I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 24 febbraio
Il Consiglio regionale della Valle d’aosta si è riunito, mercoledì 24 febbraio. In apertura, le comunicazioni del presidente del Consiglio e del presidente della Regione.
Il presidente Marco Viérin ha comunicato all’Aula che, martedì 23 febbraio, sono state pubblicate sul Bollettino ufficiale della Regione le cinque proposte di legge di iniziativa popolare, a seguito della verifica sulla regolarità delle firme. La Commissione procedimenti referendari sarà chiamata a deliberare l’ammissibilità o meno delle iniziative popolari entro 45 giorni.Il presidente ha inoltre riferito che l’Ufficio di Presidenza ha dichiarato l’ammissibilità della petizione per richiedere il ripristino di alcune corse non scolastiche e degli orari precedentemente in vigore per le corse scolastiche inerenti il servizio di trasporto pubblico su gomma nella Valle di Champorcher. La petizione è stata assegnata alla quarta Commissione consiliare.Le président Augusto Rollandin a, à son tour, informé le Conseil que les 10 et 11 février a participé, à Bruxelles, à la séance plénière du Comité des Régions, consacrée notamment à la politique de cohésion européenne. Il s’est agi d’une occasion de dialogue avec la Commission européenne, qui a permis de rappeler combien il est important – dans le cadre réglementaire de la mise en œuvre de la politique de cohésion et des relations entre les zones urbaines et les zones rurales – de prévoir des mesures de facilitation fiscale susceptibles de créer les conditions pour un développement durable des zones de montagne.Toujours en matière d’actions visant à encourager le développement des zones de montagne, il a été souligné que le Produit Intérieur Brut, tout en étant un indicateur immédiat et facile à interpréter, ne suffit pas à représenter la complexité des phénomènes économiques régionaux, et ce, en particulier pour des réalités comme celle de la Vallée d’Aoste.Si è quindi passati alle interrogazioni a risposta immediata. Il servizio regionale di riabilitazione equestre a favore di persone con disabilità per il 2016 è stato al centro dell’attenzione del Movimento 5 Stelle. Il capogruppo Stefano Ferrero ha chiesto assicurazione sullo svolgimento del servizio per l’anno in corso, atteso che i parenti dei disabili che hanno usufruito di questa attività hanno ricevuto informazioni contraddittorie sul rinnovo del contratto. L’assessore alla sanità ha confermato che l’Amministrazione regionale intende mantenere con un bando biennale fino al 2018 questo servizio particolare, destinato a diverse tipologie di disabilità. È un servizio di nicchia, estremamente costoso per una regione piccola come la nostra: in effetti, ha affermato l’assessore, sarà leggermente ridimensionato e si chiederà un’ulteriore partecipazione alla spesa alle famiglie. Ferrero, nella replica, ha dichiarato che sarebbe il caso di valutare una ricontrattazione con coloro che svolgono il servizio, affinché i costi possano ripartirsi equamente tra tutti gli attori coinvolti.I Consiglieri di Union Valdôtaine Progressiste hanno chiesto di fare il punto sulla situazione del servizio di accoglienza e assistenza diurna rivolto a persone con disturbi dello spettro autistico. Questo servizio è stato approvato a fine 2015 dalla Giunta regionale, prevedendone la realizzazione dal 1° aprile 2016 al 31 marzo 2018: l’Associazione valdostana autismo e familiari di adulti con autismo hanno inviato una lettera all’Amministrazione chiedendo delucidazioni sul nuovo Centro diurno. L’assessore alla sanità ha riferito che bisogna pensare a una nuova presa in carico, perché i bambini autistici che erano seguiti nel loro percorso sono diventati adulti. Fosson ha confermato la proroga dell’esistente: il servizio, quindi, non avrà discontinuità. Sarà inoltre realizzato un unico centro che accoglierà sia i soggetti adulti sia i bambini. La settimana prossima, la Giunta approverà una delibera volta alla riqualificazione delle varie strutture, aspettando i LEA nazionali, che certifichino in modo preciso il percorso dei pazienti autistici. Nella replica, il capogruppo Bertschy si è rammaricato che ci si dimentichi di lavorare insieme su questi argomenti. Ha poi ricordato che oggi sono riconosciuti 79 soggetti autistici, ma 24 di questi usciranno dal percorso scolastico nel prossimo periodo e sarà importante supportarli così come le loro famiglie lungo l’intero percorso di vita. Le funivie adibite a trasporto pubblico locale di Buisson-Chamois e Aosta-Pila sono state al centro della prima interrogazione discussa nella seduta consiliare. L’iniziativa è stata presentata dal Movimento 5 Stelle per conoscere il maggiore incasso previsto rispetto al 2015 grazie all’aumento tariffario recentemente deliberato sia per la tratta Buisson-Chamois (incrementi che vanno dal 20% al 100%) sia per quella Aosta-Pila (incrementi che vanno dal 16,7% al 27,8%). I consiglieri hanno anche chiesto se l’ordine di servizio con il quale si fissa a tre dipendenti l’organico minimo della funivia Buisson-Chamois non comprometta la sicurezza dell’impianto nel momento di un eventuale intervento di soccorso e quale sia l’organico previsto per gli anni 2016-2017-2018. L’assessore al turismo, sport, commercio e trasporti ha risposto che l’aumento tariffario e l’adeguamento Istat dovrebbero comportare un maggiore incasso di 100 mila euro annui per la tratta Buisson-Chamois e di 60 mila euro annui per la tratta Aosta-Pila. In merito alla sicurezza dell’impianto a seguito dell’ordine di servizio che disciplina le modalità di funzionamento della funivia Buisson-Chamois con tre persone, l’assessore Marguerettaz ha riferito che questa è prevista per il solo turno del mattino dal lunedì al venerdì in bassa stagione, quando è garantita l’assistenza in caso di guasto a valle da parte degli addetti della adiacente teleferica trasporto merci. Attraverso un accordo con la Chamois Servizi srl, in caso di necessità, il personale della società garantisce il trasporto da valle a monte o viceversa degli addetti della funivia, eventualmente coadiuvandoli per le operazioni di soccorso. Questa modalità di esercizio, è largamente utilizzata sull’arco alpino oltre che su alcune funivie valdostane (Breuil-Plan Maison per esempio) e non compromette la sicurezza dei trasportati. In caso di evacuazione della funivia è comunque previsto dal piano di soccorso, il richiamo in servizio degli addetti nonché l’allertamento della Protezione civile. In merito all’organico della Buisson-Chamois, Marguerettaz ha precisato che nel 2016 è composto di 21 persone fino al mese di maggio, dopodiché sarà ridotto a 20, in quanto è in scadenza un contratto a tempo determinato; per gli anni 2017-2018, bisognerà fare delle riflessioni in quanto sono previsti 3 pensionamenti. Il consigliere Cognetta, nella replica, ha evidenziato che si continua a smantellare il trasporto pubblico locale, si raddoppiano le tariffe e si spera che gli incassi aumentino, a fronte di una diminuzione del personale. Tutto questo, ha aggiunto Cognetta, non fa presagire nulla di buono per la stazione turistica di Chamois: le piccole località sono importanti per l’economia della regione, bisognerà quindi fare una riflessione più ampia su questo tema, perché stiamo assistendo ad una serie di dismissioni.Alpe ha presentato un’interrogazione per fare il punto sulle risultanze dell’attività svolta dal Registro Tumori della Valle d’Aosta, istituito nel 2012 ma non ancora accreditato e non presente nel sito dell’Associazione italiana registri tumori. L’assessore alla sanità ha spiegato che la Giunta regionale, approvando nel 2012 l’istituzione del Registro Tumori presso l’Azienda USL, ha assunto una decisione impegnativa ma necessaria. L’avvio non è stato semplice: in primis si è resa necessaria una convenzione con un ente esterno di comprovata esperienza. Nel concreto, si è dovuto adottare un sistema informatico di nuova concezione e provvedere alla conseguente formazione degli operatori. È quindi partito l’inserimento dei dati provenienti da tre fonti: i ricoveri ospedalieri, l’anatomia patologica e la mortalità. In generale, in un anno si analizzano 20.000 ricoveri, i referti di anatomia patologica presi in considerazione sono 6.000, i decessi globali 1.200. In vent’anni, per tumore in Valle d’Aosta i morti sono 7.400 e i decessi sono in media 350-380 (la prima causa è il tumore al polmone, seguito da quello alla mammella e da quello al colon). Su questo aspetto grava poi la questione della mobilità passiva, riguardante quegli utenti che si recano a curarsi in strutture fuori regione; in questo caso, infatti, i dati vengono forniti con due anni di ritardo. Attualmente questo lavoro di inserimento dei dati e controlli è terminato per il periodo compreso tra il 2007 e il 2011; tutti gli altri dati sono stati raccolti fino al 31 dicembre 2015 ma manca il discorso della mobilità passiva. In merito alle tempistiche di accreditamento del Registro, l’assessore Fosson ha precisato che si devono seguire specifici regolamenti nazionali fissati dall’Associazione italiana Registro Tumori, secondo i quali bisogna avere una copertura di popolazione di almeno 200.000 abitanti. L’auspicio è che i cinque anni sinora raccolti siano sufficienti: i nostri dati saranno inseriti ad aprile 2016, ha riferito Fosson, quando si chiederà anche l’accreditamento internazionale, che quasi sicuramente ci sarà attribuito prima di quello nazionale. La situazione del Registro Tumori valdostano, ha concluso l’assessore, rientra comunque in un meccanismo che già funziona. Nella replica, il consigliere Alberto Bertin ha affermato che i dati forniti sono preoccupanti: poco meno di 400 decessi per tumore in Valle d’Aosta sono una cifra considerevole che rappresenta addirittura un terzo dei decessi totali, un Valdostano su tre muore di tumore. Le ragioni sono da ricercare nei molti fattori cancerogeni, ha detto Bertin, ad iniziare dall’inquinamento, in effetti il tumore più diffuso è quello ai polmoni. È perciò importante dare rapida attuazione al Registro Tumori per monitorare al meglio la situazione e per mettere in atto azioni di prevenzione e cura mirata in grado di garantire la salute della popolazione, ha concluso Bertin: è più che mai opportuno fare conoscere i risultati di questo lavoro e fare in fretta per ottenere anche l’accreditamento.L’Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica ha risposto a un’interrogazione sulle osservazioni alla variante al progetto di riqualificazione della viabilità nella cintura di Aosta, nella zona compresa tra lo svincolo autostradale e il confine Est della città. Dopo aver ricordato all’aula l’iter del progetto per la riqualificazione, ha sottolineato che l’Amministrazione regionale, preso atto delle previsioni progettuali di cui al progetto esecutivo, approvato da parte dell’ANAS nel primo semestre 2014, di concerto con le Amministrazioni comunali, si è attivata affinché fossero apportate, ancorché in corso d’opera, alcune modifiche al progetto. L’assessore Mauro Baccega ha agiunto che, dal 1° ottobre 2015, è subentrato un nuovo Capo Compartimento dell’ANAS e anche il Direttore tecnico è stato sostituito. Per quanto attiene gli aspetti che sembrerebbero ancora destare preoccupazioni da parte degli esercizi commerciali e dalle Amministrazioni comunali sono stati promossi diversi incontri che hanno consentito di analizzare puntualmente le criticità emerse e, nella maggior parte dei casi, sono state individuate le modalità per la loro risoluzione. Per quanto attiene al progetto dato in appalto, Baccega ha spiegato chel ’aggiudicazione definitiva dei lavori, a conclusione dell’appalto avviato nel agosto 2014, è avvenuta nel febbraio 2016. L’Amministrazione regionale, di concerto con le Amministrazioni Comunali di Quart e Saint-Christophe, ha proseguito il confronto con l’ANAS al fine di apportare quelle modifiche in corso d’opera al progetto esecutivo oggetto di appalto. A tale proposito l’ANAS si è resa disponibile a perseguire tale via, con l’obiettivo di risolvere quante più possibili criticità. Il confronto prosegue, ha concluso Baccega, e l’intento è che l’impresa recepisca le osservazioni concordate con ANAS e con i Comuni di Saint-Christophe e di Quart.In relazione alla situazione relativa al rinnovo delle concessioni delle acque per gli impianti di proprietà della società CVA S.p.A., le risposte sono state fornite dal presidente della Regione. Sulla cifra accantonata da CVA S.p.A. per il rinnovo delle concessioni delle acque in scadenza nei prossimi anni, Rollandin ha premesso che le concessioni in capo a C.V.A. scadono nel 2029 e che la società non ha effettuato accantonamenti in vista del rinnovo delle concessioni. E ciò in quanto, nel corso degli anni, una parte degli utili generati è stata destinata a riserva di patrimonio netto, proprio al fine di dotare progressivamente la società delle risorse finanziarie necessarie ad affrontare i mercati in cui opera ed a competere, con il ricorso alla leva finanziaria, nelle gare che saranno indette per il rinnovo delle concessioni. Su quale sia la situazione relativamente al rinnovo della concessione idrica per l’impianto di Champagne2, Rollandin ha spiegato che la situazione della subconcessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico che alimenta l’impianto “Champagne 2” è che gli atti concessori sono scaduti il 31 dicembre 1999 e prorogati, in forza di successive norme statali, fino al 31 dicembre 2015, ma non è possibile procedere al rinnovo della subconcessione perché il decreto legislativo 79 del 1999 – il cosiddetto decreto Bersani sulla liberalizzazione dell’energia – modificato dal Decreto legge 83 del 2012, ha previsto che le Regioni devono indire una gara ad evidenza pubblica per l’attribuzione delle grandi derivazioni ad uso idroelettrico, quale quella di “Champagne 2”. Il problema sta nel fatto che il Ministero dello Sviluppo economico avrebbe dovuto provvedere, entro il 30 aprile 2012, a definire con un apposito decreto le modalità di svolgimento di queste gare a evidenza pubblica. Ad oggi, ha concluso il presidente, questo decreto non è stato emanato e quindi nell’impossibilità di procedere all’indizione della gara, la Giunta regionale ha ritenuto opportuno prorogare la concessione per lo meno sino all’ultima data utile indicata nel decreto legislativo 79 del 1999, cioè il 31 dicembre 2017.Il consigliere del Movimento 5 Stelle Roberto Cognetta ha interrogato la Giunta sull’assunzione di eventuali azioni legali nei confronti di Trenitalia per violazione dell’accordo commerciale per il trasporto pubblico locale ferroviario. L’assessore ai traporti, Aurelio Marguerettaz, ha precisato che l’acccordo con Trenitalia è scaduto nel 2007 e che, da allora, si opera in regime di prorogatio. La Regione ha pagato il corrispoettivo degli anni 2011, 2012 e 2013 sulla base di ciò che ritiene il dovuto, applicando le sanzioni previste per i vari disservizi, fra i quali anche la chiusura delle biglietterie. Un contenzioso sarebbe. in questo contesto, costoso e inutile. Sanzioni risibili, le ha definite Cognetta nella replica, auspicando che si arrivi al più presto alla ridefinizione di un contratto.Sull’avvio di iniziative per sollecitare la ripresa dei lavori di costruzione della variante sulla Strada statale 27, l’assessore Baccega ha spiegato che i lavori sono in corso e si stanno effettuando ulteriori approfondimenti geologici e geotecnici nel fronte di scavo della galleria. Sono in corso le altre lavorazioni compatibili con le temperature e la stagione invernale. Per quanto riguarda iniziative da parte del governo regionale nei confronti di ANAS o dell’impresa al fine di sollecitare una rapida e completa ripresa dei lavori dell’opera ha quindi specificato l’assessore Baccega che la Regione non ha competenza sul quel tratto di strada e in particolare su quel cantiere appaltato direttamente da ANAS.La risposta all’interrogazione sulla riduzione delle provvidenze economiche a favore di invalidi civili, ciechi e sordomuti in sede di ripartizione delle risorse di finanza locale per l’anno 2016, è stata data dall’assessore al bilancio Ego Perron. Il a réaffirmé que le budget régional est en mesure de faire face aux engagements pris par la loi de finances de l’année 2016 qui autorise une dépense globale de 53 706 202 euros. Il s’agit bien évidemment d’un montant global, dont les aides en faveur des invalides, des aveugles et des sourds-muets ne représentent qu’une partie (estimée à 27 500 000 euros). La proposition de délibération relative aux finances locales donne temporairement la priorité aux ressources relatives aux finances locales destinées aux communes. Cela a été décidé – a dit Perron – compte tenu du fait que les aides économiques destinées aux invalides ont des échéances mensuelles bien précises et que la dépense y afférente est répartie régulièrement tout au long de l’année. La rectification au budget est effectivement bien prévue. Il consigliere Uvp Elso Gérandin, nella replica, ha ricordato che, se 10 dei 27,5 milioni destinati al pagamento delle pensioni d’invalidità è stato destinato ai trasferimenti ai Comuni, significa che non sono più disponibili e che dovranno essere reperiti altrove. Dove, la Giunta non lo ha spiegato. La tematica dei tempi di attesa dei pazienti con codice bianco presso il pronto soccorso dell’Ospedale regionale nel 2015 è tornata in discussione con un’interrogazione presentata dal gruppo Movimento 5 Stelle. I consiglieri hanno voluto sapere quanti casi di pazienti cui è stato assegnato un codice bianco e poi successivamente ricoverati sono accaduti nel corso del 2015; quanti di questi pazienti hanno atteso più di 58.7 minuti (tempo medio di attesa indicato dall’azienda USL della Valle d’Aosta); quanti di questi pazienti hanno atteso più di 120 minuti (tempo massimo indicato come standard dal progetto nazionale “Mattoni SSN”); quanti pazienti con codice bianco si sono allontanati dal pronto soccorso prima della visita. L’assessore Fosson, sottolineando che tra la valutazione effettuata al momento del triage e gli esami diagnostici successivi ci possono essere cambiamenti, ha riferito che nel 2015 sono stati 8.485 i pazienti cui è stato attribuito il codice bianco, e di questi 984 sono stati ricoverati in conseguenza del percorso di visite (la percentuale di valutazioni non corrispondenti è stata quindi dell’11.6%). Tra i pazienti in entrata e quelli ricoverati abbiamo la più alta percentuale italiana, ha precisato Fosson. Dei 984 codici bianchi, 472 pazienti hanno atteso più di 58 minuti, mentre 254 hanno aspettato più di 120 minuti. 643 pazienti si sono allontanati dal Pronto soccorso, anche a seguito della comunicazione dell’addebito di un ticket. L’Assessore ha aggiunto che la caratteristica del Pronto soccorso è la flessibilità dell’organizzazione, che l’attenzione è sempre rivolta al miglioramento e l’obiettivo perseguito è la diminuzione dei codici bianchi. Il consigliere Cognetta nella replica ha evidenziato che, pur non essendo stata concretizzata la riorganizzazione territoriale dei medici, è già stata smantellata una parte del Pronto soccorso, creando un ulteriore disservizio. I numeri di accesso al Pronto soccorso pertanto aumentano e indicano che le attese sui codici bianchi sono diventate molto lunghe. Il Consigliere ha invitato a valutare il ripristino del personale per fornire risposte migliori ai cittadini, ritornando in linea ai dati del 2014 ed evitando problemi del genere, che si ripetono con frequenza.Un’interrogazione sul tema dell’ampliamento dell’Istituto tecnico e professionale Corrado Gex di Aosta è stata posta da Alpe. La necessità attuale dell’Amministrazione regionale – ha spiegato l’assessore Baccega – è di ottenere, con estrema urgenza, nuovi spazi didattici disponibili in quanto, a seguito del progressivo aumento registratosi negli ultimi anni di alunni iscritti alle scuole secondarie di secondo grado nel comune di Aosta, gli edifici scolastici sia di proprietà regionale che di proprietà di altri enti risultano totalmente occupati. Qualora il trend di crescita della popolazione scolastica che gravita intorno al Comune di Aosta dovesse confermarsi, le attuali sedi non sarebbero più sufficienti per ospitare le classi delle istituzioni scolastiche superiori, con sede nel capoluogo regionale. Inoltre, gran parte degli edifici scolastici, la cui costruzione ricade in alcuni casi negli anni ’70 e ’80, necessita di significativi interventi di adeguamento dal punto di vista strutturale (antisismico), antincendio, funzionale ed energetico. Questo comporta, trattandosi di operazioni edilizie spesso invasive, la necessità di delocalizzare le relative attività scolastiche. I lavori in corso di ristrutturazione dell’edificio scolastico di viale Federico Chabod – ha continuato Baccega – in base al cronoprogramma di realizzazione, saranno terminati nel corso dell’anno 2016: gli alunni che frequentano l’Istituto tecnico e professionale regionale, attualmente ospitati presso la struttura di via Chavanne, potranno rientrare presso la storica sede di viale Federico Chabod a partire dall’anno scolastico 2016/2017. Nell’attesa di realizzare la scuola di Tzamberlet, la scuola di via Chavanne dovrebbe accogliere gli alunni del Liceo delle scienze umane e scientifico Regina Maria Adelaide, liberando così la sede di via Torino che presenta problematiche di tipo strutturali (necessità di adeguamento antisismico) e di costi di gestione. L’ampliamento della scuola di via Chavanne rientra quindi in un complesso quadro di programmazione degli interventi di edilizia scolastica. L’edificio è caratterizzato da ampia flessibilità e modularità dei locali a seconda delle varie esigenze organizzative con la possibilità, tra l’altro, di realizzare al primo piano sulle terrazze esterne esistenti 8 nuove aule didattiche con relativi servizi igienici. Entrando nel merito dell’iter di realizzazione dei lavori, l’assessore ha sottolineato che l’avvio delle procedure di appalto dei lavori potrà avvenire a far data dal mese di agosto 2016 e la conseguente aggiudicazione definitiva degli stessi nella primavera dell’anno 2017. I lavori potranno essere così eseguiti e conclusi per l’avvio dell’anno scolastico 2017/2018. Il costo lordo totale dell’intervento, confermato nell’approvando piano lavori, ammonta a complessivi 634 mila 18,09 Euro.Richiamando la mozione approvata dal Consiglio regionale a settembre 2015 che sollecitava l’istituzione di un tavolo di concertazione per l’esame della problematica relativa alla gestione delle deiezioni animali, Union Valdôtaine Progressiste ha interrogato la Giunta regionale per conoscere le iniziative intraprese in merito. L’assessore all’agricoltura e risorse naturali ha riferito che la Giunta regionale, il 13 novembre 2015, ha deliberato la costituzione del tavolo di lavoro: a dicembre, vi è stata la prima riunione durante la quale è stato fatto un inquadramento generale della problematica ed è stato impostato il lavoro da svolgere, per una prima raccolta e analisi dei dati in vista delle azioni da intraprendere. Oltre allo scambio di osservazioni, è stato condiviso il materiale tra i componenti, ivi compresa la bozza di Regolamento d’igiene predisposta dall’Assessorato alla sanità e trasmessa al Celva. Il gruppo si è poi nuovamente riunito il 3 febbraio per stabilire una verifica bibliografica sulle analisi dei prodotti in commercio, se riguardano solo gli odori o anche il latte. Si è quindi deciso di contattare le ditte presenti sul mercato regionale per verificare le schede tecniche e valutare gli interventi per la riduzione degli odori. È stato inoltre stabilito di effettuare un’indagine conoscitiva presso gli allevatori per rilevare la reale efficacia dei prodotti oltre che di eseguire analisi specifiche di laboratorio per verificare le cariche microbiche e l’eventuale presenza di inibenti sui campioni di latte prelevati verso le aziende interessate. Entro sei mesi dalla sua costituzione (ossia entro maggio), il tavolo tecnico sarà chiamato a redigere una relazione che sarà trasmessa agli Assessorati competenti e quindi discussa in sede di Commissione consiliare per condividere gli esiti del lavoro. Il consigliere Vincenzo Grosjean ha osservato che dal punto di vista pratico non si è fatto ancora nulla: si è quindi perso un anno per fare delle semplici valutazioni e questo è gravissimo. Due riunioni in cinque mesi sono davvero poche, ha aggiunto il Consigliere: era più semplice incaricare un funzionario dell’Assessorato e fargli fare delle prove nelle stalle. Il Consigliere ha evidenziato che questa poteva essere l’occasione per cominciare a dare delle risposte, anche piccole, a un settore che è fortemente in crisi: invece, gli agricoltori dovranno ancora una volta arrangiarsi per conto loro.Ancora Uvp ha chiesto di fare il punto della situazione sulle pratiche di circa 250 agricoltori valdostani bloccate a seguito della cosiddetta “Operazione bonifica”, avviata dalla Guardia di Finanza in tutta Italia nel 2013 che ha portato a una serie di controlli presso i Centri di assistenza agricola e alla sospensione dell’erogazione degli aiuti previsti dalla Politica agricola comune. Il gruppo ha poi voluto conoscere la data indicativa per la liquidazione degli anticipi del nuovo Programma di sviluppo rurale. L’assessore all’agricoltura ha risposto che, il 31 dicembre 2015, da parte della competente Autorità di gestione del Programma di sviluppo rurale della Valle d’Aosta, è stata presentata alla Commissione europea l’attivazione della procedura di interruzione del disimpegno automatico per le domande in sospeso a causa di procedimenti giudiziari o ricorsi amministrativi tra organismi pagatori e beneficiari. Per le misure a superficie sono sospesi i pagamenti di 96 aziende per 212 domande, il cui controllo è in capo all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura-AGEA (importo complessivo di 705mila euro), e di 38 aziende per 120 domande, il cui controllo è in capo alla Guardia di Finanza (importo complessivo 529mila euro). Per queste ultime, le risultanze sono state trasmesse da parte del Comando regionale della Guardia di Finanza ad AGEA. Per le domande a valere su misure strutturali, l’Assessore ha evidenziato che sono 11 quelle sospese, per un importo di circa 184mila euro. Al momento, AGEA non ha indicato tempi certi per i pagamenti delle domande sospese e ha anche comunicato alcune discrepanze interpretative tra l’Agenzia e la Commissione europea. I pagamenti del nuovo PSR per la campagna 2015 saranno oggetto di liquidazione direttamente a saldo indicativamente dalla tarda primavera. Infine, l’Assessore ha ribadito che è stato più volte sollecitato un incontro con AGEA in merito a questa e altre casistiche causa di forte incertezza. Il consigliere Alessandro Nogara ha replicato che l’intento dell’interrogazione era quello di dimostrare l’inefficienza di AREA: in questi anni non si è fatto altro che chiedere di riorganizzare l’Agenzia regionale, che dovrebbe rappresentare un punto di riferimento per gli agricoltori. Ormai le speranze su questo aspetto si sono spente, ma il Consigliere ha auspicato una soluzione positiva per queste pratiche bloccate, tenendo conto del fatto che il settore agricolo valdostano è in una situazione di grande crisi economica.Alpe ha presentato una interrogazione sulla problematica della destinazione dell’ex hôtel Lanterna nel comune di Saint-Pierre. I consiglieri hanno voluto conoscere lo stato dell’arte dell’edificio, sulla cui proprietà è in corso una causa tra la Regione e lo Stato e all’interno del quale il Ministero dell’interno, che se ne ritiene titolare, intenderebbe realizzare un centro di accoglienza per migranti. Le Président de la Région a répondu que dès qu’il a été envisagé de destiner cet immeuble à l’accueil et à l’accompagnement des migrants, fin 2015, il a aussitôt interpellé les services du Ministère de l’intérieur et le Ministre en personne, à propos de l’impossibilité de réaliser un tel projet. Cette impossibilité découle du fait que l’immeuble est dans un état de délabrement complet, dû à son abandon par le Ministère lui-même, mais surtout que le Tribunal de Turin a décidé par son jugement du 29 septembre 2014 que la propriété de l’ancien hôtel Lanterna revient à la Région. À ce sujet, le Président a rappelé que le Ministère de l’intérieur a fait appel contre ce jugement et que la prochaine audience à ce sujet est prévue pour janvier 2017. Aussi, par une note datée du 25 janvier 2016, la Région a également illustré la situation au Président du Conseil des ministres, confirmant ses positions ainsi que ses perplexités sur la question. Le Président a aussi communiqué que le 9 janvier dernier, l’Administration régionale a notifié au Ministère de l’intérieur une copie du jugement du Tribunal de Turin de 2014, assortie d’une formule exécutoire, au cas où il deviendrait nécessaire de faire procéder à la remise immédiate de l’immeuble à la Région. En réponse à ces initiatives, la Région a appris que le Provveditorato alle opere pubbliche du Piémont et de la Vallée d’Aoste a suspendu toute activité inhérente à l’éventuelle nouvelle destination de l’ancien hôtel Lanterna et il s’agit bien évidemment d’une nouvelle qui nous rassure, a dit Rollandin, mais nous continuerons bien sûr à suivre la situation avec la plus grande attention. Le Président a enfin informé que, mercredi 24 février, il y aura un rencontre avec la population de Saint-Pierre sur ce sujet. Dans sa réplique, le conseiller Patrizia Morelli a soutenu qu’il était nécessaire de mettre un point ferme à cette question : nous sommes soulagés de savoir que toute activité ait été suspendue. Un soulagement malheureusement à terme puisque il est subordonné à une sentence du Tribunal: il faut continuer à travailler à un plan B en vue de la sentence, en s’interrogeant sur ce que l’on pourra faire de cet immeuble. La Conseillère a apprécié le fait qu’une rencontre publique ait été fixée pour ce soir, parce qu’il est important de donner des renseignements clairs sur un sujet qui inquiète sérieusement la population et les administrateurs locaux. Pour le conseiller, c’est un dossier à suivre.
Pubblicato / aggiornato
il 24/02/2016 alle 12:00
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Salute