Il Cpel contro i vincoli regionali per i tetti in lose
Martedì 29 marzo, le assemblee del Celva, Consorzio degli enti locali della Valle d’Aosta, e del Cpel, Consiglio permanente degli enti locali, si sono riunite alla Cittadella dei giovani di Aosta per discutere e deliberare su questioni interne ma soprattutto per esprimere il parere su alcune disposizioni regionali.
Il presidente Franco Manes, nella prima parte straordinaria dell’assemblea, ha esposto ai presenti i contenuti di una modifica allo Statuto del Celva, ovvero l’introduzione della possibilità del Consiglio di amministrazione di delegare, a personale dipendente qualificato, quindi laureato, con competenze specifiche e al Celva da almeno due anni, alcuni compiti e funzioni. La modifica è stata approvata all’unanimità. In seguito Manes, in apertura dei lavori ordinari, ha effettuato alcune comunicazioni riguardanti le decisioni del Cda approvate a febbraio, tra le quali la destinazione di 6.530 Euro a corsi di formazione in materia di sicurezza e il trasferimento di 11mila Euro al Crer, Circolo Ricreativo Ente Regione, per le attività da espletare nel 2016.Approvati poi, all’unanimità, tutti i punti all’ordine del giorno del Celva: una modifica al Regolamento di disciplina delle procedure di acquisizione in economia di beni e servizi, che in questo caso prevede la possibilità che il presidente o il direttore del Consiglio deleghino ad altri la responsabilità di spesa; il Regolamento di fruizione dei prodotti del servizio associato di consulenza, che permette ai sindaci di interfacciarsi con i legali del Consorzio in maniera semplice e diretta; il progetto Per ogni bimbo nato un bimbo salvato, a cui ogni Comune potrà scegliere di aderire, che prevede il supporto del Celva all’Unicef con la riproposizione, anche per il 2016, delle Pigotte da consegnare ai neonati.L’assemblea Cpel è iniziata con la presentazione del Rapporto di attività del 2015: “si è trattato di un anno atipico”, ha affermato Manes, “in quanto ci sono state le elezioni politiche a maggio e l’assetto amministrativo è cambiato. Il Cpel è stato meno attivo rispetto agli altri anni”. Il Consiglio ha poi deciso di non accettare le disposizioni regionali in materia di recupero alla viticoltura di appezzamenti incolti, abbandonati o non sufficientemente coltivati. “i Comuni non hanno a disposizione figure tecniche specializzate per individuare le zone adatte al recupero e un censimento completo dei terreni incolti aggiornato”, ha giustificato Riccardo Bieller.Approvata la proposta di deliberazione della Giunta regionale per il Programma pluriennale per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria e dell’artigianato 2016-2018, che prevede “strategie industriali attente e mirate, un monitoraggio periodico delle attività regionali, strumenti di sviluppo da affiancare al piano, risorse finanziarie regionali, statali e comunitarie”, ha affermato Bieller. Il sindaco di Morgex, Lorenzo Graziola, ha precisato, astenendosi poi dalla votazione, che: “in questo momento di crisi economica, dovremmo avere un ruolo più propositivo, anche perché i Comuni, che patiscono di più questa crisi, alla fine non fanno che vivere di riflesso delle decisioni della Regione”.Ad animare l’assemblea è stato il parere sul disegno di legge regionale per la modifica della coperturadei tetti in lose di pietra, che prevederebbe “l’obbligo del mantenimento del manto in lose per i tetti già realizzati con questo materiale”, ha spiegato Manes, “tuttavia la consulta del Cpel sui lavori pubblici e l’urbanistica ha espresso parere contrario, proponendo piuttosto di permettere ai Comuni di individuare ulteriori limiti d’obbligo in base alle proprie esigenze”.A esprimersi contro la scelta reegionale sono stati quasi tutti i sindaci, in particolare quelli di Quart, Jean Barocco, il quale ha asserito “bisogna riflettere su questo tema, anche in virtù del miglioramento dell’assetto paesaggistico”; di Gressoney-Saint-Jean, Luigi Chiavenuto; di Saint-Christophe, Paolo Cheney; di Saint-Vincent, Mario Borgio. Pensano che la legge regionale sia troppo generalizzata e non tenga conto delle particolarità dei vari Comuni. Unico voto a favore della delibera proposta è stato quello del sindaco di Ollomont, Joël Créton.Approvati all’unanimità un’integrazione al Piano regionale di azione dei servizi per la prima infanzia, richiesta dall’Unité des Communes Grand Combin, per aggiungere sei post all’asilo nido di Gignod, passando da 67 a 73 posti disponibili e adeguandosi alle nuove disposizioni che prendono un rapporto educatore-bambino di 1:8, e la proposta di atto amministrativo regionale per l’approvazione del Programma di cooperazione transfontaliera Italia-Svizzera 2014-2020. Emilio Dujany, Sindaco di La Magdeleine, ha spiegato: “sono coinvolte nel Programma la Valle d’Aosta e le province di Bolzano, Sondrio, Varese, Como, Lecco, Novara, Vercelli, Biella, Verbano Cusio Ossola, e i cantoni svizzeri del Vallese, dei Grigioni e del Ticino. L’85% dei finanziamenti proviene dai fondi europei, mentre il 15% da contropartite nazionali. Saranno stanziati 130 milioni di Euro”.Infine, è stato approvato, con il voto contrario del sindaco di Villeneuve e l’astensione dei sindaci di Châtillon e Chambave, il Programma operativo annuale attuazione del piano triennale 2014-2016 per l’edilizia residenziale. “Le risorse destinate al sostegno della locazione e dell’emergenza abitativa ammontano a 4milioni 760mila Euro, di cui oltre 2milioni derivano dallo Stato e dall’Arer, Agenzia Regionale Edilizia Residenziale”, ha affermato Manes. “900mila Euro saranno distribuiti ai Comuni per le spese sostenute nel 2015; la novità di quest’anno è la compartecipazione dei Comuni per identificare gli edifici da destinare all’emergenza abitativa, ma questo avverrà dal 2017”.
Pubblicato / aggiornato
il 30/03/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute