Vai al contenuto

I professionisti valdostani dell’audiovisivo difendono la Film Commission da Ferrero

I professionisti valdostani dell’audiovisivo difendono la Film Commission da Ferrero

Il Direttivo dell’Associazione dei Professionisti dell’Audiovisivo della Valle d’Aosta, riunitosi l’11 aprile, vuole rispondere alle dichiarazioni rilasciate dal consigliere regionale Stefano Ferrero durante le sedute del Consiglio Valle del 22 marzo e 6 aprile.

L’Associazione, pur non volendo entrare nella polemica che ha contraddistinto il discorso del consigliere del M5S e condividendo alcune perplessità sulla gestione della Film Commission Vd’A, ha trovato estremamente riduttivo e ai limiti dell’offensivo che si definisse ironicamente “il famoso cinema valdostano”, qualificando le professionalità locali del settore con l’espressione “c’è qualcosetta”.”Gli autori valdostani, ma più in generale gli operatori dell’audiovisivo, hanno saputo, in particolare negli ultimi anni, far circolare le proprie opere sia in Italia che all’estero – si legge in una nota -, conquistando premi e selezioni in importanti contesti festivalieri e televisivi di carattere internazionale. Questi risultati nascono dalle competenze e dalla creatività di filmmaker e imprese, che, spesso a fronte di grandi sacrifici, hanno lavorato con impegno e professionalità, in un momento economico particolarmente difficile”.”Al di là di questi successi, che hanno contraddistinto soprattutto le opere sostenute dalla Film Commission Vd’A, è importante sottolineare che i contributi erogati dall’Ente hanno permesso una ricaduta sul territorio, verificabile e quantificabile, così come previsto dai bandi, almeno del 120% rispetto alla cifra stanziata – prosegue il direttivo Apa. Inoltre questa percentuale è stata, nella maggior parte dei casi, ampiamente superata, producendo una effettiva ricaduta diretta, nella nostra regione, di 3 euro per ogni euro investito. Quindi, i contributi erogati attraverso i bandi della Film Commission non sono stati persi, come sostenuto da Ferrero, ma ritornano sul territorio e ne alimentano l’economia”.L’istituzione della Film Commission Vd’A ha rappresentato per il settore un passo avanti nella gestione delle risorse da destinare ad un comparto in cui lavorano molti professionisti, sostengono i filmaker valdostani, che proseguonto affermando che, oggi più che mai, “assume un’importanza centrale nelle strategie di comunicazione del territorio nel suo complesso, permettendo una più trasparente assegnazione dei contributi e favorendo pluralità di voci e indipendenza produttiva”.”Nel concreto – spiegano -, i criteri su cui si basa la valutazione dei progetti, hanno spinto le realtà produttive locali a costituire importanti rapporti di collaborazione con produttori, distributori e broadcaster nazionali ed internazionali, innescando un essenziale processo di crescita professionale per tutto il settore”.Tornnado agli aspeti economici, i filmaker specificano che le cifre stanziate nei bandi risultano molto inferiori, sia rispetto ai bandi analoghi delle altre Film Commission italiane, sia rispetto all’investimento diretto, in prodotti similari, attuato dalle amministrazioni pubbliche precedentemente all’istituzione dell’Ente, attraverso commissioni dirette e contributi privi di ogni vincolo.APA vuole infine ricordare l’importanza dei professionisti dell’audiovisivo valdostano e delle loro opere nel favorire la circolazione dell’immagine della Valle d’Aosta in Italia e nel mondo, così come il loro ruolo fondamentale nella cultura e nell’informazione in Valle.

Pubblicato / aggiornato il 14/04/2016 alle 12:00
Categoria: Salute