Perché non parli alla Saison
Mercoledì 17 febbraio, alle ore 21, al Teatro Splendor di Aosta, nell’ambito ella Saison culturelle, andrà in scena la commedia/monologo di Paolo Cevoli Perché non parli.
Si tratta della terza commedia/monologo storica, scritta e interpretata da Paolo Cevoli con la regia di Daniela Sala, dopo La Penultima Cena (le vicende del cuoco dell’Ultima Cena) e de Il Sosia di Lui (la controfigura di Mussolini). Vincenzo “Cencio” Donati è il garzone di Michelangelo Buonarroti. Distratto e pasticcione, non riesce mai a esprimersi correttamente per colpa della sua balbuzie. Per questo motivo il sommo scultore fiorentino si rivolge al suo assistente con la famosa frase “Perché non parli, bischero tartaglione!”. Cencio è un orfanello cresciuto nel convento dei frati domenicani di Bologna. Da bimbo è paffutello, biondo e riccio, tanto è vero che Michelangelo lo prende a modello per la statua di un angelo reggi candelabro. Ma il piccolo Cencio ha un difetto: è mancino e usa la “manina del diavolo”, anche per farsi il segno della croce. Per correggere questo “difetto” i frati legano la mano sinistra di Cencio dietro alla schiena e per questo motivo Cencio inizia a balbettare. Fin quando, incontrando una compagnia di guitti, scoprirà che la sua parlata non ha incertezze quando legge e quando recita. La vita di Cencio sarà legata a doppio filo con quella di Michelangelo Buonarroti. I due saranno insieme fino alla fine. Anche quando Cencio, nella Cappella Sistina, alzando gli occhi verso la volta affrescata, vede Adamo che allunga la mano verso Dio. “Ma Ada- da-mo è ma-ma-mancino! Vigliacca boia!”.
Pubblicato / aggiornato
il 12/02/2016 alle 12:00
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Categoria:
Salute