Pronto il piano per la vendita degli immobili non utilizzabili da RaVdA
Nel corso dei lavori del Consiglio Valle di giovedì 25 febbraio, l’assessore al bilancio, finanze e patrimonio Ego Perron ha illustrato il piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari, che ha l’obiettivo di fotografare la situazione attuale del patrimonio immobiliare pubblico non utilizzabile direttamente all’Ente proprietario.
Il piano, composto da 81 immobili, è stato elaborato dagli uffici dell’Assessorato al bilancio, finanze e patrimonio ed è stato approvato dalla Giunta regionale nello scorso mese di ottobre e – dice l’assessore Perron – ha provocato un generale interesse di operatori economici e di possibili investitori, formalmente e informalmente. Nell’ambito delle diverse attività è stato coinvolto il Celva al fine di intraprendere percorsi condivisi sia per quanto riguarda le proprietà regionali dislocate nei vari Comuni, sia per eventuali proprietà degli stessi Comuni. La condivisione con i Comuni per gli immobili regionali siti nei rispettivi territori è stata ritenuta indispensabile per comprendere se vi siano esigenze specifiche sulle quali basare progetti di valorizzazione. L’intenzione della Regione è di sondare dapprima il mercato, rendendo pubblico il piano approvato corredato delle informazioni necessarie a conoscere i singoli immobili, per poi procedere alla raccolta delle manifestazioni di interesse. Ciò per comprendere la risposta del libero mercato e conseguentemente procedere alle valutazioni con i Comuni coinvolti al fine di decidere la soluzione preferibile nel pieno rispetto dei diversi tessuti cittadini. Allo stato attuale, gli uffici stanno procedendo all’avvio delle procedure volte alla rimozione dei vincoli amministrativi presenti sugli immobili inseriti nel piano per poi procedere con le necessarie ulteriori operazioni propedeutiche all’immissione sul mercato di questi immobili. Da questo processo deriverà l’avvio delle gare. I prezzi, insieme a tutte le altre condizioni di vendita (come ad esempio vincoli di tutela imposti dal Codice dei beni culturali) saranno resi pubblici al momento del lancio delle procedure di vendita. I 4 milioni 950 mila euro indicati come previsione di entrata per l’anno 2016 sono derivati da una stima prudenziali-ottimistica di ciò che potrebbe essere introitato nel corso dell’anno procedendo alla vendita di alcuni beni inseriti in questo piano e non il valore di mercato dell’intero piano.
Pubblicato / aggiornato
il 26/02/2016 alle 12:00
Visualizzato volte
Categoria:
Salute