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I lavori del Consiglio Valle nella mattina del 9 marzo

I lavori del Consiglio Valle nella mattina del 9 marzo

Le Président du Gouvernement de la Région autonome Vallée d’Aostaa ouvert les travaux du Conseil de la Vallée, mercredi 9 mars, référant que le 1er mars, il a pris part à une réunion à Bruxelles de la Commission politique de cohésion territoriale du Comité des Régions, dont l’ordre du jour était notamment consacré à l’Agenda urbain de l’Union européenne.

A’ cet égard, le Président Rollandin a tenu à souligner qu’il ne faut pas commettre l’erreur de privilégier une Europe urbaine, en la considérant comme plus importante, au détriment d’une Europe rurale, jugée isolée et marginale, et ce, notamment, lors de la définition des politiques et de l’attribution de financements pour la modernisation des infrastructures de transport. Il a également affirmé qu’il importe d’assurer aux habitants des régions et des zones rurales défavorisées des services de transport adéquats et durables, susceptibles de lutter contre le dépeuplement, de fortifier l’économie locale et de créer une Europe véritablement plus inclusive.Le conseiller de l’UVP Laurent Viérin a annoncé qu’au cours de cette réunion du Conseil sera présentée une résolution sur la question de l’obscuration de la TV Suisse Romande en Vallée d’Aoste : c’est très négatif, a-t-il dit, que les Valdôtains n’aient plus la possibilité d’accéder à cette télévision francophone, qui raconte les événements d’une communauté qui nous est très proche, celle du Valais et de la Suisse Romande. Nous voulons, a-t-il expliqué le conseiller Viérin, engager le Gouvernement pour qu’il se fasse partie prenante auprès de la RAI pour que cette Télé soit au plus tôt rediffusée.Le conseiller de Alpe Patrizia Morelli a ajouté que, bien qu’il s’agisse d’un problème technique dû au passage à la Haute Définition, à ce jour Télé Suisse Romande est encore obscurée: nous demandons donc que la Présidence de la Région sollicite la RAI à définir cette question. La Conseillère a aussi lancé un appel: la semaine prochaine, nous fêterons les journées de la Francophonie, j’invite donc les Conseillers à utiliser davantage la langue française au cours de cette réunion du Conseil afin de donner un signal à la  communauté valdôtaine sur l’attachement à notre langue et à notre culture francophone.Le Président de la Région a répondu que pour ce qui est de la Suisse Romande, il a déjà sollicité RAIWAY, mais qu’il y a eu des entraves sur une question technique.L’eventuale avvio della procedura di licenziamento di lavoratori da parte della Società Cooperativa SVAP è stato al centro di un’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Alpe. Richiamata la deliberazione della Giunta regionale del dicembre 2015, che ha soppresso alcuni servizi nel sub-bacino “Centro Valle”, i consiglieri hanno voluto avere chiarimenti in merito alla notizia dell’intenzione della Società aggiudicataria di licenziare dodici dipendenti attraverso licenziamento collettivo.L’assessore ai trasporti ha riferito che la notizia è vera e che il Governo regionale sta conducendo i dovuti approfondimenti. La recente revisione del servizio del trasporto urbano ha portato, rispetto alla situazione vigente da diversi anni fa, una riduzione di circa il 25% delle corse: è evidente, ha spiegato l’Assessore, che il lavoro abbia avuto una contrazione. Sinora l’azienda era riuscita a riallocare le risorse, oggi ha avviato questa procedura di licenziamento. Nei giorni prossimi, ha aggiunto l’Assessore ai trasporti, si terrà una riunione di confronto tra datori di lavoro, Istituzioni e Organizzazioni sindacali, in cui si esaminerà la situazione, al fine di evitare azioni pesanti. L’assessore ha precisato che alcuni dipendenti hanno già trovato posto in altre aziende e che ci sono buone possibilità per prepensionare alcune persone avvalendosi di un fondo a livello statale che attualmente si trova in fase di studio. In effetti, l’azienda, ha concluso l’Assessore, ha comunicato che nei prossimi due anni sono in previsione 6 o 7 pensionamenti: una buona soluzione sarebbe anticipare queste pensioni.Il consigliere Chantal Certan, nella replica, ha precisato l’importanza che l’Assessorato segua questa vicenda, che rappresenta un ulteriore campanello d’allarme nel mondo occupazionale valdostano. Una politica del lavoro efficace non può puntare solo sui prepensionamenti o sulla presa d’atto che sia normale che a una contrazione dei servizi corrisponda una contrazione di posti di lavoro.I Consiglieri del gruppo Union Valdôtaine Progressiste hanno posto un’interrogazione a risposta immediata per conoscere gli interventi che il Governo regionale intende attuare per porre rimedio all’impugnativa, da parte del Consiglio dei Ministri, dell’art. 1 della legge regionale n. 19/2015 riguardante la finanziaria regionale per il 2016.È indispensabile, ha detto nell’illustrazione il consigliere Elso Gerandin, capire le reali conseguenze di questa impugnativa del Consiglio dei ministri, anche per dare ai cittadini valdostani una corretta informazione e per rassicurarli, visti i non facili rapporti con il Governo Renzi su questo tema.Le Président de la Région a expliqué que mercredi 2 mars, le barreau de l’État a notifié le recours à la Cour constitutionnelle pour déclarer contraire à la Constitution l’article 1er de la loi régionale de finances 2016 pour ce qui est de la définition de l’objectif euro-compatible aux fins du respect du pacte de stabilité, dans l’attente de la passation de l’accord avec le Ministère de l’économie en matière de régulation des rapports financiers.A’ cet égard, le Président Rollandin a précisé que ce recours n’aura aucun impact sur l’activité administrative ordinaire de la Région et ceux parce que, d’un côté, le Gouvernement italien a décidé de ne pas proposer un recours contre le budget prévisionnel pour les années 2016-2018 et, deuxièmement parce que le Conseil des ministres s’est formellement engagé à ouvrir un groupe de travail, en vue de la redéfinition de l’accord financier entre l’État et la Région. Le Président a ajouté que le Ministère de l’économie a déjà pourvu à l‘ouverture du groupe de travail – et une réunion a eu lieu avec le Sous-secrétaire aux finances Morando – pour parvenir à la conclusion de cet accord, chose qui déterminera la cessation du contentieux constitutionnel.Nella replica, il consigliere Gerandin si è detto preoccupato, perché malgrado l’avvio di un confronto con il Ministero non se ne conoscono ancora i contenuti. Per Gerandin, anche se non ci saranno ripercussioni dirette sull’attività amministrativa, è comprensibile che l’Assessorato alle finanze, non sapendo quale sia l’obiettivo euro-compatibile, non libererà tutte le risorse disponibili previste a bilancio regionale.In risposta a un’interrogazione sul superamento, da parte di alcuni impianti idroelettrici, della potenza nominale autorizzata, l’assessore alle opere pubbliche ha risposto che la situazione è ben nota ai competenti uffici regionali e di conseguenza al Governo della Regione. È dal 2006 che l’Ufficio gestione demanio idrico monitora le produzione dei principali impianti idroelettrici presenti sul territorio valdostano e verifica, sulla base delle produzioni energetiche, l’eventuale superamento dei dati di subconcessione di derivazione d’acqua in termini di portate idriche prelevate e di potenza prodotta. Sulla base delle verifiche effettuate, quindi, procede alla segnalazione degli abusi al Corpo Forestale Valdostano per l’irrogazione delle sanzioni previste dalle vigenti normative. L’Ufficio gestione demanio idrico, infine, provvede al recupero dei canoni demaniali e dei sovracanoni previsti dalle vigenti normative, in relazione all’esubero della potenza prodotta rispetto ai parametri indicati negli atti di subconcessione.Quindi, l’assessore Baccega ha chiarito la posizione della Regione in seguito alle verifiche in atto su alcuni impianti da parte della Procura di Aosta: “Al momento gli interessi della Regione sono già tutelati nella misura in cui sono stati recuperati i canoni e i sovracanoni dovuti e sono state elevate le sanzioni previste per legge”.Union Valdôtaine Progressiste, con un’interrogazione, ha trattato la tematica della rimodulazione del ticket di compartecipazione dei cittadini alla spesa farmaceutica del Servizio sanitario regionale chiedendo se l’importo dei ticket finora esborsati dai cittadini sia in linea con quanto atteso e a che punto sia lo studio per l’applicazione della norma regionale che prevede un sistema di tariffazione della quota fissa in base all’ISEE e al costo del farmaco.Nella risposta, l’assessore alla Sanità ha riferito che i dati a disposizione, pur riguardando solo il mese gennaio 2016, sono già significativi. L’introito derivante dall’applicazione della quota fissa è stato di 192.994 euro. Una mera proiezione matematica su dodici mesi definisce un possibile maggiore introito per l’azienda USL di 2 milioni 315 mila euro: un dato che appare in linea, unitamente al contestuale dato di riduzione della spesa farmaceutica (meno 235 mila euro), con una diminuzione delle ricette, che passano da 98 mila a 80 mila. L’Assessore ha evidenziato che è comunque necessario attendere il primo trimestre per consolidare la proiezione: al momento si sta analizzando questi dati, in particolare per individuare quale tipo di farmaci non sia stato più acquisito e la percentuale di riduzione tra esenti e non esenti. L’Assessore ha ribadito come l’introduzione dell’ISEE sia una questione che sta a cuore, soprattutto perché permette di assicurare equità ai cittadini. In merito alla tempistica di cambiamento di sistema, mettendo in piedi un sistema di tariffazione con l’applicazione dell’ISEE e del costo del farmaco a saldi invariati, l’assessore ha confermato i sei mesi, già previsti dalla normativa. Rimane rammarico, ha concluso Fosson, perché a livello nazionale si era parlato di un sistema di partecipazione della spesa andando a rivedere gli esenti, che in Valle d’Aosta rappresentano il 60% degli utenti: purtroppo questa proposta non è stata ancora attuata.Il consigliere Nello Fabbri, in sede di replica, ricordato che attualmente le disposizioni in vigore riguardano indistintamente tutti i cittadini, ha ribadito che l’introduzione del ticket ha inciso profondamente sulla popolazione valdostana: molte persone si lamentano perché si è entrati nella carne viva dei cittadini, ha detto il Consigliere, che ha rilevato come la previsione iniziale di maggiore introito fosse di tre milioni, anziché i due milioni quattrocento mila euro registrati. Il Consigliere ha poi evidenziato che la diminuzione delle ricette non è un aspetto positivo, sta a significare che la gente si cura meno: il trascurare le patologie comporta un aggravio della spesa sanitaria, è un effetto boomerang che prima o poi si manifesterà. Ha quindi ribadito che questo provvedimento va incidere soprattutto sulle fasce più deboli, sulle persone con polipatologie, sui disabili. In merito alla tempistica dei sei mesi di rimodulazione del ticket, il Consigliere ha auspicato un’accelerazione nell’introduzione dell’ISEE al fine di sollevare i cittadini più in difficoltà. La compartecipazione alla spesa sanitaria, dati i tempi che corrono, è un sistema ormai inevitabile, ha aggiunto, ma non può colpire così tanto le persone più deboli.Ancora Union Valdôtaine Progressiste, con un’interrogazione, ha voluto analizzare la situazione della presenza del lupo in Valle d’Aosta. I consiglieri infatti non solo hanno voluto sapere se in Valle d’Aosta sia stato effettuato un censimento sulla popolazione del lupo, quali siano i numeri e in quali zone sia diffuso, ma hanno anche posto l’attenzione sull’impatto che questo predatore ha sulla conduzione delle aziende di allevamento e, più in generale, sulla comunità, chiedendo se sia stata effettuata una valutazione dei rischi sul piano della sicurezza.L’assessore all’agricoltura e risorse naturali ha risposto che a partire dal 2005, anno in cui il primo lupo erratico fece la sua comparsa nell’area intorno al Mont Fallère, il territorio regionale è costantemente monitorato dal Corpo forestale valdostano, che è stato adeguatamente formato: attualmente è stata segnalata la presenza di un branco formato da 4 lupi tra la valle di Champorcher e il vallone di Clavalité, oltre che di un secondo gruppo di 4 lupi tra il vallone di Saint-Barthelemy e l’alta valle di Gressoney. L’Assessore Testolin ha riferito che gli attacchi del lupo, dal 2010 ad oggi, hanno coinvolto un numero limitato di animali, con la predazione di 29 capi. L’Amministrazione regionale ha ritenuto opportuno assicurare la coesistenza del lupo con l’allevamento tradizionale di montagna, cercando di creare le condizioni per evitare restrizioni non sostenibili per gli allevatori e per ridurre al minimo i danni causati da eventuali attacchi di lupi al patrimonio zootecnico: in quest’ottica, tutti i capi predati sono stati indennizzati secondo il loro valore di mercato ed è stata incentivata l’attuazione di misure di prevenzione degli attacchi.In merito alla valutazione dei rischi per la comunità, l’assessore ha evidenziato che non si ravvisano problemi di sicurezza legati alla presenza del lupo, che ha un carattere schivo e di norma evita il contatto con l’uomo. Infine, Testolin ha sottolineato che il lupo, pur rappresentando un elemento di criticità per il settore zootecnico, può trasformarsi in un valore aggiunto per altri ambiti: oltra al valore ecologico nel campo della biodiversità animale, in alcune realtà la presenza di questo animale è stato un elemento di richiamo turistico e di attività di ricerca scientifico-naturalistica.Il consigliere Alessandro Nogara ha chiarito che la posizione dell’UVP non è quella di eradicare la presenza del lupo in Valle, pur con alcune raccomandazioni: come scaturito dalla serata organizzata dall’Assessorato, ha detto Nogara, gli esperti sono d’accordo sul fatto che la presenza del lupo sia un problema, soprattutto per gli allevamenti ovo-caprini, ma anche per quelli bovini. Non vorremmo, ha aggiunto il Consigliere, che succedesse la stessa cosa che è avvenuta per i cinghiali, che oggi rappresentano una grossa criticità: bisogna agire per tempo, al fine di evitare che si trasformi in un pericolo per il settore zootecnico. Non si capisce inoltre, ha concluso Nogara, come l’Amministrazione regionale potrà aiutare gli allevatori valdostani in quanto, analizzando il bilancio 2016/2018, scopriamo che le risorse per le misure preventive finalizzate a mitigare l’impatto della fauna selvatica sul patrimonio zootecnico sono pari a zero e, per quanto riguarda il risarcimento dei danni sempre al patrimonio zootecnico, sono pari a 500 euro per anno. Aiuti ridicoli, secondo il Consigliere, che non porteranno a nulla.Il gruppo Alpe, con un’interrogazione discussa nella seduta consiliare del 9 marzo 2016, ha voluto fare il punto sulla rete wireless “VdA All Broadband”, progetto avviato a seguito di accordi tra Regione e Ministero dello sviluppo economico e co-finanziato con fondi europei FAS-Fondo per le aree sottoutilizzate, con l’obiettivo di portare la connettività a banda larga a tutti i valdostani. In particolare, appreso che nel 2013 la società partecipata INVA spa ha alienato l’intera rete wireless ad un unico operatore nazionale, il gruppo ALPE ha voluto sapere quali sono stati i costi sostenuti con denaro pubblico, regionale, statale ed europeo, per la realizzazione della rete “VdA All Broadband”, le motivazioni che hanno indotto INVA alla vendita, i criteri seguiti e il ricavo della vendita.Le président de la Région a précisé que l’infrastructure est propriété de l’Administration régionale: elle n’a pas été vendue, mais donnée en concession comme prévu depuis le début du projet, étant donné que l’Administration régionale n’est pas un opérateur de télécommunication. À cette fin, INVA a été chargée de lancer, par une procédure informelle, un appel d’offres ad hoc, dont le cahier des charges techniques prévoyait la gestion unitaire et la maintenance évolutive du réseau, le maintien des services publics déjà actifs, ainsi que l’engagement à satisfaire les besoins en services des administrations publiques locales et des usagers privés. Seule une offre a été déposée dans les délais prévus et la concession a donc été adjugée à cette société qui répondait à toutes les conditions requises.Le contrat de concession, a-t-il dit le président Rollandin, a une durée de 5 ans et prévoit qu’à l’issue de cette période l’opérateur adjudicataire devienne propriétaire du réseau. La Région, par cette mesure, a souhaité créer les conditions pour permettre aux opérateurs privés du secteur de fournir des services à haut débit dans des parties du territoire concernées par la fracture numérique, dans lesquelles aucun opérateur n’avait l’intention d’investir. Le recettes issues de la concession sont minimes – soit 30 mille euros – mais l’adjudicataire a pris la relève de l’Administration régionale dans le paiement des charges de gestion, parmi lesquelles figurent les redevances d’hébergement des nœuds du réseau, correspondant à 750 mille euros, et de maintenance, estimées à 500 mille euros. Le Président a estimé que, à la fin de la période de concession, au vu des investissements et des dépenses supportés, l’adjudicataire aura tout intérêt à maintenir et à faire évoluer le service en vue de fidéliser les usagers.Il consigliere Fabrizio Roscio ha replicato che occorrono chiarimenti ulteriori: è vero che senza un intervento pubblico certi investimenti privati non sono possibili, ma oggi in Valle d’Aosta dei piccoli privati sono riusciti a fare degli investimenti e si rischia una sovrapposizione. Il Consigliere ha inoltre rilevato che alcuni piccoli rimangono piccoli, alle prese con varie difficoltà, mentre altri possono garantire servizi migliori grazie all’aiuto pubblico. Per Roscio in questo caso si può parlare di un’alterazione del mercato e ha annunciato che la questione dovrà essere approfondita ed essere seguita con attenzione.Il gruppo Movimento 5 Stelle, con un’interpellanza, ha chiesto informazioni su di un contributo di 245 mila euro a favore della Camera valdostana delle imprese e delle professioni nell’ambito del Programma operativo FESR-Fondo europeo per lo sviluppo regionale 2014-2020. Vista la natura del progetto, volto al supporto della governance, al monitoraggio e alla comunicazione della strategia a medio-lungo per la ricerca e l’innovazione in Valle d’Aosta, il Consigliere Roberto Cognetta ha voluto sapere se esistano sul territorio regionale altri enti o società che potevano svolgere la stessa attività affidata direttamente alla Chambre e perché non si sia proceduto alla ricerca attraverso un bando pubblico.L’assessore alle attività produttive e politiche del lavoro ha riferito che per la natura del progetto, non si tratta di fondi che vengono tolti ad attori economici valdostani, ma di risorse investite per creare le condizioni idonee alla realizzazione dei progetti. L’Assessore Donzel ha osservato che le attività affidate alla Chambre, consistono in un supporto operativo all’animazione di gruppi tematici, alle attività di comunicazione e di monitoraggio, funzionali a tutti i finanziamenti erogati all’interno del mondo imprenditoriale valdostano: infatti, la nuova programmazione europea, a differenza del passato, prevede dei sistemi molto rigidi di controllo e di certificazione degli impatti che i progetti hanno sui territori. A questo proposito, ha aggiunto Donzel, per un’efficace attuazione delle attività, ci vuole una conoscenza approfondita del tessuto imprenditoriale e del settore della ricerca oltre che una familiarità con le procedure dell’Amministrazione regionale, occorre anche conoscere in dettaglio la Smart Specialisation Strategy che orienta tutta la programmazione regionale relativa ai fondi europei, al fine di tradurre in strumenti operativi le suggestioni derivanti dallo scouting tecnologico e dal monitoraggio del territorio. Inoltre, queste attività si pongono in continuità con quelle di animazione territoriale già avviate, con competenza e riscontri positivi da parte del Consiglio regionale, nella programmazione precedente, in parte da VdA Structure e in parte dalla Chambre. Vista anche l’urgenza di partire con la realizzazione del POR 2014-2020, ha detto l’Assessore, si è deciso di rivolgersi direttamente alla Chambre. Inoltre, nel passato, le esperienze di affidamento tramite appalto pubblico hanno dato esiti molto meno positivi in termini di efficacia e di qualità, quindi si è deciso di affidare alla Chambre questo tipo di attività, anche per valorizzare il patrimonio di competenza accumulato dal suo personale, che conosce gli interlocutori e il settore, oltre che per implementare il suo potenziale. Quindi, ha concluso l’Assessore, questa procedura consentirà un corretto ed efficace utilizzo delle risorse europee e la possibilità per la nostra Regione di non essere penalizzata nelle future programmazioni.Nella replica, il consigliere Roberto Cognetta ha osservato che i fondi europei erano un modo per finanziare l’iniziativa privata, invece vengono erogati alla Chambre che si sa essere destinata a sparire. Per Cognetta, l’utilizzo di questi fondi è un modo per pagare i dipendenti della Chambre visti i tagli che sono stati fatti nei trasferimenti di risorse a questo ente. È grave che l’Assessore dica che altre società non siano state in grado di gestire attività analoghe, ha aggiunto Cognetta: tutto quello che ruota intorno alla programmazione europea conta poco, l’importante è spendere i soldi.La realizzazione di un impianto sportivo di tiro a volo in Valle d’Aosta è tornata ad essere oggetto di discussione con un’interpellanza illustrata dal gruppo M5S. Premesso che la Valle d’Aosta è l’unica regione in cui mancano impianti sportivi per il tiro a volo, nonostante questa attività sportiva possa rappresentare un grandissimo volano per il ritorno turistico, il consigliere Cognetta ha chiesto se la Giunta regionale intenda accogliere la richiesta di costruzione di un impianto avanzata nel mese di novembre scorso dalla Federazione italiana tiro a volo, visto che il  Comune di Châtillon ha già opzionato un’area, e come intenda procedere, nel caso di riscontro favorevole all’istanza.L’assessore al turismo e sport ha confermato che l’Amministrazione regionale intende procedere nella realizzazione dell’impianto per il tiro a volo, portando a termine l’investimento così come c’è un’interlocuzione con il Comune di Châtillon, anche dal punto di vista urbanistico: ormai, ha detto Marguerettaz, c’è una destinazione compatibile con la realizzazione di questo impianto e nel bilancio regionale abbiamo messo delle risorse, con una previsione specifica, per attingere finanziamenti presso il credito sportivo, così come abbiamo inserito questa infrastruttura tra i finanziamenti del Piano lavori per il prossimo triennio.  Cognetta ha auspicato che questa non sia solo una promessa elettorale o che venga presa una decisione in virtù di quanti favorevoli o contrari ci sono. Il Consigliere ha sottolineato che il proprio intervento voleva solo conoscere le intenzioni del Governo regionale, sull’impianto non ha, come Movimento 5 Stelle, una posizione favorevole o contraria, dovendo approfondire l’argomento.Il consiglio Valle tornerà a riunirsi nel pomeriggio di mercoledì 9 marzo.

Pubblicato / aggiornato il 09/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute