Voci di pace: israeliani e palestinesi in Vda
Da domenica 6 a sabato 12 marzo, quattro adulti israeliani e palestinesi, rappresentanti di associazioni che nei luoghi di guerra esplorano la possibilità di dialogo e di gestione non violenta del conflitto, saranno in Valle d’Aosta per partecipare alla sesta edizione del progetto Voci di pace.
L’iniziativa, che ha reso possibile sin dal 2011 l’incontro tra gruppi di adolescenti israeliani e palestinesi in un contesto neutro, la Valle d’Aosta, e che ha permesso di sensibilizzare alle tematiche del conflitto israelo-palestinese i ragazzi frequentanti gli ultimi anni delle scuole superiori valdostane, come già accaduto nel 2015, quest’anno è stata condizionata dal drammatico peggioramento del clima politico e sociale caratterizzante Israele e i territori occupati della Palestina. Perciò gli invitati condivideranno le loro esperienze e il proprio vissuto con gli studenti e la cittadinanza valdostana.Il progetto vedrà la partecipazione del Liceo classico, del Liceo scientifico e linguistico Bérard, dell’Istituzione scolastica Regina Maria Adelaide. Gli ospiti israeliani e palestinesi incontreranno gli studenti sia nelle classi sia nel corso di seminari pomeridiani, che si svolgeranno domenica 6 marzo nella sede del Csv, mentre nei restanti giorni si terranno alla Cittadella dei giovani.Venerdì 11 marzo, alle ore 20.45, nel salone della Cittadella dei giovani, gli ospiti, provenienti da realtà spesso sconosciute in Occidente e che lavorano attivamente e quotidianamente per promuovere la giustizia sociale e il rispetto dei diritti umani, racconteranno le loro esperienze alla popolazione. Lunedì 7 marzo, alle ore 9, al Municipio di Aosta, è previsto un incontro con il sindaco e il presidente del Consiglio comunale, mentre nella mattinata di venerdì 11 marzo gli ospiti si recheranno in visita a Courmayeur.Il Coordinatore del progetto, Giancarlo Rosso, sottolinea come “in un periodo che vede paralisi del processo di pace, sia di fondamentale importanza continuare a sostenere associazioni israeliane e palestinesi che affrontano il conflitto e le violenze quotidiane con le armi della non violenza, dei diritti umani e del dialogo”.Le associazioni partner dell’iniziativa sono: Zochrot (“ricordare” in ebraico), un’organizzazione non governativa che, dal 2002, promuove la conoscenza e la presa di coscienza nella popolazione israeliana della Nakba, la catastrofe palestinese del 1948 che ha cancellato interi villaggi palestinesi e causato il problema dei profughi palestinesi, a tutt’oggi irrisolto; Comitato popolare di resistenza all’occupazione di At Twuani, che promuove una lotta non violenta congiunta tra palestinesi, israeliani e volontari internazionali contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi; Combatants for Peace, movimento che riunisce ex-combattenti israeliani e palestinesi che hanno deciso di deporre le armi e collaborare per costruire un futuro di pace e di diritti, sostenitori della non-violenza, del dialogo e della riconciliazione quali uniche vie verso la fine all’occupazione ed il raggiungimento di una pace duratura; MachsomWatch, un’organizzazione israeliana di volontariato composta esclusivamente da donne, la quale si oppone all’occupazione illegale israeliana della Cisgiordania (territori occupati della Palestina) e all’esproprio coatto e violento della terra palestinese da parte dell’esercito israeliano, e promuove il rispetto dei diritti umani; Operazione Colomba, corpo civile non violento della Comunità Papa Giovanni XXIII, che dal 1992 si trova in zone di conflitto per portare alternative efficaci e credibili alla lotta armata.
Pubblicato / aggiornato
il 02/03/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute