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Approvato il Bilancio RaVdA 2019/21

Approvato il Bilancio RaVdA 2019/21
 

Dopo due giorni di dibattito, nella seduta pomeridiana del 19 dicembre, il Consiglio Valle ha approvato con 18 voti a favore (Uv, Uvp, Alpe, Sa, Gruppo misto), 10 astensioni (Lega VdA e Mouv’) e 7 contrari (M5S, Ic), la legge di stabilità e il bilancio di previsione della Regione autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2019-2021.

La relazione di Marquis
Il presidente della seconda Commissione, Pierluigi Marquis (Stella Alpina), relatore di maggioranza dei due disegni di legge sul bilancio, si è innanzitutto soffermato sull’aspetto politico: «Un futuro per la Valle d’Aosta è visione e capacità di programmazione: ecco il compito cui siamo chiamati, anche e soprattutto nella costruzione del bilancio regionale, in cui, per la prima volta, diamo seguito alla norma di attuazione approvata con il decreto legislativo n. 184/2017 che riconosce alla Valle d’Aosta la cosiddetta “manovrabilità fiscale”, cioè la capacità d’intervento sulla fiscalità “propria e locale”. Si introducono a favore delle imprese sgravi IRAP per 4,8 mln di euro: un intervento, questo, che sostituisce la proposta di riduzione dell’addizionale Irpef, che avrebbe dovuto essere più significativo per avere una qualche visibilità ed efficacia. Degna di menzione anche la decisione di costituire una Commissione speciale su CVA per definire, entro 90 giorni, quale futuro dare alla società
«Il bilancio è indiscutibilmente di “gestione ordinaria” e quindi per noi appena sufficiente: manca di profondità di visione, necessaria per programmare il rilancio socioeconomico atteso dai valdostani dopo anni difficili. È un documento “amministrativo”, imbastito in un’ottica di continuità più che del cambiamento tanto atteso, frutto anche della fretta con cui è stato elaborato. Nel documento, poco si dice nel merito della ristrutturazione della spesa pubblica, della riduzione della spesa corrente, della necessaria riorganizzazione della macchina amministrativa per meglio gestire le risorse europee e quelle d’investimento, della semplificazione e della sburocratizzazione. Poco è detto su come ridurre le disuguaglianze e fronteggiare e il problema demografico e le difficoltà delle famiglie: fattori, questi, che frenano lo sviluppo e la possibilità di migliorare la vita dei valdostani. Dopo il dibattito e l’approvazione di questo bilancio, dobbiamo rimetterci al lavoro insieme alle organizzazioni sociali, agli Enti locali, ai valdostani nei loro ambiti di attività e di professione per definire e dare gambe a un nuovo progetto a medio e lungo termine per lo sviluppo della Valle. Dobbiamo fare di più e di meglio, rispetto a questo bilancio perché il quadro di cambiamento intervenuto ce lo impone. Dobbiamo fare quello che i valdostani attendono, che chiedono, che desiderano: un cambiamento positivo. Per fare ciò occorre energia, grande sforzo progettuale e grande coraggio politico. Serve il contributo di tutti, molta concretezza, analisi puntuali, e appunto visione politica, progettualità. Sarà un lavoro impegnativo: dovremo essere capaci di lavorare in un clima più sereno, superando le rispettive distanze ideologico-culturali, i pregiudizi personali. Dovremo davvero lavorare per la Valle d’Aosta insieme a tutti i valdostani.»
Passando alla parte più tecnica, il Consigliere Marquis ha parlato delle entrate: «Il bilancio pareggia nell’importo di 1 miliardo e 470 milioni di euro per il 2019, 1 miliardo e 412 milioni per il 2020 e 1 miliardo e 897 milioni per il 2021. Il totale delle entrate di competenza previste per il 2019 è pari a 1 miliardo 302 milioni di euro al netto delle partite di giro. Importante sottolineare come le entrate non prevedano risorse esogene né in termini di indebitamento né in termini di acquisizione “straordinaria” di risorse dalle riserve delle partecipate. Questa nuova situazione traguarda anche gli esercizi finanziari successivi al 2019, favorendo l’incidenza degli investimenti pubblici nell’auspicio di fornire un significativo stimolo allo sviluppo economico e all’occupazione. Come noto, il bilancio regionale dovrà a breve essere oggetto di variazione per tenere conto dell’accordo con lo Stato in materia di finanza pubblica cogliendo la sfida di un’attenta programmazione delle risorse: sarà necessario prevedere un piano degli investimenti pluriennale per 120 milioni di euro. Le entrate si sono incrementate per il combinarsi di tre effetti: la riduzione del contributo alla finanza pubblica per 71 milioni di euro; la fine del periodo di applicazione quinquennale delle riserve erariali previste, che riducevano annualmente alla fonte il gettito per circa 25 milioni di euro;  il mancato accantonamento, per 65,8 milioni euro, del fondo eccedenze entrate non più necessario grazie al pieno assorbimento del disavanzo di amministrazione registrato nel 2016 a seguito del riaccertamento straordinario dei residui.»
Marquis ha dettagliato le risorse a disposizione per l’attività della Regione: «Il totale della spesa corrente della regione ammonta per l’anno 2019 a 1.137 milioni di euro, per l’anno 2020 a 1.090 milioni di euro e per l’anno 2021 a 1.084 milioni di euro. Le risorse risultano nell’anno 2019 in crescita per 14 milioni di euro, pari all’1,13% rispetto al bilancio di previsione 2018. Per una valutazione completa della manovra a questo importo devono essere aggiunti 4,8 milioni di euro previsti di riduzione dell’IRAP. Quindi, complessivamente calcolate, le risorse per l’attività della Regione crescono di 18,5 milioni di euro, l’1,6% in più rispetto al 2018. Al netto del contributo al risanamento della finanza pubblica pari a 123 milioni di euro per il 2019, le spese correnti disponibili e quelle di investimento ammontano a 1225 milioni di euro (1014+211). L’incidenza della spesa corrente è pari a l’82,81% mentre la spesa per investimenti è pari a 17,19%. Si nota quindi un aumento degli investimenti rispetto al bilancio precedente in cui erano pari al 15,09% del totale.»
Il Consigliere Marquis ha infine esplicitato le risorse a disposizione delle varie tematiche: «Per la tutela della salute, la più rilevante in valore assoluto, è previsto uno stanziamento di 267,9 milioni di euro pari al 22% del totale. All’istruzione e diritto allo studio sono assegnati 189,2 milioni. L’ambito dei servizi istituzionali generali e di gestione presenta un importo complessivo di 142,5 milioni; alle relazioni con le altre autonomie territoriali locali sono assegnati 102,6 milioni; si segnalano in particolare i trasferimenti ai Comuni senza vincolo di destinazione per 87,5 milioni per ciascun anno del triennio. Alle politiche sociali e famiglia sono assegnati 86,2 milioni; sono compresi gli interventi per l’infanzia, per 11,8 milioni, per la disabilità per 38 milioni, per gli anziani per 27,2 milioni, per i soggetti a rischio di esclusione sociale per 3,1 milioni e per le famiglie per 3,2 milioni. Allo sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente sono assegnati 83,6 milioni di euro: tra gli stanziamenti più significativi, le opere di protezione da frane e inondazioni nonché il potenziamento del monitoraggio dei rischi.»
«Ai trasporti e mobilità sono assegnati 80,1 milioni di euro; per la tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali sono assegnati 34,3 milioni di euro; allo sviluppo economico e competitività sono assegnati 31,2 milioni di euro; alle politiche per il lavoro e la formazione professionale sono assegnati 27,7 milioni di euro, mentre all’agricoltura, politiche agroalimentari e pesca sono assegnati 18,5 milioni di euro pari; al turismo vanno 10,6 milioni, all’assetto del territorio e edilizia abitativa sono assegnati 7,2 milioni di euro, alle politiche giovanili, sport e tempo libero 4,7 milioni di euro. All’energia e diversificazione delle fonti energetiche sono previsti 3,3 milioni di euro, prevalentemente del settore dell’efficientamento energetico

La relazione di Aggravi
Dopo l’intervento del presidente della seconda Commissione, è intervenuto il consigliere Stefano Aggravi (Lega VdA) come relatore di minoranza sui due disegni di legge di bilancio.
«Il percorso che ha portato alla formazione dei documenti di bilancio è stato segnato da un clima politico che vedeva la maggioranza minata al suo interno – ha detto –: tuttavia, grazie al lavoro di alcuni colleghi della fu maggioranza, il documento che oggi esaminiamo è frutto di un lavoro improntato ai principi di sana e prudente gestione della cosa pubblica, le cui risorse vertono interamente su disponibilità regionali “pure” (nessuna riserva di società partecipata è stata drenata a favore della spesa regionale, né sono stati recuperati fondi regionali presso la Finaosta Spa) e prudenzialmente senza considerare gli effetti dell’Accordo siglato con lo Stato, che finalmente sancisce il quantum del contributo da destinarsi a Roma a compartecipazione della finanza pubblica a livello centrale. È quindi importante differenziare quanto è caratterizzante della manovra stessa (ovvero di quanto fatto da chi c’era al Governo) e quanto invece è stato introdotto dalle prime scelte del neo insediato Governo Fosson.»
«Le scelte della precedente Giunta – ha proseguito – miravano a garantire i livelli di servizio ottimale alla comunità e la forza di spesa necessaria alla macchina amministrativa regionale. La principale novità da noi presentata è stata quella di dare corso operativo alla norma di attuazione 184/2017 relativa alla manovrabilità fiscale. Avevamo previsto l’applicazione di un fattore di sconto all’aliquota dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) con riferimento ai primi tre scaglioni di reddito (fino a 55 mila euro). Una manovra che incideva sul montante di bilancio per circa 5 milioni di euro e destinata a mitigare l’effetto della “manina invisibile” dello Stato e della Regione nelle tasche dei propri cittadini. Una manovra che poteva essere sicuramente migliore sia in termini di fasce di reddito interessate che di magnitudo complessiva, ma che rappresenta, per la prima volta, la volontà concreta di sostenere la classe media regionale (quasi 75 mila contribuenti) nell’attuale difficile congiuntura economica
«Tuttavia, la prima mossa del nuovo governo è stata perentoria, abrogando la misura – ha sostenuto Aggravi -. Una decisione giustificata con la volontà di definire in un prossimo futuro nuove esenzioni IRAP. Niente di nuovo, visto che nella legge di stabilità da noi proposta, si è già provveduto in tal senso, prevedendo agevolazioni IRAP per società cooperative, esenzioni per nuove attività operanti in Valle d’Aosta e per i rifugi alpini. Non comprendiamo la ratio di questa scelta. Sicuramente a livello mediatico paga poter dire che con i 5 milioni di euro “risparmiati” si potrà ridurre di circa un quarto l’effetto fiscale dell’IRAP (in quanto dei 60 milioni di gettito circa 20 milioni vengono da soggetti privati), ma resta un serio arcano dietro a questa scelta. Ci si è interrogati su quali aliquote si intende operare? Si è valutato l’effettivo risparmio marginale di ogni impresa ed il potenziale vantaggio in termini di nuova occupazione? Perché eliminare con un colpo di spugna il certo per l’incerto? Che ne sarà dei circa 5 mln che comunque verranno presi dalle tasche dei nostri concittadini?»
«Un ulteriore aspetto di novità da noi proposto – ha aggiunto Aggravi – era la scelta di definire in norma le modalità e le tempistiche entro le quali scegliere sul progetto di ampliamento dell’Ospedale Umberto Parini e sulla quotazione in borsa o meno di CVA. Perché crediamo che la Valle d’Aosta non possa più aspettare un nuovo e rinnovato ospedale a servizio dei suoi cittadini ed ospiti, così come crediamo che le decisioni su CVA debba essere fatta considerando nel complesso cosa rappresenti CVA per la nostra comunità, senza comprometterne la realtà di Azienda di mercato seppur di proprietà pubblica
«Significativa importanza – ha detto ancora Aggravi – è stata data allo sviluppo economico. La completa finanziabilità della Legge 8/2016 è rimasta invariata (e di ciò ne siamo contenti) perché tale progetto può giocare un importante ruolo di volano dello sviluppo produttivo della bassa Valle, area maggiormente colpita dalla crisi dell’industria manifatturiera. Ci auguriamo che quanto prima si possa dare attuazione al relativo bando su cui abbiamo lavorato in questi mesi di governo, convintamente e con l’invito di varie aziende già operanti in Valle. Tuttavia siamo dispiaciuti che l’idea, la volontà politica di interloquire con lo Stato centrale per lo sviluppo di una zona franca urbana sia venuta meno e sia stata cancellata dalla bozza di DEFR.»
«Riguardo al Bon de Chauffage, in sede di formazione del bilancio, avevamo previsto la sospensione della misura: tuttavia, nella complessiva valutazione delle risorse disponibili e a fronte di una sana e fattiva dialettica all’interno della compagine di Governo si è scelto di recuperare le coperture finanziarie necessarie per la riattivazione di questa misura attraverso l’aumento (di una entità poco significativa) delle tariffe di concessione delle grandi derivazioni di acqua ad uso idroelettrico. Una misura che incide sui grandi impianti e quindi non certo sui piccoli produttori e che consente di poter riattivare una misura importante per molti valdostani. Ora mi chiedo, perché dichiarare a priori di non volerla supportare?»
Il Consigliere Aggravi ha quindi concluso: «Noi riteniamo che la stagione della cosiddetta redistribuzione non possa, non debba, più avvenire per mano pubblica e soprattutto crediamo che il primo costo che spesso subiscono i cittadini e/o le imprese sia proprio quello dell’accesso agli aiuti. La nostra manovra rappresentava il primo tentativo (concreto) di invertire la rotta verso un nuovo modello di fiscalità regionale. Stesso discorso vale per il progetto dell’ospedale: perché non dar corso ad una più ampia valutazione del progetto e dei bisogni della comunità? Perché essere così tanto legati ad un passato che di nuovo torna? Da parte nostra siamo certi di aver lavorato al meglio per la redazione di questo progetto di bilancio, in un clima non agevole e in condizioni politiche difficili. Ma abbiamo portato la nave in porto. Non siamo noi ad aver scatenato la tempesta, sono stati altri. Non possiamo quindi condividere modifiche che vadano ad emendare quelli che riteniamo essere pilastri fondamentali di una nuova fase politica di cui facciamo parte

La relazione di Testolin
La relazione dell’assessore al Bilancio, Renzo Testolin è iniziata con una: «ricostruzione dei fatti che hanno caratterizzato il percorso che ci ha portati qui oggi a discutere gli atti e i provvedimenti fondamentali per la futura programmazione e gestione della nostra Regione. Un percorso oserei dire caratterizzato negli scorsi mesi, a partire da settembre/ottobre, da una pressante e talvolta indicata come insistente richiesta, all’allora Governo Spelgatti, di voler prima presentare con celerità il documento di programmazione economico finanziaria della regione per il triennio 2019/2021, il così detto DEFR , e poi con sollecitazioni in merito all’opportunità di predisporre con solerzia i disegni di legge relativi alla legge di bilancio per il 2019 e per il triennio finanziario 2019/2021, in modo da poter avere il tempo necessario per una loro corretta analisi e condivisione con le parti sociali gli Enti locali e con tutti i portatori di interessi coinvolti dalla manovra finanziaria regionale.
Nonostante la reiterazione delle istanze appena ricordate solo in data 28 novembre 2018 si è registrata la contestuale presentazione alla competente Commissione Consiliare del DEFR e dei dl 14 disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d’Aosta (legge di stabilità per il triennio2019 / 2021) e del dl 15 Bilancio di previsione finanziario per la Regione Autonoma Valle d’Aosta per il triennio 2019/2021.
Il deposito in commissione il 28 novembre dei documenti sopra citati e l’illustrazione degli stessi, in data 3 dicembre, da parte dell’allora Assessore Aggravi e dell’allora Presidente Spelgatti sono dunque il punto di partenza dell’iter di analisi e di confronto dei provvedimenti legislativi che oggi sono iscritti all’ordine del giorno di questo Consiglio per la loro approvazione.
Si ritiene altresì doveroso sottolineare, così come riferito dall’allora assessore, come i documenti presentati il 3 di dicembre non fossero stati oggetto di alcun percorso formalizzato di condivisione e di confronto ne con le parti sociali ne con i vari portatori di interessi istituzionali e che dunque, a quella data, nessuno era a conoscenza, se non il governo proponente, ne dei numeri ne dei contenuti dei provvedimenti posti in esame, ne delle legittime aspettative degli stakeholder.
Quanto sopra a significare la difficoltà di chiudere, in meno di quindici giorni, un percorso di approfondimento e di valutazione in merito ad un documento di programmazione contabile che in condizioni normali richiederebbe almeno il doppio del tempo per la sua analisi».
Ha poi proseguito l’assessore: «A questo si aggiungano due situazioni capitali, la prima il cambio di governo e di maggioranza conclusosi con l’approvazione della mozione di sfiducia costruttiva al Governo Spelgatti avvenuta in data 10 dicembre, data dalla quale il nuovo Governo Fosson ha dunque potuto iniziare a lavorare in primis proprio sui documenti di bilancio oggi all’ordine del giorno, e la seconda condizione rilevante l’impossibilità tecnica di intervenire in maniera organica sulle poste di bilancio, in questo convulso e temporalmente ristretto lasso di tempo per non compromettere la regolare applicazione del bilancio Regionale già dal primo gennaio 2019.
Il buon senso e le problematiche operative, amministrative, gestionali che andrebbero a gravare sulla già complessa macchina amministrativa della Regione, con effetti negativi nei confronti dei rapporti e nella gestione sia con gli altri Enti che con l’utenza più in generale se il bilancio non dovesse partire già dal 1 gennaio, hanno dunque indotto il nuovo governo a limitare le iniziative di variazione al documento originale di bilancio a quelle variazioni che pur permettendo di indicare una diversa visione della gestione della cosa pubblica, più coerente agli obiettivi della nuova maggioranza, non andavano e non andranno a rallentare, a complicare o addirittura a compromettere l’attività amministrativa ad inizio anno, una attività amministrativa che anzi ha bisogno di essere rilanciata e velocizzata per poter dare ai cittadini quelle risposte che negli ultimi mesi hanno faticato ad arrivare.
Questo detto crediamo opportuno procedere ora ad una analisi delle risorse a disposizione di questo bilancio.
È opportuno precisare come il miliardo e quattrocento milioni di euro su cui si attestano le risorse a disposizione dei due futuri esercizi, il 2019 e il 2020, pari ad un miliardo e trecento due milioni se considerate al metto delle partite di giro, derivano da entrate che possiamo definire ordinarie, senza il ricorso cioè a risorse “una tantum” , sono dunque risorse che saranno pertanto stabili anche per i futuri esercizi.
Questo dato porta oggi ad avere a disposizione per l’anno 2019 un importo superiore rispetto al 2018 per circa 14 milioni di euro il che sta a dimostrare la buona gestione e la corretta impostazione degli esercizi precedenti che avevano indicato il 2019 come l’anno di crescita delle risorse a regime per la nostra regione.
Come enunciato nell’allestimento dei bilanci degli ultimi 2 esercizi il 2017 e il 2018 dove si era ricorsi all’utilizzo di una parte importante di poste di entrata straordinaria, riconducibili principalmente ai dividenti delle società partecipate, per cercare di dare respiro alle iniziative di investimento in anni ancora compromessi da norme statali figlie del patto di stabilità e delle nuove regole contabili dell’armonizzazione di bilancio che avevano decretato l’impossibilità di utilizzo di tutta una parte di entrate dell’amministrazione fintanto che non si fosse ripianato il disavanzo contabile appurato proprio con l’applicazione delle nuove regole contabili, si era indicato proprio il 2019 per il raggiungimento di una situazione che, seppur non ancora ottimale, potesse comunque garantire il pieno e funzionale utilizzo delle entrate dell’ente regione e persino anche il futuro utilizzo degli eventuali avanzi di amministrazione.
Si segnala come il dato dell’entrata totale relativo al 2021, sia invece significativamente più elevato solo per effetto della contabilizzazione, secondo le regole dell’armonizzazione dei bilanci, sia in parte entrata, sia in parte spesa, della chiusura del prestito obbligazionario (BOR) emesso nel 2001, per l’acquisizione delle centrali idroelettriche, che giunge a scadenza a maggio 2021. Al netto di tale operazione, le risorse disponibili sono in linea con gli esercizi 2019 e 2020.
Si evidenzia come le entrate del titolo 1, costituite dai tributi propri e dalla devoluzione dei tributi erariali, siano previste in aumento per effetto della cessazione dell’applicazione quinquennale, dal 2014 al 2018, delle riserve erariali, stabilite da leggi dello Stato, sul gettito di alcune significative imposte, quali l’IVA e le accise sui carburanti.
Si ricorda inoltre che tra le entrate derivanti dalla devoluzione dei tributi erariali, le previsioni includono, oltre al gettito di competenza dell’esercizio, così come per il 2018, anche i 65,8 milioni derivanti dal riconoscimento del gettito maturato per le accise energia elettrica e birra nel periodo 2011-2014, operato dalla legge di bilancio dello Stato per il 2017 (L. 232/2016). L’elemento nuovo e rilevante è costituito, come precedentemente spiegato dal fatto che tali entrate, sino al 2018 non utilizzabili perché vincolate al ripiano del disavanzo generato dall’operazione di riaccertamento straordinario dei residui imposto dall’armonizzazione del bilancio, dal 2019 saranno invece utilizzabili per le spese di competenza dell’esercizio.
È opportuno sottolineare come nel contesto delle entrate si incardina una delle diversità di prospettiva più rilevanti del nuovo governo Fosson rispetto alla visione poco lungimirante per lo sviluppo regionale ipotizzata dall’ex governo Spelgatti in merito all’utilizzo della manovrabilità fiscale.
L’ex governo aveva ipotizzato in finanziaria una minore entrata per tributi propri prevedendo 4,8 milioni di euro in meno di incassi relativi all’ “addizionale regionale all’IRPEF”, manovra che avrebbe abbattuto mediamente di circa 60 euro annui, circa 5 euro al mese il tributo pagato alla regione da circa 75.000 valdostani, una manovra che seppur sicuramente spendibile a livello elettorale perché vendibile come l’abbattimento delle tasse per quasi tutti avrebbe in realtà rappresentato una mera elemosina se non una vera e propria presa in giro per i contribuenti valdostani.
A fronte di tale opzione il governo Fosson preferisce utilizzare lo stesso importo di 4,8 milioni per ulteriori riduzioni ed esenzioni IRAP a favore del mondo produttivo e delle imprese, abbassando la pressione fiscale a sostegno del lavoro e delle aziende che devono continuare a garantire occupazione, perché solo con l’occupazione si può pensare di creare reddito, crescita, e sviluppo.
Riduzioni ed esenzioni che si concretizzeranno nei primi mesi dell’anno 2019 con l’approvazione della prima legge di variazione di bilancio già prevista. Tali riduzioni permetteranno pertanto di completare quelle già inserite e recepite nel provvedimento in esame e che sono la conseguenza di un processo di analisi eseguito dagli uffici e attivato ad hoc nel mese di febbraio 2018 quando alla fine della scorsa legislatura veniva disposto dall’allora governo un lavoro di gruppo che coinvolgesse gli uffici di riferimento nello studio delle possibili azioni da adottarsi in merito alla manovrabilità fiscale a disposizione della nostra regione.
Coerentemente con quanto rappresentato in merito alla stabilità delle entrate, le entrate extra tributarie, ossia le entrate patrimoniali, sono previste per circa 70 milioni annui e sono costituite per lo più da rimborsi di entrata, di cui 36 milioni per il recupero dai Comuni delle entrate da restituire allo Stato, e per circa 20 milioni dai proventi di concessione delle derivazioni d’acqua per uso idroelettrico.
Per l’intero triennio non è prevista l’assunzione di alcun debito diretto della Regione, anche in considerazione della elevata disponibilità di cassa ritornata in questo ultimo anno a livelli importanti dopo il superamento delle criticità vissute nei periodi del patto di stabilità.
Infine tra le entrate del primo anno di bilancio, il 2019, è possibile prevedere anche l’utilizzo dell’avanzo presunto di amministrazione 2018, per la parte derivante dai fondi vincolati, pari a quasi 29 milioni, il che permetterà alle strutture regionali di attivare i corrispondenti processi di spesa sin da fine gennaio, senza dover attendere i tempi per la loro riassegnazione al bilancio, con la successiva legge di assestamento del bilancio di previsione.
Per quanto concerne le spese si segnala come si assista, in linea con gli esercizi precedenti, ad un rapporto tra spese correnti e spese di investimento che è di 9 a 1 con una spesa complessiva ancora fortemente caratterizzata da investimenti limitati. Fronte a questa situazione di sostanziale stallo di investimenti riveste a nostro avviso particolare rilevanza l’accelerazione in merito ad alcuni processi decisionali che potrebbero permettere alla Regione il reperimento di importanti risorse da destinare alla realizzazione di opere strategiche sul territorio che a loro volta potrebbero fungere da volano nella creazione di occasioni di investimento, di crescita occupazione e di generazione di nuovi introiti fiscali per l’amministrazione regionale stessa.
In questo senso va l’emendamento proposto dalla nuova maggioranza in merito alla necessità di costituire una Commissione speciale che in tempi brevi, entro il 31 marzo 2019 possa svolgere le analisi e le verifiche più appropriate ed esaustive utili a dare contezza in merito alle operazioni più opportune da mettere in campo per una adeguata valorizzazione economica della CVA.
L’ulteriore input relativo al reperimento di risorse da destinarsi ad investimento è sicuramente da ricercarsi nel potenziamento delle professionalità da dedicare alla ricerca e alla gestione di risorse europee che potranno sopperire in futuro così come si è cercato di fare in passato con l’accesso a misure e finanziamenti comunitari che possano arricchire le nostre opportunità di crescita.
Nelle misure di sviluppo economico sono previsti investimenti importanti nel triennio, risorse destinate alla riapertura di bandi bloccati in questi ultimi mesi e fortemente sollecitati dal tessuto industriale che potrebbe tramite queste risorse creare degli interessanti percorsi di crescita occupazionale soprattutto in Bassa Valle e tra i giovani.
In merito alle disposizioni previste dall’art. 10 del dl 14 concernenti la determinazione delle risorse destinate alla finanza locale, fermi restando gli stanziamenti previsti per il 2019 in linea con quelli accordati nel 2018 si registra un parere contrario del consorzio permanente degli enti locali che incontrato dal Presidente Fosson e dal sottoscritto in data 14 dicembre in una seduta straordinaria dell’assemblea, che, peraltro, si è appositamente riunita per l’espressione del parere in merito ai disegni di legge dei quali stiamo discutendo, ha, a più riprese, sottolineato l’esigenza di maggiori trasferimenti certi per la prossima annualità oltre ad una serie di altre richieste ed indicazioni normative che parzialmente aveva già esplicitate, peraltro senza riscontro in legge, all’ex governo regionale.
Il confronto con gli enti locali si è purtroppo risolto in una presa visione, da parte loro, del documento che a causa delle tempistiche e delle modalità di presentazione non risulta oggi modificabile nelle sue parti salienti.
Un confronto preventivo alla stesura del bilancio ed accorgimenti che avessero garantito agli enti locali già in questa fase di approvazione del bilancio regionale le maggiori risorse previste dal DEFR probabilmente avrebbero comportato una visione meno critica dei Comuni nei confronti della legge finanziaria regionale, così come una maggiore attenzione verso alcune richieste normative che in queste ultime ore si è cercato, in tutta fretta, di analizzare per verificarne la ricevibilità, avrebbe potuto, con più calma, dare risposte più precise e puntuali agli Enti Locali.
L’impegno che ci si è assunti con il CPEL è stato dunque quello di guardare con attenzione le esigenze espresse dai Comuni a partire dall’allestimento della prima variazione di bilancio prevista per gennaio, febbraio 2019 al fine di garantire una implementazione di risorse a loro favore. e di avere nel prossimo futuro un approccio attento alle loro esigenze, un approccio improntato al dialogo costruttivo e ad una sussidiarietà non soltanto economica ma anche mirata al supporto gestionale e normativo nei loro confronti.
Rispetto alle decisioni in merito al complesso ospedaliero Umberto Parini esplicitate dall’articolo 15 del dl 14 si evidenzia un’altra rilevante diversità di visione della nuova maggioranza rispetto a quella che ha redatto il testo di legge originale, con un emendamento ad hoc si prevede infatti che le valutazioni in merito alla sostenibilità tecnica, economica e finanziaria siano da verificarsi solo in considerazione dell’esecuzione del progetto di ampliamento dell’attuale nosocomio e non da studiare in funzione di diversa eventuale delocalizzazione dello stesso presso altro sito in quanto la scelta in merito al nuovo presidio ospedaliero è già stata oggetto di referendum propositivo nel 2007.
Per ultimare l’analisi dei principali punti dei dl in esame ci soffermiamo sull’articolo 27 comma 4 del dl 14 così come predisposto dall’ex governo Spelgatti concordando con la sospensione dell’erogazione del così detto Bon de Chauffage di cui alla legge 43 del 2009 anche in attesa di una revisione organica delle misure di contrasto alla povertà conseguenti ad una efficace razionalizzazione degli interventi già esistenti e in attesa altresì delle valutazione dell’impatto sul tessuto socio economico valdostano dell’introduzione a livello nazionale del così detto reddito di cittadinanza.
Conclusa l’analisi dei principali punti dei due dl 14 e 15 in rapporto ai quali, come detto in premessa, le criticità operative dettate dalla mancanza di tempo per un’approvazione tempestiva e una immediata applicazione del nuovo bilancio a partire sin dal primo di gennaio senza dover ricorrere all’attivazione di un pericoloso e anti produttivo esercizio provvisorio, hanno costretto il nuovo governo a non intervenire in questa fase sulle poste allocate in bilancio.
Risulta pertanto importante se non capitale illustrare le principali linee di intervento che il nuovo governo Fosson ha voluto esplicitare in una complessiva rivisitazione degli obiettivi prioritari per il triennio 2019/2021 emendando il DEFR nei suoi contenuti strategici.
Di seguito riportiamo in conclusione a questa relazione i principali campi di azione e una sintesi delle iniziative esplicitate nel DEFR dal nuovo governo regionale:
Manovrabilità fiscale
La norma di attuazione dello Statuto della Regione Valle d’Aosta recata dal D.lgs. 184/2017, in materia di coordinamento e di raccordo tra la finanza statale e regionale, comporta una nuova e più ampia possibilità di manovra sui tributi da parte della Regione stessa. Infatti la nuova norma di attuazione concede alla Valle d’Aosta la possibilità di manovra fiscale sia sui tributi regionali che sui tributi locali.
In prima battuta, al fine di completare l’approfondimento dei diversi aspetti inerenti alla complessa materia tributaria e agli impatti sui bilanci degli enti di eventuali manovre sui tributi locali, la Regione si concentrerà nell’attuazione di misure sui propri tributi. In particolare, saranno oggetto di interventi l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), le tasse automobilistiche e l’imposta regionale di trascrizione dei veicoli presso il Pubblico Registro Automobilistico.
Con riferimento alla prima manovra a favore del tessuto imprenditoriale regionale, in materia di IRAP, saranno attuate, nell’immediato, le seguenti misure di agevolazione/esenzione:
le nuove iniziative economiche che si insediano nel territorio regionale, anche a seguito di trasferimento da altre regioni, saranno esentate dal pagamento dell’imposta per i primi cinque esercizi;
i gestori di rifugi alpini saranno esentati definitivamente dall’imposta, al fine di meglio valorizzare le risorse della montagna;
gli enti cooperativi saranno oggetto di un intervento che intende sia ampliare la platea dei soggetti beneficiari sia incrementare la misura dell’agevolazione, con l’obiettivo di favorire ulteriormente la cooperazione.
Le iniziative di riduzione dell’IRAP, oltre ad essere già presenti e parzialmente declinate nella legge di stabilità, saranno oggetto di ulteriore importante applicazione nel corso dell’anno 2019, dove con la prima variazione di bilancio andranno a destinare al settore le ulteriori risorse dell’addizionale regionale all’IRPEF con un impatto stimato di abbattimento di imposta per le imprese del 25%.
Riguardo ai tributi relativi al possesso di veicoli, saranno varate misure volte a correggere situazioni problematiche rilevate nella normativa statale vigente e a semplificare l’applicazione dei tributi stessi. Saranno interessate dai primi interventi normativi:
le tasse automobilistiche
l’imposta regionale di trascrizione dei veicoli presso il PRA, con l’obiettivo da un lato di evitare un’imposizione eccessiva su beni che hanno perso buona parte del loro valore economico e dall’altro di favorire la regolarizzazione delle posizioni degli acquirenti di veicoli oggetto di compravendita tra privati.
Politiche Europee, del lavoro e sociali:
dalla lettura della programmazione economica di questo Governo emerge, seppur in forma sintetica, come l’assessorato affari europei, politiche del lavoro, inclusione sociale, trasporti intenda improntare la sua attività ad una visione orientata al benessere sociale diffuso che tenda a migliorare i risultati occupazionali, sia in termini quantitativi che qualitativi mediante un approccio integrato e condiviso dell’azione amministrativa e politica e l’istituzione dell’Agenzia regionale per il lavoro come tassello del potenziamento dei servizi già attivi. Esso intende altresì favorire lo sviluppo della buona economia imprenditoriale e un utilizzo trasversale, efficace e proficuo dei fondi strutturali e d’investimento europei, in vista anche della nuova programmazione 2021-2027, in un sistema efficiente di trasporti che apra maggiormente la nostra Regione ai mercati nazionali e internazionali e garantisca una mobilità sostenibile per cittadini e imprese.
Sanità e Welfare
Andando nella direzione di dare più forza e maggiore incisività ai due settori portanti della salute e del benessere, vale a dire Sanità e servizi Sociali, sarà fondamentale prevedere lo sdoppiamento dei dipartimenti, affermando che ovviamente dovranno lavorare in sinergia. Sanità e salute da una parte e Servizi Sociali e welfare dall’altra.
Due settori strategici per il benessere dei cittadini dove si dovranno mettere in atto delle strategie innovative:
Sanità:
Il potenziamento della medicina territoriale;
Una efficace politica di prevenzione; attraverso campagne di informazione e di screening;
Una strategia idonea a evitare l’esodo di medici qualificati verso l’esterno cercando anche di attrarre professionalità esterne, rivedendo la disciplina organizzativa del Servizio Sanitario Regionale, migliorando anche le risorse aggiuntive a disposizione per consentire di ridurre le liste d’attesa;
Potenziamento del personale infermieristico;
Riorganizzazione di alcuni Dipartimenti sanitari;
Conferma dell’ubicazione dell’Ospedale Parini e revisione del progetto;
Servizi Sociali
Partendo dal Piano di Zona rinnovare il modello e il sistema organizzativo delle politiche sociali pensando in modo particolare agli anziani e alla prima infanzia;
Garantire programmi di assistenza e sostegno alle fasce più deboli e ai disabili
Una forte collaborazione con il terzo settore;
Valutazione e introduzione della misura unica per la famiglia con particolare attenzione alle persone fragili e non autosufficienti e in particolare nei settori della casa, della salute, del lavoro e dell’educazione;
Scuola, Università, ricerca, politiche giovanili
Relativamente al settore scolastico e universitario, il DEFR contiene le linee programmatiche sulle quali si concentrerà l’attività programmatoria e amministrativa del prossimo anno e di quelli immediatamente successivi.
Le specificità del nostro sistema scolastico potranno giovarsi del supporto di un nuovo centro di ricerca dedicato alla didattica e alla pedagogia che, in raccordo con l’Università della Valle d’Aosta e di ulteriori centri di ricerca italiani e stranieri, contribuirà a valorizzarne gli aspetti peculiari legati non solo al bi-plurilinguismo sin dalla scuola dell’infanzia, ma anche capillarità delle sedi scolastiche sul territorio e alle dotazioni di personale di cui potranno disporre. Ciò sarà possibile anche grazie a una rinnovata attenzione per le esigenze di personale amministrativo e ausiliario, in particolare nelle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, in accordo con gli enti locali, nonché alla situazione dell’edilizia scolastica, al fine di effettuare una programmazione dei lavori da realizzare in funzione di un patrimonio scolastico sicuro e rispondente ai bisogni formativi (laboratori, palestre, aule speciali) di studenti e docenti.
Un intervento normativo regionale in materia di istruzione professionale, fondato sugli ampi spazi normativi di cui la Regione dispone per Statuto, offrirà accresciute opportunità ai giovani che intendono affrontare percorsi di studio finalizzati ad un rapido inserimento nel mondo del lavoro, non solo come prevenzione dell’abbandono scolastico, ma soprattutto nella logica di valorizzare le potenzialità di questo segmento scolastico.
Infine, le politiche a favore della gioventù non potranno prescindere da un più stretto legame tra Università e territorio sia in termini di offerta formativa sempre più collegata al contesto internazionale sia in termini di radicamento sul territorio dell’Università in settori quali le scienze della montagna e delle sue peculiarità.
I fondi del bilancio regionale nel settore dell’istruzione, dell’Università e delle politiche giovanili nel prossimo triennio privilegeranno i filoni sopra descritti grazie a una oculata e potenziata gestione finanziaria, ma soprattutto ad un ricorso più sistematico all’utilizzo dei fondi europei e delle risorse di cui essi permettono di beneficiare.
Lavori pubblici e edilizia residenziale pubblica
Ritenendo fondamentale l’edilizia come motore economico della VDA, bisognerà prevedere una Legge Regionale sugli appalti che possa tutelare e valorizzazione le imprese valdostane, ponendo particolare attenzione anche alle politiche di edilizia privata con il rifinanziamento dei fondi di rotazione anche con eventuali utili delle società partecipate per tramite di Finaosta S.p.a..
Si ritiene, inoltre, importante dare nuovo slancio all’edilizia privata prevedendo un aggiornamento della normativa urbanistica, al fine di semplificare le pratiche amministrative.
Nell’ottica della salvaguardia delle proprietà pubbliche, si valuterà la possibilità di destinare quota parte delle entrate da vendita del patrimonio pubblico per garantire la manutenzione delle Infrastrutture pubbliche esistenti.
Per quanto concerne le politiche abitative, si sta procedendo verso la regionalizzazione delle graduatorie di assegnazione e di mobilità ERP (Edilizia Residenziale Pubblica), per ottimizzare la gestione delle problematiche sul territorio, in accordo con i comuni, per tramite dell’ente strumentale ARER.
Turismo, agricoltura e cultura
Il Turismo, la Cultura e l’Agricoltura, i tre settori che si occupano principalmente di promozione del prodotto Valle d’Aosta “e che abbiamo unito, sono settori cruciali per la nostra Regione.

Una sfida con lo Sport e il Commercio – in un Assessorato ripensato, attraverso una riorganizzazione funzionale, con l’obiettivo prioritario, al di là delle tante altre sfide  –  di lavorare con forza ad un maggior raccordo e una efficace sinergia tra i vari settori e attori  che rappresentano ciò che la  Valle d’Aosta offre, le sue eccellenze , la sua identità e le sue peculiarità in tutte le loro accezioni , e che si occupano, tra le altre cose, di azioni e strategie di valorizzazione e promozione, che sarà quindi univoca e coordinata.  

Una riorganizzazione che prevede tra le prime azioni l’istituzione e la creazione del “tavolo del turismo “, propedeutico alla nascita dell’ente unico di promozione turistica, che riunirà tutti gli attori che si occupano direttamente  o indirettamente di Turismo e valorizzazione con l’obiettivo,  tra le altre cose, di affinare e rilanciare il brand Valle d’Aosta, attraverso una regia coordinata e una agenda unica degli eventi oltre che  una univoca promozione e valorizzazione delle strategie e delle azioni da mettere in campo, grande sfida sulla quale si basa una parte importante del futuro sviluppo, anche economico,  della nostra Regione.

Ambiente
L’ambiente rappresenta una risorsa per la Valle d’Aosta; la sua tutela e valorizzazione è, pertanto, presupposto e caratteristica del welfare percepito e motore di sviluppo in numerosi settori tra i quali si citano il turismo e il comparto dell’agricoltura, visto nei suoi molteplici elementi, quali aria, acqua, suolo, natura e paesaggio. 
Il territorio di montagna presenta dunque caratteristiche specifiche che necessitano l’adozione di politiche di gestione attive e attente, nonché la messa a disposizione di adeguate risorse finanziarie, in grado di dare risposte sia alle problematiche sopra esposte sia ai bisogni delle popolazioni che in questi contesti vivono e che qui devono sviluppare le proprie attività.

Gli eventi che interessano il nostro territorio e l’evoluzione climatica che sta condizionando gli stessi richiedono un forte impegno anche conoscitivo, non solo delle realtà fisiche, ma anche e soprattutto delle dinamiche sociali e culturali che si sono sviluppate nei secoli. La diffusione e la divulgazione delle informazioni al grande pubblico contribuiscono a sensibilizzare il cittadino per renderlo informato sulle scelte operate dalla pubblica amministrazione e più consapevole dell’esistenza di un pericolo naturale.
Risorse naturali
Ecco i principali punti di intervento del settore:
• incrementare gli investimenti per la tutela e la manutenzione del territorio e dell’ambiente naturale al fine di prevenire il dissesto idrogeologico e garantire alle nostre risorse naturali l’indispensabile resilienza per poter fare fronte anche agli effetti negativi dei cambiamenti climatici.
A tale scopo saranno messe in atto misure di rafforzamento dei cantieri forestali;

• recepire i principi contenuti nel “Testo unico in materia di foreste e filiere forestali” con la predisposizione di un apposito provvedimento normativo che individui le azioni da porre in atto per garantire la salvaguardia delle foreste, anche mediante la loro gestione attiva e razionale e che, nel contempo, sviluppi la filiera foresta-legno, affinché i nostri boschi possano assolvere pienamente alle loro diverse funzioni; 
• assicurare centralità al Corpo forestale della Valle d’Aosta nell’ambito della tutela e della valorizzazione dell’ambiente e delle risorse naturali garantendone la piena operatività, con particolare attenzione alla copertura della pianta organica; per il 2019 si prevede la realizzazione di un corso di formazione per neo-assunti e l’approvazione di una nuova procedura concorsuale da attuarsi nel 2020.
Nel concludere questa corposa relazione in merito ai dl 14 e 15 ed agli elementi con i quali il nuovo governo ha voluto caratterizzare il documento di economia e finanza regionale chiudo il mio intervento ringraziando gli uffici che hanno supportato la parte politica prima nella scrittura e poi nelle variazioni apportate ai documenti che oggi ci apprestiamo ad approvare. Ringrazio il relatore Consigliere Marquis non solo per il suo intervento odierno ma anche e soprattutto per il lavoro condotto in commissione assieme agli altri commissari per riuscire nonostante i tempi strettissimi a dare un doveroso, seppur tardivo, ascolto a tutti i portatori di interessi, alle associazioni, alle parti sociali e agli Enti il cui futuro dipenderà, a volte anche in maniera pesante, da questo documento. Sono comunque certo che il lavoro svolto non sarà lettera morta ma sarà fonte di indirizzo e analisi per il prosieguo dell’attività amministrativa futura».

La discussione generale
Il Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) ha evidenziato: «La nostra finanziaria, intesa come quella licenziata dalla Giunta precedente a questa, conteneva la proposta di riduzione dell’addizionale IRPEF; un provvedimento, questo, che avrebbe garantito ai valdostani ben di più di cinque euro al mese, come invece riferito dal Consigliere Marquis: bisogna far meglio i conti, perché la cifra dipende dalla fascia di reddito. Ci sarebbe stato modo per studiare meglio questa proposta e non fare confusione tra tasse alle persone e tasse alle aziende. Non banalizziamo l’opportunità di poter contare su un utile mensile di cinque euro: c’è chi ha bisogno anche di pochi euro. Tutti i 18 della nuova maggioranza la pensano come il Consigliere Marquis? Il ragionamento che avevamo fatto noi avrebbe consentito di dare un aiuto alle fasce di reddito comprese tra zero e 50 mila euro, utilizzando in parte le risorse per il Bon de Chauffage e in parte con gli sgravi fiscali. Certo, è poco, ma avrebbe comunque rappresentato un intervento importante per i cittadini. Se questo è un bilancio di ordinaria amministrazione, io lo considero di straordinaria amministrazione rispetto a quanto fatto dall’attuale maggioranza, che ha apportato al bilancio pochissime modifiche, capaci tuttavia di stravolgerlo. Non si è entrati nel merito dei numeri, perché il grosso lavoro era già stato compiuto; siete stati voi a togliere il Bon de Chauffage, così come siete voi a lamentarvi della legge regionale sulle società partecipate per quanto riguarda la CVA. Non basta presentarsi, imporsi e pretendere collaborazione. Lasciate almeno un barlume di speranza ai cittadini, non limitatevi a tagliare gli aiuti.»
Per il Capogruppo del M5S, Luciano Mossa, emergono «dati significativi in negativo: investimenti per il turismo pari all’1% del totale del bilancio, per lo sviluppo economico 3% e per le politiche del lavoro 2%. Vi è poi la totale mancanza di risorse per la mobilità sostenibile. È con questo programma che volete rilanciare la Valle d’Aosta? Una regione che per le sue bellezze potrebbe vivere di solo turismo, e che invece viene completamente dimenticato. In questo bilancio leggo solo un tentativo di sopravvivenza: si va avanti finché ci sono risorse, poi si vedrà. È la stessa cosa fatta per il Casinò: nessun piano di rilancio industriale, solo una flebo per farlo restare in vita. La colpa non è dell’Assessore Aggravi cui è stato lasciato il timone di una nave diretta a schiantarsi contro un iceberg. Sono le scelte precedenti che hanno portato al fallimento: si poteva investire su ricerca e sviluppo, mentre si è preferito dare iniezioni di soldi pubblici. Nemmeno per CVA si è investito sulla ricerca e lo sviluppo: è quello che dicono i bilanci degli ultimi dieci anni. Una società che vorrebbe essere competitiva sul mercato avrebbe già dovuto investire da tempo su questi fondamentali elementi. Riguardo poi alla sanità, auspichiamo che il 22% di risorse indicate nel bilancio porti alla riduzione delle liste d’attesa, che oggi costringono i nostri concittadini a rivolgersi al Piemonte per potersi curare. Sui trasporti, prendiamo atto che avete mutuato la nostra idea per la realizzazione di un sistema di bigliettazione integrata, ma per il resto siamo molto perplessi.»
Il Capogruppo della Lega VdA Andrea Manfrin ha affermato: «Oggi mi sarei aspettato che la nuova maggioranza, con toni sommessi, chiedesse scusa ai valdostani per averli illusi e impoveriti. Invece, è stata proclamata la cancellazione degli sgravi IRPEF e del Bon de Chauffage: avete messo le mani in tasca a 74 mila valdostani togliendo loro quei cinque milioni di euro che noi avevamo messo a disposizione. La chiusura del contenzioso con lo Stato è stata presentata come un successo, ma l’attuale maggioranza non ha cavato un ragno dal buco; è stato il Governo a trazione Lega ad ottenere il risultato favorevole, peraltro in pochi mesi. Qui sta la differenza tra parole e fatti. Sono molto deluso. Questa adunanza sarà importante perché potremo mettere nero su bianco, indicando a tutta la comunità quali sono i responsabili di un’azione del genere. Vedremo se avrete davvero il coraggio di togliere soldi ai valdostani. Ci auguriamo che i germi dell’arretramento gettati da questa nuova maggioranza non trovino terreno fertile.»
La Consigliera Chiara Minelli (IC) ha espresso «disagio e difficoltà nell’accostarsi ai documenti di bilancio, vista l’oggettiva mancanza di tempo per analizzarli e la confusione creata da due maggioranze diverse che hanno lavorato al bilancio. Questi provvedimenti hanno un carattere di incertezza e di provvisorietà, tanto che si ipotizza già una variazione di bilancio. Una incertezza che determinerà situazioni difficili anche per la macchina regionale.» Soffermandosi sul DEFR, la Consigliera ha osservato che «il problema vero è che non abbiamo ancora assunto una cultura della programmazione e affrontiamo questi atti in maniera superficiale, concentrandoci troppo sull’immediato. I due DEFR (quello della Giunta Spelgatti e quello del Governo Fosson) sono un atto burocratico che denota assenza prospettica sul futuro: non c’è un sogno per una Valle d’Aosta diversa e migliore. C’è la registrazione dell’esistente, ma nulla di più. Un tema per noi centrale – le politiche del lavoro – si è irrobustito con la Giunta Fosson ed è comparsa la prospettiva di rinascita dell’Agenzia regionale del lavoro, però anche la nuova formulazione dedica a questo argomento affermazioni generiche e non si intravedono misure concrete per creare occupazione. Riguardo alla sanità, la situazione è pesante, con servizi carenti, liste d’attesa lunghe e fuga dei medici. Sulla scuola si dice poco: l’abbandono scolastico, che ci pone ai vertici della classifica nazionale, non è affrontato, così come non ho trovato nulla sugli adattamenti scolastici. Sull’edilizia scolastica, sono stati previsti interventi urgenti, ma non c’è un’indicazione chiara: io credo che bisognerà potenziare il polo di Verrès, così come bisognerà fare una scelta ad Aosta evitando di realizzare il polo scolastico di regione Tzamberlet. Bisogna darsi dei tempi e degli obiettivi anche sulla ferrovia: a due anni dall’approvazione della legge per l’elettrificazione, siamo ancora in alto mare. Ci sono poi tre grandi temi che non sono stati adeguatamente affrontati e sui quali occorre fare chiarezza: il Casinò, l’ospedale e la CVA. Sull’ospedale non si parla di possibili alternative rispetto all’attuale ampliamento; in questo senso era preferibile la formulazione del DEFR della passata maggioranza. Su CVA bisogna anzitutto mettere a fuoco le due prospettive che ci sono state prospettate. Occorre decidere se si vuole una CVA per finanziare le casse regionali o se vogliamo una CVA che guidi e conduca la transizione energetica della regione dal fossile verso le energie rinnovabili non inquinanti. Infine, sulla manovrabilità fiscale non bisogna fare demagogia, tagliando in maniera indiscriminata le tasse, ma bisogna analizzare bene le varie situazioni. Nel bilancio le risorse ci sono, ma quello che ci manca sono le idee di fondo e la passione per migliorare.»
La Capogruppo di ALPE, Patrizia Morelli, ha osservato: «Il contesto in cui sono stati concepiti e costruiti il DEFR e il progetto di bilancio è anomalo, anche perché è stato necessario rispettare i tempi e scongiurare l’esercizio provvisorio, in modo da non fare perdere credibilità alla nostra Autonomia. Questa constatazione dovrebbe indurre tutti i 35 Consiglieri a calibrare i toni, basandosi sull’onestà intellettuale. Il Consiglio sta affrontando un’emergenza; tutti possiamo riconoscere che questo bilancio non è l’aspirazione massima: si sarebbero potuto fare scelte più innovative, ma ci si è dovuti limitare a poche modifiche o integrazioni, seppur significative. È un bilancio espressione di una transizione politica: affrontiamolo con senso di misura, evitiamo espressioni forti, evitiamo accuse; cerchiamo di essere pragmatici e trattare le questioni nel merito. La nostra Regione ha bisogno di programmazione, e con questi provvedimenti possiamo iniziare a percorrere questa strada. È fondamentale avere stabilità politica, e per questo deve esserci la volontà dei singoli Consiglieri e degli Assessori di trovare soluzioni condivise; il Presidente della Regione deve ascoltare, coordinare, essere l’interprete di tutte le forze politiche. Les mouvements autonomistes ont fait un travail de rapprochement, de confrontation, de dépassement de certaines méfiances; en ces deux mois, ils ont dû faire tous les passages qui auraient été impossibles début Législature. Nous sommes conscients de l’enjeu administratif. Nous n’avons pas fait placidement une réunion digne des vielles méthodes: cela est le fruit d’un raisonnement et de la volonté de trouver une solution aux problèmes. In politica a volte occorre agire pur sapendo che nell’immediato non si sarà capiti. Ciò che è importante, ora, è che da parte di questa maggioranza autonomista ci sia la capacità di lavorare insieme con obiettivi condivisi: un primo passo è stato raggiunto con il DEFR e le leggi di bilancio. La nostra priorità va al lavoro, che garantisce dignità e libertà. Auspico che, tutti insieme, si possa compiere la scelta migliore per il futuro di CVA. In merito all’ospedale, continuiamo a pensare che la soluzione migliore resti la realizzazione di un nuovo presidio fuori città, ma prendiamo atto delle decisioni sancite dal referendum.»
Il Capogruppo di Mouv’, Stefano Ferrero, ha sostenuto che «le misure di reinserimento del Bon de Chauffage e degli sgravi IRPEF non sono misure populistiche: sono iniziative a favore di una fetta di popolazione che continua ad essere ignorata: sono quelle persone che aspettano i pochi euro – sui quali oggi si è fatta ironia – per poter programmare la visita dal dentista o che fanno i salti mortali per arrivare a fine mese. Non sono misure demagogiche, perché venivano finanziate togliendo soldi a chi sfrutta le concessioni idroelettriche sopra una determinata potenza, senza affamare nessun concessionario. Ci riprendevamo semplicemente una parte infinitesimale del patrimonio comune dei valdostani: l’acqua. Non si capisce poi perché ci si debba incaponire sul progetto di ampliamento dell’attuale ospedale, sito dove continuiamo a trovare reperti archeologici che bloccano i lavori: perché non si può pensare ad una sua decentralizzazione, almeno analizzare i rapporti costi/benefici. Noi crediamo che le modifiche apportate al bilancio siano lo specchio di una vecchia cultura dell’immobilismo. La cultura di chi non si accorge che le cose sono cambiate, di chi continua a governare con i soliti metodi: privilegi agli amici, sostenere allo sfinimento scelte che sono sbagliate, tagliare risorse ai cittadini. Dall’Olimpo in cui state, non vi rendete conto delle situazioni di emergenza: perché non dare un piccolo segnale ai valdostani? Io spero che su questo ci sia un ripensamento da parte della maggioranza.»
La Consigliere Daria Pulz (IC) ha evidenziato: «La nostra coperta, di fatto, non è poi così corta: per il 2019 parliamo di una cifra superiore al miliardo di euro. Certo, risultano indispensabili uno sguardo lungimirante e una capacità di programmazione che tengano presenti soprattutto i cittadini che fanno sempre più fatica. Senza arrivare a misure populiste, è evidente che una redistribuzione del reddito e il sostegno alle persone più fragili sono necessari e urgenti. Il Bon de Chauffage è congelato: è un azzardo pericoloso, sulla pelle dei più bisognosi, proprio all’avvio della stagione più fredda. In merito agli sgravi alle imprese più grandi, non è demagogia sottolineare che investire a favore di queste è meno urgente che mettere in atto misure al contrasto alla povertà; piuttosto, è uno sguardo realista. La perdita del senso del denaro è la sensazione costante che mi ha accompagnata nella disamina del bilancio. Siamo poi certi che una nuova struttura ospedaliera garantirebbe miglioramenti? Forse sarebbe da pensare una riorganizzazione degli esistenti: abbiamo un ospedale “nuovo”, il Beauregard, che non ha mai potuto lavorare a pieno regime; il Parini va adeguatamente rimodernato. Un nuovo ospedale costituirebbe invece, molto probabilmente, un’ennesima voragine di soldi pubblici in appalti. L’arresto del processo di quotazione in borsa dovrebbe essere il primo passo verso una completa ripubblicizzazione di CVA, che superi la forma giuridica della società per azioni e sia da stimolo per raggiungere una norma di attuazione che sottragga al mercato le concessioni valdostane. La proprietà delle acque valdostane e la disciplina del loro uso devono restare in mano ai rappresentanti dei cittadini valdostani e dei cittadini stessi, non a un anonimo fondo pensioni internazionale. È così che si garantisce un bene primario e un elemento identitario della nostra Regione autonoma contro il capitalismo finanziario globale.»
Per il Consigliere dell’UVP Alessandro Nogara, «bisogna ricordare che il Bon Chauffage non era stato inserito in bilancio dalla vecchia maggioranza, ma in un secondo tempo con un emendamento che a parere degli uffici non aveva i tempi tecnici necessari per l’adeguamento dell’allegato e il coordinamento formale degli atti per assicurarne la pubblicazione entro il 31 dicembre 2018. Riguardo all’IRPEF, si è detto che si restituivano 5 milioni di euro ai valdostani: da un calcolo si tratta di 5,33 € al mese. Noi, invece, pensiamo che la detrazione dell’IRAP sia politicamente un investimento davvero importante per dare un contributo al rilancio delle imprese e dell’economia e, quindi, a favore dei valdostani.  Non si capisce poi perché dobbiamo chiedere scusa: vorrei ricordare al collega Manfrin che il tonfo del suo Governo è stato causato dalla sua maggioranza. Noi, in questi giorni, abbiamo fatto i salti mortali per portare a casa il bilancio per evitare di andare in esercizio provvisorio. Al M5S vorrei chiedere di presentare qualche proposta concreta, invece di limitarsi a fare sempre la lista delle cose che non funzionano: è troppo comodo così. Riguardo a CVA, abbiamo proposto, attraverso un emendamento, di istituire una Commissione speciale per riflettere sul futuro della società. Tra le quindici società italiane in questo settore, l’unica a dover sottostare alla Legge Madia è la CVA: non so se siamo più bravi o più stupidi, certo è che dobbiamo metterla nelle condizioni per essere competitiva sul mercato.»
La Consigliere Maria Luisa Russo (M5S) si è soffermata sui temi del welfare e dell’istruzione: «Occorre creare un rinnovato modello di protezione sociale, un neo welfare, in particolare con azioni preventive e risorse precise sulle nuove problematiche sociali, quali povertà, cura degli anziani, tutela della disabilità e delle minoranze. Va elaborato un piano di innovazione dell’imprenditoria sociale, con interventi originali, oltre a un aumento degli standard qualitativi nell’erogazione dei servizi. Bisogna andare nella direzione della valorizzazione di investimenti privati per creare impatti sociali positivi e misurabili; bisogna puntare sulle imprese sociali, in grado di realizzare soluzioni sostenibili per soddisfare i nuovi bisogni emergenti. Avremmo voluto vedere inseriti nel DEFR la tutela dell’infanzia e dell’adolescenza; la cura e la riabilitazione dei disagi familiari; un aiuto domestico familiare volto all’autonomia e la permanenza al domicilio di disabili e persone non autosufficienti, valorizzando la figura del familiare che li assiste; per coloro che non sono assistibili a domicilio, la rete delle strutture residenziali è fondamentale, ma vanno liberate le loro potenzialità di aiuto ad oggi latenti. Va ampliata l’offerta per i giovani, che vanno maggiormente coinvolti e resi parte attiva tramite forme di associazionismo. Riguardo invece all’istruzione, bisogna garantire un’offerta ricca e completa. Purtroppo, i punti enunciati nel DEFR ci sembrano scontati e generici, non rispettosi della reale importanza di questo settore. Vorremo vedere l’ottimizzazione della governance dei dirigenti scolastici, un aumento delle ore di inglese nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, un serio impegno per la diminuzione della dispersione scolastica, un’attenzione all’inclusione dei minori disabili; la diffusione di buone pratiche digitali, per giungere ad una scuola senza zaino.»
Per il Vicecapogruppo del M5S Luigi Vesan, «il problema grosso di questo bilancio sono la visione complessiva e la programmazione futura, che mancano totalmente. Si tratta di un patchwork ripetitivo, con poche novità. Nessun accenno al riscaldamento globale – che sappiamo essere il grosso problema per il futuro delle Alpi – e a come affrontarlo: grandi investimenti, invece, per interventi che ci porteranno ulteriormente alla rovina ambientale, come l’ampliamento dei comprensori sciistici e il loro innevamento, i soldi per l’aeroporto regionale, la fornitura di ulteriori tre treni bi-modali. Una visione che non ha niente a che vedere con la gestione sostenibile della nostra regione. I ghiacciai, che sono la nostra vera risorsa, stanno evaporando, ma noi prevediamo, quotando in borsa la CVA, di svendere le nostre acque. C’è grande miopia nei nostri amministratori. Questo è un bilancio da stolti; un bilancio con uno sguardo tristemente rivolto al passato, un bilancio conservatore, che non ha la capacità di guardare al futuro e che condanna i valdostani alla povertà e al declino. Io credo che l’unica soluzione, a questo punto, sia quella di dimettersi tutti e tornare al voto.»
Il Consigliere Diego Lucianaz (Lega VdA) ha esortato: «Andiamo a fondo del dibattito su CVA e sulla proprietà e utilizzo delle acque, proprio nel rispetto della lotta secolare condotta dai valdostani. Inutile nascondersi: i cittadini vanno assolutamente informati. In merito all’attuale ospedale Parini, vi rappresento la difficoltà di accesso da parte di malati e parenti: non pensiamo solo all’entità degli investimenti, ascoltiamo le esigenze degli utenti. Siamo molto sensibili alle richieste dei cittadini, apriamo a tutti il colloquio e il confronto.»
Il Capogruppo di Impegno Civico, Alberto Bertin, ha puntualizzato che «tra i due bilanci della vecchia e della nuova maggioranza le differenze sono estremamente limitate e prevale la continuità: in termini finanziari la differenza si concretizza in meno dell’1 per cento (0,3). In una situazione finanziaria mutata negli anni, che ha visto il Bilancio della Regione ridursi notevolmente, credo che un cambio di mentalità si imponga, ma che purtroppo in questo documento contabile non si intravede. Anche nell’utilizzo, purtroppo limitato, del nuovo strumento fornito dalla norma d’attuazione sulla cosiddetta manovrabilità fiscale non si vede quel cambiamento necessario. Invece, questi piccoli sgravi sull’IRAP o sull’IRPEF non indicano una visione complessiva. Da CVA all’ospedale, una decisione va presa: è un errore limitare le possibilità di intervento sull’ospedale, anche se c’è stato un referendum. In realtà il risultato di quella consultazione popolare è stato tradito perché, oggi, non si sta ristrutturando l’ospedale esistente, ma si vuole realizzare un nuovo ospedale in città. Valutare ogni possibilità rispetto alla realizzazione di un presidio ospedaliero unico sarebbe doveroso. L’improvvisazione non è più sostenibile. La Valle d’Aosta si merita qualcosa di meglio.»
Il Consigliere Claudio Restano (Pour notre Vallée) ha parlato di «bulimia senza scopo, che purtroppo ben individua questa politica con cui dobbiamo convivere da anni. Si tratta di un modo di operare fatto di comunicati, post sui social, proprio perché il confronto interno è venuto meno e quanto espresso pubblicamente non rispecchia il pensiero del movimento di appartenenza. Siamo a raccontare sempre la stessa storia: oggi parliamo di emergenza, di cui però siamo direttamente responsabili. La crisi è stata concepita sin dal luglio scorso e si è esplicitata nel momento meno propizio, quando le energie avrebbero dovuto essere spese per capitalizzare un bilancio da tradurre in azioni amministrative. Piena condivisione alle azioni su cui lavoriamo sin da subito: questo bilancio in primis, poi la revisione delle leggi per l’elezione del Consiglio, per l’elezione diretta dei Sindaci, per la finanza locale. Si parla di futuro: saremo in grado di trovare una convergenza reale, di dare risposte, di tenere fede al progetto? Intendo svolgere il mio ruolo di Consigliere degnamente, parlando con tutti coloro che saranno disponibili al confronto. Il nostro è un impegno importante: non fare andare la Regione in esercizio provvisorio. Metterci la faccia e assumersi le proprie responsabilità non è facile; ben più agevole blaterare e non produrre nulla di concreto. Svolgerò il ruolo di Consigliere attivamente, cercando di parlare con tutti, soprattutto con le forze politiche disponibili al confronto e che condividono i principi di PNV, con le forze di maggioranza odierna ma anche con la Lega ed il Mouv’. In buona sostanza, il dialogo lanciato dal Presidente Fosson sarà aperto a chi vorrà in qualche modo costruire una politica più solida in grado di dare risposte ai cittadini, e non risposte agli appetiti personali. Mi piace evidenziare che sono stati destinati 255 milioni per la sanità: una cifra importante per un settore cruciale, per mantenere i livelli qualitativi e l’eccellenza del personale. Passi avanti nell’ambito turistico saranno la creazione di un ente unico e le novità previste per le professioni turistiche. Accolgo favorevolmente gli investimenti per il Centro Sportivo Esercito e rappresento l’opportunità di trovare risorse per mantenere e potenziare gli impianti sciistici, assumendo scelte anche coraggiose. Sono aumentati i fondi per le manifestazioni turistiche-sportive, per la promozione, per la pubblicità della Valle d’Aosta, dopo dieci anni abbiamo emesso fondi per i rifugi e bivacchi per 650 mila euro: si è passati dalle parole ai fatti; un legame, questo, tra la vecchia e la nuova maggioranza. A mio avviso, vanno premiate le persone che lavorano e pagano le tasse; questa è la sfida che lancio alla maggioranza: trovare insieme i fondi per procedere all’abbattimento sia dell’IRAP che dell’IRPEF, in modo di venire incontro ai valdostani che hanno diritto.»
Il Consigliere dell’UV Marco Sorbara ha ricordato che «l’IRAP è una tassa con l’obiettivo di finanziare il fondo sociale, strettamente legata al fatturato dell’azienda, mentre l’IRPEF è un’imposta diretta e progressiva su tutti i redditi. Lo sgravio IRAP potrà avere un effetto attrattivo sia per le nostre aziende sia per quelle da fuori Valle. Se le imprese sono consapevoli di avere un governo attento alle loro difficoltà, riprendono fiducia e ricominciano a investire. Una scelta che va nella direzione giusta per creare occupazione. Sul lavoro, bisogna ragionare nel lungo termine: il lavoro crea dei cittadini e permette loro di spendere e di pagare le tasse. Noi vogliamo dare un forte segnale, con scelte forti che cambiano l’approccio dei cittadini nei confronti della pubblica amministrazione. Io credo che occorrerà anche riaprire il dialogo con il settore della viticoltura, che fattura circa 12 milioni di euro e che dovrà essere un interlocutore per la stesura dei prossimi provvedimenti. Anche gli Enti locali hanno bisogno di risposte, in particolare sulla grossa difficoltà che hanno in questo momento e che è quella del personale. Questo è un Governo aperto al dialogo e che saprà dare risposte certe ai nostri Comuni.»
Il Consigliere Elso Gerandin (Mouv’) ha sottolineato: «Ci troviamo in un momento di grande confusione politica, tuttavia era necessario prevedere un bilancio, che, alla fine, è stato scritto a più mani. Alcuni elementi sono stati condivisi dalla vecchia e dalla nuova maggioranza, quali lo sblocco delle assunzioni del comparto pubblico, l’estensione delle graduatorie, la proroga per gli agricoltori degli anticipi del PSR 2015. Rivendico un’assoluta differenza di approccio della Giunta Spelgatti rispetto al bilancio che esaminiamo oggi e che per la Giunta Fosson risulta totalmente spendibile fin dal 1° gennaio 2019. Non solo: alla prima variazione saranno disponibili venti milioni in più, che rappresentano gli utili delle partecipate; sarà anche utilizzabile l’avanzo di amministrazione, che invece per il Governo Spelgatti è stato un grande handicap, così come i fondi di rotazione, cui allora non era possibile attingere. Avremo un quadro più completo una volta che sarà presentata la variazione di bilancio e capiremo il vero orientamento di questo Governo, che auspico sappia cogliere la direzione per il futuro della Valle d’Aosta. La nostra proposta sull’IRPEF mirava a sostenere le fasce più deboli e per la prima volta si sarebbe messo qualcosa nelle tasche dei valdostani, anziché togliere loro soldi. Era un segnale di concretezza, che andava ben oltre la cifra stanziata. Per l’ospedale bisogna decidere, smettere di sognare e basarsi sulle risorse disponibili che, al momento, sono pari a zero. Sono preoccupato, atteso che il primo atto di questo nuovo Governo è stata l’abrogazione della legge sulle partecipate per la CVA. Eppure, nonostante non sia una legge ottimale, è questa che rappresenta un paracadute di cui necessitiamo. Auspico che per la messa in sicurezza del territorio siano destinate le dovute risorse. La sanità, l’occupazione, le imprese sono altri settori in difficoltà: non pensiate di aver risolto le varie problematiche. Vi chiedo di adottare al più presto una legge sugli appalti. Lasciamo il più possibile da parte la politica, focalizziamoci sul bene dei valdostani.»
Per il Vicecapogruppo dell’Union Valdôtaine, Luca Bianchi, «se il precedente Governo, che non aveva più i numeri, avesse convocato una riunione fra tutti i Capigruppo invece di scaricare il bilancio senza coinvolgere le forze di minoranza, forse oggi la discussione sarebbe diversa. Io credo che quando si governa, bisogna assumersi delle responsabilità e non dire sempre che la colpa delle scelte di altri. Se è vero, come ha detto il Consigliere Aggravi questa mattina, che non è stata la sua forza ad aver scatenato la tempesta, ma sono stati altri, vorrei ricordargli che, come in qualsiasi famiglia che litiga, le colpe non sono sempre tutte da una parte.»
Il Consigliere Augusto Rollandin (UV) ha puntualizzato: «Il parto di questo bilancio è decisamente complicato, anche tenuto conto dei tempi strettissimi in cui abbiamo cercato quanto meno di eliminare certe esagerazioni dal documento approvato dalla Giunta Spelgatti. Non è corretto che alcuni Consiglieri cambino posizione su certe questioni, come i contributi agli agricoltori o le risorse da assegnare agli Enti locali, solo a seconda del gioco cui stanno giocando al momento. Evidentemente, non era così facile risolvere certe questioni. Lamentarsi ora è azzardato. Non dobbiamo nemmeno più avere a che fare con due mannaie: il rispetto del Patto di stabilità e il pareggio di bilancio. Per l’ospedale abbiamo già speso cifre ingenti per ristrutturare l’esistente: vi sembra opportuno parlare adesso della costruzione di una nuova sede? Quante risorse dovremmo ancora investire, ripartendo da zero? Mi spiace che qualcuno sostenga che gli studi e gli scavi archeologici ci abbiano fatto buttare soldi; invece, ci stanno consegnando un sito di pregio, che potrà rappresentare una risorsa per la nostra regione. In bilancio non risultano soldi per l’ospedale, ma solo per il semplice fatto che altrimenti queste risorse andrebbero in avanzo, nelle more dell’approvazione di una nuova progettazione. Ricordo infine che stiamo rispettando l’esito del referendum del 2007. Per l’aspetto sociale e sanitario sul territorio, è essenziale costruire un raccordo tra Regione e Comuni, in modo da consentire una migliore gestione; da parte nostra, c’è la massima disponibilità per ridurre i problemi esistenti. Questo bilancio, con le modifiche da noi apportate in senso migliorativo, può rappresentare un punto di partenza per dare risposte serie e concrete alle problematiche dei valdostani. Nei prossimi mesi, dovremo intervenire con aggiustamenti nei prossimi mesi, non avevamo ora il tempo per ribaltare il documento che ci è stato consegnato dalla maggioranza precedente, ma sicuramente abbiamo affrontato le problematiche principali, dando le opportune indicazioni. Al discorso delle acque in tutti i vari aspetti, dall’idroelettrico all’utilizzo in agricoltura, va dedicata la massima attenzione: dobbiamo salvaguardare e sfruttare al meglio, con grande cautela, questa ricchezza in grado di dare benefici a tutti.»

La replica di Fosson
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, in sede di replica, ha parlato di «dibattito utile. Questo è un bilancio particolare perché siamo in una situazione di emergenza e di questo dobbiamo tenerne conto. Abbiamo avuto otto giorni per preparare e modificare il documento affinché potesse essere vicino a quello che noi vogliamo proporre. Le modifiche apportate non volevano essere necessariamente contrarie a chi prima le aveva proposte. È ovvio che c’è stata poca programmazione, anche se c’è il desiderio di agire così. È stato un parto difficile, ma non è un bilancio di chi non vuole sognare. Se siamo qui è perché vogliamo superare le emergenze, guardando al futuro. Abbiamo voluto dare un segnale: puntare sul lavoro, sulle imprese locali che producono, sulla diminuzione della disoccupazione, mettendo al centro tutte le possibilità di contrasto alla povertà per dare lavoro a chi non ce l’ha, tenendo conto del lavoro per i disabili. Abbiamo quindi pensato di togliere l’IRPEF e di mettere l’IRAP. Dateci il tempo di portare avanti questo progetto: ci vorrà una caratterizzazione più chiara e lo faremo nei prossimi giorni. Abbiamo istituito un Assessorato delle politiche del lavoro e creeremo al più presto l’Agenzia regionale per il lavoro. Sul Bon de Chauffage, crediamo sia una misura da rivedere. Non pensiamo che gli aiuti previsti siano da buttare via, anche se poco, tutto serve, ma noi volevamo indicare una filosofia, che è quella del lavoro. Abbiamo fiducia nel futuro e abbiamo la speranza di guardare avanti. Vogliamo vedere cosa succede a livello nazionale sul sostegno immediato, per poi intervenire e riorganizzarlo. C’è un impegno nel nostro programma a creare un nuovo welfare: abbiamo pensato alla famiglia come protagonista e non come realtà da assistere. La famiglia ha bisogno di una nuova fiscalità e vogliamo sperimentare il fattore famiglia, perché è al centro delle nostre politiche.»
«Vogliamo affrontare la questione della quotazione in borsa di CVA istituendo una Commissione speciale che approfondisca tutti gli aspetti – ha proseguito il Presidente -. Sull’ospedale, il progetto è da efficientare e modificare, ma questo cambiamento deve essere fatto in breve tempo e con chiarezza: prima di pensare ad un’alternativa, bisogna guardare a tutte le risorse impegnate. Noi abbiamo voluto il referendum e il risultato è stato chiarissimo. L’ospedale al centro della città significa porre il malato al centro. E poi: dove lo costruiamo l’ospedale nuovo? Concentriamoci quindi sulla funzionalità del nostro ospedale. Abbiamo parlato, lo vogliamo fare insieme, poco del Casinò, perché è una fase molto delicata: nessuno vuole che chiuda, ma crediamo che la trattativa per ridurre il costo del lavoro sia necessaria.»
Soffermandosi sulla situazione politica, il Presidente ha detto: «La Lega è un grande partito e capace di dialogare con le altre forze, e non credo che la Valle d’Aosta sia isolata perché non c’è un Governo a trazione leghista.»
«Siamo in un’emergenza – ha concluso Antonio Fosson – che se sarà superata con l’approvazione del bilancio darà inizio ad un nuovo percorso aperto al dialogo, di scelta, di collocazione di risorse, di risoluzione dei problemi. Naturalmente per chi ci sta, ma sarà una sfida per tutto questo Consiglio.»

Gli ordini del giorno
Al termine della discussione generale, il dibattito è proseguito su otto ordini del giorno depositati in Aula.
L’Assemblea regionale ha approvato all’unanimità un ordine del giorno della maggioranza UV, UVP, ALPE, SA e GM. Illustrato all’Aula dal Consigliere dell’UV Joël Farcoz, il testo impegna la Giunta regionale a individuare i fondi necessari per avviare il processo di analisi e di ottenimento della certificazione “carbon free” per il territorio valdostano; a creare un gruppo di lavoro formato da rappresentanti dei Dipartimenti coinvolti nel processo di decarbonizzazione, dal COA energia (Centro Osservazione e Attività sull’Energia di Finaosta) e da ARPA che, supportato da un team di esperti esterni e/o società di audit e di certificazione, metta a punto un documento da presentare entro la fine del 2019 che individui le azioni necessarie, i costi correlati e gli impatti sulla società regionale relativi alla certificazione carbon free e definisca la roadmap per addivenire all’obiettivo fossil free entro il 2040. Il testo intende anche avviare un processo di raccordo tra Piani e programmi già approvati e in fase di stesura al fine di acquisire e mantenere la certificazione “carbon free” e per addivenire all’obiettivo fossil free entro il 2040.
Le altre iniziative sono state tutte respinte.
La prima era della Consigliera Daria Pulz (IC) e riguardava la manovra IRAP a favore delle imprese. Il testo era volto a prevedere l’utilizzo dei 4.8 milioni di euro per precisi scopi sociali, da declinare in accordo con gli Assessorati competenti in materia al fine di prendere realmente in carico le famiglie in situazione di difficoltà lavorativa, economica e sociale: l’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha annunciato l’astensione della maggioranza, in quanto le risorse che derivano da un prelievo fiscale hanno uno scopo preciso, che è quello di servire alla comunità intera dando lavoro alle persone.
Cinque ordini del giorno erano invece del M5S. Il primo, illustrato dal Capogruppo Luciano Mossa, si proponeva di invitare il Presidente della seconda Commissione ad organizzare, con cadenza trimestrale o quadrimestrale, audizioni con i portatori di interesse del mondo economico e sociale al fine di addivenire ad una disciplina e ad un coordinamento degli interventi sulle future leggi programmatiche e di variazione del bilancio regionale: il Consigliere Luca Bianchi (UV) ha osservato che la seconda Commissione ha presentato un emendamento alla legge di stabilità sullo stesso argomento e sul quale il M5S si è astenuto, che prevede la costituzione di un tavolo permanente di confronto tra la Regione, le organizzazioni sindacali e le associazioni rappresentative delle categorie economiche allo scopo di realizzare la più ampia partecipazione al processo delle scelte di politica economica e sociale.
Il secondo ordine del giorno, presentato dal Consigliere Luigi Vesan, intendeva impegnare la Giunta regionale a presentare in seconda Commissione consiliare, entro 90 giorni, una proposta di modifica della legge regionale n. 15/1984 relativa alla concessione di un contributo annuo per il funzionamento della Cooperativa culturale regionale “Università valdostana della terza età” con sede ad Aosta, al fine di prevedere un riconoscimento e un proporzionale sostegno delle iniziative promosse da due associazioni socio-culturali che operano in bassa Valle, “Unitre Châtillon” e  “Associazione Amici della terza età”: l’Assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha proposto una modifica all’impegnativa che non è stata accettata dal gruppo proponente.
Il terzo testo, illustrato all’Aula dalla Consigliera Maria Luisa Russo, intendeva impegnare la Giunta regionale a mantenere e garantire almeno le attuali risorse economiche destinate all’assistenza distrettuale (le attività e i servizi sanitari e socio-sanitari diffusi sul territorio) previste fino ad oggi e a provvedere, dopo un’attenta analisi del numero di personale medico e paramedico necessario presso i tre presidi ospedalieri e i quattro distretti, di attuare i concorsi necessari all’assunzione di nuovo personale così da coprire le attuali carenze d’organico: l’Assessore alla sanità Mauro Baccega ha chiesto il ritiro dell’ordine del giorno, sottolineando che sono già state poste delle azioni per integrare il personale medico.
La quarta iniziativa del M5S, chiarita dalla Consigliera Maria Luisa Russo, era volta a impegnare la Giunta regionale a portare, entro 90 giorni, nella Commissione competente, un programma dettagliato di contrasto alla dispersione scolastica da attuare nell’anno scolastico 2019-2020, che coinvolgesse le istituzioni scolastiche, le famiglie e gli allievi e che tenesse conto dello stato di attuazione dei progetti attuati con il POR Fondo Sociale Europeo 2014-2020: l’Assessore all’istruzione, Chantal Certan, ha chiesto il ritiro dell’iniziativa, visto che sta per essere avviato un percorso su questa tematica, che potrebbe coinvolgere anche i componenti della Commissione consiliare.
L’ultimo ordine del giorno chiedeva al Governo regionale di presentare alla quarta Commissione consiliare, entro il mese di giugno 2019, la costituzione di un tavolo di lavoro finalizzato al sostegno e all’incremento di un piano di marketing-pubblicità del turismo estivo/invernale futuro, eventualmente con audizioni di portatori di interesse e tecnici. L’ordine del giorno proponeva di intervenire anche sul potenziamento della promozione turistica nonché a reperire fondi per un’azione di marketing e comunicazione programmatica e ampia al fine di promuovere il territorio valdostano in inverno e in estate: l’Assessore al turismo, Laurent Viérin, chiedendo il ritiro del provvedimento, ha riferito che si sta lavorando ad un’azione sinergica sul prodotto Valle d’Aosta e che sta per essere costituito, come indicato nel DEFR, il Tavolo del turismo che coinvolgerà tutti gli attori interessati e che presenterà i risultati del proprio lavoro entro gennaio-febbraio 2019.
L’ultimo ordine del giorno è stato presentato dai gruppi Lega VdA e Mouv’: illustrato in Aula dal Consigliere Roberto Cognetta (Mouv’) chiedeva alla Giunta regionale di ritirare in autotutela le delibere n. 1944, 1945 e 1945 del 23 dicembre 2015 in materia di trasporto pubblico di linea, in cui tra le altre cose si prorogavano i contratti in essere con scadenza nel 2022, di ulteriori cinque anni, e di preparare per tempo un nuovo bando per la gestione del trasporto pubblico locale coerente con gli obiettivi del piano di bacino di traffico. L’Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha annunciato l’astensione della maggioranza perché l’argomento va affrontato con la dovuta attenzione e richiede un approfondimento maggiore.

Nel pomeriggio di martedì 18, sono stati inoltre depositati in Aula sul nuovo testo del DEFR emendato dalla seconda Commissione, 13 emendamenti dei Consiglieri Bertin e Minelli (IC) e 1 del M5S. Sulla legge di stabilità, sono stati presentati 21 emendamenti della seconda Commissione, 1 del Consigliere Manfrin, 4 dell’Assessore alle finanze, 3 della Consigliera Pulz e 3 dei Consiglieri Bertin e Minelli.

Approvato il Defr
Nella mattinata di mercoledì 19 dicembre, il Consiglio regionale ha approvato con 18 voti a favore (UV, UVP, ALPE, SA, GM) e 3 contrari (IC) e 14 astensioni (Lega VdA, Mouv’ e M5S), il Documento di economia e finanza regionale-DEFR per il triennio 2019-2021.
Sul nuovo testo del DEFR emendato dalla seconda Commissione, sono stati depositati in Aula 13 emendamenti dei Consiglieri Bertin e Minelli (IC) e 1 del M5S.
Dei tredici emendamenti, ne sono stati approvati tre. Il primo, approvato con 25 voti a favore e 10 astensioni (Lega VdA e Mouv’), riguarda gli incentivi di natura urbanistica per la riqualificazione di fabbricati e di aziende turistici, affinché dalla riconversione di fabbricati attualmente vincolati da destinazione alberghiera sia esclusa la loro trasformazione in seconde case. Il secondo, approvato all’unanimità così come modificato su proposta dell’Assessore Bertschy, riguarda il Piano regionale dei trasporti ed è volto a giungere nel primo semestre del 2019 al dibattito in Aula consiliare e alla sua approvazione definitiva. Il terzo, anch’esso approvato all’unanimità, prevede l’affidamento per la progettazione definitiva dell’elettrificazione della tratta Ivrea-Aosta entro il primo semestre 2019. Anche l’emendamento del M5S è stato approvato all’unanimità e riguarda la Compagnia valdostana delle acque al fine di garantire assoluta priorità nello sfruttamento delle acque agli usi umani, agricoli-zootecnici e ambientali, rispetto a quelli idroelettrici e nell’allocazione di investimenti alle opere di prevenzione del degrado ambientale in conseguenza del cambiamento climatico.
Il DEFR è un atto di programmazione previsto dal decreto legislativo 118 del 2011 in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e di bilancio delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi e rappresenta il primo strumento di relazione tra la programmazione finanziaria e la programmazione gestionale dell’ente.
Il Documento è articolato in tre sezioni.
La prima sezione presenta sinteticamente il contesto economico e finanziario internazionale, nazionale e regionale oltre che l’analisi del sistema delle società partecipate e degli enti strumentali, delineando le priorità politiche per il triennio 2019-2021, sulla base delle indicazioni programmatiche del programma di Legislatura 2018-2023. Gli obiettivi sono rappresentati da sette assi di intervento strategico: la manovrabilità fiscale, grazie alla norma di attuazione di attuazione del 2017, prevedendo interventi sull’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP), sulle tasse automobilistiche e sull’imposta regionale di trascrizione dei veicoli presso il Pubblico Registro Automobilistico; gli Enti locali, attraverso la riforma delle leggi regionali in materia di finanza locale (48/1995) e di organizzazione dei servizi comunali (6/2014), oltre che prevedendo costanza di risorse da destinare ai trasferimenti senza vincolo di destinazione; le politiche europee, i cui programmi rappresentano una parte significativa della spesa di investimento del bilancio regionale; la sanità e il welfare, per un rinnovato sistema che assicuri programmi di sostegno ed esenzione delle fasce più deboli, conciliazione lavoro-famiglia, attenzione specifica agli anziani e alla prima infanzia, impiego di un ISEE di riferimento regionale, riduzione delle liste d’attesa e potenziamento della sanità territoriale, strategie per evitare l’esodo di professionalità sanitarie, revisione del progetto dell’ospedale regionale; lo sviluppo economico, con particolare attenzione al lavoro, alle micro, piccole e medie imprese, all’artigianato, al settore forestale, all’agricoltura, al turismo e impianti sportivi, alla valorizzazione del patrimonio culturale, al sistema dei fondi di rotazione; la scuola, università, ricerca e politiche per i giovani, con priorità sulla formazione del personale scolastico e sulle peculiarità del modello pedagogico, l’edilizia scolastica, il radicamento dell’Università, la formazione professionale, la partecipazione dei giovani, la creazione di un centro di ricerca nei settori della pedagogia e della didattica; l’ambiente, declinato in un’ottica di sviluppo sostenibile, e i trasporti, con l’adozione del Piano regionale, l’attenzione all’infrastruttura ferroviaria, lo sviluppo dell’aeroporto regionale, il potenziamento del servizio della Motorizzazione civile.
La seconda sezione delinea il quadro tendenziale della finanza pubblica regionale mentre la terza sezione traccia le linee di indirizzo agli altri soggetti del sistema pubblico regionale (società partecipate ed enti strumentali) nonché gli indirizzi alle società in house direttamente controllate.

L’Assemblea ha anche preso atto di quattro relazioni approvate dalla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti relative a: controllo sulla legittimità della gestione della società Struttura Valle d’Aosta srl, con specifico riferimento all’acquisto, in data 18 dicembre 2012, del patrimonio aziendale di proprietà della società SIMA Spa, nonché gli articolati rapporti finanziari intercorsi tra le società Finaosta Spa, SIMA Spa, Struttura Valle d’Aosta srl e Heineken Italia Spa; bilancio di previsione della Regione per gli esercizi finanziari 2017-2019; piano pluriennale di risanamento aziendale della società Struttura Valle d’Aosta srl, approvato con deliberazione del Consiglio regionale il 27 marzo 2018; controllo delle compartecipazioni erariali nei rapporti Stato-Regione Valle d’Aosta nel periodo 2012-2016, con particolare riguardo all’attività di accertamento e riscossione dell’IRPEF e al successivo trasferimento delle somme al bilancio regionale.

Approvati il Bilancio RaVdA e la legge di stabilità
Il bilancio regionale pareggia nell’importo complessivo (compresi i residui differiti, il Fondo pluriennale vincolato, le contabilità speciali e le partite di giro) di 1 miliardo 470 milioni di euro per il 2019, 1 miliardo 394 milioni per il 2020 e 1 miliardo 897 milioni per il 2021.  Le risorse risultano nell’anno 2019 in crescita per 14 milioni di euro, pari all’1,13% rispetto al bilancio di previsione 2018, alle quali si aggiungono 4,8 milioni di euro previsti di riduzione dell’IRAP. Per la tutela della salute, è previsto uno stanziamento di 267,9 milioni di euro pari al 22% del totale. All’istruzione e diritto allo studio sono assegnati 189,2 milioni (15%), mentre per l’ambito dei servizi istituzionali generali e di gestione sono previsti 142,5 milioni (12%). Alle relazioni con le altre autonomie territoriali locali sono assegnati 102,6 milioni (8%), con trasferimenti ai Comuni senza vincolo di destinazione per 87,5 milioni per ciascun anno del triennio. Alle politiche sociali e famiglia sono assegnati 86,2 milioni (7%); allo sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente 83,6 milioni di euro (7%); ai trasporti e mobilità 80,1 milioni di euro (7%); alla tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali 34,3 milioni di euro (3%); allo sviluppo economico e competitività 31,2 milioni; alle politiche per il lavoro e la formazione professionale 27,7 milioni di euro; al soccorso civile 26,6 milioni; all’agricoltura, politiche agroalimentari e pesca 18,5 milioni di euro; al turismo 10,6 milioni; all’assetto del territorio e edilizia abitativa 7,2 milioni di euro; alle politiche giovanili, sport e tempo libero 4,7 milioni di euro; all’energia e diversificazione delle fonti energetiche 3,3 milioni di euro.  
Sulla legge di stabilità sono stati approvati 25 emendamenti (21 della seconda Commissione e 4 dell’Assessore alle finanze) e ne sono stati respinti 7, di cui 3 della Consigliera Pulz (IC), 3 dei Consiglieri Minelli e Bertin (IC), 1 del Consigliere Manfrin (Lega VdA).

Le dichiarazioni di voto
Per dichiarazioni di voto sono intervenuti i gruppi Impegno Civico, Movimento 5 Stelle, Mouv’, Lega VdA oltre che l’Assessore alle finanze e il Presidente della Regione.  
Il Capogruppo di Impegno Civico Alberto Bertin ha spiegato: «Il bilancio manca completamente di una visione d’insieme e di prospettiva, nonostante interessi tre anni. Siamo decisamente distanti da questi documenti contabili, per cui il nostro voto non può che essere negativo.»  
Anche il voto del Movimento 5 Stelle è negativo, come spiegato dal Vicecapogruppo Luigi Vesan: «Il nuovo Governo cosiddetto del dialogo ha denotato una mancanza di dialogo e di accoglimento delle proposte avanzate dalla minoranza, dimostrando una compattezza assoluta sulla vendita delle quote di CVA senza coinvolgimento né dell’opposizione né dei cittadini.»  
Astensione annunciata da parte di Mouv’: «Ci sono aspetti che non ci convincono – ha evidenziato il Consigliere Elso Gerandine temiamo che ci sia la volontà di ritornare ad un percorso che apparteneva ai vecchi sistemi. E penso in particolare alla CVA. Seguiremo e valuteremo l’orientamento di questo nuovo Governo, il cui primo banco di prova sarà la prima variazione al bilancio, prevista per il prossimo gennaio.»  
Il Consigliere Stefano Aggravi ha motivato il voto di astensione della Lega VdA «soprattutto perché non si è dato corso alle agevolazioni IRPEF e non sono state presentate proposte concrete per eventuali ulteriori agevolazioni sull’IRAP promesse dal nuovo Governo. Su questo aspetto, lo stimoleremo e vigileremo sulla sua attività.»  

La risposta di Testolin
L’Assessore alle finanze, Renzo Testolin, ha evidenziato: «Abbiamo lavorato per garantire l’applicazione del bilancio sin dal 1° gennaio 2019, dare risposte agli enti e a tutti gli interlocutori interessati che dipendono in qualche modo dalla sua corretta ed immediata applicazione. È stato un momento di confronto intenso ma interessante, per fornire risposte di lungo-medio periodo, vogliamo continuare a lavorare all’insegna del confronto, e respingo le accuse di mancanza di condivisione delle problematiche con la cittadinanza, in particolare per quanto attiene la CVA: la maggioranza tutta vuole comunicare alla comunità valdostana le risultanze di un percorso serio e delle valutazioni svolte, tenendo conto delle varie opzioni per poi però prendere delle decisioni in tempi brevi.»  

Fosson: importante rilancio del lavoro e contrasto alla disoccupazione
Il Presidente della Regione, Antonio Fosson, ha aggiunto: «La differenziazione delle posizioni in Aula è avvenuta su alcuni temi, in particolare detrazione IRAP o IRPEF. Tutti volevamo dare un segnale alla popolazione valdostana: per noi è più importante significare il rilancio del lavoro e il contrasto alla disoccupazione. Due modi diversi di dare un segnale, ma credo che il confronto avvenuto in questi due giorni abbia lasciato in tutti il pensiero di affrontare in modo più completo le problematiche. Sull’ospedale c’è un impegno ad aprire la discussione in tempi rapidi per portare avanti un discorso di revisione di quanto previsto, con verifiche e confronti in Commissione. Riteniamo che l’istituzione di una Commissione speciale su CVA darà risultati attendibili per tutti. Voglio poi sottolineare che la nostra non è una maggioranza traballante: è una maggioranza viva e con la voglia di portare avanti il cammino intrapreso.» 

Pubblicato / aggiornato il 18/12/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione