Il ponte di Champdepraz riaprirà prima del previsto
Il Consiglio comunale di Champdepraz, riunito martedì 26 aprile, ha approvato all’unanimità il bilancio di previsione che, per il 2016, pareggia sulla cifra di 2,27 milioni di euro.
La seduta è iniziata con l’approvazione di aliquote e tariffe (imposta di pubblicità, tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche, imposta unica comunale) senza variazioni rispetto al 2015. Invariate anche le indennità per gli amministratori e i gettoni di presenza ai consiglieri. Approvando il piano delle alineazioni e delle valorizzazioni immobiliari, si è deciso di mettere in vendita tre autorimesse nel capoluogo e una porzione di fabbricato rustico nella frazione Viéring.Dopo aver verificato il rispetto degli equilibri funzionali da rispettare al fine di rilasciare permessi di costruire, si è passati al bilancio. Riuscendo a non tagliare alcun servizio alla popolazione, 75mila euro sono stati destinati alle spese d’investimento e saranno spesi per manutenzioni agli asfalti, al parco giochi, al campo sportivo e al rifacimento di alcune ringhiere.Approvata la convenzione con i Comuni facenti parte dell’Unité des Communes valdôtaines Evançon per l’esercizio in forma associata di funzioni comunali. E approvato anche l’accorpamento (peraltro già deciso nel 2015) fra i distaccamenti di Verrès e Champdepraz dei Vigili del fuoco volontari. La sede sarà a Verrès e la decisione è stata assunta in considerazione dell’esiguità dell’organico di Champdepraz che, da solo, non sarebbe riuscito a far fronte a una richiesta d’intervento.Infine è stata analizzata la mozione presentata dalla minoranza sulla chiusura del ponte di accesso al Comune. I lavori, ha spiegato il sindaco Jury Corradin, sono iniziati il 4 aprile e si concluderanno in anticipo rispetto alla data prevista del 4 giugno. Vi erano due ipotesi: mantenere l’apertura a senso unico alternato durante i lavori per i soli mezzi di peso inferiore ai 35 quintali oppure chiudere completamente il traffico. È stata scelta quest’ultima soluzione, per accellerare i tempi di cantiere (invece di 60 giorni ce ne sarebbero voluti il doppio) e per aumentare il livello di sicurezza degli operai. “Avevo chiesto all’Amministrazione regionale – precisa Corradin – di lavorare su tre turni di otto ore al giorno, coprendo le 24 ore. Mi è stato risposto che non sarebbe stato possibile senza sforare dai costi previsti per l’intervento”. La minoranza era anche preoccupata per eventuali interventi di soccorso. “Di giorno può intervenire l’elicottero – ha risposto il sindaco – mentre, durante la notte, le ambulanze possono arrivare da Issogne o da Montjovet, aumentando il tempo di percorrenza di due minuti al massimo”.
Pubblicato / aggiornato
il 27/04/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute