Approvato il bilancio 2016 dell’Arer
Il Consiglio di Amministrazione dell’Azienda regionale per l’edilizia residenziale della Valle d’Aosta (Arer) ha approvato il bilancio preventivo per l’esercizio 2016 che pareggia in 6.150.000 euro.
Le Entrate correnti ammontano a 2.666.000 euro pari al 43,4% del totale delle entrate mentre le spese correnti ammontano a 2.320.000 euro pari al 37,7% delle spese. Le Spese per investimenti ammontano a 353.000 euro, pari al 5,7% e le entrate provenienti dalla vendita degli alloggi e dalla riscossione dei crediti sono state valutate in 994.000 euro pari a 16,2%. L’avanzo di amministrazione presunto è determinato in 1.911.000 euro. “Il quadro generale che si prospetta fa prevedere un anno di forti cambiamenti anche per la nostra Azienda, ma sono sicura che l’Arer dimostrerà una certa resilienza, ovvero la capacità di un sistema di adattarsi al cambiamento in corso”. Patrizia Diemoz, Presidente dell’Arer, lo ha sottolineato al Consiglio di Amministrazione, che ha approvato il bilancio di previsione 2016. Un bilancio che a come priorità la verifica dello stato manutentivo del patrimonio esistente per procedere al recupero di tutti quei fabbricati abbandonati o degradati al fine di migliorare la vivibilità dei nuclei familiari e circoscrivere i cosiddetti “casi sociali”. Analizzando il percorso gestionale degli ultimi anni “emerge chiaramente che, a fronte di una crisi senza precedenti – ha sottolineato Diémoz – l’Arer ha cercato vie alternative per migliorare i servizi e la propria attività nell’ambito Edilizia residenziale pubblica”. Nel corso del 2015 l’Azienda ha sottoscritto, con la Regione e il Comune di Aosta, un Accordo di Programma per l’affidamento all’Arer della gestione del patrimonio di ERP del Comune capoluogo, al fine di uniformare e ottimizzare il servizio reso alla collettività. A tal proposito Patrizia Diemoz ha pure posto l’accento sul fatto che “l’esperienza maturata ci consente di avere la consapevolezza che la trasformazione della struttura familiare, l’incremento delle categorie sociali meno abbienti, legate anche all’immigrazione, e la condizione degli anziani portano a dover dare risposte diverse da quelle date dallo Stato in tempi passati”.
Pubblicato / aggiornato
il 29/03/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute