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5 anni di attività per la Fondazione Sistema Ollignan

5 anni di attività per la Fondazione Sistema Ollignan

Lunedì 22 febbraio, la Fondazione Sistema Ollignan ha festeggiato, a Palazzo regionale, i suoi cinque anni di attività come Onlus organizzata e finanziata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta.

“L’avventura della Fondazione è iniziata molto prima in realtà” ha affermato Gianfranco Trevisan, Presidente del Sistema Ollignan, “nel 1973, infatti, un gruppo di familiari si è riunito nell’’Associazione valdostana con figli subnormali’, dicitura atroce poi cambiata, nel 1980 in ‘Associazione valdostana portatori di handicap’. I problemi per i ragazzi disabili di allora erano molti, ma soprattutto l’inserimento scolastico e lavorativo; poi è stata varata una legge che prevedeva incentivi per le aziende che assumevano questi ragazzi, e le cose iniziarono a cambiare”, continua Trevisan. “Nel 2000 abbiamo ottenuto il centro agricolo, nel 2005 i ragazzi, che prima alloggiavano all’Amérique, sono stati trasferiti nel villaggio Ollignan, dove tutt’ora si trovano. Nel 2006 abbiamo ottenuto la certificazione Onlus, e nel 2010 una legge regionale ha istituito il Sistema Ollignan”.La Fondazione, infatti, ogni anno riceve 410mila Euro dall’amministrazione regionale; i ragazzi ospiti della struttura sono coinvolti nella gestione di un Centro agricolo, di circa 3 ettari, di cui 7mila metri coltivati a orto, patate, segale e granoturco, materie prime che permettono la panificazione tre giorni alla settimana; inoltre, si pratica la viticoltura, l’apicoltura  e la coltivazione di piante officinali destinate alla produzione di prodotti cosmetici.“In questi cinque anni di attività sono stati cucinati 65.201 pasti nelle cucine di Ollignan” afferma René Benzo, direttore della struttura, “si sono alternati 51 volontari, per un totale di quasi 5mila ore di lavoro e sono state effettuate circa 200mila ore di accoglienza per gli utenti. Il personale e i volontari hanno svolto insieme ai ragazzi moltissime attività, instaurando   rapporti umani e facendo diventare la disabilità non un peso sociale ma un valore”. “Il contatto con la natura favorisce lo sviluppo dei ragazzi, li fa sentire parte di qualcosa, li fa sentire partecipi e non esclusi dalla società. Sono fiero di questi ragazzi e di tutti gli attori coinvolti nel funzionamento della struttura” ha concluso Trevisan.Ogni anno, alla Fondazione, si svolge il Premio del volontariato, cerimonia di premiazione delle attività di volontariato che valorizza la diffusione della cultura della solidarietà. In particolare, valuta le attività rivolte al miglioramento della vita, alla promozione e alla valorizzazione dei diritti delle persone in campo socio-assistenziale, socio-sanitario e socio-educativo.

Pubblicato / aggiornato il 23/02/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute