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Marguerettaz: andiamo avanti con l’Endurance trail della VdA

Marguerettaz: andiamo avanti con l’Endurance trail della VdA

Il Consiglio Valle, nella seduta del 25 febbraio, ha approvato, con 21 voti a favore (UV, SA e PD-SVdA), 2 contrari (M5S) e 12 astensioni (UVP e ALPE), il piano delle alienazioni e valorizzazioni di immobili di proprietà regionale.

L’atto è composto di 81 immobili, classificati per Comune, e ha l’obiettivo di fotografare il patrimonio di immobili per i quali non è ipotizzabile l’uso diretto da parte della Regione, attraverso una ricognizione che ha portato alla creazione di un archivio elettronico che sarà visibile attraverso il sito internet della Regione.È stato anche discusso un ordine del giorno presentato in Aula dai gruppi di minoranza UVP, ALPE e M5S; il provvedimento è stato ritirato dai proponenti a seguito dell’impegno assunto dal Governo regionale di integrare il piano, agevolando l’acquisizione da parte degli attuali conduttori degli immobili a uso agricolo conferiti alla società VdA Structure.Per l’assessore alle finanze e patrimonio, questo patrimonio va gestito e reso economicamente efficiente, tenendo conto delle limitazioni, anche legislative, che spesso non consentono di ottenere rendimenti di mercato, dovendo rispettare l’obbligo di rispondere a esigenze di natura sociale e generale: sulla base di una complessa analisi dei beni iscritti nel conto patrimonio sono stati individuati quelli non direttamente utilizzati dalla Regione, in disuso e in parziale o prossimo disuso, coinvolgendo anche il Celva al fine di intraprendere percorsi condivisi con i Comuni per comprendere se vi siano esigenze specifiche sulle quali basare progetti di valorizzazione. La collaborazione con i Comuni, ha detto Perron, è una necessità, come sottolineato dalla Commissione consiliare stessa durante l’esame della tematica: la Regione, di sua spontanea volontà, non può infatti decidere di cambiare la destinazione d’uso degli immobili.Riguardo alla necessità di chiarire le regole con le quali questi immobili saranno dismessi, l’assessore ha riferito che l’intenzione è quella di sondare dapprima il mercato, rendendo pubblico il piano approvato, per poi procedere alla raccolta delle manifestazioni di interesse: ciò per capire la risposta del mercato libero e procedere di conseguenza alle valutazioni con i Comuni coinvolti al fine di decidere la soluzione preferibile nel pieno rispetto dei diversi tessuti cittadini. Perron ha inoltre evidenziato che il Consiglio non è chiamato ad approvare le procedure di asta pubblica (modalità e condizioni di vendita) e che le valutazioni dei valori di mercato sono in corso: i 4 milioni 950 mila euro indicati come previsione di entrata per il 2016 derivano da una stima prudenziali-ottimistica di ciò che potrebbe essere introitato nel corso dell’anno dalla vendita di alcuni beni, ma non rappresentano il valore di mercato dell’intero piano. L’Assessore ha quindi ribadito che il Consiglio è oggi infatti chiamato a dichiarare l’inservibilità diretta della Regione degli immobili e non è intenzione dell’Amministrazione regionale nascondere i prezzi.Il consigliere del M5S Roberto Cognetta, nell’annunciare il voto contrario, ha ricordato che il suo gruppo aveva chiesto in Commissione i dati sui valori degli immobili, ma non sono mai stati forniti: questo non è un modo trasparente di agire verso la Commissione e non possiamo votare un documento senza avere una cognizione economica del suo valore. La stima prudenziale rappresentata oggi dall’Assessore di 4 milioni di euro non ci soddisfa e non si capisce da dove provenga, ha aggiunto Cognetta: qui c’è tanto fumo e poco arrosto o forse ci sono già idee e trattative in atto che i consiglieri non conoscono. Ha poi sollevato la questione relativa alla rimozione dei vincoli di destinazione prima di immetterli sul mercato: è un’operazione pericolosa, secondo Cognetta, che potrebbe avere degli impatti pesanti sulle attività e sul tessuto socio-economico circostanti.Il capogruppo di Alpe Albert Chatrian ha preso la parola esprimendo rammarico per non aver potuto disporre nei lavori in Commissione del quadro completo sul piano. Spiace, ha commentato, che la maggioranza non abbia permesso di avere tutte le informazioni necessarie per un approccio corretto a un dossier complesso. Se il bene non serve più è giusto alienarlo, ma non si è discusso a monte delle regole con cui i beni vanno in gara. Focalizzando l’attenzione su tre beni nel comune di Aosta ritenuti molto importanti (l’ex Centrale del latte, Palazzo Cogne e Palazzo Narbonne), Chatrian ha evidenziato che il non essersi confrontati sulle regole del gioco su ogni singolo bene da alienare ha rappresentato un’occasione persa e molto pericolosa per l’ente pubblico, poco trasparente e onesta a tutti i livelli. Chatrian ha concluso ribadendo che la destinazione urbanistica deve essere definita prima di decidere se alienare il bene.Il consigliere Andrea Rosset (UVP), pur condividendo la necessità di dismettere immobili che non sono più utilizzati e che costano all’Amministrazione, ha evidenziato alcune perplessità: in particolare, l’importanza di conoscere le scelte nel cambio di destinazione urbanistica, perché potrebbero sconvolgere il tessuto comunale e quindi un minimo di rapporti con i Comuni per sapere cosa potrà succedere è fondamentale.Il capogruppo del PD-SVdA Jean-Pierre Guichardaz ha affermato che il problema di un uso più congruo del patrimonio immobiliare regionale è sempre stato affrontato dal gruppo PD-SVdA in un’ottica non pretestuosa, non di schieramento, ma nella consapevolezza che l’immensa quantità di beni è sì una potenziale fonte reddito, ma anche un notevole costo se non opportunamente impiegata e valorizzata. È doveroso, ha sostenuto, immaginare un processo di recupero di valore anche attraverso l’alienazione di terreni e fabbricati ritenuti non strumentali all’esercizio delle funzioni istituzionali. Questo piano non è una liquidazione dei gioielli di famiglia, bensì, per Guichardaz, è l’inizio di un percorso finalizzato a comprendere l’esistenza di interesse all’acquisto da parte di privati o l’esistenza di proposte di partenariato pubblico/privato. Rinviare l’approvazione del piano a tempi plausibilmente migliori, a detta di Guichardaz, vuol dire conservare uno status quo oneroso, facendo degradare il patrimonio e aumentare gli oneri di manutenzione e i rischi per la sicurezza di operatori e cittadini. Certamente bisogna lavorare in sinergia con gli enti                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      locali, che devono esprimersi sulle destinazioni d’uso o sui vincoli urbanistici. Questo piano è versatile, ha detto Guichardaz, non è di certo l’atto finale.Il consigliere dell’UVP Elso Gerandin ha aggiunto che con questa alienazione si è di fronte a una lunga serie di dismissioni che riguarderà la Valle d’Aosta nel prossimo futuro. Per Gerandin, il futuro utilizzo dei terreni dello stabilimento ex Multibox a Pollein come sede della caserma del Corpo valdostano dei vigili del fuoco sembra marcare l’inizio della campagna elettorale per le prossime regionali: grandi promesse senza risorse per finanziarle.Per il capogruppo del M5S Stefano Ferrero questo piano è l’ennesima cambiale in bianco di cui si chiede la firma: non si conoscono nemmeno i criteri di individuazione dei beni. Ha espresso anche contrarietà in merito alla concentrazione della caserma dei Vigili del fuoco con la sede della Protezione civile, chiedendosi la reale necessità di questo progetto e l’esborso economico.Il presidente della Regione ha replicato che il piano tiene conto di una serie di sensibilità, vista l’estrema varietà dei beni. L’intento primario è quello di valorizzare il patrimonio e non lasciarlo deperire. Rollandin ha ribadito che era importante avviare l’iter e che questa prima fase rappresenta una prova per verificare le reazioni del mercato. Ha quindi formulato l’invito a ragionare insieme sul prosieguo del dossier.Poi è stato approvato, con 20 voti a favore (UV, SA, PD-SVdA) e 14 astensioni (UVP, ALPE e M5S), l’atto di proroga delle direttive di programmazione e indirizzo 2010-2012 dell’Office régional du tourisme-Ufficio regionale del turismo, così come aggiornate nel 2013 e già prorogate fino al 30 giugno 2015. La proroga è disposta sino all’entrata in vigore del nuovo assetto organizzativo del settore del turismo regionale, che dovrà essere approvato non oltre il primo semestre 2016 (come indicato nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale il 2 dicembre 2015). L’assessore al turismo ha illustrato il provvedimento, sottolineando che è una conseguenza del dibattito che si è avviato dall’inizio della Legislatura e che per vari motivi non ha ancora trovato concretezza. Rispetto ai tempi, ha detto Marguerettaz, c’è concordanza ed entro il 30 giugno sarà portato all’attenzione del Consiglio reginale un atto che ridisegnerà la promozione della Valle d’Aosta.A seguire, il Consiglio Valle ha approvato, con 26 voti a favore (UV, SA, PD-SVdA, ALPE), 2 contrari (M5S) e 7 astenuti (UVP), il disegno di legge che modifica le norme regionali in materia di finanziamenti regionali per il servizio di soccorso sulle piste di sci di discesa e di fondo (n. 32/2001 e n. 9/2005).Il provvedimento legislativo si compone di otto articoli volti a razionalizzare le attività e i costi gestionali del servizio di soccorso, favorendo il coordinamento tra comprensori sciistici, in considerazione delle limitate risorse finanziarie disponibili. Si può sostanzialmente dividere in due parti: gli articoli 1 e 2 che modificano “l’obbligo” da parte della Regione di corrispondere le spese di soccorso in “possibilità”, sia per le piste di discesa sia per quelle di fondo; gli articoli da 3 a 7 rivedono le modalità di soccorso nel settore dello sci di fondo, partendo da una manutenzione della legge di riferimento. Il Consigliere Restano ha riferito che relativamente alle piste di fondo si è arrivati a questa proposta normativa su sollecitazione degli enti gestori che evidenziavano la necessità di semplificare la legge regionale, in maniera da rendere il servizio di soccorso piste meno oneroso ma soprattutto più efficace di quello attuale. Nel corso degli anni sono infatti emerse delle criticità legate alla lunghezza dei percorsi, a volte superiori ai venti, trenta e anche quaranta chilometri, e alla impossibilità materiale di monitorare costantemente le piste e di conseguenza di poter intervenire con tempestività.Il disegno di legge rinvia ad apposita deliberazione della Giunta regionale l’individuazione delle linee di indirizzo e le modalità per l’organizzazione del servizio di soccorso piste: ciò potrà avvenire tramite servizi in regime di reperibilità degli addetti al soccorso o introducendo i sistemi di allerta delle emergenze, con pannelli di segnalazione sulle piste, come sperimentato favorevolmente a Saint-Barthélemy e Brusson. La proposta della Giunta, ha concluso Restano, dovrà tener conto anche dell’analisi dei report riguardanti appunto i soccorsi effettuati sulle piste durante le stagioni dal 2012 al 2015, dove il numero medio d’interventi espletati sulle 22 piste è inferiore a 40, pari a 2 interventi annui a pista.Il consigliere Patrizia Morelli ha motivato il voto favorevole del gruppo Alpe sottolineando che, riguardo alle piste da discesa, è vero che con questa modifica le spese di soccorso vanno a gravare sulle società, ma a fronte del precedente obbligo resta comunque per la Regione la possibilità di contribuire, compatibilmente con le disponibilità finanziarie, palesemente risicate. Per le piste di fondo, ha detto la Consigliera, il voto non può che essere favorevole, in virtù del fatto che in Commissione la modifica è stata sostenuta con convinzione proprio dai gestori che hanno confermato che le norme in vigore erano complesse, onerose e sostanzialmente ingiustificate, visto il numero limitato di incidenti.Il consigliere Cognetta ha invece annunciato il voto contrario del M5S sostenendo che con questa norma si affossano ancora di più le piccole stazioni; non è il caso di caricare di ulteriori costi società già in difficoltà.Il consigliere Gerandin ha annunciato il voto di astensione del gruppo Uvp perché, se da una parte si semplifica l’obbligo di avere tutta una serie di figure per il soccorso, preoccupa molto che la Regione abbia ridotto la possibilità di intervenire nel soccorso: in un momento in cui c’è grande difficoltà da parte degli enti gestori, questo è un segnale molto negativo.In conclusione della seduta, il Consiglio ha discusso una mozione presentata congiuntamente dai gruppi Movimento 5 Stelle, Union Valdôtaine Progressiste e ALPE e incentrata sull’organizzazione di due eventi: l’edizione 2016 del Tor des Géants 2016 e il nuovo Endurance Trail Valle d’Aosta recentemente approvato dalla Giunta regionale.Il testo, respinto con 21 voti contrari (UV, SA e PD-SVdA) e 14 voti a favore (UVP, ALPE e M5S), era volto a impegnare il Governo regionale a sospendere ogni iniziativa finalizzata all’organizzazione di un nuovo “Tor”; fornire una dettagliata relazione delle richieste formulate alla società organizzatrice del Tor des Géants, evidenziando quelle che non sono state accolte; riaprire con urgenza un tavolo di confronto con l’obiettivo di ricercare un’intesa che permettesse il regolare svolgimento dell’edizione del Tor des Géants 2016.Il consigliere di Alpe Fabrizio Roscio è intervenuto per sottolineare come sia di fondamentale importanza, garantendo la sicurezza e la trasparenza delle scelte, salvaguardare un’iniziativa come il Tor des Géants, che negli ultimi sei anni ha rappresentato uno strumento di promozione della Valle d’Aosta e ha creato un consistente indotto. La paventata sovrapposizione di due gare è stata definita dal Consigliere Roscio deleteria per l’intera Valle d’Aosta. Ha quindi chiesto che venga fatta finalmente chiarezza sulla vicenda e ha formulato l’auspicio che prevalga il buon senso.Per il capogruppo del M5S Ferrero è increscioso che la politica debba mettere anche le mani sullo sport: è un punto di non ritorno. Al di là di quello che succederà, ha sostenuto Ferrero, il danno è già stato fatto: il Tor era una manifestazione che ha dato un grandissimo ritorno di immagine e che ha portato molta gente a scoprire la Valle d’Aosta. Quindi, ha concluso, per il bene della Valle d’Aosta noi chiediamo un tavolo di trattative per mettere fine a questo teatrino.Il capogruppo di UVP Luigi Bertschy ha evidenziato che i valdostani vogliono rimanere uniti intorno al Tor des Géants, non vogliono prendere le parti né dell’uno né dell’altro, se non costretti: questo è il messaggio che si è voluto veicolare con questa mozione. Il Capogruppo Berstchy ha ribadito l’importanza di questa manifestazione, volano per la promozione della Valle d’Aosta. Ha anche chiesto chiarezza sulle condizioni che hanno condotto la Giunta regionale all’assunzione della decisione estrema e tardiva di organizzare una gara diversa. Bertschy ha concluso ribadendo come vada trovata nuovamente l’unità riaprendo un tavolo di trattative e riprendendo un percorso così vantaggioso per la comunità valdostana.L’assessore al turismo e sport ha replicato che per qualcuno questa manifestazione, in virtù di una registrazione di un marchio, è proprietà privata, ma la competizione denominata Tor des Géants è un’iniziativa nata d’intesa tra la Regione Valle d’Aosta e la società VdA Trailers: il marchio è stato registrato con l’accordo dell’Amministrazione in quanto co-ideatore della gara e non può essere utilizzato senza l’autorizzazione della Regione. Noi siamo stati decisamente insoddisfatti della gestione 2015, ha proseguito Marguerettaz, a seguito di lamentele largamente diffuse in particolare sulla questione della sicurezza. Per l’assessore, questa organizzazione non è stata all’altezza di gestire una manifestazione così complicata e ha quindi sollecitato numerose volte degli incontri a partire dalla conclusione della gara, ma alla richiesta di un tavolo tecnico per analizzare le criticità non è stata data risposta. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per fare un cambio di rotta, ha sostenuto l’Assessore, perché con questa manifestazione non è solo in gioco un marchio, ma la credibilità della nostra regione e noi abbiamo il dovere di tutelarla. La Regione, ha concluso, va quindi avanti nel proporre una manifestazione che abbia tutti i requisiti di sicurezza e che svolga tutte le attività utili alla promozione della Valle: questo è quindi un intervento per difendere una manifestazione, non è una questione di marchi, perché quello che conta è che la Valle d’Aosta sia sempre all’altezza. Nessuno voleva estromettere nessuno, ha concluso Marguerettaz, anzi volevamo costituire un comitato: le possibilità di accordo non sono state interrotte da parte nostra e quindi procediamo con la nostra manifestazione.Il consigliere Laurent Viérin (UVP) ha evocato la mancanza di informazioni e condivisione su questa vicenda, augurando che vengano forniti gli ulteriori approfondimenti per capire se si possa realizzare la sintesi tra le varie posizioni per evitare che la Valle d’Aosta e i valdostani si dividano su un argomento e un evento così importante come il Tor, elemento di fierezza. Questo, ha aggiunto Laurent Viérin, per evitare che l’intera Valle d’Aosta faccia una brutta figura.Roscio ha osservato che ad oggi quello che è uscito di questo bisticcio è la brutta figura della Valle d’Aosta. Poniamo che la Regione abbia ragione, ha detto Roscio, ma questo non esula dal cercare di trovare delle mediazioni, perché il compito della politica è quello di mediare, quindi se la Regione pensa di essere nel giusto è importante cercare di smussare gli spigoli, perché da un tavolo di mediazione potrà uscire soltanto un vincitore, la Valle d’Aosta e noi auspichiamo che si vada in questa direzione.L’assessore ha aggiunto che oggi non c’è più tempo da perdere e non si può più fermare la macchina: quindi l’organizzazione va avanti e sotto questo punto di vista non possiamo accettare la mozione proposta.Cognetta ha sottolineato che così si va allo sfacelo: noi volevamo evitare che la Valle d’Aosta andasse a pezzi, ma così non sarà.Il presidente della Regione ha precisato che sono stati sollecitati incontri per trattare, in particolare, l’indispensabile aspetto della sicurezza, e su questo la politica non c’entra niente. Lo strumento del GPS è una garanzia, è una questione tecnica. E’ indispensabile fare tutto il possibile per prevenire incidenti: è solo così, ha sottolineato Rollandin, che si può avere la coscienza a posto.Sempre per quanto attiene le mozioni, ne sono state ritirate due dai proponenti: quella del gruppo ALPE riguardava l’avvio di un piano di progressiva riorganizzazione clinica e assistenziale nell’ambito dell’ospedale regionale, mentre quella congiunta del M5S, UVP e ALPE verteva sulla rimborsabilità di alcuni preparati galenici.È stata invece rinviata alla prossima riunione una risoluzione depositata congiuntamente in Aula dai gruppi ALPE, UVP e M5S sulla campagna del referendum sulle trivellazioni.Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi mercoledì 9 e giovedì 10 marzo.

Pubblicato / aggiornato il 26/02/2016 alle 12:00
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Categoria: Salute