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Marguerettaz boccia le unioni civili

Marguerettaz boccia le unioni civili

Intervenendo alla Camera nella discussione sulle Unioni Civili, il deputato valdostano Rudy Marguerettaz ha dichiarato il suo voto di astensione sulla fiducia al Governo e quello contrario sulla legge.

questo il suo intervento: “Presidente, cosa c’è o meglio cosa dovrebbe esserci all’origine di questo provvedimento? Dovrebbero esserci delle necessità, dei bisogni non soddisfatti delle persone conviventi. Abbiamo sentito parlare per anni di difficoltà, quando non di impossibilità, di andare a trovare il proprio partner in ospedale, in carcere, andare a ritirare il bambino del partner a scuola, subentrare, in caso di decesso del partner, nella concessione di un alloggio popolare: tutte necessità alle quali non solo si poteva ma si doveva dare risposta; io sono più che mai convinto dei diritti delle persone conviventi. Si poteva dare risposta, ed ero così convinto di questa necessità che mi è sembrato doveroso, da parte mia, sottoscrivere la proposta di legge che vedeva come primo firmatario l’onorevole Pagano (insieme a me la sottoscrissero un’ottantina di colleghi), ma piuttosto che seguire quella strada, cioè cercare di dare delle risposte puntuali a dei problemi concreti che si erano evidentemente posti, si è preferita un’altra strada, e si è arrivati alla proposta Cirinnà. C’è stato un cambiamento di rotta deciso: si è passati da un approccio pragmatico a queste necessità ad, ahimè, un approccio decisamente ideologico, si è voluto cioè creare l’istituto delle unioni civili e, in una maniera molto rapida – non so quanto efficace ma certamente rapida – si son traslati tutti quelli che erano i diritti e i doveri delle famiglie sulle unioni civili. Domani parleremo di Costituzione – ci sarà l’esame della questione pregiudiziale –: non so se questa proposta va contro la Costituzione, sicuramente – permettetemi l’espressione un po’ forte – se ne fa beffa. Perché se ne fa beffa? Perché è evidente che l’impianto di questa legge rimanda completamente all’articolo 29 della Costituzione, e invece, poi, si fa riferimento all’articolo 2, che nulla ha a che vedere con il contenuto di questa legge. Infatti, in che cosa si differenziano le unioni civili dall’istituto familiare? In nulla, qualche collega l’ha ricordato, anche con una certa ilarità, forse; l’unica differenza sta in quell’obbligo di fedeltà che non viene richiesto alle unioni civili, in tutto il resto, ripeto, si tratta di una traslazione di diritti e doveri. Si è quindi partiti da un approccio pragmatico, serio, concreto, e si è arrivati ad una deriva ideologica che si riassume in quel love is love, come abbiamo sentito, ma se love is love, se tutto è famiglia, niente sarà più famiglia; ma se niente sarà più famiglia, ad essere discriminata da questa proposta di legge sarà proprio quella famiglia, l’unica prevista dalla Costituzione, cioè non la famiglia tradizionale come qualcuno forse malignamente la definisce oggi, associando la parola «tradizionale» a vecchia, sorpassata e quant’altro, ma, come recita la Costituzione, una famiglia naturale fondata sul matrimonio. Concludo con un passaggio più politico che di contenuto. Abbiamo sentito che sarà posta la questione di fiducia, ma una fiducia su questo provvedimento è decisamente fuori luogo – mi costa dirlo ma è così – per tre motivi sostanziali: alla Camera c’è una maggioranza molto ampia; secondo motivo, questa è una legge di iniziativa parlamentare, il Governo doveva astenersi dal porre la questione di fiducia su una delle poche leggi di iniziativa parlamentare; il terzo punto è che si tratta di un tema etico, che dovrebbe vedere la più ampia libertà di coscienza dei singoli deputati. È proprio per questi motivi, in particolare per questa libertà di coscienza che rivendico, che, se sarà confermata la questione di fiducia – come credo – il sottoscritto, che l’ha sempre garantita al Governo, su questo passaggio parlamentare la sospenderà”.

Pubblicato / aggiornato il 11/05/2016 alle 12:00
Categoria: Salute