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L’Imu del Billia paga lo sforo di Saint-Vincent al Patto di stabilità ma non produrrà entrate nei prossimi anni

L’Imu del Billia paga lo sforo di Saint-Vincent al Patto di stabilità ma non produrrà entrate nei prossimi anni

325 mila euro escono e 324 entrano, a Saint-Vincent. I 325 sono la sanzione per aver sforato, nel 2014, il Patto di stabilità; i 324 sono la cifra che il Casino de la Vallée dove al Comune per l’Imu del Grand-Hôtel Billia dal 2009 al 2014.

Si conclude così una vicenda iniziata nel 2014, quando il Comune ha avviato una procedura di accertamento nei confronti della casa da gioco. Oggetto del contendere: l’assoggetttabilità all’Imu del Billia, in relazione alla sua valenza di edificio storico. Infatti il Casino de la Vallée sosteneva che il complesso fosse interamente soggetto allo sgravio del 50%, mentre il Comune di Saint-Vincent sosteneva che solamente una parte lo fosse.Un accertamento durato un anno circa, basato anche sulle planimetrie attestanti i vincoli, ha permesso di distinguere la porzione del complesso effettivamente vincolata, e quindi assoggettabile a Imu al 50%, da quella non storica e soggetta a Imu intera. I calcoli degli  uffici hanno portato a determinare che l’imposta arretrata ammontava a 285mila euro circa e che, sommando sanzioni e interessi, il Casino deve al Comune 324mila euro circa. Soldi che il Casino pagherà nell’arco dei prossimi mesi.Una fortuna, per Saint-Vincent, che la pratica si sia risolta proprio in queste settimane: se fosse stata risolta nel 2015, i 324mila euro avrebbero portato il bilancio comunale a generare un avanzo di amministrazione e non sarebbero stati utilizzabili per compensare la sanzione Imu.Ma si tratta di una fortuna che non si ripeterà. Per il 2015, il Casino ha già annunciato di voler procedere al pagamento del dovuto con un ravvedimento operoso e di voler pagare gli anni prossimi nella maniera corretta e concordata. Circa 50mila euro l’anno che però non arriveranno nelle casse di Saint-Vincent ma direttamente in quello dello Stato. Perché? Perché la maggior parte del patrimonio immobiliare del Casino e la parte del Billia in particolare, è accatastata nella categoria D (immobili a destinazione speciale o particolare) e quindi alberghi e centro congressi ricadono in questa fattispecie. Se si considera che la rendita catastale degli immobili nelle categorie A, C ed E ammonta a 27mila euro, mentre quella degli immobili in categoria D a 770mila, il quadro di quanto resterà nelle casse del Comune è ben evidente.I 324mila euro sono restati ora a Saint-Vincent solamente poiché rientranti nell’eccezione di essere frutto di accertamenti e sanzioni. Se il Casino avesse pagato nella misura dovuta sin dal 2009, a Saint-Vincent non sarebbe rimasto nulla.La minoranza di Saint-Vincent, che ricorda di aver avviato il procedimento di accertamento quando era al governo, commenta in questi termini, tramite il consigliere Ruggero Meneghetti: “Avevamo cercato di capire a che punto fosse il procedimento nel luglio 2015, con un’interpellanza consiliare e, allora, avevamo precisato che ritenevamo giusto che il Casino pagasse il dovuto. Ci fa ora piacere che questi importi entrino nel bilancio di Saint-Vincent, anche se bisogna essere consapevoli che non si tratta di un’entrata strutturale bensì di una circostanza irripetibile, che nonostante la propaganda non dà soluzioni di prospettiva”.Opposizione che si rammarica delle modalità con le quali il sindaco e la maggioranza gestiscono il Comune: “Il 6 aprile si riunirà il Consiglio comunale – continua Meneghetti – in ritardo rispetto ai termini previsti per la trattazione delle nostre iniziative. Ma soprattutto riteniamo inaccettabile che sia stato convocato un incontro per presentare il bilancio alla popolazione senza che il documento fosse stato ancora approvato dalla Giunta né sottoposto ai consiglieri. La riteniamo una grave mancanza di rispetto istituzionale: non solo verso noi consiglieri ma soprattutto nei confronti degli oltre 1200 concittadini che noi rappresentiamo. Non possiamo tollerare oltre questi comportamenti”.

Pubblicato / aggiornato il 02/04/2016 alle 12:00
Categoria: Salute