La normativa per la contabilizzazione del calore
Mercoledì 13 aprile l’Uppi Valle d’Aosta, Unione piccoli proprietari immobiliari, ha tenuto un convegno sul tema della Contabilizzazione del calore, risparmio energetico, fisco e sanzioni.
Gli avvocati Carlo Mazzocchi e Adolfo Dujany, quest’ultimo segretario Uppi VdA, hanno illustrato i contenuti della direttiva europea sull’efficienza energetica, entrata in vigore in Italia nel 2014. “Entro il 31 dicembre 2016 è obbligatoria l’installazione di contatori individuali per misurare l’effettivo consumo di calore o di raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità immobiliare nella misura in cui sia tecnicamente possibile, efficiente in termini di costi e proporzionato rispetto ai termini energetici potenziali”, recita il Decreto Legislativo 102, “nei casi in cui l’uso di contatori individuali non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, per la misura di riscaldamento si ricorre all’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore in corrispondenza a ciascun radiatore posto all’interno delle unità immobiliari”.Per quanto riguarda la ripartizione delle spese “l’importo complessivo deve essere suddiviso in relazione agli effettivi prelievi volontari di energia termica utile e ai costi generali per la manutenzione dell’impianto, secondo quanto previsto dalla norma tecnica UNI 10200 e successivi aggiornamenti. È fatta salva la possibilità, per la prima stagione termica successiva all’installazione dei dispositivi, che la suddivisione si determini in base ai soli millesimi di proprietà”.“L’installazione dei contatori è obbligatorio per quei condomini che abbiano più di un proprietario e abbiano un impianto termico centralizzato”, ha spiegato Mazzocchi, “laddove non si sia ancora provveduto a installarli, bisognerà indire le assemblee condominiali e spiegare la situazione. Questo sistema permetterà di ottemperare a quei problemi di suddivisione che finora si riscontravano, ad esempio, per le case-vacanze: quelle persone che pagavano spese condominiali altissime, seppur abitando nell’immobile solo per brevi periodi, pagheranno molto meno, basandosi sul consumo effettivo di energia termica”, ha concluso l’avvocato.L’avvocato Dujany ha invece illustrato le sanzioni in cui si rischia di incorrere nel caso in cui non si provveda ad adeguarsi alla normativa entro il termine prescritto dalla legge, le quali ammontano “a un minimo di 500 Euro fino a un massimo di 2.500 Euro. Tuttavia”, ha precisato Dujany, “se esiste un impossibilità tecnica, valutata da un progettista abilitato, di installare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione, le sanzioni non sono comminabili. La Regione deve ancora esprimersi per quanto riguarda i soggetti che avranno il compito di stilare le relazioni tecniche e di controllare il rispetto della normativa”.Jean-Claude Mochet, presidente vicario dell’Uppi, ha poi parlato di tassazione e agevolazioni fiscali: “le agevolazioni per il risparmio energetico spettano solo per gli immobili accatastati e che non siano di nuova costruzione. L’esenzione del 65% non è applicabile per l’installazione dei contabilizzati di calore, ma solo se si cambia l’intera caldaia. L’acquisto dei dispositivi è detraibile al 50%. La novità del 2016”, ha proseguito Mochet, “è che la detrazione è cedibile: chi ha un reddito alto, anziché perderla, può decidere di cederla al fornitore che ha provveduto all’installazione; in questo modo, il costo totale dell’intervento sarebbe comunque inferiore”.Infine, l’ingegnere Jenny Brunet, del Centro Osservazione e Attività sull’Energia di Finaosta, ha elencato i requisiti normativi e le possibilità di finanziamento degli interventi nell’ambito dell’efficienza energetica in edilizia: “la normativa europea prevede che, entro il 2020, le Regioni si adattino per ridurre i consumi. L’efficienza energetica è regolata da tre aspetti: il controllo degli impianti termici, la certificazione energetica degli edifici, i requisiti minimi di prestazione energetica. La Valle d’Aosta non ha potestà legislativa in materia”, ha spiegato Brunet, “ma può solamente recepire le direttive e stabilire, in base alle disponibilità economiche, quanto stanziare per i finanziamenti per gli interventi di edilizia residenziale. Per quest’anno sono previsti 12milioni di Euro e a breve saranno emanati gli avvisi pubblici di accesso. I mutui concessi saranno con tasso dell’1%, della durata massima di 15 anni, non cumulabili con altri finanziamenti e saranno concessi per spese di interventi sull’involucro o sull’impiantistica che comportino una spesa tra i 10mila e i 400mila Euro”, ha concluso l’ingegnere.
Pubblicato / aggiornato
il 14/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute