I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 9 marzo
Il gruppo Alpe, con un’interpellanza discussa nella seduta del 9 marzo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, è tornato a parlare dell’ampliamento dell’aeroporto regionale, soffermandosi sui contenziosi in atto con la società di gestione AVDA.
Il consigliere Alberto Bertin ha innanzitutto chiesto informazioni sulla situazione del progetto di ampliamento della struttura aeroportuale (quanto sia stato realizzato e quanto rimanga ancora da completare, quali i tempi stimati per il termine dei lavori e i relativi costi) e sugli intendimenti della Giunta regionale in merito. Poi ha affrontato la questione dei contenziosi con AVDA, domandando le conseguenze dell’approvazione da parte della Giunta regionale della proposta risarcitoria formulata dalla società di gestione relativamente all’avviato procedimento di revoca della convenzione con la stessa AVDA, nonché le valutazioni in merito alle richieste avanzate dalla società cui erano stati affidati i lavori di allungamento della pista.L’assessore ai trasporti ha innanzitutto ricordato che il Master plan del 2004 individuava tra gli obiettivi fondamentali l’incremento della sicurezza operativa e la capacità di traffico, in modo da rendere lo scalo motore di sviluppo socio economico dell’area ed un valido supporto alla valorizzazione della vocazione turistica della regione. In base ai punti deboli allora rilevati, ha spiegato l’Assessore, il Master plan ha previsto i principali interventi da effettuare. Di questi, ad oggi, con un investimento di 17 milioni di euro, sono stati completati il prolungamento della pista di volo, l’adeguamento dei sistemi di radioassistenza e di ausilio alla navigazione, il completamento e l’adeguamento delle recinzioni perimetrali, l’abbassamento di alcuni ostacoli, la modifica della viabilità esterna lungo la principale via di accesso.Invece, ha proseguito Marguerettaz, la realizzazione del nuovo terminal passeggeri è sospesa con un avanzamento dei lavori del 50% e un investimento di 5 milioni; per il completamento, è previsto un costo di circa 6.5 milioni, a fronte di 9 mesi per l’affido, l’elaborazione e l’approvazione dell’aggiornamento del progetto esecutivo, 6 mesi per l’appalto e circa 15 mesi di lavoro. Da avviare, infine, la ricollocazione degli hangar dedicati al volo sportivo, per cui la spesa sarebbe di circa 2 milioni e circa 3 anni la tempistica per l’avvio delle progettazioni.L’assessore ha evidenziato che l’intendimento della Regione è quello di dare attuazione alle previsioni della risoluzione del Consiglio del 2015, vale a dire l’aggiornamento del Master plan, rivedendo gli obiettivi strategici per valorizzare gli investimenti fatti e la vocazione turistica dello scalo. Prossimamente, verrà approvata la delibera per selezionare i professionisti per procedere a questo aggiornamento. Rispetto ai singoli interventi, Marguerettaz ha sottolineato che la Regione intende limitarsi al completamento dell’aerostazione; ogni altra azione deve essere differita a quando si avrà a disposizione il Master plan aggiornato.Passando poi a trattare l’aspetto giudiziario, l’assessore ha spiegato che non ci sono conseguenze per il procedimento di revoca: si tratta di un’operazione in cui è stata restituita la malversazione ed è stata indennizzata l’Amministrazione regionale. Probabilmente, ha detto Marguerettaz, il tutto è stato finalizzato da AVDA ad un patteggiamento, peraltro poi non ottenuto. Riguardo all’allungamento della pista, l’Assessore ha ripercorso la causa che risale al 2010; per la sua prosecuzione, nulla attiene ai rapporti con AVDA.Bertin ha replicato che la situazione è disastrosa e restano ancora, secondo i progetti, quasi 10 milioni da spendere nella struttura. Gli obiettivi dell’ampliamento dell’aeroporto non sono certo stati raggiunti, come era del tutto prevedibile, ha aggiunto Bertin: il Master plan conteneva delle previsioni palesemente fantascientifiche e, alla prova dei fatti, di aerei non se ne sono visti. Per il Consigliere, questo progetto si conferma un’idea folle e megalomane che ha comportato un danno per la comunità e, nonostante le decisioni assunte lo scorso anno in questo Consiglio, l’emorragia di soldi pubblici continua e nulla è stato fatto. Il nuovo Master plan, dopo il tentativo di affidarlo ad AVDA, in evidente conflitto di interessi, non è ancora stato realizzato, ha detto ancora il Consigliere: la situazione è scandalosa, ogni giorno per una struttura del genere, praticamente inutilizzata, si spendono quasi diecimila euro; bisogna fare in fretta, ha concluso, fermare l’emorragia e stoppare gli investimenti.L’utilizzo della rete in fibra ottica è stato il tema di un’interpellanza ancora presentata da Alpe. Il capogruppo Albert Chatrian, richiamando il completamento della posa della fibra ottica in Val d’Ayas, nella Valle del Lys e a Valtournenche per il potenziamento della telefonia fissa e mobile, ha riferito che l’infrastruttura non sembra raggiungere le sedi degli utenti finali, siano essi residenti od operatori economici, perché i punti terminali sarebbero le sedi della pubblica amministrazione e della società partecipata CVA-Compagnia Valdostana delle Acque. Per il Consigliere sarebbe, invece, necessario che gli operatori di telecomunicazione interconnettessero e rafforzassero le loro centrali per trarre vantaggio dalle maggiori velocità offerte, appunto, dalla fibra ottica. Ha quindi chiesto perché ad oggi non siano noti i listini di interconnessione per gli operatori e come facciano questi ultimi a offrire servizi in banda larga non potendo interconnettersi; infine, se sia vero che sono stati richiesti alla Regione alcuni allacciamenti per l’utilizzo dei suoi nodi gestiti da INVA a cui non è stata data risposta.Le président de la Région a répondu que l’Administration régionale a bien fait à agir à l’avance, en procédant à un premier morceau du système. En effet, par rapport au projet global de mise en place d’une infrastructure en fibre optique sur le territoire régional, l’Administration régionale a demandé à l’adjudicataire du marché pour la réalisation et la gestion de ce réseau, Telecom Italia, de procéder par tranches fonctionnelles, afin de répondre aux nombreuses requêtes d’usagers. À la suite de la conclusion des travaux relatifs à la Vallée du Lys, au Val d’Ayas et au Valtournenche, Telecom a commencé la fourniture de services de connectivité aux usagers finaux en mettant également en place l’infrastructure pour la fourniture de services de gros aux autres opérateurs de télécommunications intéressés. Tous les opérateurs de télécommunications, a-t-il dit Rollandin, peuvent donc déjà bénéficier de ces services par le biais de Telecom Italia, sur la base des tarifs d’interconnexion définis à l’échelon italien par l’Autorité de garantie des communications pour les opérateurs. Il sera également possible d’utiliser ces infrastructures au moyen d’une location temporaire avec droit irrévocable d’usage, modalité qui prévoit des tarifs spécifiques pour la cession pluriannuelle du réseau en fibre optique, lesquels auraient dû être définis au terme du projet. La Région et INVA sont en train de définir ces tarifs, qui seront bientôt disponibles, compte tenu du fait qu’il s’agit d’une opération stratégique pour l’ensemble du projet destinée à assurer la diffusion des services à très haut débit sur toute l’infrastructure. Nous devons éviter, a-t-il précisé, l’accaparement des tronçons les plus intéressants du point de vue commercial de la part des opérateurs, au détriment des tronçons moins alléchants en termes d’usagers potentiels, car cela rendrait vain l’objectif général de l’investissement public prévu par le plan.Le président Rollandin a conclu en soulignant que des exigences ont été manifestées, de manière informelle, au sujet de la possibilité de se connecter aux nœuds d’accès au réseau en fibre optique du fond de la vallée, mais aucune demande officielle n’a été présentée; il a enfin a précisé que le réseau en fibre optique du fond de la vallée ne fait pas partie du projet VdA Broadbusiness.Chatrian ha replicato evidenziando che le condizioni di monopolio con investimenti pubblici non devono essere ammesse. Ha chiesto che si proceda in fretta nella definizione delle tariffe: Telecom sta aggredendo il mercato, è giusto che gli altri operatori del settore presenti sul mercato valdostano possano mettersi in sana concorrenza. L’utenza, ha aggiunto, deve poter disporre di contratti a prezzi equi e poter scegliere le migliori offerte. Chatrian ha infine chiesto di vigilare sull’interconnessione dei nodi di Châtillon e Villeneuve, senza la quale gli operatori non possono offrire alcun tipo di servizio.Con un’interpellanza, il gruppo Union Valdôtaine Progressiste ha voluto conoscere lo stato di attuazione del progetto di installazione di telecamere a tecnologia “intelligente” sugli accessi delle strade statali, autostrade e vallate laterali, uno strumento in grado di interfacciarsi in tempo reale con i database ministeriali, della motorizzazione e delle check list locali, segnalando tempestivamente alle Forze dell’ordine la presenza di autoveicoli sospetti. I consiglieri hanno ribadito l’urgente necessità di questo importante investimento, per poter organizzare il presidio del territorio accrescendo la sicurezza dei valdostani a fronte di ondate di furti ed eventi criminosi che non accennano a cessare, e, richiamato l’ordine del giorno approvato all’unanimità dall’Aula in occasione della discussione del bilancio regionale dello scorso dicembre, hanno chiesto quali siano gli intendimenti della Giunta regionale e le tempistiche necessarie per dotare la Valle d’Aosta di questi presidi per la sicurezza.Le président de la Région a rappelé que l’Administration a mis en place en 2014 une première installation comportant des dispositifs qui sont en mesure de relever les plaques d’immatriculation des véhicules qui entrent sur le territoire régional ou qui en sortent: ces installations sont situées dans la commune de Pont-Saint-Martin, sur l’autoroute et sur la route nationale n° 26, et sont reliées directement à la Questure d’Aoste, permettant aussi la liaison avec le Sistema Nazionale Centralizzato Targhe e Transiti de la Police nationale et, à titre d’exemple, l’activation d’alarmes automatiques en cas de véhicules volés, de cartes grises expirées ou de plaques d’immatriculation recherchées par les forces de l’ordre.Quant à la suite de l’ordre du jour approuvé par le Conseil régional, le président a communiqué que la Région et la société INVA œuvrent pour élargir ce système, en le complétant avec les informations recueillies par 5 installations supplémentaires mises en place, dans le cadre du projet Infomobilità nel Nord Ovest, à l’entrée de la vallée de Gressoney, du Val d’Ayas, du Valtournenche, de la Vallée de Cogne, du Valsavarenche et du Val de Rhêmes. Ces activités devraient s’achever d’ici le mois de juillet 2016.Par ailleurs, a-t-il ajouté Rollandin, un recensement des systèmes de vidéo-surveillance installés par les collectivités locales a été effectué en vue d’établir quels sont les systèmes qui pourraient permettre de relever les plaques d’immatriculation des véhicules de passage: les installations mises en place dans les communes de Bard, de Pollein et de Fénis sont les plus intéressantes à cet égard, même si aucune d’entre elles n’offre les mêmes garanties de précision lors du relevé et de la lecture des plaques d’immatriculation que les systèmes régionaux, ainsi que les appareils pour la gestion des ZTL des communes d’Aoste et de Courmayeur. Pour ces installations, il faudra donc effectuer une analyse technique et économique en vue d’évaluer les conditions de faisabilité et les investissements nécessaires. Cette analyse sera ensuite examinée par le Gouvernement régional, de concert avec les forces de l’ordre, afin d’identifier les interventions qu’il est possible de réaliser: le but, a-t-il conclu le Président, est celui d’avoir le même système sur tout le territoire régional.Le chef de groupe Luigi Bertschy s’est dit satisfait de la réponse, en convenant qu’il faudra uniformiser sur le territoire les investissements réalisés dans les différentes communes.Il gruppo ALPE, con un’interpellanza, ha voluto approfondire l’attività dell’Institut valdôtain de l’artisanat typique, ente creato nel 2007 per sviluppare e valorizzare l’artigianato valdostano di tradizione. Chantal Certan ha voluto sapere quali sono le strategie di sviluppo, gli intendimenti e la pianificazione di mercato per il 2016 del nuovo Consiglio di amministrazione dell’IVAT e quali le linee di indirizzo che intende dare l’Amministrazione regionale; inoltre, entrando più nel dettaglio, ha chiesto il numero di fornitori dell’IVAT (hobbisti e professionisti) e le loro caratteristiche per essere definiti tali; le convenzioni stipulate dall’IVAT con altri soggetti; i costi riferiti all’anno 2015 del personale, delle consulenze, dei quattro punti vendita, dei quali ha anche voluto conoscere i margini operativi lordi e i ritorni economici delle collaborazioni con il Forte di Bard, Casinò, l’ADAVA e SkyWay. L’IVAT, ha precisato la Consigliera, è lo scrigno di tutto l’artigianato della nostra regione e dovrebbe avere un ruolo centrale nel settore del marketing.L’assessore alle attività produttive ha precisato che l’IVAT riveste una grandissima importanza non soltanto nell’ambito dell’artigianato tipico, ma per il suo ruolo nella valorizzazione dell’identità, dei valori e delle tradizioni della Valle d’Aosta. Tutta la disciplina relativa alle forniture, ha detto Donzel, è rigidamente normata dalla legge; sono 92 le imprese (produttori professionali) ad aver stipulato convenzioni con l’IVAT. Di questi soggetti, ad aver utilizzato formalmente gli accordi nel 2015 sono stati 62. Invece, ha affermato l’Assessore, il ricorso ai fornitori non professionisti è molto limitato, si riferisce a situazioni di criticità laddove gli artigiani professionisti non eseguono più determinati manufatti.In merito alle convenzioni, Donzel ha spiegato che fino al 2014, l’IVAT ha esercitato il proprio ruolo commerciale in forma diretta, attraverso le “boutiques de l’artisanat”, i punti vendita situati in località strategiche (Aosta, Courmayeur, Ayas, Cogne, Gressoney-Saint-Jean, e, dal 2014, anche Antey-Saint-André, Breuil-Cervinia e il Forte di Bard); successivamente, a fronte di una riduzione dei finanziamenti, sul territorio sono rimasti le boutiques di Aosta, Ayas, Cogne e Courmayeur, e un book shop gestito al Museo dell’artigianato valdostano di tradizione di Fénis. Si sono però attivati i “coins de l’artisanat”, spazi commerciali in convenzione: la vetrina di prodotti nella Maison Musée Berton di La Thuile e quella molto fruttuosa della SkyWay. Analoga iniziativa è stata attivata al Forte di Bard e si sta studiando per realizzarne una a Gressoney-Saint-Jean, grazie alla convenzione con la Cooperativa D’Socka; inoltre, è in fase di trattativa un progetto con l’AREV che gestisce la Maison de l’alpage di Valtournenche.In merito ai costi, l’assessore ha riferito che per il 2015 per l’area amministrativa la spesa è stata di 142 mila euro, per l’area culturale 203 mila, per l’area commerciale 99 mila euro, per i servizi itinerali 169 mila euro. Relativamente agli incassi, ad Aosta sono stati 140 mila euro, ad Ayas 52 mila, a Cogne 59 mila, a Courmayeur 50 mila, a Gressoney-Saint-Jean 42 mila, alla SkyWay, dal 1° giugno, 26 mila euro, Cooperativa D’Socka, dal 1° dicembre, 3500 euro, al Forte di Bard, dal 1° dicembre, 308 euro. Il risultato più rilevante, ha osservato l’Assessore, è l’aver favorito l’acquisto di manufatti artigianali per un valore di circa 300 mila euro. L’obiettivo strategico più importante perseguito, ha concluso Donzel, è puntare sulla formazione dei giovani per dare un futuro all’artigianato e consentire alla cultura valdostana di trovare nuova linfa.Certan, nella replica, ha concordato sull’intenzione di focalizzare l’attenzione sui giovani. Proprio per tramandare questo savoir faire è fondamentale, secondo la Consigliera, compiere uno sforzo non più procrastinabile per creare una rete organizzata che amplifichi la funzione dell’IVAT e il valore culturale che gli artigiani portano con la loro arte. Occorre, ad esempio, concretizzare una sinergia tra i corsi svolti nei Comuni. La Consigliera ha poi ribadito l’importanza di disporre di trasparenza, di equità e di regole chiare sulla disciplina delle forniture e dei criteri di accesso sul prezziario, invitando l’assessore a monitorare l’attività dell’Institut e soprattutto a fare in modo che tutti gli artigiani e le cooperative artigianali abbiano pari opportunità.L’organizzazione del nuovo “Endurance Trail VdA” è stata al centro di due interpellanze poste dai gruppi Union Valdôtaine Progressiste e ALPE, che hanno voluto conoscere l’impegno finanziario complessivo a carico dell’Amministrazione regionale.I consiglieri dell’UVP hanno anche voluto sapere se sia intenzione della Regione trattare con “Vd’A Trailers” titolarità e diritti del marchio e logo “Tor des Géants”, in che termini e a che condizioni. Il Consigliere Elso Gerandin, in particolare, ha sottolineato che il mancato confronto con la Commissione consiliare è stata un’occasione persa per cercare di capire in maniera più approfondita le motivazioni che hanno portato la Regione ad organizzare un nuovo trail che è la fotocopia del “Tor des Géants”.Fabrizio Roscio, nel dirsi dispiaciuto perché le due manifestazioni vanno nella direzione opposta allo spirito sportivo, ha chiesto chi risponderà se vi saranno dei danni da pagare a seguito dell’apertura di un contenzioso con Vd’A Trailers, società organizzatrice del Tor des Géants.L’assessore al turismo e sport, nel condividere la situazione di imbarazzo, ha precisato che la Regione in tutto questo è parte lesa, in quanto ha cercato di mettere davanti a tutto l’interesse comune: nessuno voleva estromettere nessuno, l’obiettivo era quello di organizzare una manifestazione che non avesse i limiti dimostrati nell’ultima edizione del “Tor des Géants”. L’Assessore Marguerettaz ha poi puntualizzato che la Regione, oltre ad assicurare un impegno finanziario, per il Tor svolgeva un’attività di promozione e di sensibilizzazione, con spese a suo carico per l’ospitalità di giornalisti italiani e stranieri, assicurava ogni anno la manutenzione ordinaria del percorso delle Alte Vie per garantire la percorribilità in sicurezza dei sentieri, concedeva due frequenze della Protezione civile per l’organizzazione del soccorso: il ruolo dell’Amministrazione regionale era quindi centrale. Ha poi riportato le cifre stanziate sin dalla prima edizione: nel 2010, la Regione ha speso 230 mila euro; nel 2011, 270 mila euro; nel 2012, 269 mila euro; nel 2013, 219 mila euro; nel 2014, 153 mila euro; nel 2015, 61 mila euro più le altre attività; oltre un milione di euro, quindi.Prima dell’edizione 2015, il soggetto Vd’A Trailers era stato considerato idoneo, ma dopo, ha detto Marguerettaz, ci siamo resi conto che la situazione sotto il profilo della sicurezza era totalmente fuori controllo. Oggi l’importo stanziato dalla Regione per l’Endurance Trail VdA è di 300 mila euro: per Marguerettaz, è importante la sicurezza, quindi l’intenzione è quella di dotare tutti i 1.200 concorrenti di un GPS satellitare. Il servizio costa circa 210 mila euro e assorbe la parte più importante dello stanziamento regionale. Per l’Assessore, è meschino, scontato e banale buttare tutto sulla politica, che vorrebbe mettere le mani sulla manifestazione: la Regione è stata co-ideatrice della manifestazione e l’Amministrazione aveva il dovere di tutelare gli interessi della Valle d’Aosta. L’Assessore ha quindi concluso che, riguardo al nuovo Trail VdA, le iscrizioni stanno andando molto bene, gli sponsor si stanno avvicinando perché hanno un interlocutore serio: crediamo pertanto di proporre un’attività che darà lustro alla Valle d’Aosta e che oscurerà polemiche che sono molto poco nobili.Elso Gerandin (UVP), nella replica, ha osservato che il bilancio regionale ha il 40% di risorse in meno rispetto a cinque anni fa, eppure si riescono a trovare 300 mila euro per una manifestazione sportiva, mentre non si esita a tagliare nel sociale e nella sanità. Per il Consigliere, la politica a volte dovrebbe fermarsi un attimo per ascoltare i cittadini che credono nell’immagine della Valle d’Aosta, perché la buona politica è quella che unisce, non quella che cerca di dividere. Gerandin ha poi affermato che il volontariato non è né mercificazione né banalizzazione: cosa che invece si è cercato di fare con l’organizzazione del nuovo Endurance Trail VdA attraverso l’elargizione di una serie di gadget. Tutto questo, ha concluso Gerandin, è penalizzante per la Valle d’Aosta e per i valdostani.Laurent Viérin ha aggiunto che non si voleva parteggiare né per l’uno né per l’altro, ma è negativo che ci sia stato un atteggiamento di chiusura, con toni abbastanza arroganti da parte dell’Assessore. Per Viérin era sufficiente condividere certe scelte, perché le problematiche sulla sicurezza erano note a tutti e già dall’anno scorso, ma il Governo non ha voluto fornire le informazioni necessarie. È devastante essere ridicolizzati come valdostani e come amministratori, ha detto il Consigliere: non fa piacere a nessuno e oggi, con tutti i problemi che ci sono, la Valle d’Aosta si divide anche sul “Tor des Géants”.Roscio (ALPE) ha aggiunto che al suo gruppo non interessa sapere chi abbia ragione e chi no: due manifestazioni che si accavallano sullo stesso percorso non fanno bene alla Valle d’Aosta, quindi, ha detto Roscio, noi ritenevamo che si dovesse trovare una mediazione per arrivare ad organizzare una sola iniziativa, correggendo le criticità e garantendo le necessarie condizioni di sicurezza. Per il Consigliere, le attività che la Regione ha messo in campo nel passato, dovrà metterle anche ora, perché se l’obiettivo è quello di portare il maggior numero possibile di escursionisti sulle Alte Vie, bisognerà assicurare la manutenzione delle Alte Vie. Rispetto all’edizione 2015, l’impegno finanziario della Regione sarà sicuramente più elevato, ha concluso Roscio, per una manifestazione il cui nome, 4K, a differenza di “Tor des Géants”, è francamente bruttino.L’assessore si è detto disponibile ad andare in Commissione per dettagliare il progetto.Il Consiglio Valle, con 20 voti a favore (UV, SA e PD-SVdA) e 13 astenuti (UVP, ALPE e M5S), ha approvato il disegno di legge che modifica la norma regionale in materia di incentivazione di produzioni artigianali tipiche e tradizionali (n. 44/1991).Il provvedimento legislativo, presentato dalla Giunta regionale il 19 gennaio scorso, si compone di un solo articolo volto a superare le criticità riscontrate in sede di concessione delle agevolazioni previste dalla legge del 1991.Il consigliere del PD-SVdA Carmela Fontana, relatrice dell’atto, ha spiegato che i soggetti beneficiari di questa iniziativa sono attualmente cinque società cooperative: Les dentellières di Cogne per la produzione di merletti al tombolo; Lou dzeut di Champorcher per la lavorazione della fibra di canapa; D’socka di Gressoney-Saint-Jean per la produzione di pantofole; Les tisserands di Valgrisenche per la produzione di panno di lana; Li Tsacolé di Ayas per la produzione di sabots. In particolare, ha precisato la Consigliera, viene definita una chiara classificazione delle spese ammissibili ad agevolazione, facendo riferimento alle voci di bilancio che ogni anno le società cooperative beneficiarie devono depositare presso la Chambre valdôtaine: ciò consentirà di rendere più immediato e trasparente il meccanismo di concessione dei benefici e la semplificazione delle procedure. Inoltre, è introdotto l’importo massimo del contributo, sia in misura percentuale (60% delle spese sostenute) che in valore assoluto (50 mila euro), al fine di pervenire ad una maggiore certezza della norma.L’assessore alle attività produttive ha evidenziato il valore simbolico di questa legge, che richiama le prerogative dello Statuto speciale e mira a valorizzare le radici più profonde del nostro essere valdostani. Semplificare le procedure, dare certezza e trasparenza ai finanziamenti, ha aggiunto l’Assessore Donzel, aiutano a far vivere le nostre realtà produttive, soprattutto quelle più piccole che aiutano a popolare i piccoli Comuni di montagna. L’Assessore ha infine sottolineato che il fatto che i componenti il Comitato tecnico non percepiscano una retribuzione sia un segnale di quella responsabilità che deve permeare ogni azione dell’Amministrazione regionale.Chantal Certan ha sostenuto che il confronto in Commissione è stato anche l’occasione per dare voce alle Cooperative: si tratta di realtà eroiche, che operano in vallate laterali dove non c’è un’organizzazione turistica solida e che avrebbero bisogno di una promozione e una sinergia più organizzata, quindi il loro lavoro mantiene vive le località oltre a dare continuità al savoir-faire tradizionale. La Consigliera ha chiesto di tenere alta l’attenzione sui criteri che verranno definiti in sede di delibera applicativa della legge, in particolare per quanto riguarda la formazione svolta in loco. Infine, ha detto Certan, le risorse finanziarie stanziate non ci sembrano adeguate, in particolare se tutte le Cooperative potenzieranno la propria attività e andranno a richiedere i 50 mila euro previsti in legge, cioè il 60 per cento del loro bilancio.Roberto Cognetta ha precisato che il Movimento 5 Stelle sostiene l’impianto generale, ma il voto è di astensione perché la norma non affronta il problema più importante, evidenziato in primis dalle Cooperative: l’aspetto della commercializzazione e della vendita dei prodotti. È giusto dare soldi per portare avanti una tradizione, ha precisato il Consigliere, ma la commercializzazione rappresenta il vero nodo per superare l’impasse. Per Cognetta, bisogna evitare di ripetere l’errore di dare il pesce senza insegnare a pescare.Astensione è stata annunciata anche dal Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy, che auspica un’attualizzazione e un’attenzione che vanno oltre gli aspetti del contributo: bisogna rimettere al centro della politica un importante settore di nicchia, che va assolutamente salvaguardato. Con l’astensione, ha detto Bertschy, sottolineiamo la nostra intenzione di seguire con attenzione i risultati di questa modifica di legge con l’auspicio che vengano attivate anche misure a sostegno della commercializzazione e promosse azioni di semplificazione burocratica che siano di aiuto a queste realtà artigianali.La prima delle cinque mozioni discusse nella seduta del 9 marzo è stata iscritta congiuntamente dai gruppi Movimento 5 Stelle, Union Valdôtaine Progressiste e ALPE e ha riguardato la rimborsabilità dei preparati galenici prescritti per gli impeghi terapeutici previsti dal decreto del Ministero della Salute del 9 novembre 2015.Il testo, approvato all’unanimità, con un emendamento proposto dall’assessore alla sanità, impegna la Giunta regionale a prevedere, entro 120 giorni, la rimborsabilità di questa tipologia di farmaci da parte del Servizio sanitario regionale qualora vengano prescritti secondo le modalità e per gli impieghi terapeutici previsti dal decreto ministeriale in argomento.Nell’illustrare i contenuti della mozione, il Consigliere Roberto Cognetta ha precisato che tali farmaci, a base di cannabis, la cui preparazione richiede costi notevoli, si rivolgono a pazienti particolarmente provati da gravi malattie invalidanti.L’assessore alla sanità, nell’accogliere l’iniziativa, ha detto che finalmente il Ministero ha dato delle disposizioni puntuali: siamo d’accordo, ha detto Fosson, sulla rimborsabilità e abbiamo previsto una delibera che vada a normare il settore, anche per dare le giuste informazioni al paziente. Ha quindi chiesto di spostare i tempi di attuazione, da 90 a 120 giorni.Il consigliere dell’UVP Nello Fabbri ha dichiarato che questo è il modo per dare un’importante arma terapeutica per aiutare ad affrontare dignitosamente una fase difficile della vita dei pazienti. È un farmaco, ha evidenziato Fabbri, che interviene dove gli altri falliscono e che è di ultima istanza: sarà quindi prescritto in maniera molto prudente dal medico.Il consigliere di ALPE Patrizia Morelli ha ricordato che questo tema era già stato affrontato nella scorsa Legislatura: all’epoca avevamo trovato delle resistenze, perché la Regione aveva ritenuto non utile l’adozione di queste terapie. Ci arriviamo adesso, ha sostenuto Morelli, dopo un intervento ministeriale, apprezziamo l’accoglimento, anche se tardivo, di questa modalità terapeutica e della relativa rimborsabilità.Il consigliere Cognetta si è detto d’accordo ad allungare i tempi: siamo contenti, ha concluso, che questa iniziativa sia accolta perché servirà a migliorare la vita di molti pazienti; controlleremo che questo percorso sia concluso quanto prima.Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità una mozione sull’offerta sanitaria dell’Ospedale regionale Umberto Parini.Il testo, depositato dai gruppi ALPE, UVP e M5S, intende impegnare l’Assessore competente ad avviare un piano di progressiva riorganizzazione clinica e assistenziale fondata sul modello dell’intensità delle cure e a informare in merito la quinta Commissione consiliare.Morelli, nell’illustrare il testo, ha richiamato il Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2011-2013 tuttora in vigore, nel quale si faceva specifico riferimento al futuro dell’organizzazione ospedaliera regionale connesso con il progetto di ampliamento del nosocomio Umberto Parini, ora sospeso a seguito degli importanti ritrovamenti archeologici in quell’area. Per il consigliere, tuttavia, l’organizzazione ospedaliera, anche in assenza di un nuovo presidio ospedaliero, non può mantenersi aliena all’adozione di sistemi organizzativi innovativi, suscettibili di migliorare la qualità dell’assistenza prestata ai degenti: da qui la necessità di avviare un piano specifico che riporti l’attenzione al paziente, che superi il concetto di reparto chiuso con i suoi specialisti per andare invece ad aprirsi all’integrazione di tutte le competenze professionali necessarie per trattare pazienti con patologie diverse, ma con un uguale bisogno assistenziale. Per Morelli è un sistema che permette di ottimizzare l’utilizzo delle risorse tecnologiche e di migliorare l’occupazione dei letti fuori reparto. Nel nostro caso, ha aggiunto, potrebbe consentire, attraverso un migliore utilizzo degli spazi, anche di immaginare di portare al Parini una parte dei reparti del Beauregard. Siamo coscienti, ha concluso la Consigliera, che comporterà un’analisi attenta e il coinvolgimento attivo di tutte le parti coinvolte. Fabbri, tenuto anche conto della situazione difficile della sanità valdostana, ha invitato a tenere presente questo tipo di evoluzione, che in altre realtà italiane ha già dato buoni frutti. Il Consigliere Fabbri ha precisato che con questo modello prospettato, il personale ospedaliero professionale può essere valorizzato e lavorare ancora maggiormente a favore del paziente. Vantaggi possono derivare anche dal punto di vista economico, oltre che organizzativo.L’assessore alla sanità, richiamato il decreto ministeriale che specifica l’opportunità di offrire al paziente la giusta intensità di cura, ha evidenziato che la realizzazione di questo modello è legata agli spazi, alla tipologia di struttura ospedaliera. Il Dipartimento rappresenta la sinergia che porta poi all’intensità di cure, in cui le professionalità si confrontano: nel Piano aziendale che verrà presentato in Commissione, ha precisato Fosson, si esprime proprio il desiderio di andare in questa logica, riducendo in particolare i Dipartimenti. L’Assessore ha puntualizzato che i tempi saranno comunque lunghi (basti pensare alla difficoltà di accorpare i reparti chirurgici) e che l’ampliamento dell’ospedale condiziona questo percorso. L’Assessore ha concluso il proprio intervento annunciando il voto favorevole della maggioranza alla mozione.In chiusura della prima giornata di Consiglio, è stata discussa una mozione dei gruppi M5S, UVP e ALPE, che intendeva determinare un bonus economico pari al bollo auto per i privati cittadini possessori di veicoli elettrici o ibridi. Il testo è stato ritirato dai proponenti a seguito dell’impegno assunto dall’Assessore alle attività produttive di confrontarsi nella Commissione competente con il fine di avviare un percorso comune su questa tematica.I lavori riprendono giovedì 10 marzo, alle ore 9.00.
Pubblicato / aggiornato
il 09/03/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute