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I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 10 marzo

I lavori del Consiglio Valle  nella mattinata del 10 marzo

Nella seduta consiliare del 10 marzo, il Consiglio regionale della Valle d’Aosta è tornato a trattare il tema della realizzazione del Polo scolastico unico della bassa Valle con una mozione, che è stata approvata all’unanimità.

Il testo, presentato dai gruppi UVP, ALPE e M5S, così come emendato in Aula, impegna il Governo regionale a relazionare entro il mese di luglio 2016 in quinta Commissione in merito al progetto di riorganizzazione del polo scolastico della bassa Valle e a confermare la deroga del numero minimo di iscritti per la classe prima pari a 16 studenti.In quinta Commissione, ha ricordato il capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy, l’Assessore Rini aveva confermato che il polo unico avrebbe avuto come sede Verrès, con lo spostamento del Politecnico a Pont-Saint-Martin, evidenziando che l’operazione avrebbe preso corpo nell’anno scolastico 2017-2018: nelle linee di indirizzo approvate, invece, si prevede la permanenza del polo scolastico nella sede associata di Pont-Saint-Martin fino a quando non saranno trasferiti in via definitiva la sede del Politecnico e i laboratori di ricerca da Verrès a Pont-Saint-Martin. Bertschy ha osservato che non erano questi gli impegni assunti dall’Assessore, chiedendo inoltre di comunicare alla Commissione la data di presentazione del progetto.L’assessore all’istruzione e cultura ha confermato l’istituzione del Polo unico a Verrès a partire dall’anno scolastico 2017-2018 con la conseguente dirigenza unica e la presenza sul territorio della sede distaccata e associata di Saint-Vincent. In merito allo spostamento da Pont-Saint-Martin a Verrès, l’Assessore ha dichiarato che approvando la delibera la Giunta regionale ha voluto cristallizzare l’obiettivo principale, ovvero dare solidità a quella che è l’offerta formativa nel territorio della bassa Valle. Anche alla luce dei diversi incontri svolti con i soggetti che vivono quella realtà scolastica, il Governo regionale ha stabilito che la sede sarà Verrès, realizzando una struttura ottimale per garantire tutti i dovuti servizi. Verrès diventerà una cittadina a misura di studenti, con un complesso residenziale che saprà dare un’adeguata risposta agli studenti delle vallate laterali. Per quanto riguarda le tempistiche, l’Assessore Rini ha precisato l’impossibilità di assumere un impegno certo, non avendo la garanzia granitica di poterlo rispettare: avremmo potuto indicare l’anno scolastico 2017-2018, ha precisato Rini, ma non sarebbe stato corretto per un territorio che ha già avuto difficoltà. Confermiamo che lavoreremo seriamente affinché lo spostamento avvenga nel più breve tempo possibile. Qualora questo spostamento non si potesse realizzare nell’anno scolastico 2017-2018, l’Assessore ha comunicato di aver cercato di ovviare al problema del numero iscritti, stabilendo una deroga al numero minimo degli iscritti: è stata infatti definita la cifra di sedici studenti, come chiesto dall’Istituzione scolastica stessa data l’estrema anomalia della situazione.Bertschy ha accolto con favore la conferma della deroga al numero minimo, chiedendo di sancirla per iscritto, e ha osservato che avere una dirigenza unica per un Polo che ha ancora due sedi distaccate comporta una serie di difficoltà. Stiamo parlando di meno di cento studenti e cinque classi: è strano, per il Consigliere, avere difficoltà in termini organizzativi per lo spostamento del Politecnico; forse, ha rilevato, è più impegnativo il lavoro politico e diplomatico. Questo spostamento permetterà di dare sicurezza e sostenibilità all’offerta formativa per i giovani e le famiglie della media e bassa Valle; inoltre, permetterà di connotare sempre più il comune di Pont-Saint-Martin con la formazione universitaria del Politecnico e l’innovazione tecnologica. Bertschy ha quindi proposto di emendare la mozione, nell’ottica di effettuare un percorso condiviso per seguire la questione che possa garantire alla bassa Valle un’offerta formativa sostenibile.Il capogruppo di Alpe Albert Chatrian ha rilevato che la programmazione è fondamentale per spiegare alla popolazione le scelte, soprattutto quelle che partono da lontano. Per Chatrian, diciotto mesi rappresentano un tempo congruo per dare la certezza di un’offerta formativa alla media e bassa Valle: tutti gli studenti devono avere pari opportunità scolastica e vedere parimenti garantiti i relativi servizi di trasporto.Il consigliere di UVP Laurent Viérin ha puntualizzato che la deroga al numero minimo è un aspetto molto positivo e che era già un impegno del passato; ha evidenziato che gli sforzi compiuti negli scorsi anni sono andati a favore del territorio, mantenendo ad esempio le scuole di montagna: si è lavorato cercando di adattarsi all’evoluzione della realtà valdostana. Ha inoltre sottolineato l’importanza dell’aspetto dell’orientamento: non basta scrivere una brochure, bisogna lavorare per sensibilizzare la comunità sull’andamento del mercato e indirizzare di conseguenza le scelte degli studenti. È anche grazie a questo lavoro che si è decentrata l’offerta scolastica, ha osservato Viérin: la riorganizzazione territoriale non può che andare di pari passo con quella concettuale, di orientamento. Il Consigliere ha infine confermato che il gruppo continuerà a seguire gli sviluppi della questione, ribadendo i vantaggi della condivisione. Approvare la mozione emendata, ha concluso Viérin, significa salvaguardare il lavoro svolto in quinta Commissione, sancire la deroga numerica e inserirsi in una ridefinizione globale del sistema scolastico che guardi al futuro della nostra comunità.Il consigliere del M5S Roberto Cognetta ha concordato sulla modifica della mozione e ha auspicato il rispetto delle tempistiche.Gli avanzi di amministrazione del 2014 degli Enti locali valdostani a copertura delle spese per i servizi agli anziani e agli inabili, previsti dall’articolo 10 della finanziaria regionale per il 2016, sono stati oggetto di una mozione presentata dai gruppi UVP e ALPE. Il testo è stato respinto con 13 voti a favore (UVP, ALPE e M5S) e 20 astensioni (UV, SA e PD-SVdA), dopo un emendamento proposto dal Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, ed è era volto a impegnare il Governo regionale a soprassedere all’adozione della deliberazione che contiene le modalità di attuazione dell’articolo 10 della finanziaria, in attesa di verificare come sono stati applicati gli avanzi di amministrazione 2014 nei vari Enti locali.Il capogruppo di UVP Luigi Bertschy ha illustrato la mozione: sulla proposta di delibera della Giunta regionale che contiene le modalità per l’attuazione dell’articolo 10 della Finanziaria regionale a copertura delle spese in materia di servizi per le persone anziane e inabili, l’assemblea del CPEL del 18 febbraio scorso ha espresso un parere favorevole a strettissima maggioranza (37 a favore, 21 astenuti e 12 contrari), con forti critiche alle iniquità che la delibera genera tra i diversi Enti. Sarebbe corretto andare a verificare ciò che è successo nei Comuni, ha aggiunto Bertschy: alcuni hanno compartecipato con ingenti risorse, altri, invece, hanno frettolosamente impegnato tutto il loro avanzo di amministrazione entro la fine del 2015 producendo quindi un azzeramento dei fondi, il che ha creato molti malumori tra i Sindaci. Il capogruppo ha quindi chiesto alla Giunta di riprendere in mano la questione, sospendendo la delibera per fare chiarezza su chi non ha rispettato le regole.Per il consigliere UVP Elso Gerandin è importante ricreare quell’ambiente di fiducia, di sussidiarietà e di solidarietà che è alla base della legge regionale sul sistema delle autonomie locali: sarebbe più equo e necessario per tutti, al fine di garantire il pieno rispetto delle norme approvate.Il capogruppo di Alpe Albert Chatrian ha aggiunto: chiediamo veramente questa verifica perché ne va della credibilità dei nostri 74 Comuni. È positivo che possiamo utilizzare delle risorse che altrimenti sarebbero state bloccate, grazie anche al fatto che l’articolo della finanziaria non è stato impugnato dal Governo nazionale, ma non ci devono essere comunità di serie A e di serie B. Per Chatrian, tocca al legislatore avere una visione d’insieme e un pieno rispetto per tutti.Il presidente della Regione ha replicato che questi fondi dell’avanzo di amministrazione erano bloccati sia per la Regione sia per i Comuni: il concetto che non è passato è che con questo articolo della finanziaria regionale, che non è stato impugnato dal Consiglio dei ministri, si sono di fatto liberate delle risorse, che non sono state sottratte ai Comuni, ma che si è cercato di utilizzare a favore degli Enti locali stessi. Il Presidente ha poi affermato che queste risorse vengono distribuite in maniera equa a tutte le microcomunità in tutte le Unité des Communes: la ridistribuzione non è stata solo equa, ma perfetta, perché abbia dato a tutti, in particolare assicurando il sostegno agli utenti meno abbienti. Il Presidente si è quindi detto disponibile a verificare come siano stati utilizzati gli avanzi di amministrazione, mentre sugli altri due punti ha ribadito che sono inaccettabili, in quanto l’equità è stata assicurata attraverso la ridistribuzione pro quota e perché dal 2017 le condizioni saranno diverse. Ha poi ricordato che questa disposizione della finanziaria è una tantum.Dopo una sospensione, Bertschy ha proposto una modifica alla mozione, chiedendo al Governo regionale di soprassedere all’adozione della deliberazione in attesa di verificare come sono stati applicati gli avanzi di amministrazione 2014 nei vari Enti.Rollandin non si è detto d’accordo sul fatto di soprassedere all’adozione della delibera in quanto la non approvazione comporterebbe una penalizzazione delle Unité des Communes, che non avrebbero i fondi necessari per le micro-comunità, pur confermando la disponibilità a verificare l’utilizzo degli avanzi di amministrazione.Pur apprezzando l’impegno del presidente a fare la verifica, i consiglieri dell’UVP, Bertschy e Gerandin, e il consigliere di ALPE Chatrian, hanno inteso mantenere la mozione.In conclusione della seduta del 10 marzo, il Consiglio regionale ha discusso e approvato all’unanimità quattro risoluzioni.La prima, presentata congiuntamente dai gruppi ALPE, UVP e M5S, ha riguardato la campagna del referendum sulle trivellazioni indetto per il prossimo 17 aprile. Il provvedimento, illustrato dal consigliere di Alpe Alberto Bertin, è volto a condividere la scelta dei Consigli regionali promotori, a esprimere preoccupazione per la mancanza generale di informazione e per l’assenza di un adeguato dibattito pubblico su questo appuntamento; ad auspicare che nelle settimane rimanenti l’informazione sia tale da favorire la corretta dialettica per garantire la partecipazione consapevole dei cittadini al processo democratico.Il Piano di riorganizzazione della Casa da gioco di Saint-Vincent è stato l’argomento della seconda risoluzione, depositata in Aula dai gruppi ALPE, UVP e M5S, illustrata dal capogruppo di Alpe Albert Chatrian e dal consigliere dell’UVP Elso Gerandin. Traendo spunto dalle notizie giornalistiche in merito alla prospettata chiusura della sala slot da parte della dirigenza del Saint-Vincent Resort & Casinò, l’iniziativa impegna l’assessore competente a farsi portavoce presso la dirigenza della Casa da gioco, affinché essa possa illustrare in Commissione, nell’immediato, prima della sua applicazione, il Piano di riorganizzazione annunciata. L’assessore Perron e il presidente della competente Commissione “Sviluppo economico” hanno espresso disponibilità a effettuare la riunione per la prossima settimana.La troisième résolution, proposée par les groupes UVP, ALPE et M5S, concerne l’impossibilité de voir sur les écrans valdôtains les programmes de la Télévision Suisse Romande. Cette initiative, illustrée par les conseillers Laurent Viérin et Patrizia Morelli, engage le président du Gouvernement et le président du Conseil d’intervenir auprès de la RAI et les organes députés pour manifester le désarroi pour l’impossibilité de vision de la TSR en Vallée d’Aoste et pour solliciter une intervention afin que cette possibilité soit rétablie. Le président de la Région, en partageant les contenus de la résolution, a souligné qu’on est encore en train d’attendre une réponse vis-à-vis du fait que, tout en ayant droit à la retransmission en Vallée d’Aoste de cinq télévisions françaises, les Ministères français ont avancé des objections.La scuola, in particolare l’armonizzazione con l’ordinamento scolastico regionale dei principi della legge nazionale della “Buona Scuola”, è tornata in discussione con l’ultima risoluzione, depositata in Aula dai gruppi UVP, ALPE e M5S ed illustrata dai consiglieri Chantal Certan (ALPE) e Laurent Viérin (UVP). Il provvedimento, così come emendato in Aula, impegna l’assessore all’Istruzione e Cultura a riferire alla competente Commissione consiliare gli esiti dei lavori delle Commissioni nominate dalla Giunta regionale per procedere a riflessioni e proposte sulle “adaptations”, anche consegnando i documenti prodotti dal gruppo di lavoro incaricato. L’assessore Rini ha comunicato l’intenzione di condividere in Commissione il percorso, anche fornendo il materiale in merito alle “adaptations”, mentre ha precisato che, in merito all’iter in materia di adattamento della “Buona scuola”, i tavoli tecnici sono stati appena insediati. L’Assessore ha inoltre definito un ottimo risultato il bando di concorso per 188 posti per gli insegnanti precari: in controtendenza con gli altri settori, nella scuola si effettuano assunzioni.Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi martedì 22 e mercoledì 23 marzo.

Pubblicato / aggiornato il 10/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute