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Sfori al patto di stabilità: i Comuni valdostani pagano meno degli altri

Sfori al patto di stabilità: i Comuni valdostani pagano meno degli altri

Mentre la maggior parte dei Consigli comunali valdostani si stanno riunendo per approvare il bilancio 2016 (adempimento che deve essere effettuato entro il 30 aprile), torniamo a parlare di sforamento del patto di stabilità.

In altro articolo, avevamo definito avvelenato l’accordo fra la Regione autonoma Valle d’Aosta e il Ministero Economia e Finanze in relazione al Patto di stabilità 2014 e 2015. Avvelenato perché il premier Renzi, alla sua venuta in Valle per la campagna elettorale del maggio 2015, aveva concesso ai Comuni valdostani che avevano sforato il patto nel 2014 di non essere sottoposti alle conseguenti sanzioni mentre poi questa concessione era stata stralciata dall’accordo definitivo firmato con il Mef. Quindi, come previsto dalla legge di stabilità 183/2011, ai Comuni di Aosta, Châtillon e Saint-Vincent sarebbe dovuto essere dedotto dai trasferimenti senza vincolo settoriale di destinazione l’equivalente dello sforo. Infatti: “In caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno, l’ente locale inadempiente, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza è assoggettato ad una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio o del fondo perequativo in misura pari alla differenza tra il risultato registrato e l’obiettivo programmatico predeterminato”. Pertanto sfori 100 e paghi 100. Ma il d.l. 78/2015 aveva previsto che ”Nel 2015, ai Comuni che non hanno rispettato nell’anno 2014 i vincoli del patto di stabilità interno, la sanzione (…), si applica nella misura pari al 20 per cento della differenza tra saldo obiettivo del 2014 ed il saldo finanziario conseguito nello stesso anno”. Allora sfori 100 e paghi 20. I tre Comuni valdostani hanno però sforato 100 e pagato 10. Come mai? Per decisione della Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta di quantificare la sanzione in un importo pari al 10% della differenza tra il saldo finanziario realizzato e quello imposto dal Patto. Determinazione che era stata assunta il 20 febbraio 2015. Prima che il presidente del Consiglio dei Ministri firmasse l’accordo dell’8 maggio e prima che fosse emanato il decreto legge della riduzione al 20%, il 19 giugno. La valenza della decisione è dunque totalmente in capo alla Giunta regionale. E l’accordo del 21 luglio, che aveva lo scopo di definire le modalità attuative del Patto di stabilità interno per gli enti locali valdostani, si è limitato ad accogliere quanto già definito ad Aosta.

Pubblicato / aggiornato il 31/03/2016 alle 12:00
Categoria: Salute