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È ancora polemica sul portavoce di Centoz. Ci adegueremo, dice il sindaco

È ancora polemica sul portavoce di Centoz. Ci adegueremo, dice il sindaco

Sin dal primo incarico conferito, la questione dell’addetto stampa (prima) e portavoce (poi) del sindaco di Aosta ha scatenato polemiche, che ora si riaccendono dopo il parere dell’Ordine dei Giornalisti.

Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta aveva infatti esaminato la vicenda, esprimendo considerazioni differenti al proprio interno nell’interpretazione della legge 150/2000, che disciplina le attività di informazione e di comunicazione delle pubbliche amministrazioni. Ha quindi ravvisato la necessità di chiedere la formulazione di un parere all’Ordine nazionale. Questo – come dichiara il direttore Ennio Bartolotta – in 25 righe ha confermato la tesi contenuta nella legge 150 e nel Massimario dell’Ordine, secondo la quale il portavoce può anche essere un non iscritto all’ordine, ma qualora lo sia non può svolgere attività giornalistica. L’articolo 7 della norma citata recita infatti: “Il portavoce non può, per tutta la durata del relativo incarico, esercitare attività nei settori radiotelevisivo, del giornalismo, della stampa e delle relazioni pubbliche”.Quindi l’incarico conferito a Moreno Vignolini presenta una problematicità: egli è infatti direttore della testata municipale Aostainforma. Lo è dal 1° luglio, quando gli era stato affidato (per la prima volta, poi prorogato sino al 31 ottobre) il servizio di ufficio stampa. Sino a fine ottobre 2015 ha diffuso comunicati stampa. Da inizio novembre ha diffuso informazioni con l’indicazione “Comunicazione Comune Aosta” (poiché era stato nominato portavoce dal 1° novembre). Dall’11 novembre diffonde note del portavoce, quindi formalmente non riconducibili ad attività giornalistica.L’Ordine dei Giornalisti della Valle d’Aosta ha il potere di assumere provvedimenti disciplinari qualora riscontri violazioni al Codice deontologico. “In sede di Consiglio – dice il presidente dell’Ordine valdostano, Tiziano Trevisan – valuteremo se vi siano situazioni da trasferire alla nostra Commissione territoriale di disciplina”.Ma la violazione di una legge dello Stato non è violazione al Codice di disciplina. In particolare, nel parere dell’Ordine nazionale dei giornalisti è ben chiarito che l’assegnazione di un incarico di portavoce non comporta la sospensione di diritto dall’iscrizione, che può essere disposta solo qualora sia violato il dettame della legge n. 69/1963. Quindi è presumibile che l’Ordine valdostano dichiari la propria incompetenza in materia, assumendo eventuali decisioni in merito solamente dopo che la questione fosse stata oggetto di una sentenza passata in giudicato.Intanto il gruppo consiliare della Lega Nord ricorda che nel Consiglio comunale di novembre e poi in quello di dicembre 2015 aveva portato due mozioni che evidenziavano l’incongruenza fra le norme e l’incarico di Vignolini. “Il sindaco – si legge in una nota -, durante il Consiglio, ci aveva più volte detto che non c’erano illegittimità né conflitto con le norme, oggi con il parere dell’Ordine dei Giornalisti nazionale, Centoz è stato smentito per l’ennesima volta”.La critica politica è conseguente: “Una persona responsabile, che ad oggi trascina nel baratro il secondo professionista incolpevole, dovrebbe prendere atto della propria inadeguatezza e dimettersi. Questa smentita infatti, unita a quella del segretario generale, demolisce in maniera categorica tutto il castello centozziano, fatto di forzature ed escamotage creati a suo uso e consumo per distribuire incarichi alle persone a lui più simpatiche”.Lega Nord annuncia che seguirà l’evolversi della vicenda, sostenendo che il parere dell’Ordine dei giornalisti “è foriero di conseguenze legali e politiche che nessun amministratore può ignorare, e che se non saranno presi immediati provvedimenti, perseguirà tutte le strade, politiche e legali, per fare in modo che chi ha sbagliato paghi, e perché a rimetterci non siano sempre e solo i cittadini aostani”.In relazione a tutto ciò, tre sono le considerazioni espresse da Fulvio Centoz: “nessuno ha messo in discussione la nomina del portavoce che, infatti, è perfettamente regolare e legittima. Se l’unica attività della Lega è quella di chiedere le mie dimissioni per qualunque cosa ne prendo atto ma qui non c’è nessuna nomina illegittima. Aggiungo che il comune ha agli atti una nota del presidente dell’associazione nazionale dei portavoce che, in proposito, ribadisce come, nel caso in cui venga nominato un portavoce che è un giornalista e l’ente locale non è dotato dell’ufficio stampa (come il caso di Aosta) questo può svolgere attività giornalistica. In ogni caso l’attività giornalistica che si contesta fa riferimento a due aspetti: la redazione di comunicati stampa e la direzione della testata giornalistica. La prima attività non viene svolta dal portavoce, che infatti non emette comunicati stampa ma semplici note di comunicazione politico istituzionale così come prevede la legge; per la seconda attività si prende atto di quanto stabilisce l’Ordine nazionale e il Comune si adeguerà a quanto previsto. Tutta la vicenda non tocca quindi la legittimità della nomina ma i limiti di ciò che può fare il portavoce, limiti che il comune aveva chiesto all’associazione nazionale dei portavoce prima di qualsiasi azione”.

Pubblicato / aggiornato il 10/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute