Bepino di Tsâtì dé feic
Sabato 9 aprile, alle ore 20.30, nel salone del centro di Tsantì de Bouva di Fénis, si svolgerà la presentazione del libro Bepino di Tsâtì dé feic, che riporta le memorie di Beppe Brunier, padre dello slittino in Valle d’Aosta.
Il sindaco di Fénis, Mattia Nicoletta, ha redatto la prefazione del testo, che recita: “Era un lunedì mattina della primavera del 1998, faceva fresco. Io andavo a scuola, ero sul treno per Casale Monferrato. Ad un certo punto nel vagone dove sonnecchiavo scorsi la figura di una persona che avevo già visto, anzi la conoscevo: ma sì, mi pareva proprio… Beppino di Tsâti, il padre dello slittino valdostano. Timidamente mi avvicinai pensando: ‘Parlo in patois, se è lui mi risponde, altrimenti, al massimo, mi chiederà di ripetere cos’ho detto’. Alla mia battuta seguì una pronta risposta in dialetto di Fénis: perfetto era proprio lui!Ci sedemmo vicino e chiacchierammo per tutto il viaggio, da Chivasso a Casale. Ero affascinato dal suo modo di raccontare. Pur essendo una persona di una certa età sapeva coinvolgermi e rendermi partecipe delle sue numerose avventure vissute usando un linguaggio giovanile, semplice ed immediato; mi chiedevo come facesse questa persona ad aver ‘collezionato’ nel tempo così tante esperienze e ad aver viaggiato in così tanti paesi del mondo!Mi descrisse i luoghi da lui visitati in modo così affascinante e coinvolgente che alla fine mi pareva di averli visti e visitati con lui. Riconduceva le varie realtà conosciute durante i suoi viaggi alla piccola comunità di Fénis; mi raccontava fatti inerenti al castello e alla sua gente, persone che un tempo abitavano e rendevano vivo il paese. I suoi continui riferimenti alle famiglie di Fénis, caratterizzate dai tipici soprannomi (in uso ancora oggi) con cui era possibile individuarle immediatamente mi permettevano di identificare subito le discendenze con le persone che conosco. I suoi ricordi, i suoi racconti così nitidi, ancora una volta mi calavano in un batter d’occhio nella situazione e mi pareva di incontrare e di vivere con le persone ricordate, di sentire le loro voci ed i loro canti, di vedere i luoghi descritti: le mulattiere, le poche case del paese, la luce delle lampade ad acetilene che illuminavano le stalle durante le ‘veillà’.Mi parlò anche della guerra, dei momenti difficili e tristi vissuti in quegli anni ed i suoi occhi lasciavano trasparire tante emozioni.Qualche mese fa mi trovai davanti a pagine scritte da Beppino contenenti pensieri, descrizioni, aneddoti: le lessi con interesse e fu così che riaffiorarono i ricordi di quel viaggio in treno fatto con lui e, ancora una volta, sentii le stesse emozioni provate anni fa. Non avrei mai creduto che semplici frasi riportate su alcuni fogli di carta potessero suscitare sensazioni ed immagini così intense.Credo che la capacità di Beppino di raccontare la vita quotidiana nella sua semplicità, l’armonia e la spensieratezza che caratterizzavano i rapporti tra la gente del paese, in tempi non certo facili permetterà al lettore di conoscere meglio la realtà di Fénis; spero sia, inoltre, per ognuno un incentivo a riscoprire le proprie radici e ad impegnarsi alla realizzazione di una comunità semplice ma unita. Ritengo che gli scritti di Beppino non siano solo una raccolta di pensieri o di esperienze vissute dall’autore ma un vero e proprio testamento, per mezzo del quale è possibile conoscere una parte di storia di Fénis che altrimenti sarebbe cancellata e dimenticata per sempre”.
Pubblicato / aggiornato
il 05/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute