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Le Istituzioni scolastiche smentiscono gli amministratori di St-Vincent

Le Istituzioni scolastiche smentiscono gli amministratori di St-Vincent

Nei giorni scorsi, avevamo pubblicato una nota della maggioranza consiliare di Saint-Vincent contenente affermazioni in relazione a prese di posizione delle Istituzioni scolastiche Trèves e Duc che i dirigenti smentiscono.

Il testo del comunicato stampa pervenutoci dall’Amministrazione di Saint-Vincent riportava la dichiarazione seguente: “Non accettiamo critiche su una convenzione ‘atto dovuto’ firmata da tutti i sindaci, presso l’Unité des Communes (già Comunità Montana) che riduce in parte i contributi alla scuole (…). Infatti la suddetta riduzione, prevista appunto nella convenzione, era stata concordata su proposta dei dirigenti scolastici, che hanno loro stessi indicato che i capitoli di spesa sui quali si poteva intervenire e ridurre fossero quelli delle quote di partecipazione dell’Unité stessa ai POF delle scuole”. “Le cose non stanno in questo modo” dichiara Paola Cortese, dirigente dell’Istituzione scolastica Abbé Trèves di Saint-Vincent, a nome anche della collega Cristiana Marchesini, dirigente dell’istituzione scolastica Abbé Duc di Châtillon. La spiegazione è un po’ lunga ma necessaria per capire la vicenda. I Comuni sono tenuti a contribuire alle spese delle istituzioni scolastiche coprendo i costi per il funzionamento amministrativo delle scuole dell’infanzia, delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo grado. Sono inoltre tenuti a contribuire al funzionamento didattico per le sole scuole secondarie di primo grado. I 12 Comuni facenti parte dell’Unité des Communes valdôtaines du Mont-Cervin, da anni ormai, centralizzano queste spese a livello di Comunità montana, prima, e di Unité, ora. L’ultimo aggiornamento della convenzione triennale fra l’Unité e le Istituzioni scolastiche è stata firmata il 15 luglio 2015. Le erogazioni hanno carattere annuale (anno solare, non scolastico) e, sino al 2015, si erogavano 15 euro per ogni iscritto, destinati al funzionamento amministrativo; 18 euro per ogni alunno di scuola media, per il funzionamento didattico, e ulteriori 10 euro (non obbligatori ma intesi come erogazione liberale) per ogni iscritto, destinati all’ampliamento del Piano dell’Offerta Formativa. Nel dicembre scorso, l’Unité des Communes ha convocato le Istituzioni scolastiche per informarle che il bilancio non avrebbe più consentito il rispetto della convenzione in questi termini economici e che era necessario un sostanzioso taglio. I due capi dei servizi di segreteria hanno specificato che l’unica voce che poteva essere oggetto di taglio era quella che consentiva l’ampliamento del POF. Il 10 dicembre 2015, l’Unité des Communes ha inviato una comunicazione indicando che, oltre alla soppressione di questi 10 euro ad alunno, sarebbe stato necessario ridurre da 15 a 12 euro a bambino il contributo alle spese di funzionamento amministrativo. In pratica, per l’Istituzione Trèves, dai 19.861 euro del 2015 si potrebbe passare a 11.878. La risposta è stata un’espressione di perplessità, poiché i costi di segreteria sono in capo ai Comuni e non possono essere coperti dal finanziamento regionale, a sua volta decurtato per il 2016 di 12mila euro (sempre a Saint-Vincent). Tutti questi confronti sono avvenuti prima che l’Amministrazione regionale comunicasse l’ammontare definitivo dei trasferimenti agli enti locali e le Istituzioni scolastiche, che entro fine marzo devono approvare il proprio bilancio, aupicano che le quote a loro beneficio possano essere riportate alle originarie. “Quindi non siano stati noi dirigenti a proporre i  tagli – spiega Cortese -: abbiamo dovuto prendere atto che l’ente richiedeva una riduzione di esborso e spiegato che l’unica voce sopprimibile era quella non vincolata”. Quali sono le conseguenze di tutto ciò sugli alunni? “Nel bilancio 2016 (sempre sperando che i 15 euro ad alunno possano essere confermati) – risponde il dirigente dell’Istituzione Trèves – probabilmente attingeremo agli avanzi di amministrazione del 2015 per garantire comunque l’ampliamento dell’offerta formativa che caratterizza la nostra istituzione scolastica. Se le risorse non saranno sufficienti, con il nucleo di autovalutazione dell’istituzione, andremo a valutare cosa sopprimere cercando di non penalizzare troppo l’ampliamento dell’offerta per gli alunni e senza gravare sulle famiglie in un periodo già di difficoltà”. Ma gli avanzi di amministrazione potranno coprire, forse, le attività del 2016. È presumibile che non ci saranno avanzi di amministrazione per le attività del 2017.

Pubblicato / aggiornato il 04/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute