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Stella alpina: il nostro impegno per far superare alla VdA il momento attuale

Stella alpina: il nostro impegno per far superare alla VdA il momento attuale

Il quinto congresso di Stella alpina si è aperto, sabato 7 maggio, con la prelazione del presidente Maurizio Martin.

Un congresso che è slittato sino alla sua scadenza naturale a causa dei numerosi appuntamenti elettorali e politici che hanno caratterizzato gli ultimi anni. Dopo il rinnovo del Consiglio comunale di Aosta – ha detto Martin – è stato possibile riprendere i contatti con il territorio arrivando a 619 aderenti, 70 amministratori comunali e 42 sezioni. Un’economia sostenuta dal bilancio regionale deve diventare un’economia che sostiene il bilancio regionale: questo l’obiettivo da raggiungere. Stella alpina, che si definisce movimento autonomista moderato, è stata fondata nel 2001. Martin ha ricordato il legame continuo con Union valdôtaine e l’azione comune a difesa dell’autonomia, anche nei confronti di chi porta avanti il progetto macro regionale inteso come riduzione delle regioni italiane. Altro discorso è la macroregione alpina, che Martin vede con favore. Riferendosi alle trattative politiche aperte da Union valcôtaine progressiste, Martin ha precisato che Stella alpina non può rinunciare al ruolo in maggioranza regionale e nel Comune di Aosta, anche se ha accolto l’invito al dialogo. Ha infine detto di aver accettato di continuare a svolgere il ruolo di presidente nel segno della continuità. Però ha plaudito al rinnovamento impersonato dal nuovo segretario Carlo Marzi. Ha concluso con un appello all’unità del movimento, che ne garantisce la forza. I lavori sono proseguiti con il saluto di autorità e forze politiche. Per primo ha preso la parola Fulvio Centoz, sindaco di Aosta. Ricordando l’appuntamento referendario con la riforma costituzionale, ha garantito l’appoggio di Aosta al cammino di riforma dello Statuto regionale.Antonio Crea, segretario del Partito socialista italiano, ha auspicato l’avvio di una nuova primavera di rilancio della Valle d’Aosta.Massimo Lattanzi, coordinatore di Forza Italia, ha ricordato come sia nella logica della politica cambiare le maggioranze a seconda dei nuovi contesti che si creano. Ha suggerito quindi di non arroccarsi sulla posizione attuale ma di valutare le proposte programmatiche.Irene Deval, segretario del Partito democratico, ha ricordato che un congresso è momento importante di confronto e dialogo interno ma anche con le altre forze politiche. Il compito delle forze di maggioranza, ha affermato, è ora di rieducare l’autonomia ed elaborare un progetto politico che porti la Valle d’Aosta fuori dalla crisi. Pietro Varisellaz, vicepresidente di Alpe, ha ribadito la necessità di un cambio di marcia per rilanciare un’autonomia stanca e debole nei confronti dello Stato. Negli ultimi anni siete stati complici di tante decisioni scellerate, ha detto a Stella alpina, e con voi l’autonomia non ha fatto che passi indietro. Si è chiesto, peraltro dubbioso, se questo congresso porterà a una svolta e a un’accelerazione verso un autonomismo sano. Luciana Cerise, vicepresidente di Union valdôtaine progressiste, ha ricordato che la Valle d’Aosta ha bisogno di una risposta forte e non di slogan. Ha definito la proposta di Uvp un tentativo forte, che mal si concilia con l’intento di Stella alpina di lasciare Uvp in una sorta di purgatorio senza incarichi. Ennio Pastoret, presidente di Union valdôtaine, ha affermato che non vi è il desiderio di interrompere la collaborazione in atto ma la situazione impone alla politica di creare un modello di governo durevole e sostenibile. Serve quindi un quadro costituzionale coeso ed è necessario andare oltre il quadro che le elezioni del 2013 ha consegnato. Alla base del confronto ci vogliono contenuti, rispetto e lealtà. Che non devono però impedire di andare avanti. Riccardo Monzeglio, segretario regionale Cisl, ha posto l’accento sul momento di grave crisi e ha chiesto alla politica di dare prospettive reali. Guido Corniolo, segretario del Savt, ha ricordato che autonomia, sviluppo, lavoro e solidarietà sono le medesime parole chiave che ha anche il sindacato. Il deputato Rudy Marguerettaz, ha richiamato il particolare momento di riforma costituzionale e la posizione di voto di Stella alpina, chiaramente a favore del processo concluso dal Parlamento. È quindi iniziata la fase relativa all’adeguamento statutario in materia di parità di genere e garanti ma soprattutto per consentire la compatibilità fra le cariche elettive e quelle direttive. Le modifiche sono state approvate all’unanimità. 

Pubblicato / aggiornato il 07/05/2016 alle 12:00
Categoria: Salute