiera in servizio presso il Traforo del Monte Bianco ha controllato un camper in uscita dall’Italia, con a bordo 6 persone di cui due minori, condotto da un cittadino di nazionalità italiana.
Gli agenti, insospettiti dalla padronanza della lingua italiana mostrata da uno dei passeggeri, P.E. ventenne, identificato con Passaporto ordinario biometrico croato (inusuale per un cittadino straniero residente all’estero), lo hanno sottoposto a comparazione digitale delle impronte, dalla quale emergeva un “alias”, sul quale pendeva un mandato di arresto europeo, emesso dalla Francia in quanto accusato di tentato omicidio nei confronti di un gendarme francese, durante il tentativo di eludere un posto di controllo, nell’agosto 2014, in Francia. P.E. è anche sospettato di aver preso parte a diverse rapine e tentativi di rapina nell’ambito di un’organizzazione criminale specializzata nei furti in abitazione operante a livello europeo. A seguito di perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso di un certificato di nascita croato interamente contraffatto. Per questo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria. Un’altra occupante del mezzo, J. S. di anni 23, cittadina italiana, ha fornito documenti di dubbia autenticià ed è stata pertanto sottoposta, anche lei, a comparazione digitale delle impronte e successivo fotosegnalamento dal quale emergeva, a suo carico, un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Firenze, nel 2011, per l’espiazione di una pena complessiva di un anno e cinque mesi di reclusione e € 1.040 di multa in seguito a diverse sentenze di condanna per furti aggravati commessi in concorso.Sullo stesso camper vi era anche una sedicente minorenne, M.C. del 2001, a carico della quale è stata accertata l’esistenza di un ordine di esecuzione della custodia in carcere emesso dal Tribunale per i Minorenni di Genova in data 20.08.2015, in quanto già destinataria di misura cautelare del collocamento in comunità, poiché indagata per furto aggravato, e dalla quale si è arbitrariamente allontanata.L’uomo è stato associato al carcere di Brissogne mentre le due donne presso l’Istituto Penale per Minorenni di Pontremoli. Nessun provvedimento è stato preso per gli altri occupanti del camper che, terminati gli accertamenti, sono stati lasciati andare.
Pubblicato / aggiornato
il 12/02/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute