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I lavori del Consiglio Valle nel pomeriggio del 22 marzo

I lavori del Consiglio Valle  nel pomeriggio del 22 marzo

I lavori pomeridiani del Consiglio Valle si sono aperti con un minuto di silenzio a testimonianza della solidarietà dell’Assemblea nei confronti delle vittime degli attentati terroristici avvenuti, mercoledì 22 marzo 2016, all’aeroporto di Zaventem e nella metropolitana di Bruxelles.

Il presidente del Consiglio Marco Viérin ha parlato di attacco ai valori di libertà e democrazia che l’Europa incarna e, condannando fermamente questi atti di un’inaudita violenza, ha rivolto il pensiero dell’Assemblea valdostana alle vittime e ai loro famigliari. La nostra solidarietà, ha aggiunto Viérin, va anche alla comunità belga, alle sue Istituzioni, in particolare alla Fédération Wallonie-Bruxelles, ben sapendo che è tutta l’Europa ad essere minacciata.Il presidente della Regione ha poi annunciato il ripristino del segnale televisivo della TV francofona TSR su tutto il territorio regionale.In risposta a un’interpellanza sulle azioni intraprese dall’Amministrazione regionale per onorare gli impegni assunti con gli abitanti di La Palud di Courmayeur in relazione alla costruzione del vallo di protezione, l’assessore alla difesa del suolo ha risposto: “Je tiens à souligner que l’Administration régionale n’a pris aucun engagement à cet égard, étant donné que ce genre d’action n’entre pas dans le cadre des compétences régionales. La Région a engagé rapidement toutes les procédures qui lui ont été demandées par le Département national de la protection civile pour constater les dégâts et pour instruire le dossier relatif à l’ordonnance en question et elle a également géré les contacts avec ledit Département”. In ogni caso, Baccega ha sottolineato come l’Amministrazione regionale stia seguendo costantemente la questione: “La Protection civile nationale n’a pas encore approuvé l’ordonnance relative au dédommagement des habitants. La Région s’est déjà exprimée favorablement au sujet de l’ébauche de cet acte au mois de décembre dernier et, en janvier, des éclaircissements ont été fournis au Ministère des finances, qui doit donner son avis contraignant, mais cet avis n’a pas encore été formulé”.Un’interpellanza è intervenuta sull’accoglimento di significative migliorie al progetto di riqualificazione della viabilità sulla Strada Statale 26 tra Aosta e Quart. In relazione alle problematiche sollevate dai Comuni di Quart e Saint-Christophe, l’assessore Baccega ha rilevato che le richieste avanzate dai sindaci, non vanno ad inficiare la valenza complessiva del progetto esecutivo in quanto, qualora accolte da parte dell’ANAS, andranno a modificare solo puntualmente alcune previsioni progettuali. Si evidenzia peraltro che l’impostazione progettuale ha previsto sin dall’inizio di limitare le nuove occupazioni, utilizzando per quanto possibile aree che, seppur ad oggi non sempre direttamente adibite a strada, risultano comunque già di proprietà dell’ANAS. Dopo aver sottolineato che, in ogni caso, le eventuali modifiche al progetto esecutivo non potranno essere apportate direttamente dalla Regione ma soltanto dall’ANAS in qualità di Ente committente dell’opera, Baccega ha riferito che L’Amministrazione regionale, di concerto con le Amministrazioni comunali di Quart e Saint-Christophe, ha avviato un confronto con l’ANAS al fine di analizzare le criticità evidenziate ed individuare, ove possibile, le modalità per la loro risoluzione. L’ANAS, in qualità di committente dell’opera, si è quindi resa disponibile a valutare la possibilità di apportare i necessari e puntuali adattamenti al progetto esecutivo così da risolvere, per quanto possibile, il maggior numero di criticità.Union Valdôtaine Progressiste ha posto un’interpellanza sui lavori di Telcha srl, la società che si occupa della realizzazione della rete di teleriscaldamento ad Aosta. Elso Gerandin ha evidenziato che per il terzo anno consecutivo la città di Aosta subirà una serie di disagi dovuti ai lavori di posa della rete di teleriscaldamento che sono ricominciati nel mese di marzo: ha quindi chiesto quale sia il cronoprogramma dei lavori 2016 e quali le zone interessate dai lavori, e se sia intenzione del Governo regionale farsi tramite con Telcha affinché presenti un piano più condiviso e meno impattante. Considerato che la società Telcha, partecipata al 20% dalla Compagnia Valdostana delle Acque, ha ottenuto un importante contributo a fondo perso di oltre 5 milioni di euro a valere sul POR competitività del Fondo europeo per lo sviluppo regionale 2007-2013, Gerandin ha voluto anche conoscere lo stato di attuazione del contributo FESR. L’assessore alle attività produttive ha risposto che la società Telcha ha presentato un cronoprogramma molto dettagliato ma provvisorio, in quanto non ancora approvato dalla Giunta comunale, la quale potrà, sulla base delle criticità espresse dai cittadini e dai commercianti, proporre eventuali adeguamenti allo stesso. Il programma di quest’anno, ha aggiunto l’Assessore Donzel, è meno impegnativo rispetto a quello degli scorsi anni e gli interventi, asfaltature comprese, potranno essere conclusi entro l’autunno 2016. Tutte le attività saranno monitorate da un gruppo di lavoro che coinvolge una serie di soggetti, tra i quali quest’anno anche un rappresentante degli operatori commerciali, Ascom-Confcommercio, al fine di attutire al massimo le ripercussioni di questi lavori. Per Donzel, pur convenendo che bisognerà fare uno sforzo per ottimizzare la comunicazione, il rapporto tra la Regione e il Comune di Aosta deve essere continuo, ma non sostitutivo nel rispetto delle competenze comunali. Riguardo al finanziamento FESR, l’assessore ha evidenziato che non riguarda la posa della rete bensì la realizzazione della centrale termica cogenerativa a servizio della città di Aosta: il progetto si è chiuso entro il 31 dicembre 2015, la Regione ha saldato il dovuto e nessun’altra erogazione dovrà essere effettuata alla società beneficiaria. L’Assessore ha quindi invitato i Consiglieri a visitare la centrale, che verrà aperta alle visite dei cittadini: si tratta di un impianto innovativo che contribuirà a ridurre le emissioni di CO2 e a garantire quindi una migliore qualità dell’aria ad Aosta. L’impianto infatti recupera il calore delle acque di raffreddamento della Cogne Acciai Speciali, permettendo il risparmio energetico e riducendo i prelievi d’acqua dalla falda, ha detto Donzel, inoltre, consente anche la riduzione di emissioni grazie ad un moderno impianto di abbattimento dei fumi (con ulteriore recupero di calore che garantirà aria più pulita ad Aosta). Per Donzel, i disagi di questi anni saranno compensati da una città con una migliore qualità dell’aria e della vita per i cittadini e per il turismo. Infine, ha affermato l’Assessore, anche la contemporanea sostituzione delle tubazioni dell’acquedotto alla posa della rete di teleriscaldamento, ha permesso di non chiudere, scavare e riasfaltare le strade due volte a distanza di pochi mesi con un risparmio di oltre il 50% dei costi, con ricadute positive sulle bollette dei cittadini. Gerandin ha osservato che è importante migliorare la comunicazione, perché i cittadini devono sapere a cosa vanno incontro: i lavori sono già iniziati e il cronoprogramma è ancora provvisorio, pur a fronte di disagi che per i cittadini sono già in corso. È quindi necessario fare uno sforzo di programmazione: l’Amministrazione regionale pur non intervenendo direttamente, vista la partecipazione societaria e il contributo FESR, ha il dovere di creare un raccordo per migliorare l’intervento. In questo momento, la maggior parte di edifici collegati sono pubblici, ma dovrà esserci un vantaggio economico per i privati affinché aderiscano al progetto.Alpe, con un’interpellanza, è tornato a parlare dell’introduzione dei sistemi informatici “Open Source”, ponendo questa volta l’attenzione all’ambito scolastico. Richiamata la mozione approvata all’unanimità nel corso della seduta del Consiglio regionale dell’11 giugno 2015 in merito alla migrazione degli attuali sistemi informatici dell’Amministrazione regionale verso i sistemi informatici “Open Source” a codice sorgente aperto, il Consigliere Alberto Bertin ha voluto sapere se siano già state realizzate iniziative di questo genere nella scuola, con quali finalità e quali risultati; inoltre, ha chiesto se, con quali tempi e modalità, vi sia intenzione di portare il software libero nella scuola. L’assessore all’istruzione e cultura ha spiegato che la Sovrintendenza agli studi ha promosso diverse iniziative, permettendo alle Istituzioni scolastiche prive di competenze specifiche di utilizzare servizi di rete per esigenze didattiche. Ha poi illustrato il portale WebEcole, che attualmente ospita i portali di 21 Istituzioni scolastiche, oltre ad altri progetti specifici della Sovrintendenza agli studi, di cui 12 attivi. Inoltre, all’interno di WebEcole sono stati implementati servizi proprio con l’open source (gestione dei libri dismessi e delle biblioteche scolastiche, controllo dell’obbligo scolastico, compilazione e pubblicazione del Rapporto di autovalutazione delle scuole, compilazione dei verbali dell’esame di stato). L’Assessore Rini ha precisato che sono state promosse soluzioni web di supporto alle Istituzioni scolastiche e ci si è anche impegnati per realizzare infrastrutture a supporto di una didattica innovativa e l’utilizzo massivo, da parte di studenti e docenti, di servizi condivisi con altri utenti come base per l’innovazione tecnologica della scuola. Inoltre, la Sovrintendenza, ha sottolineato l’assessore, si è occupata della diffusione prevalente, se non esclusiva, di soluzioni didattiche a software libero o gratuito per l’insegnamento e l’apprendimento, permettendo l’allestimento di computer per ragazzi con dislessia e con altri bisogni educativi speciali. Sono state acquistate 68 postazioni da destinare in comodato d’uso a questi studenti che frequentano il primo anno delle scuole secondarie di primo grado. La Giunta regionale il 12 febbraio, la Giunta ha approvato uno studio di fattibilità che prevede il coinvolgimento degli Enti locali, delle Istituzioni scolastiche e di altri enti interessati, condividendo le metodologie e gli approcci realizzativi, anche per favorire l’interoperabilità dei documenti della pubblica Amministrazione nel suo insieme. La Sovrintendenza agli studi si farà promotrice dell’estensione di questo progetto alle segreterie scolastiche. A prescindere da questo studio, alcune scuole hanno già iniziato ad operare in autonomia. La scuola valdostana, ha evidenziato Rini, utilizza già software liberi o open source per esigenze didattiche: circa 140 sono gli applicativi che rientrano in questa categoria. Ulteriore impulso viene dato anche dalle recenti indicazioni ministeriali e in tal senso si stanno muovendo alcune scuole, anche di istruzione primaria. Infine, ha concluso Rini, vi sono casi in cui le scuole acquistano nuove postazioni destinate utilizzando le convenzioni del Mercato elettronico della pubblica Amministrazione, con un risparmio di circa 20% a postazione; i nuovi computer sono già dotati esclusivamente di software libero. Alberto Bertin ha replicato che, paragonate con quanto avviene in altre realtà, le iniziative messe in campo dall’Assessorato all’istruzione ci relegano agli inizi: l’open source dovrebbe essere ben più diffuso, e non soltanto per gli aspetti amministrativi, ma per la didattica vera e propria. Bertin ha quindi sottolineato che il software libero è sinonimo di inclusione e accessibilità per tutti: questa deve essere la direzione, che altre Regioni e Province, come quella di Trento, hanno già intrapreso. Vanno organizzati anche corsi, ha suggerito Bertin, affinché gli studenti imparino a utilizzare questi strumenti. Nella scuola è essenziale partire in fretta, non soltanto in termini di risparmio, ma soprattutto per le giovani generazioni: per Bertin, questo è un aspetto che non va assolutamente sottovalutato.Ancora ALPE, con un’interpellanza, ha voluto approfondire la nomina dei rappresentanti della Regione in seno alla Fondazione Film Commission Vallée d’Aoste, avvenuta ad agosto 2015. Chantal Certan, evidenziato che a fronte di un contributo di 280mila euro alla Film Commission, 120mila se ne vanno per il personale, 58mila per consulenze, 15mila per trasferte e per l’attività rimangono davvero poche risorse, ha anche voluto conoscere le motivazioni che hanno portato il Consiglio di amministrazione a modificare i termini di contratto da part-time a full-time con conseguente adeguamento del compenso economico al Direttore della Film Commission. L’assessore all’istruzione e cultura ha precisato che in base alla legge regionale che disciplina le nomine, è stato approvato un avviso pubblico: tra le domande presentate per la Fondazione Film Commission c’erano soltanto due nominativi. Sulla base dei curricula presentati, il 17 luglio 2015 è stato nominato Consigliere Francesco Rina, il quale presenta un profilo elevatissimo (tra gli altri, è stato consulente del direttore dipartimento cinema del Ministero per lo studio e la razionalizzazione delle Film Commission italiane, presidente della lucana film Commission, professore a contratto nel settore del cinema, responsabile del festival “Cinemadamare”, la più importante rassegna cinematografica per giovani talenti). L’Assessore ha ricordato che questa carica, come quella di presidente – che ha assunto dal 10 agosto – è totalmente a titolo gratuito e che non è facile trovare persone con questo tipo di curriculum prestarsi a lavorare senza remunerazione. Riguardo alla modifica del contratto del Direttore, l’Assessore ha evidenziato che la Film Commission è un organismo che gode di autonomia propria e che la scelta del Consiglio di amministrazione è stata dettata da una particolare esigenza momentanea, data da una carenza oggettiva di personale, oltre che in un’ottica di revisione generale del sistema della cinematografia al fine di renderlo più efficace e più efficiente sia per la promozione del territorio che per le ricadute sulla regione stessa. Nella replica, Certan ha detto di conoscere l’eccellenza del curriculum del Presidente Rina, ma di nutrire dei dubbi sulla legittimità della sua nomina a Presidente (e pure rappresentante legale), in quanto dal verbale della riunione del 10 agosto, non risulta presente il numero legale. Dagli atti che abbiamo, ha aggiunto la Certan, risulta curioso come il CdA abbia nominato presidente il dottor Rina il quale ringrazia per la nomina il Presidente Rollandin: per quello che fa comodo la Giunta non entra nel merito, per altro invece si è capito chi fa le nomine. Non riteniamo che in questo momento fosse opportuno aumentare il compenso al direttore Igor Tonino, soprattutto perché non vediamo un’attività particolarmente fiorente se non trasferte e normale amministrazione.Le Conseil a nommé les conseillers David Follien et Jean-Pierre Guichardaz pour la majorité, et Fabrizio Roscio représentant l’opposition, en tant que commissaires aux comptes chargés du contrôle du bilan 2015 de la Région autonome Vallée d’Aoste. Les commissaires sont choisis parmi les conseillers régionaux qui n’ont pas fait partie du Gouvernement dans l’année financière pour laquelle ils sont nommés, et qui ne sont pas conjoints ou apparentés jusqu’au quatrième degré (d’après le Code civil) avec le trésorier régional et avec les membres du Gouvernement régional qui ont participé à la gestion à laquelle le bilan se rapporte.Il Consiglio Valle ha approvato, con 33 voti a favore (UV, SA, PD-SVdA, UVP e ALPE) e 1 voto contrario (M5S), il Piano regionale giovani per il triennio 2016-2018, demandando alla Giunta regionale l’approvazione degli atti amministrativi necessari all’attuazione delle attività previste, il cui importo è quantificato in 276mila 761 euro. La popolazione giovanile valdostana, di età compresa tra i 14 e i 29 anni, fotografata dall’Istat al 1° gennaio 2015, conta circa 19mila individui, con una leggera prevalenza dei maschi sulle femmine (51% contro il 49%), di cui il 24% sono minorenni e il 10% dei maggiorenni è coniugato. Il Piano, redatto a seguito di un confronto sullo stato dell’arte e sulle prospettive delle politiche a favore dei giovani con il Gruppo regionale di coordinamento delle politiche giovanili, è stato illustrato dall’assessore alla sanità e politiche sociali. Sono tre le aree di intervento su cui operare nel triennio 2016-2018: l’area della comunicazione (diffusione delle informazioni sulle iniziative, partecipazione sistematica dei giovani alla vita pubblica, valorizzazione di reti di scambio tra scuole e tra forme di aggregazione giovanile); l’area della valorizzazione delle intelligenze creative (azioni di sostegno della creatività giovanile, creazione di reti di scambio tra giovani artisti, artigiani, ricercatori, promotori di innovazione in ambito tecnologico, sociale, ambientale e turistico); l’area della formazione del lavoro (individuazione di forme di conciliazione tra esperienze di vita scolastica ed extrascolastica, scuola e lavoro, vita di relazione e impegno sociale). Antonio Fosson, ha osservato che questo Piano vuole dare nuove responsabilità ai giovani, ma anche contribuire a rendere ancora attraente questo territorio per le nuove generazioni, incrementando le opportunità di autorealizzazione, di scambio tra destini ed esperienze differenti, facendo percepire la profondità di una storia millenaria, di un paesaggio unico al mondo. Questo è un percorso che va costruito con i giovani; le politiche sociali, ha aggiunto Fosson, non sono chiamate a intervenire solo quando il disagio e l’esclusione sociale sono conclamati, ma devono agire nella quotidianità ordinaria, facilitando iniziative di comunità, colmando la carenza di prospettive, liberando nuove idee, dando voce e spazi ai giovani senza comprimerne il potenziale. Attenzione è stata accordata anche al sostegno alla democrazia partecipata e più cosciente: in questo senso, ha precisato l’assessore, si è pensato ad un Forum regionale con otto rappresentanti designati dal Celva per lavorare sulle tre aree del Piano, organizzando iniziative concrete su tutto il territorio regionale. L’intento, ha specificato Fosson, è costituire il Conseil des jeunes, peraltro previsto dalla normativa; questa partecipazione più ampia si potrà realizzare solo in un secondo tempo, ma la strada è tracciata. Il Piano è un punto di partenza, che mette al centro i giovani, affinché possano costruire un futuro migliore, restando in Valle d’Aosta, per la quale rappresentano delle risorse. Patrizia Morelli ha tenuto a ricordare che la legge n. 12 del 2013 sui giovani nella precedente Legislatura non ha seguito l’iter di condivisione che avrebbe meritato, ovvero con i giovani; è stata persino votata con un numero basso di consiglieri, solo 23. I dubbi da noi espressi allora, ha detto Morelli, sono oggi confermati dallo stesso Piano giovani che riconosce che gli organismi di rappresentanza previsti risultano di difficile nomina. Di conseguenza, questo percorso è iniziato con un vizio di forma, e questo è per Morelli un peccato, dato che gli obiettivi sono condivisibili: il Forum, l’unico organismo istituito, è infatti costituito da otto giovani amministratori nominati direttamente dai sindaci e non dai giovani, che invece devono essere i primi animatori, i veri protagonisti e non i semplici destinatari. Le recenti notizie dell’incremento del consumo di droghe tra i giovani valdostani, ha aggiunto Morelli, ci portano a impegnarci per integrare e reindirizzare le azioni concrete contenute dal Piano giovani. Il gruppo Alpe, ha annunciato Morelli, pur essendosi astenuto in Commissione, esprimerà voto favorevole, confidando nel fatto che il prosieguo dell’attività avverrà in aderenza allo spirito del Piano e che gli organismi vadano realmente in modo democratico a rappresentare i giovani, affinché si rendano protagonisti delle decisioni e delle azioni che li coinvolgono. Luigi Bertschy, nell’annunciare il voto positivo, ha auspicato che questo Piano sia il preludio di un nuovo sistema di riferirsi ai giovani. Per Bertschy, ci sono oltre 3000 giovani che sono in situazioni di formazione-lavoro e che attendono risposte: con questo Piano bisogna offrire loro la possibilità di diventare protagonisti del loro futuro. A noi, ha concluso, tocca guidare e fornire strumenti legislativi come questo, dando loro il giusto sostegno e creando le condizioni perché possano liberamente scegliere come utilizzare queste risorse e come definire i progetti di loro interesse. Roberto Cognetta, nel dichiarare il proprio voto contrario, ha osservato che con questo Piano non si aumenta la partecipazione dei giovani alla vita politica così come non si risolvono i loro problemi: ancora una volta, ha aggiunto, si è persa un’occasione e invitiamo l’assessore a dare maggiore partecipazione e voce a chi non ce l’ha, ossia ai giovani.L’istituzione di un tavolo di lavoro per coordinare gli orari scolastici e di trasporto per l’anno scolastico 2016/2017 è stata al centro della prima mozione presentata congiuntamente dai gruppi ALPE, UVP e M5S. Il testo, approvato all’unanimità, impegna il Governo regionale a istituire entro 30 giorni un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati al fine di elaborare una proposta per coordinare al meglio gli orari scolastici e di trasporto, da realizzarsi entro l’inizio dell’anno scolastico 2016-2017. Nell’illustrazione, Fabrizio Roscio, pur ricordando le difficoltà di garantire un servizio di trasporto pubblico nelle realtà caratterizzate da limitati numeri dell’utenza, sia in ragione delle ridotte disponibilità finanziarie della Regione sia dell’eterogeneità degli orari scolastici, ha però sottolineato l’esigenza di assicurare parità di servizi essenziali, quali proprio il trasporto e l’istruzione, a tutti i cittadini valdostani. Il problema è complesso, ha specificato Roscio, ed è opportuno, quanto urgente, mettere attorno ad un tavolo tutti i soggetti interessati per trovare soluzioni concrete, da attuare già dal prossimo settembre. Laurent Viérin ha aggiunto che il fatto di collimare gli orari dei mezzi pubblici e quelli delle scuole nella pratica deve essere una priorità. Nel rispetto dell’autonomia scolastica, non è possibile verificare le varie coincidenze prima di approvare i Piani di bacino di traffico?, ha chiesto Viérin. È una questione a monte di organizzazione, ha precisato il Consigliere, è assurdo che con tutto l’apparato a disposizione non si riesca a superare queste difficoltà. Ha quindi formulato l’appello di migliorare questi disservizi, anche ragionando sui mezzi di trasporto comunali: è un’altra problematica annosa, occorre una ricognizione. Il tavolo di lavoro darebbe la possibilità di fare il punto della situazione. Albert Chatrian ha invitato a mettere tutte le intelligenze tecniche attorno ad un tavolo affinché si trovino le migliori soluzioni volte a garantire alle nuove generazioni di seguire il proprio percorso formativo pur restando a vivere nelle vallate laterali o in montagna: sono i giovani che assicureranno il futuro dei nostri paesi. Nessuno intende mettere in discussione l’autonomia scolastica, che è un valore aggiunto, ha concluso il consigliere, ma riteniamo non sia più rinviabile un’opera di armonizzazione degli orari, di cui i dirigenti scolastici devono essere i primi promotori. Nella replica, l’assessore ai trasporti ha evidenziato che la mozione è assolutamente in linea con la discussione avvenuta in quarta Commissione per la questione di Champorcher. L’impegno è interessante, ha dichiarato Marguerettaz, ma la sua attuazione è difficile, le casistiche sono variegate. A titolo esemplificativo, l’Assessore ha citato l’Istituzione scolastica Duc di Châtillon, che il prossimo anno scolastico vuole fare la settimana corta: nessuna lezione di sabato ma rientri pomeridiani, che non coincidono con quelli dell’Istituto salesiano. Annunciando il voto favorevole della mozione, l’assessore ha però voluto proporre che la composizione del tavolo possa essere stabilita in seno alla quarta Commissione consiliare. Chatrian ha accettato la proposta dell’Assessore, senza per questo emendare il dispositivo della mozione.I consiglieri hanno quindi affrontato la questione del ricorso al TAR promosso dalla società RAV contro il blocco degli aumenti delle tariffe autostradali sulla tratta di sua competenza. Il testo, approvato all’unanimità, impegna il Governo regionale a convocare immediatamente i propri rappresentanti all’interno delle società RAV e SAV e di relazionare alla competente Commissione consiliare sulla vicenda. Come ha specificato nell’illustrazione dell’iniziativa Fabrizio Roscio, è necessario adottare misure di contenimento dei pedaggi e scongiurare ulteriori aumenti: la presenza dei rappresentanti della Regione in Commissione potrebbe essere l’occasione per chiarire la questione del ricorso della società al TAR per chiedere aumenti delle tariffe e per fare il punto anche sulla proposta di “vignette” autostradale da noi proposta. Laurent Viérin ha affermato che questa mozione si inserisce nel ciclo di iniziative volte a garantire agli utenti delle autostrade di non essere penalizzati dai costi esorbitanti e insostenibili; costi che limitano peraltro i passaggi sull’autostrada che è purtroppo famosa per essere la più cara d’Italia. Il ruolo dei rappresentanti della Regione in seno alla RAV e alla SAV, ha detto Viérin, dovrebbe essere anche quello di tutela delle prerogative dei valdostani: chiediamo quindi di sentirli in Commissione, anche per trovare delle soluzioni ad un problema che è sentito dalla comunità. Il presidente della Regione si è detto favorevole a che i rappresentanti regionali delle due società siano sentiti in Commissione e ha ricordato che quando c’è stata l’avvisaglia del ricorso ha inviato una lettera per rappresentare la posizione del Consiglio regionale: i rappresentanti della RAV hanno votato contro, mentre la questione della SAV è diversa perché l’impugnativa è stata effettuata dalla società capofila del gruppo, la SIAS.In conclusione della seduta, il Consiglio regionale ha discusso una risoluzione depositata congiuntamente in Aula dai gruppi UVP, ALPE e M5S. Il testo, respinto con 20 voti contrari (UV, SA e PD-SVdA) e 13 favorevoli (UVP, ALPE e M5S), era volto a revocare la deliberazione della Giunta regionale, approvata il 12 febbraio scorso, con cui è stato costituito un Comitato promotore e di coordinamento per l’organizzazione del “4K – Alpine endurance trail Valle d’Aosta” e ad operare per organizzare un unico Tor, evitando contenziosi, spreco inutile e danno all’immagine alla Valle d’Aosta. Chantal Certan (Alpe), nell’illustrare l’iniziativa, ha auspicato un accordo che metta a tacere questa storia amara, nata da un capriccio personale che ridicolizza la Valle d’Aosta: il Tor des Géants, ha detto, è un evento sportivo di massimo livello, che unisce e dà lustro alla nostra Regione. Inoltre, la Consigliera ha osservato come la situazione sia peggiorata dal sorgere dei contenziosi e come le risorse finanziarie reperite rappresentino una beffa per i valdostani. Le opportunità devono essere date alla Valle d’Aosta, ha aggiunto, non ai singoli personaggi e ad individualismi; certi errori non devono essere pagati dalla comunità valdostana. Si è ancora in tempo, ha concluso, per non cadere definitivamente nel ridicolo. Roberto Cognetta ha definito come stranezze alcune anomalie, tra cui il fatto che in Valle d’Aosta si riesca a distruggere, soprattutto da parte dell’Amministrazione regionale, ciò che di bene è stato costruito. Il nocciolo della questione è il ritorno economico di qualcuno, ha evidenziato Cognetta, sottolineando una scarsa attenzione del Governo regionale nei confronti dei cittadini. Per Cognetta votare favorevolmente questa mozione significa non soltanto risparmiare un certa somma ma soprattutto non distruggere un evento qualificante per la nostra regione. Ha infine invitato i Consiglieri di maggioranza a porre rimedio agli errori compiuti dal Governo regionale. Vincenzo Grosjean ha aggiunto che la parola chiave è “competizione”: è forse compito dell’Amministrazione far meglio di un’organizzazione sportiva privata? Non sta di certo a un ente pubblico mettersi in competizione per motivi peraltro poco seri. Il compito della politica, ha specificato Grosjean, è la collaborazione: bisogna uscire da questa situazione ma, in ogni caso, non si tratterà di una vittoria per la Valle d’Aosta. L’assessore al turismo e sport ha annunciato il voto contrario della maggioranza alla risoluzione, ritenuto di aver già spiegato la posizione del Governo regionale. Hanno quindi preso la parola i Consiglieri dell’UVP Elso Gerandin, Alessandro Nogara, Nello Fabbri, Laurent Viérin e Luigi Bertschy e i Consiglieri di Alpe Albert Chatrian, Alberto Bertin e Fabrizio Roscio per evidenziare che la buona politica è necessaria in questo momento; trovare una sintesi nella vicenda rappresenta l’ultima possibilità per recuperare la situazione, per ridurre lo scollamento creato con la comunità, fortemente indignata e disorientata, per non compromettere l’immagine della Valle d’Aosta.Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta tornerà a riunirsi martedì 5 e mercoledì 6 aprile.

Pubblicato / aggiornato il 22/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute