I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 21 aprile
Ad inizio della seduta del 21 aprile, il Consiglio Valle ha preso atto della petizione popolare volta a richiedere il ripristino di alcune corse del servizio di trasporto pubblico su gomma nella Valle di Champorcher, sottoscritta da 225 cittadini.
L’iniziativa era stata dichiarata ammissibile dall’Ufficio di Presidenza nella sua riunione del 16 febbraio scorso ed era stata assegnata all’esame della quarta Commissione “Sviluppo economico”, che ha audito i firmatari della petizione, i Sindaci di Champorcher e di Hône, il Vicesindaco di Pontboset e l’Assessore regionale ai trasporti.In Aula, il Presidente Giuseppe Isabellon (UV) ha ripercorso l’iter in Commissione, riferendo che i firmatari della petizione hanno chiesto il ripristino dell’orario antecedente al 1° gennaio 2016 per il rientro serale dei ragazzi delle superiori e di una corsa mattutina Champorcher/Pont-Saint-Martin al fine di agevolare gli anziani e le persone prive di auto. «I firmatari – ha detto Isabellon – hanno evidenziato anche la necessità di avere un maggiore ottimizzazione degli orari scolastici dei vari istituti scolastici, mentre il Sindaco di Champorcher, Alessandro Glarey, ha spiegato che l’Amministrazione comunale è stata contattata dall’Assessorato regionale ai trasporti in merito ai tagli da operare e, pur non trovando soddisfacenti le decisioni assunte, ha optato per quelle soluzioni che andavano a penalizzare il minor numero possibile di utenti e a salvaguardare prioritariamente le esigenze di trasporto degli studenti. L’Assessore ai trasporti Aurelio Marguerettaz, in Commissione, ha fatto presente che nell’ambito della riorganizzazione dei servizi, dovuta alla necessità di contenimento della spesa pubblica, la novità a partire dal 1° gennaio di quest’anno si è tradotta nella soppressione di una corsa che partiva da Pont-Saint-Martin alle 10.05 e aveva la ribattuta alle 10.50 da Champorcher – con una media di utilizzo di 2 persone in salita e di 1 persona nella ribattuta – e nella riduzione ad una sola corsa, alle 18.00, delle due che partivano rispettivamente da Pont-Saint-Martin alle 17.25 e da Verrès alle 19.00, precisando che il numero di ragazzi interessati dalle corse sono 3 il lunedì, 4 il martedì e il giovedì e 2 il mercoledì. L’Assessore ha poi aggiunto che il ripristino di una corsa scolastica rappresenterebbe per la Regione un costo aggiuntivo di 21 mila euro a fronte di uno stanziamento in bilancio regionale per il trasporto pubblico locale che negli è stato ridotto di circa il 30%, passando da 20 milioni di euro ai 14 milioni del 2016.»Il Presidente Isabellon ha quindi illustrato le conclusioni cui è giunta la Commissione: «Vista la mozione approvata dall’Assemblea regionale nella seduta del 22 marzo che impegna la Giunta a istituire entro trenta giorni un tavolo di lavoro con tutti i soggetti interessati al fine di elaborare una proposta per coordinare al meglio gli orari scolastici e di trasporto da definirsi prima dell’inizio dell’anno scolastico 2016-2017, ha deciso di convocare gli Assessori competenti affinché relazionino sugli approfondimenti svolti da detto tavolo tecnico. Nel lavoro che la Commissione dovrà ancora svolgere si cercherà di trovare una convergenza tra il rispetto dell’autonomia scolastica e le esigenze degli studenti, soprattutto quelli che provengono da località più lontane.»L’Assessore ai trasporti, Aurelio Marguerettaz ha evidenziato: «Il 7 aprile scorso è stato avviato il tavolo tecnico, dando così seguito alla mozione approvata da questo Consiglio. Nei giorni scorsi si sono svolte anche le riunioni con i dirigenti dei diversi poli scolastici e già ora si procede nella definizione del calendario del prossimo anno scolastico, cercando di uniformare gli orari. Per metà maggio prevedo di poter riferire in Commissione.»Il Capogruppo del M5S Stefano Ferrero ha rilevato: «In Commissione si è lavorato seriamente, nell’ottica di trovare davvero una soluzione. È emersa anche un’apertura da parte dell’Assessore. Quando il numero delle persone interessate al servizio è così esiguo, per sostenere i costi occorre che tutti, enti interessati, genitori e scolari, facciano un piccolo sforzo. Con l’abbandono scolastico alto, con i problemi di trasporto nelle valli laterali, bisogna lavorare anche sui piccoli numeri, perché comunque c’è un indotto che va a colmare lacune che non si risolvono solo con la propaganda, ma mettendo a disposizione i mezzi. La direzione è quella giusta, i presupposti sono buoni. Si è anche fatto riferimento alla nuova opportunità del noleggio con conducente. Questa petizione non riguarda solo Champorcher, ma ha sollevato un problema più generale. Auspichiamo che i Comuni vogliano indirizzare risorse maggiori al trasporto degli studenti, magari rinunciando a qualche corso. D’altronde, ci sono necessità più rilevanti di altre.»«Questa petizione ha certamente preceduto altre segnalazioni da parte del territorio – ha sostenuto il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy –. La situazione economica odierna ci costringe a ripensare al futuro, ad una riorganizzazione oculata dei servizi. È importante che la mozione sia stata approvata e integrata in questa relazione: è un metodo di lavoro che dà forza al Consiglio regionale, è un indirizzo importante rivolto al territorio. Purtroppo, a volte si rischia di creare difficoltà alle famiglie pur avendo le risorse: un po’ di ordine ci voleva e speriamo che si prosegua su questa strada, anche per altri ambiti. È proprio a comunità piccole come quella di Champorcher che vanno date le risposte più incisive. Dobbiamo creare le condizioni perché gli Enti locali abbiano le risorse necessarie a sostenere i servizi essenziali e bisogna ripensare ai costi sostenuti dalle persone che vivono distanti dai servizi sul territorio: i costi dei trasporti, soprattutto quando sono obbligati, come in questo caso, dovrebbero far parte delle spese rendicontabili nella dichiarazione dei redditi per ridurre l’imposizione fiscale.»Il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio ha dichiarato: «Il nostro gruppo aveva già affrontato questo tema nella finanziaria, individuando la vera sfida dell’Amministrazione regionale nel cercare di garantire i servizi con minori risorse. A nostro avviso sono da approfondire modalità alternative, più flessibili e meno costose, come previsto dalla legge regionale n. 22/1997, oltre alla questione del noleggio con conducente, per quanto la tematica possa essere complessa. Ancora oggi nella nostra regione si parla di linee ricche e linee povere, a seconda del numero degli utenti: andrebbe invece garantito il diritto alla mobilità in un’accezione più ampia, i gestori devono farsi carico delle linee, indipendentemente dal loro utilizzo. Il ruolo della Regione, al di là delle disposizioni economiche, è di curare la regia del sistema. La popolazione va mantenuta in montagna, non dobbiamo arrivare allo spopolamento e a una degenerazione ambientale. I trasporti sono fortemente legati al turismo e alla cultura, e sono la via per garantire lo sviluppo per le zone di montagna.»I Consiglio Valle ha approvato all’unanimità il Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera 2014-2020, a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).L’atto prevede il finanziamento di progetti finalizzati ad accrescere la competitività delle piccole e medie imprese, valorizzare il patrimonio naturale e culturale, favorire lo sviluppo di sistemi di trasporto sostenibili, migliorare l’inclusione sociale e a rafforzare la governance transfrontaliera dell’area di cooperazione. Le risorse complessivamente messe a disposizione per il Programma ammontano a circa 138 milioni di euro.Le Président de la Région, Augusto Rollandin, en illustrant le document, a rappelé qu’il s’agit «du dernier des Programmes de coopération territoriale 2014/2020 concernant la Vallée d’Aoste à être présenté au Conseil régional en vue de son adoption définitive. La phase de négociation a été plus longue car la Commission européenne a reporté sa décision de quelques mois en attente de la réponse de la Confédération helvétique, à qui elle a demandé d’engager davantage de ressources financières. Tout comme pour les autres Programmes de coopération territoriale, la part de financement du programme Italie-Suisse est égale à 100% du coût du projet quand les bénéficiaires sont des organismes publics. Quant aux sujets privés, ils doivent assurer une part d’autofinancement car ils ne peuvent bénéficier d’un co-financement supérieur à 85%. En outre, il est impératif de souligner l’importance particulière de ce Programme pour le territoire valdôtain, compte tenu notamment du fait que – comme l’autre programme transfrontalier Italie-France ALCOTRA – il permet de financer des projets visant des interventions infrastructurelles qui peuvent contribuer de façon non négligeable au développement du territoire, ainsi qu’engendrer d’importantes retombées économiques pour la Vallée d’Aoste. Le premier appel à projets sera probablement publié au mois de juin prochain.»Con 20 voti a favore (UV, SA, PD-SVdA) e 14 astensioni (UVP, ALPE, M5S), il Consiglio Valle ha approvato il nuovo statuto della Finaosta spa, la Finanziaria regionale della Valle d’Aosta, di cui è socio unico la Regione autonoma e il cui capitale sociale è stabilito in 112 milioni di euro.Il nuovo testo si è reso necessario ai fini della creazione del “Gruppo finanziario Finaosta spa”, di cui la Finaosta è la Capogruppo, al fine di adeguarsi alla normativa comunitaria che ha definito anche per gli intermediari finanziari regole gestionali e organizzative simili a quelle dettate per le banche e sono tenuti a richiedere alla Banca d’Italia l’iscrizione del gruppo nell’albo dei gruppi finanziari.«Sia la Finaosta sia Aosta Factor, di cui la Finaosta detiene il 79.31% del capitale sociale, sono entrambi intermediari finanziari e devono uniformarsi alle nuove disposizioni entro il 12 maggio 2016 – ha spiegato in Aula l’Assessore al bilancio, Ego Perron –. Le due società hanno presentato istanza di iscrizione all’albo unico: Banca d’Italia ha comunicato la sussistenza delle condizioni per la costituzione del Gruppo finanziario; il Consiglio di amministrazione di Finaosta ha approvato le proposte di modifica allo statuto sociale per la costituzione del Gruppo finanziario con la società controllata Aosta Factor spa; manca quindi ora l’ultimo passaggio in Consiglio per concludere l’operazione. Finaosta dovrà ora procedere a vari adempimenti. Altre piccole modifiche riguardano il ruolo Presidente, cui la nuova norma preclude l’assunzione di alcuni poteri gestionali, che devono ora essere assunti dal Direttore generale.»Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha evidenziato: «Oltre alla necessità di modificare lo Statuto per sottostare alle regole imposte dalla Banca d’Italia, c’è stata la volontà di suddividere le responsabilità e le competenze tra il Consiglio di amministrazione e il Direttore generale. Per la prima volta si è codificato questo argomento. Ci sarebbe piaciuto che ci fosse stata la possibilità di approfondire la mission della Finaosta e i rapporti con la Regione, la relazione tra legislatore e braccio operativo. Su questo atto per questo ci asterremo, fermo restando la nostra volontà di apportare ancora il nostro contributo.»Il Vicepresidente Andrea Rosset (UVP) ha affermato: «Prendiamo atto dell’obbligatorietà di adeguamento dello statuto. È fondamentale rivedere rapporto con Finaosta, anche nella prospettiva della creazione di un polo creditizio valdostano: in un momento difficile per l’economia valdostana sarebbe molto importante approfondire questo aspetto.»Con 20 voti contrari (UV, SA, PD-SVdA) e 14 a favore (UVP, ALPE, M5S), il Consiglio Valle ha respinto la proposta di legge in materia di copertura in lose di pietra, volta a modificare la normativa regionale n. 13 del 2007.L’iniziativa legislativa, presentata dal gruppo consiliare Union Valdôtaine Progressiste, intendeva introdurre l’obbligo di mantenere in lose di pietra il manto di copertura dei tetti, qualora sia già realizzato con questo materiale.Il Consigliere dell’UVP Nello Fabbri, nell’illustrare il testo, ha osservato che «a nove anni dall’entrata in vigore della disciplina regionale n. 13, la legge non è ancora del tutto operativa: molti Comuni non hanno ancora provveduto a individuare gli ambiti territoriali nei quali il manto di copertura deve essere realizzato in lose. Questo notevole ritardo genera il proliferare di varie tipologie di coperture che corre il rischio di alterare il paesaggio architettonico caratteristico della Valle e soprattutto dei villaggi rurali. La nostra proposta, oltre a regolamentare e tutelare il patrimonio edilizio valdostano, vuole contribuire anche a salvaguardare una professionalità che tutto il mondo ci invidia, quella dei “losisti” che, con la loro opera, creano un unicum architettonico nel panorama alpino.»Il consigliere di ALPE Chantal Certan ha dichiarato il sostegno all’iniziativa: «La non attenzione a questa problematica e la non applicazione totale della legge 13 del 2007 ha creato difformità nel paesaggio valdostano: questa proposta è un primo passo per colmare le lacune della precedente normativa. È necessario che tutti i Comuni intervengano affinché venga ripristinata l’uniformità con il centro storico del territorio, poiché la bellezza e la cultura passano anche attraverso il paesaggio e i suoi materiali.»Il Presidente della terza Commissione, Pierluigi Marquis (SA), ha osservato che «la proposta è stata all’attenzione della Commissione, con un confronto serio e approfondito. Spiace che non si sia arrivati ad una condivisione sull’argomento, anche perché a tutti sta a cuore la tipicità dell’architettura valdostana. La legge n. 13 del 2007 è stata innovativa sull’argomento: ha dato una delega ai Comuni in questa materia e questo è stato un approccio corretto, perché non si tratta di definire un obbligo tout court finalizzato al mantenimento di un principio, ma bisogna fare una valutazione a livello di dettaglio che può esser perseguita solo a livello di pianificazione urbanistica comunale. La finalità quindi rimane la medesima, cambia il metodo per raggiungere l’obiettivo. Inoltre, vorrei osservare che la deroga al principio generale sarebbe affidata al singolo cittadino che si troverebbe poi confrontato con procedure burocratiche onerose per dimostrare di averne diritto, rischiando di creare ulteriori difficoltà ad un momento già particolarmente critico.»Per il Consigliere di ALPE, Fabrizio Roscio, «l’obiettivo finale è quello di capire quale paesaggio futuro vogliamo per la Valle d’Aosta: crediamo che sarebbe opportuno fare una riflessione su questo aspetto, anche con i Comuni. La bellezza del paesaggio costituisce una vera e propria ricchezza per il nostro territorio. In questi anni, a fronte dei contributi a fondo perso per i tetti in lose, non siamo stati in grado di sviluppare una filiera locale, così come purtroppo troppe volte le lose tolte dai tetti della Valle d’Aosta sono finite nelle discariche per inerti: oggi, si potrebbe obbligare il proprietario a pagare per lo smaltimento e favorire quindi il riuso del materiale.»Il Consigliere dell’UVP Elso Gerandin ha aggiunto che «la tipicità del patrimonio edilizio valdostano è un valore aggiunto e va salvaguardato. Pertanto noi riteniamo che lo spirito della legge 13 fosse giusto, però la politica deve porsi qualche interrogativo se in questi nove anni non siamo riusciti a tutelare l’obbligo del tetto in lose. Al di fuori del centro storico, la scelta della copertura è a totale discrezione del proprietario, quindi abbiamo voluto proporre questa modifica proprio per imporre un obbligo generalizzato volto a mantenere l’esistente.»L’Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, nella replica, ha ribadito «la volontà di sostenere la particolarità dei tetti in lose» e ha illustrato «una modifica in itinere alla legge n. 3 che andrebbe a finanziare i tetti in lose con la possibilità di accedere al mutuo. Anche attraverso un confronto con l’associazione dei losisti, questo potrebbe rappresentare un efficace strumento per il rilancio del settore e attraverso le delibere attuative potremmo tenere conto della questione del riuso delle lose, finanziando anche i tetti che prevedono questa possibilità. Noi crediamo che la proposta di introdurre un obbligo generalizzato potrebbe essere deleteria per il comparto edilizio, perché i costi burocratici potrebbero essere superiori al beneficio stesso e si sconterebbe con l’autonomia decisionale dei comuni. Confermiamo quindi il nostro voto contrario.»Le Président de la Région, Augusto Rollandin, a ajouté que «la plupart des communes a des toits en lauze, toutefois il y a aussi des territoires qui n’ont pas dans leur paysage cette caractéristique. C’est pourquoi, nous croyons qu’imposer une obligation généralisée irait contre le principe d’autonomie des collectivités locales. Aujourd’hui, les lauzes arrivent de Chine, de Bergamo non pas parce qu’il n’y a pas de caves en Vallée d’Aoste, mais parce qu’on n’a pas la possibilité de les exploiter pour des raisons environnementales: nous avons posé cette question à maintes reprises et nous la poserons à nouveau car il faudra voir si on arrivera à nouveau à avoir des lauzes locales.»I Consiglieri hanno poi trattato una mozione presentata dai gruppi ALPE e Union Valdôtaine Progressiste in merito allo sviluppo delle attività agricole nella regione.Il testo, approvato all’unanimità, impegna, così come emendato in Aula, il Governo regionale a definire i Comuni da coinvolgersi nell’attività di censimento; a determinare, di concerto con i Comuni, quali siano all’interno dei terreni agricoli le zone vocate alle colture pluriennali e quali quelle incolte, impiegando principalmente personale del comparto pubblico; a attivare, in tempi brevi, una prima sperimentazione in un’area pilota, per addivenire alla predisposizione di uno schema procedurale replicabile in tutti i territori coinvolti.«ALPE ritiene che occorra programmare adeguatamente lo sviluppo delle attività agricole sull’intero territorio regionale, in un’ottica di opportunità di crescita e coerentemente con i vincoli esistenti – ha affermato nell’illustrazione il Consigliere di ALPE Fabrizio Roscio –. Come emerso anche dalle audizioni in Commissione, sono state riscontrate delle difficoltà nell’individuazione degli appezzamenti incolti o abbandonati, principalmente per carenza di competenze tecniche. La mozione impegna il Governo regionale a redigere e presentare una carta vocazionale per agevolare lo sviluppo delle attività agricole nella nostra regione e di assicurare ai Comuni il supporto tecnico, con personale già impiegato nel comparto pubblico.»Le Conseiller Vincenzo Grosjean a réaffirmé «l’importance de la restructuration du système agricole régional, afin de garantir un futur au secteur. Une des grandes problématiques représentées par les Collectivités locales concerne les moyens techniques pour mettre au point les diverses mesures: je crois que l’informatique peut venir au secours. Une classification et l’indication de l’agriculture qu’on veut développer sont de plus en plus importantes.»L’Assessore all’agricoltura Renzo Testolin ha evidenziato: «L’approccio corretto è quello dell’identificazione delle terre con una vocazione viticola o fruttifera prima di metter in piedi dei progetti a supporto delle Amministrazioni comunali. La mozione è interessante ma troppo puntuale, per questo, anche a seguito di un confronto con i proponenti, proponiamo un emendamento, perché occorre una comprensione preliminare dei vari aspetti per determinare quali azioni svolgere, che siano mirate e sostenibili. Ben venga l’avvio di queste attività.»Il Consigliere Fabrizio Roscio (ALPE) ha accolto la proposta di emendamento, «che cerca un modo per meglio declinare, dal punto di vista tecnico e operativo, le azioni. Resta fermo l’intento finale di cercare uno strumento per migliorare la programmazione.»Grosjean ha aggiunto che l’emendamento «rende ancora più concretizzabili i contenuti della mozione.»La sospensione della deliberazione della Giunta regionale con cui sono state individuate le eccedenze dei controllori presso la Casa da gioco di Saint-Vincent è stata al centro della seconda mozione presentata congiuntamente dai gruppi Union Valdôtaine Progressiste e ALPE.Il testo è stato respinto con 20 astensioni (UV, SA e PD-SVdA) e 14 voti a favore e impegna il Governo regionale sospendere la delibera n. 278 del 26 febbraio 2016, limitando per ora la riduzione dei controllori a quelli prossimi alla quiescenza lavorativa.«La deliberazione adottata dalla Giunta ha individuato le eccedenze di 12 controllori – ha spiegato il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy –, ma, dai lavori della Commissione consiliare, è emerso come in realtà non si tratti di eccedenze, bensì di una indicazione politica di riduzione, comportando una riorganizzazione del servizio che, se attuata, limiterà l’azione di controllo all’interno della Casa da gioco. Quello dei controllori era un servizio specialistico dell’Amministrazione regionale, dove per anni si è investito facendo formazione. Oggi queste persone vengono riportate all’interno della Regione e ci vorrà un lavoro enorme affinché siano riorganizzate: ci chiediamo quindi cosa ci sia di efficiente in questa manovra. Se le telecamere saranno sufficienti per sostituire 12 persone, lo vedremo nel futuro, ma noi avremo comunque perso una parte di un servizio specialistico. Chiediamo quindi di sospendere la delibera, che secondo noi è nata da un lavoro non corretto dei dirigenti. Non è questo il sistema di procedere.»Il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, ha aggiunto: «In Commissione, quando ci sono state le audizioni, c’è stato un clima surreale, dove nessuno, Assessore e dirigenti, si sentiva il padre di questa scelta. Non è un discorso sulle quantità, ma deve essere di qualità: ci deve essere un indirizzo politico. Vogliamo conoscere la ratio di questa operazione: si voleva un risparmio? Oppure si è deciso di abbassare drasticamente il controllo sulla Casa da gioco? Perché non si è rivisto il comparto regionale nel suo complesso?»L’Assessore al bilancio, finanze e patrimonio, Ego Perron, ha replicato: «Stiamo parlando di una macchina che deve fare i conti con una situazione che non è più quella di prima; bisogna fare i conti con scelte che devono obbligatoriamente andare in questa direzione. I dati parlano chiaro: nel 2005 gli introiti con relativi volumi di gioco erano 120 milioni, passati a 98 milioni nel 2010 e poi a 64 milioni nel 2015. Nel 2005 gli ingressi erano settecento mila, nel 2010 610 mila e nel 490 mila nel 2015. Alla luce di questa fotografia, a fronte di una drastica diminuzione dell’attività, l’Amministrazione regionale, non con la volontà di colpire i dipendenti, vuole procedere alla riorganizzazione operativa di questo sistema. Abbiamo quindi avviato una contrattazione con le parti e le Organizzazioni sindacali, con dieci incontri per cercare un percorso condivido sulle risorse che risultano essere in esubero. Con la riorganizzazione del sistema del controllo viene mantenuta la turnazione sui sei servizi come attualmente accade, viene garantita la presenza di almeno quattro controllori per turno. Il servizio viene rivisto, ma rimane il controllo della Regione attraverso il lavoro di 29 controllori, anche con l’integrazione di telecamere. I dipendenti in esubero non saranno licenziati, ma riallocati con funzioni diverse all’interno dell’Amministrazione regionale. Non è la prima volta che si riorganizzano i servizi della Casa da gioco, in base alle mutate esigenze. Pertanto, non ravvisiamo le ragioni per chiedere la sospensione della delibera.»Il Presidente della Regione Augusto Rollandin ha aggiunto: «Dal 2008 ad oggi nell’Amministrazione regionale siamo passati da 2.871 dipendenti a 2.693, riducendo anche i dirigenti da 143 a 118. Questo sta a significare che si monitorano gli esuberi. In merito alle pensioni, sostituiamo un dipendente su dieci. Sono misure adottate tenendo conto della situazione regionale. L’atto che riguarda i controllori non è a sé stante, si inserisce nella logica seguita dall’Amministrazione regionale.»Il Capogruppo dell’UVP Luigi Bertschy ha evidenziato: «Si sta asciugando la pianta organica regionale, le eccedenze si dichiarano andando a vedere come lavorano i servizi. Non vorrei che si sviluppasse una difesa corporativa. Ribadiamo la nostra richiesta: essere seri su questo genere di atti. Il senso deve essere quello di rendere efficiente la macchina amministrativa, dietro ai numeri ci sono scelte serie, con ricadute importanti per le famiglie. Oggi stiamo parlando di professionalità che dopo decenni devono cambiare lavoro: questa operazione è fattibile, ma solo se indispensabile. Teniamo conto che stiamo anche bloccando la graduatoria di un concorso. Speriamo che la nostra sia almeno una segnalazione che spinga compiere ancora meglio gli atti ricognitivi da parte dei dirigenti.»Il Capogruppo dell’ALPE Albert Chatrian ha ribadito: «Sappiamo che tutto è cambiato, ma volevamo far rilevare che all’interno dell’Amministrazione regionale ci sono zone intoccabili. Questo era lo stimolo contenuto in questa iniziativa. La nostra preoccupazione resta il fatto che si voglia smantellare un servizio di controllo fondamentale, perdendo qualità, a favore delle telecamere.»I Consiglieri sono tornati sulla tematica dei piani di riordino fondiario affrontando la mozione presentata congiuntamente dai gruppi ALPE e Union Valdôtaine Progressiste.Il testo, approvato all’unanimità, impegna il Presidente della Regione e l’Assessore competente a calendarizzare, entro 10 giorni, una riunione con la Commissione consiliare competente, per affrontare e dirimere la questione relativa ai piani di riordino fondiario.Nell’illustrazione, il Capogruppo di ALPE, Albert Chatrian, ha ricordato «il finanziamento per circa 8 milioni di euro e l’autorizzazione al proseguimento di 21 procedimenti di riordino fondiario, nonché la fase di ultimazione degli incontri tra i Presidenti dei Consorzi, i tecnici incaricati e la struttura regionale competente» e ha rappresentato «l’importanza di mettersi tutti intorno a un tavolo per trovare in tempi brevi una soluzione definitiva, da tempo attesa, attraverso un protocollo d’intesa.»L’Assessore all’agricoltura, Renzo Testolin, ha confermato la disponibilità al confronto in Commissione, precisando: «Dei passi nella direzione auspicata sono stati compiuti, ad esempio fissando dei paletti con l’Agenzia delle Entrate. La tematica è complessa, va tenuto conto anche di AGEA, con la quale per altro ci si è già attivati per dirimere le problematiche.»Il Consigliere Alessandro Nogara (UVP) ha sottolineato: «Mi auguro che in Commissione ci si possa davvero confrontare per risolvere la situazione con un lavoro proficuo.»Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha espresso soddisfazione per l’accoglimento della mozione: «Non perdiamo tempo, dobbiamo mettere insieme tutti gli attori e procedere.»In chiusura dei lavori , il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione presentata congiuntamente dai gruppi UVP, ALPE e M5S, che ha riguardato la revisione della legge sulla caccia. Il testo, così come evidenziato dal Consigliere Alessandro Nogara (UVP) e dal Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, è volto ad impegnare il Governo regionale a concludere l’iter di approvazione normativa rispettando le volontà espresse dai cacciatori.L’Assessore all’agricoltura Renzo Testolin ha accolto la mozione, chiarendo: «Porteremo avanti questo disegno di legge, così come scaturito da un confronto tra le sette circoscrizioni venatorie e il Presidente del comitato caccia.»L’Assemblea ha anche respinto due risoluzioni: la prima, respinta con 26 astensioni (UV, SA, PD-SVdA e UVP), cinque voti favorevoli e un voto contrario, era stata presentata dal Capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Ferrero. Il provvedimento verteva sull’autonomia decisionale dei Consiglieri di amministrazione delle società partecipate regionali, impegnando la Giunta regionale a garantire «un’indispensabile autonomia, in particolare in tutte le ipotesi in cui eventuali motivazioni di dissenso formulate dai componenti rispetto ai vertici societari siano espresse in termini precisi e circostanziati, per consentire una normale e legittima dialettica democratica all’interno degli enti e di scongiurare posizioni dominanti.»Nel dibattito sono intervenuti il Consigliere dell’UVP Laurent Viérin («Non vogliamo entrare nel merito di questioni che esulano da indirizzi politici. Per il nostro gruppo è scontato rispettare l’autonomia dei Consigli di Amministrazione. Le società partecipate devono avere regole ben precise e non condividiamo le tensioni create al loro interno dalla politica») e il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian, che ha annunciato il voto favorevole «ribadendo il concetto che gli eletti hanno ruoli diversi dai nominati.»Il Presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha motivato l’astensione della maggioranza in quanto «la Giunta non deve entrare nel merito delle diverse questioni, in quanto l’autonomia dei Consigli d’Amministrazione è scontata.»Il Capogruppo del M5S Stefano Ferrero ha osservato: «Ponzio Pilato non avrebbe saputo far meglio. Questa mozione richiedeva un’assunzione di responsabilità, ma non c’è nemmeno la volontà di affrontare l’argomento.»L’altra risoluzione era stata presentata dal gruppo Union Valdôtaine Progressiste a proposito del reperimento delle risorse per il risarcimento per la mancata erogazione di una misura prevista dal Piano di Sviluppo rurale per quanto attiene l’agricoltura biologica.Il testo, illustrato dal Consigliere Vincenzo Grosjean, è stato respinto con 20 astensioni (UV, SA, PD-SVdA) e 12 voti favorevoli. Intendeva impegnare il Governo regionale «a mettere in atto ogni opportuna e dovuta verifica sulle responsabilità amministrative e politiche di quanto accaduto e ad impegnarsi, entro la fine del 2016, a reperire le risorse necessarie a risarcire gli agricoltori interessati per i danni loro arrecati dalle mancate erogazioni.»Il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian ha sostenuto la risoluzione: «Non possiamo perdere occasioni del genere, continuando a illudere gli agricoltori che hanno fatto domanda. Bisogna trovare le risorse.»L’Assessore all’agricoltura, Renzo Testolin, ha replicato: «Il nostro impegno politico è quello di lavorare per creare i presupposti per l’attuazione delle misure dal 2017, che tengano conto delle situazioni intermedie, realizzabili Valle d’Aosta. Inoltre, garantiamo che le risorse che non hanno fatto parte delle premialità delle due ultime annualità vengano mantenute nel settore. Riguardo alla mozione, ci asterremo.»Il Consigliere Vincenzo Grosjean ha espresso delusione e confermato il timore «che le risorse siano definitivamente perse», mentre per il Capogruppo di ALPE Albert Chatrian «l’Assessore ha trasmesso una rassegnazione che non possiamo permetterci.»I lavori sono conclusi. Il Consiglio regionale tornerà a riunirsi mercoledì 11 e giovedì 12 maggio 2016, in riunione ordinaria e sessione europea e internazionale.
Pubblicato / aggiornato
il 21/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute