I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 22 marzo
Il Presidente del Consiglio Valle ha aperto i lavori dell’Assemblea, martedì 22, comunicando che, sabato 19 marzo, ha partecipato a Matera al primo seminario di approfondimento sulla riforma costituzionale in corso.
Dedicato al tema del “governo del territorio”, è stato promosso dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative regionali. I prossimi appuntamenti verteranno sul sistema delle Conferenze, la legge elettorale del nuovo Senato, l’attuazione di forme di specialità anche per le Regioni a statuto ordinario e infine il ruolo nel nuovo contesto costituzionale delle Regioni a Statuto speciale.Le président de la Région a voulu éclairer l’assemblée sur la question des difficultés de réception des programmes de la télévision suisse romande sur tout le territoire régional, à cause du passage à la haute définition de la télévision francophone et des réglages à effectuer sur les antennes installées sur le territoire valdôtain par la RAI. Cette question a également donné lieu à une résolution du Conseil, approuvée à l’unanimité le 10 mars dernier. “Vendredi 11 mars dernier – a déclaré Rollandin -, j’ai immédiatement informé le directeur du siège RAI de la Vallée d’Aoste de la résolution adoptée à l’unanimité par ce Conseil, demandant à ce que la RAI s’engage à résoudre au plus vite les problèmes techniques empêchant la retransmission et à éviter qu’un problème analogue se produise lors du prochain passage à la haute définition des chaînes de télévision françaises diffusées en Vallée d’Aoste. Le directeur du siège régional de la RAI nous a communiqué que la société RAI WAY a été sollicitée et que des solutions tampons sont en train d’être envisagées pour rétablir la diffusion des chaînes francophones déjà à la fin de cette semaine, les interventions définitives requérant encore un mois de travail”. Laurent Viérin a souhaité que le problème soit résolu dans les plus brefs délais, car cela fait un mois que les Valdôtains ne peuvent pas accéder à la TV Suisse Romande.La nuova bozza di piano di riorganizzazione aziendale dell’USL Valle d’Aosta è stata al centro dell’interrogazione a risposta immediata posta dal gruppo Movimento 5 Stelle. Roberto Cognetta ha chiesto di audire al più presto nella Commissione competente la responsabile delle professioni sanitarie di dipartimento, tenuto conto che pare essere stato disatteso l’accordo, peraltro assunto in seno alla Commissione stessa, di sospendere qualsiasi tipo di riorganizzazione. In effetti, ha sottolineato il Consigliere Cognetta, è recentemente avvenuto un ulteriore spostamento di 4 unità di personale. L’assessore alla sanità, precisato che lo spostamento di personale rientra in una normale azione amministrativa nel seno della stessa struttura complessa, ha confermato che la riorganizzazione aziendale è ferma, nessun cambiamento è avvenuto, se non, appunto, spostamenti di personale meramente funzionali. L’assessore ha assicurato la disponibilità del direttore del Dipartimento ad approfondire in Commissione tutti i vari aspetti. Cognetta, nella replica, ha ribadito che ad essere audita deve essere la responsabile delle professioni sanitarie di dipartimento, e non il direttore del Dipartimento, che non può dare le spiegazioni richieste. Al di là delle parole, ha evidenziato Cognetta, ci sono i fatti, e i fatti indicano uno smantellamento del 118.I consiglieri del gruppo Union Valdôtaine Progressiste hanno posto un’interrogazione a risposta immediata in merito alla Politica agricola comune (PAC). Avendo appreso che entro il 31 marzo prossimo si dovranno riassegnare i titoli per poter accedere ai premi della PAC, altrimenti nessun agricoltore ne potrà usufruire, Alessandro Nogara ha chiesto quali iniziative siano state poste in essere per provvedere in merito. L’assessore all’agricoltura e risorse naturali ha riferito che la riassegnazione dei titoli dovrà avvenire entro il 31 marzo contestualmente in tutte le regioni italiane: la competenza esclusiva è dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura-AGEA e la procedura è stata avviata attraverso i Centri di assistenza agricola-CAA regionali, i quali hanno raccolto le domande di riassegnazione sia delle aziende che già disponevano di titoli, sia delle aziende che, non avendo titoli, hanno richiesto l’assegnazione degli stessi sulla riserva nazionale (per questi ultimi, non è dato al momento di sapere se sarà garantita la totale assegnazione di quanto richiesto). Testolin ha sottolineato che ad oggi, sentiti i CAA e AGEA, non risultano agli uffici dell’Assessorato segnalazioni di particolari impedimenti che possano determinare la mancata assegnazione dei titoli nei tempi utili: così come da cronoprogramma presentato da AGEA, la stessa sta approfondendo le tematiche che a livello nazionale riscontrano delle criticità da risolvere, al fine di addivenire entro il 31 marzo al calcolo dei titoli definitivi da assegnare agli agricoltori. Testolin ha aggiunto che, nonostante le richieste dell’Assessorato, gli uffici di AGEA non sono in grado di fornire, prima del 31 marzo, dati quantitativi di dettaglio per la Valle d’Aosta, ma che AGEA ha assicurato che le procedure saranno portate a termine nei tempi dovuti. Nella replica, Nogara ha affermato che l’enfasi con cui l’assessore ha presentato la PAC dovrebbe andare di pari passo con le azioni concrete e ha ricordato che la PAC 2015 è stata pagata a poche aziende ed è stata poi sospesa senza che si conoscessero le motivazioni. Fra poco, ha evidenziato Nogara, inizia la stagione degli alpeggi e gli agricoltori non sanno se potranno assumere il personale perché non hanno notizie certe sulla riassegnazione dei titoli. Inoltre, ha aggiunto, se la Politica agricola comune rappresenta il salvagente per 1500 aziende valdostane, non è assodato che lo sia per le restanti 2000: è importante dare le giuste informazioni agli agricoltori.Con un’interrogazione, il Movimento 5 Stelle ha affrontato la questione delle spese sostenute per l’attività di addestramento dei Vigili del fuoco in relazione all’utilizzo dell’elicottero per operazioni di imbarco e sbarco con il verricello. In particolare, Stefano Ferrero ha voluto conoscere il costo di questo addestramento e l’eventuale risparmio nelle future operazioni di soccorso conseguente all’effettuazione del corso. Infine, ha chiesto notizie sulla possibilità di abilitare il personale del Corpo regionale dei Vigili del fuoco ad effettuare senza l’ausilio di assistenza di operatori esterni le attività legate all’utilizzo del verricello nell’elisoccorso. Il presidente della Regione ha riferito che l’attività formativa è stata richiesta dal Capo della Protezione civile a seguito dell’approvazione da parte del Comitato di pilotaggio della Centrale unica di soccorso della procedura per il trasporto in elicottero delle squadre dei Vigili del Fuoco. L’addestramento sarà svolto in 4 corsi per consentire la partecipazione di tutto il personale dei Vigili del fuoco interessato, pari a circa 200 unità. I costi dell’attività di addestramento, ha evidenziato Rollandin, sono connessi esclusivamente all’utilizzo dell’elicottero, in quanto l’attività svolta dagli istruttori tecnici di soccorso alpino è ricompresa nel contratto in essere per l’assolvimento degli obblighi di servizio pubblico in capo al Soccorso alpino valdostano. Nel primo corso, l’elicottero è stato impiegato per 1 ora e 20 minuti (costo di 2 mila 131,20 euro al netto dell’IVA), e presumibilmente l’impegno sarà simile anche nelle prossime edizioni. L’addestramento in questione, ha proseguito Rollandin, discende dalle disposizioni dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (ENAC) relative alla formazione del personale di missione e risulta, pertanto, un obbligo che non ha impatto sui costi di gestione delle operazioni, ma che comunque costituisce un’importante implementazione della risposta integrata alle esigenze del soccorso. La maggior parte degli interventi di elisoccorso che richiedono l’uso del verricello riguarda il soccorso in montagna o alta montagna, scenari in cui normalmente i Vigili del Fuoco non sono chiamati a intervenire. Abilitare questi ultimi all’utilizzo del verricello, ha sottolineato il Presidente della Regione, non è prioritario né dal punto di vista delle attività del Corpo né dal punto di vista operativo, dato che l’elicottero è normalmente in stand by in configurazione sanitaria con un equipaggio che, ai sensi delle normative vigenti, deve comprendere un tecnico di elisoccorso, definito come “persona appartenente agli enti di Soccorso Alpino riconosciuti, qualificata dagli stessi come tecnico di soccorso alpino e successivamente addestrata e qualificata” deputata a svolgere le operazioni di soccorso di competenza nonché ad effettuare assistenza al personale che concorre all’intervento. Ferrero, tenuto conto della necessità di contenere i costi e di limitare l’oneroso intervento di personale del Soccorso alpino valdostano, spesso impiegato in attività che esulano dalla professionalità richiesta in taluni interventi, come quelli che riguardano gli incidenti stradali, ha evidenziato che nessuno si sognerebbe di escludere una guida alpina per determinati interventi, ma che occorrono degli approfondimenti in materia, anche in un’ottica di razionalizzare le risorse, in modo da andare sempre a favore del soccorso. Il Consigliere ha annunciato che contatterà il Capo della Protezione civile valdostana per analizzare la situazione e cercare dei miglioramenti.Union Valdôtaine Progressiste, con un’interrogazione, è tornata ad affrontare la tematica della diffusione di sostanze stupefacenti fra la popolazione giovanile. I consiglieri hanno chiesto se realmente vi sia un piano per contrastarne l’uso, soprattutto di quelle sintetiche, sempre più diffuse tra i giovani, e quali azioni preveda; se il tavolo di lavoro, tra il Servizio per le dipendenze-SERD, l’ufficio regionale competente, le forze dell’ordine e altri qualificati componenti, si riunisca con la frequenza che la gravità della situazione comporta. Nella risposta, l’assessore alla sanità ha riferito che è in atto una riorganizzazione nel dipartimento che si occupa di dipendenze: il problema viene affrontato con nuova energia e con un’ottica diversa. Per Fosson, la prevenzione è alla base di tutto: è già partita la realizzazione di serate di comunicazione nelle 53 biblioteche comunali, così come si stanno attivando le autorizzazioni per la presenza del camper al di fuori delle discoteche. È poi in atto, ha aggiunto Fosson, una collaborazione con il mondo della scuola, attraverso un ciclo di cinque giornate che stanno coinvolgendo numerose istituzioni scolastiche sia di primo che di secondo grado, così come sono state fatte delle sinergie con l’ambito dello sport attraverso il CONI. L’assessore ha riferito che non vi è un tavolo di lavoro stabile, ma vi è una strettissima collaborazione fra operatori sociali, forze dell’ordine, scuola e sport: il fatto che nei primi tre mesi dell’anno, 60 giovani si siano presentati al SERD dopo segnalazione della Prefettura, significa che anche le forze dell’ordine si stanno muovendo in un modo nuovo. Per l’Assessore la predisposizione del nuovo piano per la salute e il benessere sociale dovrà prevedere un capitolo specifico su questa tematica, nel quale siano declinate le azioni di contrasto a questo tipo di droghe, e si è detto disponibile ad approfondire la questione in Commissione anche attraverso un’audizione con i responsabili del SERD. Nello Fabbri, in sede di replica, ha evidenziato che questo tema deve essere affrontato con una consapevolezza e un’energia che ancora non si intravedono: il fenomeno deve essere aggredito perché colpisce con durezza le nuove generazioni e i 61 utenti sotto i 26 anni accolti nei primi mesi del 2016 al SERD sono un grido d’allarme. Per Fabbri, sarebbe il caso di pensare ad azioni più incisive, con un piano straordinario che coordini tutti gli attori coinvolti: le conferenze vanno bene, ma bisogna studiare delle iniziative che portino a frutti reali, investendo anche risorse finanziarie che per alcuni settori si trovano con estrema facilità.Il Movimento 5 Stelle ha interrogato il Governo sui costi sostenuti per la manutenzione di varie strutture della Casa da gioco. In particolare, Roberto Cognetta ha voluto conoscere le spese che si sono rese necessarie alla sistemazione della copertura del parcheggio, della sala giochi fumatori e dell’hôtel 4 stelle, chiedendo anche l’ammontare di un eventuale preventivo per altri lavori di ripristino dei locali. L’assesseur au budget, aux finances et au patrimoine a précisé que la construction du garage remonte à 1957 ; depuis lors, on a toujours réalisé des travaux d’entretien ordinaire, mais au fil des années la couverture a subi une détérioration inévitable qui cause des infiltrations d’eau au garage qui se trouve au-dessous quand on a des orages violents. On a alors cherché à remédier avec des solutions provisoires. Ego Perron a affirmé que pour remettre en question la complexité de choses, les bureaux ont calculé une dépense nécessaire de 200 à 300 mille euros. Pour l’instant, compte tenu des difficultés financières, on a décidé d’attendre. L’assesseur a ensuite communiqué qu’aucune somme n’a été dépensée pour la salle destinée aux fumeurs, car toutes les modifications réalisées après la fin des travaux étaient couvertes par la garantie de bâtiment (c’est donc l’entreprise qui en répond). Un avis sera publié rapidement pour ce qui concerne l’entretien périodique préventif et pour résoudre certains problèmes liés à la complexité technique et structurelle de l’édifice. Pour ce qui est de l’hôtel Billia, a-t-il dit Perron, on a seulement réalisé des travaux d’entretien ordinaire, d’autres travaux programmés sont à la charge de l’entreprise responsable de la restauration. Il a enfin informé qu’il y a des espaces libres dans l’attente de recevoir une destination stratégique. Cognetta, nella replica, ha osservato che il tamponamento momentaneo è realizzato con i secchi. Fa ridere, ha affermato, che si siano spesi 100 milioni di euro per la realizzazione di tutti i lavori e ora ce ne vogliamo 200 mila per la copertura. Per il Consigliere, i lavori non paiono fatti a regola d’arte e con quanto si è speso ci si poteva aspettare di meglio. Pur nel momento di difficoltà, occorre fare il punto di ciò che non funziona. Tutto ciò, ha detto Cognetta, ci lascia molto perplessi e aspettiamo da parte dell’Assessore la lista di quanto e come è stato speso, così come ci aveva promesso in questo Consiglio.Alpe, con un’interrogazione discussa nella seduta consiliare del 22 marzo, ha voluto fare il punto sulla tempistica per l’accesso al Pronto soccorso dei pazienti affetti da ictus cerebrale, chiedendo un raffronto tra i tempi di visita nel 2014 e nel 2015. L’assessore alla sanità ha riferito che ogni anno in Italia si verificano circa 196mila ictus, di cui il 20% sono recidive: la tempestiva gestione del paziente consente una netta riduzione della mortalità e delle disabilità ed è quindi importante che venga subito portato in Pronto soccorso, dove la presa in carico avviene con l’attribuzione di un codice di gravità che può essere rosso o giallo. Per il paziente con codice rosso non vi sono tempi di attesa, perché i parametri vitali sono messi in dubbio e i professionisti di turno si dedicano prima alla gestione clinica e poi alle pratiche burocratiche: nel 2014, i pazienti sono stati 7, nel 2015 48 e nei primi mesi del 2016 2. Per i pazienti in codice giallo, i tempi di attesa al Pronto soccorso sono stati mediamente di 7 minuti nel 2014 (48 pazienti) e nel 2015 (52 pazienti), mentre nei primi mesi del 2016, i tempi si sono ridotti a 6,5 minuti per 13 pazienti. L’Assessore ha poi tenuto a ringraziare l’associazione ALICE che opera per la lotta contro l’ictus cerebrale da oltre 20 anni con passione e competenza. Albert Chatrian, rilevato l’imprescindibile aspetto della celerità nella visita del paziente che si rivolge al Pronto soccorso con questa patologia in atto, si è detto preoccupato dalle risposte dell’assessore, perché il raffronto tra il 2013 e il 2015 presenta dei dati in netto peggioramento: nel 2013, il 60,3% dei pazienti con codice giallo veniva preso in carico entro 10 minuti, mentre nel 2015 il dato è calato drasticamente al 44,6%. Per Chatrian, a fronte della riduzione delle risorse finanziare, bisogna fare delle scelte di priorità, facendo attenzione a non ridurre la qualità laddove ci sono delle emergenze. Ha quindi invitato l’assessore a invertire la rotta, soprattutto nel caso in cui ogni minuto di attesa in più senza soccorso può essere fatale.Con un’interpellanza, il Movimento 5 Stelle ha affrontato il tema dell’affidamento diretto di lavori pubblici. Stefano Ferrero, nell’illustrare l’iniziativa, ha osservato che il Consorzio Gecoval di Saint-Vincent, oggetto di un’interdittiva antimafia firmata dal Questore di Aosta e confermata da una sentenza del TAR della Valle d’Aosta, nel corso degli ultimi 5 anni ha effettuato complessivamente 21 forniture per Comuni e Regione, di cui 6 risulterebbero affidate senza gara dall’Assessorato regionale alle opere pubbliche per un totale di oltre 880mila euro. Ha quindi chiesto quali siano state le ragioni che hanno portato a questi affidamenti diretti e se sia intenzione della Giunta continuare ad avallare questo sistema con la procedura di somma urgenza, in particolare per quanto riguarda la manutenzione dell’alveo dei torrenti, quando invece sarebbe sufficiente una regolare manutenzione programmata annualmente. L’assessore alle opere pubbliche ha specificato che l’interpellanza si basa su una considerazione sbagliata, ovvero l’esistenza di un sistematico ricorso a procedure di affido diretto dovute ad una mancata programmazione di interventi di manutenzione ordinaria. Le strutture dell’Assessorato, ha spiegato Baccega, ricorrono agli affidamenti diretti, spesso preceduti da una gara informale tra 3/5 imprese, solo ed esclusivamente per fare fronte con tempestività ai danni provocati da dissesti quali frane, colate torrentizie o valanghe per proteggere abitazioni o ripristinare il transito sulle strade regionali. Questo modus operandi – perfettamente legittimo e previsto dalla normativa – ha consentito in questi casi specifici di ridurre al minimo la chiusura di intere vallate e di superare l’isolamento, anche di località turisticamente importanti. Gli interventi di manutenzione ordinaria, ha proseguito Baccega, sono invece efficacemente programmati nei documenti di programmazione dei lavori pubblici, come si può facilmente verificare dagli atti pubblicati sul sito della Regione. Entrando nel merito della Gecoval, l’assessore ha specificato che la ditta dal 2010 al 2014 è risultata assegnataria di 7 affidi così distinti. Uno per la gara aperta svolta nel 2010 per la realizzazione del raccordo tra la Strada statale 26 e la Regionale n. 34 in regione Sogno (la gara prevedeva quale criterio di aggiudicazione l’offerta economicamente più vantaggiosa per quella che la nuova normativa recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri e dall’Autorità nazionale anticorruzione indicano come la normalità e la ditta Gecoval è risultata vincitrice con un ribasso d’asta del 22,835%). Altri due affidi sono avvenuti mediante procedure in economia precedute da una gara tra più imprese: uno per lavori di manutenzione straordinaria presso la scuola ISISM di Verrès, affidato nel 2011 a seguito di invito rivolto a 21 imprese; il secondo, invece, non è stato affidato in via definitiva alla Gecoval in quanto riguarda la tornata di gara del 2014 relativa agli interventi di manutenzione idraulico-forestale. In questo caso la Gecoval è risultata vincitrice di un lavoro che però non le è stato affidato a seguito dell’intervenuta interdittiva del Questore di Aosta. Quattro sono affidamenti diretti avvenuti in somma urgenza, di cui tre riguardano un intervento disposto in somma urgenza a seguito di eventi di colata di detrito che hanno interessato il torrente Grand Valey (uno nel 2011 e due nel 2014), il quarto intervento affidato direttamente nel 2013 riguarda un cantiere per la sistemazione idraulica del torrente Dora di Rhêmes a Rhêmes-Saint-Georges: in questo caso l’impresa aggiudicatrice dei lavori aveva abbandonato il cantiere ed era necessario intervenire urgentemente per il suo completamento prima delle piene primaverili e per la messa in sicurezza di un muro sulla strada regionale. Il Consorzio Gecoval era il subappaltatore di tale impresa, per cui per gli uffici era ovvio che per garantire la tempestività dell’intervento si procedesse con un affidamento a loro. Baccega ha infine evidenziato che gli uffici hanno condotto tutte le verifiche previste dalla legge sia per l’affidamento dei lavori sia per la loro liquidazione, senza che emergessero problemi di sorta. La prassi operativa seguita nei lavori pubblici è stata improntata al rispetto della norma al massimo livello e ogni possibile criticità è oggetto di considerazione e di valutazione puntuale a tutti i livelli: continueremo a vigilare perché si mantenga la stessa attenzione. Ferrero, nella replica, ha dichiarato che non si voleva mettere in discussione la legittimità delle scelte fatte, ma l’opportunità, dato che queste procedure possono essere elusive di certi controlli. La Regione, ha dichiarato Ferrero, ha direttamente affidato dei lavori a una società in odore di mafia, e questo è un fatto grave, non c’è stato un controllo sufficiente. Per Ferrero, bisogna aprire gli occhi: ha quindi comunicato l’intenzione di chiedere tutti i verbali di collaudo e, se del caso, effettuare verifiche accompagnato da tecnici.Il piano di settore degli interventi a favore degli Enti locali per opere minori di pubblica utilità è stato al centro di un’interpellanza illustrata dal gruppo Union Valdôtaine Progressiste. Laurent Viérin, richiamando il piano approvato dalla Giunta il 26 febbraio, ha evidenziato che tale delibera è frutto della discussione del bilancio 2015-2017 della Regione che aveva visto l’approvazione di un ordine del giorno proposto dall’UVP e mirato all’attuazione di un piano straordinario di investimenti per finanziare interventi di piccola e media entità, da effettuare in economia, mediante cottimo fiduciario e basato sulla rotazione degli incarichi. Il consigliere, prendendo atto con soddisfazione che uno degli impegni sollecitati dall’UVP sia stato concretizzato, ha voluto conoscere i criteri di inserimento delle opere e degli interventi e gli intendimenti per futuri investimenti per il rilancio del settore edile. L’assessore alle opere pubbliche, nella risposta, ha ricordato che i criteri e le modalità di presentazione delle domande da parte degli enti locali interessati, in applicazione della legge regionale n. 26/2009, sono stati definiti con delibera di Giunta di fine dicembre 2009: tale provvedimento ha stabilito che le opere finanziate devono prioritariamente riguardare opere di sistemazione viaria, di sosta e riqualificazione della viabilità e ha individuato le tempistiche per la presentazione delle richieste (30 giugno di ogni anno). L’Assessore Baccega ha poi riferito che il numero di richieste da parte dei Comuni negli anni è aumentato costantemente, passando dai 26 Comuni richiedenti nel 2012, a 29 nel 2014, a 30 nel 2014 e 34 nel 2015; tenuto conto delle disponibilità finanziarie previste in fase di predisposizione del bilancio regionale (3 milioni per il 2016 e 2,5 milioni rispettivamente per il 2017 e 2018) sono quindi stati individuati 13 possibili affidamenti da avviare nel 2016 per un investimento di circa 3 milioni 150mila euro. Per Baccega, si è assegnata una priorità ad opere che potevano in breve tempo essere cantierabili, che presentavano una attenzione ai costi, che evidenziavano buone ricadute sulla collettività e un elevato interesse generale con significativi miglioramenti sul fronte della sicurezza, dei servizi verso i cittadini e della riqualificazione urbana; è stato peraltro valutato anche un equilibrio nella rotazione dei Comuni e nella distribuzione geografica degli interventi, così da fornire diverse opportunità lavorative nelle varie località della Regione. Tutti i Comuni, ha aggiunto, hanno già consegnato i progetti esecutivi: per tutti gli interventi è già stata quindi avviata la procedura per l’affidamento dei lavori, mediante cottimo fiduciario, e si prevede che i cantieri possano essere operativi entro il mese di giugno del 2016. L’assessore ha quindi evidenziato che a breve sarà presentato al Consiglio il piano triennale 2016/2018, che prevede interventi per colate da detrito (11,5 milioni di euro), per strade regionali (5,7 milioni), per la riqualificazione del patrimonio immobiliare regionale (6,9 milioni), per la valorizzazione del patrimonio immobiliare (50 milioni), per il finanziamento FOSPI per la nuova scuola di Jovencan (3,9 milioni), per il piano scuola (7 milioni). A questi investimenti, ha proseguito Baccega, vanno aggiunti gli interventi nel settore dei mutui prima casa, che continuano ad essere alimentati dal fondo di rotazione. Ci rendiamo conto, ha concluso l’assessore, che si possa fare di più, a fronte delle difficoltà che sta conoscendo il settore, ma l’attenzione del Governo regionale su questo tema è alta e riteniamo fondamentale destinare risorse regionali agli investimenti quale importante valvola di sfogo per poter far ripartire l’economia valdostana. Viérin ha replicato che finalmente qualcosa si muove nel settore dell’edilizia, che rappresenta la spina dorsale dell’economia valdostana: negli anni, la Regione ha, infatti, dato prospettive e la comunità ha investito in questo ambito. Questo piano ridà ossigeno alle piccole imprese, nell’attesa di un piano più ampio che guardi al futuro, ha detto Viérin: chiediamo al Governo che ci sia un’attenzione a questo settore e parallelamente si reinventino delle misure attraverso l’attualizzazione di leggi regionali che si ispirano ancora ad un vecchio modello di Valle d’Aosta che oggi non esiste più. Il Consigliere ha annunciato che tornerà sull’argomento perché è importante dare organicità e prospettive di programmazione ai Comuni e alle piccole imprese al fine di favorire lo sviluppo socio-economico e il radicamento delle comunità locali sul territorio.In risposta a un’interpellanza sulla tempistica per la realizzazione dell’intervento di ristrutturazione del Liceo Bérard di Aosta, l’assessore alle opere pubbliche ha affermato che è stato acquisito il progetto definitivo relativo alla manutenzione straordinaria e adeguamento alle normative di sicurezza. Gli uffici hanno proceduto alla verifica tecnico-amministrativa dello stesso in esito alla quale sono state fornite le necessarie indicazioni ai progettisti incaricati per l’adeguamento degli elaborati alle prescrizioni fornite dall’USL. Non appena le stesse saranno recepite, il progetto sarà sottoposto all’approvazione della Giunta regionale. Per la realizzazione dell’intervento, il cui importo netto dei lavori è stimato in circa 3 milioni 800 mila euro, si prevede una durata di 4 anni, accorpando in un unico intervento i tre lotti dei lavori. Nel corso del suo intervento, l’assessore Baccega ha annunciato l’imminente approvazione di una delibera, in accordo con l’assessore all’istruzione e cultura Emily Rini, sugli indirizzi e sul nuovo piano lavori per gli edifici scolastici.L’assessore Baccega ha poi risposto a un’interpellanza del Movimento 5 stelle sull’adozione eventuali provvedimenti di revoca delle concessioni di derivazione d’acqua nei confronti dei soggetti responsabili di violazione di disposizioni in materia di produzione di energia elettrica. In particolare, in relazione alla richiesta se, nonostante le inchieste del GSE nazionale e della Magistratura, sia intenzione del Governo regionale omettere l’adozione dei provvedimenti di revoca delle concessioni, previsti dalla normativa vigente, l’assessore ha sottolineato che l’Amministrazione regionale ha effettuato i controlli sui prelievi e ha avviato le procedure previste dalla legge per sanzionare i comportamenti illeciti che sono divenuti anche oggetto di indagine della Procura e del GSE. La Procura al momento non ha ancora terminato le indagini, o meglio, non si hanno informazioni in tal senso, per cui non si conoscono le conclusioni alle quali sarebbe pervenuta, conclusioni che, peraltro, potrebbero non essere definitive in vista una possibile successiva fase processuale. Il GSE ha adottato solo un recupero di somme per le quote di produzioni eccedenti quelle concesse. La Regione ha inserito con una deliberazione della Giunta regionale la cosiddetta moratoria, con indicazioni molto stringenti sui canoni da corrispondere per i superi delle portate. Nell’audizione in Commissione consiliare dell’11 febbraio scorso ho spiegato quali sono le criticità normative che di fatto hanno imposto la modifica di quella deliberazione proprio sulla parte dei canoni. Quindi, i procedimenti sanzionatori non sono conclusi e ogni altra iniziativa si scontra con l’assetto normativo. Pertanto, non esistono al momento presupposti legittimi per la revoca delle concessioni.I lavori del Consiglio Valle riprenderanno alle ore 15.30.
Pubblicato / aggiornato
il 22/03/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute