Savt: il Referendum riguarda l’energia, quindi la collettività
La Segreteria Confederale del Savt, Syndicat autonome valdôtain travailleurs, ha dibattuto il tema del referendum del 17 aprile sulle trivellazioni in mare, convenendo che riguardi una tematica che interessi l’intera collettività.
Tramite un comunicato stampa, il sindacato valdostano spiega così la sua presa di posizione: “con questo Referendum i cittadini devono pronunciarsi sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni, solo per le parole ‘per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale’.Se vincesse il SI’, entro 5-10 anni le concessioni verrebbero a scadere e quindi l’attività estrattiva dovrebbe cessare. Oggi le concessioni hanno una durata di trent’anni, prorogabili di dieci. Non si eliminerebbe, quindi, la possibilità di proroga: ci sarebbe la cessazione, in pochi anni, delle attività attualmente in corso, tra cui quelle di molte compagnie internazionali.Essendo un referendum abrogativo, la sua bocciatura lascerebbe la situazione inalterata, ovvero le ricerche e le attività produttive petrolifere potranno proseguire fino alla scadenza della licenza e chiederne il rinnovo.Il Savt, ribadendo la necessità che il paese sviluppi e investa in forme alternative e sostitutive di energia e introduca nuovamente gli aiuti e gli sgravi fiscali per la produzione di energia solare ed eolica o verde, che negli scorsi anni avevano permesso uno sviluppo costante degli investimenti in questi settori strategici, invita gli elettori valdostani ad esprimere liberamente la propria posizione, sulla base delle proprie conoscenze e convinzioni.Il quesito referendario è molto tecnico, ma essendo centrale il tema dell’energia, diventa un referendum politico che riguarda sicuramente tutti.Esercitare il proprio diritto di voto è un diritto sancito dalla Costituzione”.
Pubblicato / aggiornato
il 15/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute