Vai al contenuto

I lavori del Consiglio Valle nella mattinata dell’11 maggio

I lavori del Consiglio Valle  nella mattinata dell’11 maggio

In apertura dei lavori del Consiglio Valle di mercoledì 11 maggio, la risposta a un’interrogazione sui lavori affidati dagli enti pubblici regionali alle ditte colpite da interdittive antimafia del Questore di Aosta è stata data dall’assessore alle opere pubbliche.

La legge 6 novembre 2012, n. 190 (cosiddetta legge anticorruzione), ha istituito le “white list” che sono elenchi, costantemente monitorati e aggiornati dalle Prefetture, contenenti la documentazione antimafia dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori operanti nei settori più permeabili alle organizzazioni criminali. Tramite la consultazione delle “white list” viene accertata nei confronti dei soggetti che operano nei settori sensibili l’assenza dei motivi ostativi ai fini antimafia. Le imprese che operano nei settori sensibili hanno l’onere di iscrizione nelle “white list”, mentre le stazioni appaltanti, qualora debbano concludere un contratto in un settore sensibile, sono tenute ad acquisire la documentazione antimafia solo attraverso la consultazione delle “white list”, verificando che l’impresa sia iscritta, ovvero, nel periodo transitorio, che quantomeno abbia presentato l’istanza di iscrizione in tale elenco. In quest’ultimo caso la Stazione appaltante potrà comunque dare avvio all’iter contrattuale, previa comunicazione alla competente Prefettura di essere in attesa del provvedimento definitivo. Nel caso in cui sia, successivamente, accertata la mancanza delle condizioni per l’iscrizione, la Prefettura competente adotta il provvedimento di diniego dell’iscrizione e ne dà comunicazione all’interessato, mentre i contratti e subcontratti cui è stata data esecuzione vengono revocati dalla Stazione appaltante. Gli appalti affidati dalla RaVdA alle società Ag.f. S.r.l. e I.c.f. S.r.l. non riguardanosettori sensibili, trattandosi di servizi di manutenzione invernale. Ciò posto gli accertamenti che la stazione appaltante era tenuta ad effettuare erano quelli previsti dall’allora vigente articolo 38, lett. b) del d. lgs. 163/2006. Dai dati ricavati dall’Osservatorio regionale dei contratti pubblici che raccoglie le comunicazioni obbligatorie che le stazioni appaltanti devono trasmettere all’ANAC, non risultano affidamenti in favore della ditta AG.f S.r.l mentre per la ditta I.c.f. S.r.l. risultano i seguenti dati: un affidamento di appalto per il servizio di sgombero neve da parte del Comune di Valtournenche per le stagioni 2010/2011 e 2011/2012, per un importo di aggiudicazione di 240 mila euro, e 22 affidamenti in sub appalto, tutti riguardanti il Comune di Châtillon dal 2011 al 2013, riconducibili a lavori edili, per un importo complessivo pari a 1 milione 397 mila 610,72 euro. A questi dati va poi aggiunto che la SAV ha comunicato di aver sottoscritto, sempre con la ditta I.C.F. S.r.l. quattro successivi contratti stagionali per il servizio di mantenimento della viabilità invernale con autocarri per le stagioni invernali dal 2012 al 2015, per un importo complessivo fatturato di 65 mila euro. Il dirigente della Struttura regionale Viabilità ha comunicato che per quanto riguarda la società I.C.F. S.r.l. di Aosta, con provvedimento dirigenziale n. 5764 in data 28/12/2007, a seguito di pubblico incanto, è stato affidato il servizio di manutenzione invernale lungo le S.R. n. 19 di Pollein e n. 35 di Grand Pollein per il quinquennio compreso tra le stagioni invernali 2007/2008 e 2011/2012 per un importo di 196 mila 193,79 euro. Per quanto riguarda, invece, l’impresa AG.F. S.r.l. sempre il dirigente della Struttura Viabilità ha comunicato che con provvedimento dirigenziale n. 559 in data 21/02/2014 è stato preso atto dell’affitto del ramo d’azienda tra la società ICOVAL S.r.l. di Arnad – impresa aggiudicataria del servizio di manutenzione invernale della S.R. n. 44 della Valle del Lys per il quinquennio compreso tra le stagioni invernali 2012/2013 e 2016/2017- e l’ impresa AG.F. S.r.l. di Aosta, con decorrenza dal giorno 16/10/2013. L’efficacia di tale provvedimento è stata subordinata all’esito positivo delle verifiche e controlli di legge. La Struttura competente ha quindi provveduto a verificare il possesso dei requisiti di ordine generale ex art. 38 comma 1 del d.lgs 163/2006 e s.m.i., risultando regolari. Per quanto riguarda l’accertamento richiesto alla Questura di Aosta in data 18.11.2013 e 16.12.2013, essendo decorsi i termini di cui all’art. 92 comma 2 dello stesso decreto, ai sensi del successivo comma 3, dovendo garantire l’espletamento del servizio di manutenzione in prossimità dell’inverno, si è proceduto in assenza dell’informazione antimafia sotto condizione risolutiva. La comunicazione che attesta la regolarità relativa alla non sussistenza di tentativi di infiltrazioni mafiose è stata rilasciata il 26/07/2014 dalla Questura di Aosta. A seguito degli atti di diniego emessi dal Questore di Aosta il 19 aprile 2016 sono state, fin da subito, impartite dal Dirigente della Struttura viabilità disposizioni al personale della Struttura, affinché, in caso di ulteriori nevicate sulla S.R. n. 44 della Valle del Lys, il servizio di manutenzione venisse eseguito direttamente con mezzi e attrezzature di proprietà regionale. Con nota prot. 5683 in data 3 maggio 2016 è stato invece disposto formalmente all’Impresa AG.F. S.r.l., l’immediata sospensione del servizio di manutenzione invernale sulla S.R. n. 44 della Valle del Lys, in attesa dell’adozione del provvedimento di revoca del servizio. Alpe ha illustrato un’interrogazione a risposta immediata riguardante le garanzie concesse dalla Giunta regionale per assicurare l’anticipazione da parte degli Istituti di credito del 90 per cento dei contributi del settore agricolo per il 2015, a valere sul Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Il capogruppo Albert Chatrian ha ricordato che l’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura AREA VdA, istituita dalla Regione nel 2007, «non è mai stata riconosciuta come organismo pagatore per gravi mancanze e incapacità politiche e non ha pertanto ottenuto l’autonomia di erogare i contributi in favore del settore agricolo (ex verde agricolo). Per il 2015, non vi sono certezze sui tempi con i quali gli agricoltori valdostani potranno beneficiare degli aiuti previsti dal PSR 2014-2020. Bene ha quindi fatto l’Amministrazione regionale a intervenire per concedere garanzie: tuttavia, ci risulta che ad oggi la Giunta non abbia ancora definito il tasso di interesse applicabile a tale anticipazione. Ci chiediamo pertanto se il Governo abbia formulato agli istituti di credito una proposta affinché gli agricoltori non vengano ulteriormente gravati dal pagamento di qualsiasi tasso di interesse, considerato che si tratta di aiuti dovuti.» L’assessore alle finanze, Ego Perron, ha riferito: «Innanzitutto, i contributi per l’annualità 2015 sono dovuti dall’AGEA e non da AREA. Esistono disagi, ma non sono imputabili all’Amministrazione regionale. L’ipotesi secondo cui gli istituti bancari privati possano effettuare un’operazione gratis non è proponibile. La nostra proposta mira ad ottenere condizioni minime, in linea con quello che in generale l’Amministrazione regionale ha determinato sui vari settori in materia creditizia. Le banche convocate hanno rilevato la necessità di avere una forbice, non un tasso fisso, in modo da valutare nel merito di ogni pratica le richieste avanzate. Non potevamo proporre una soluzione come quella immaginata in questa interrogazione, anche perché si sarebbe reso necessario un intervento di tipo normativo con l’individuazione di una copertura finanziaria. Abbiamo dunque proposto condizioni a nostro avviso ragionevoli. Il 6 maggio, l’ABI ha trasmesso agli associati un protocollo d’intesa firmato anche dal Ministero e da AGEA in merito all’anticipazione dei contributi: emerge che a livello nazionale l’anticipazione non è al 90% come immaginato da noi, ma al 70%. Ogni banca potrà convenzionarsi con il Ministero e AGEA, non è previsto alcun tipo di garanzia, non ci sono impegni sui tassi di interesse. Abbiamo cercato di fare una proposta valida per venire incontro al mondo agricolo, stiamo facendo tutto il possibile per ridurre nel più breve tempo possibile un disagio.» Chatrian, nella replica, ha osservato: «La questione è tutt’altra, l’Assessore ha cercato di portarci su una strada secondaria. Altre Regioni hanno già erogato completamente l’annualità, noi invece ci troviamo in questa situazione perché AREA VdA non è organismo pagatore. La soluzione da voi proposta è inconcepigbile, avreste dovuto mettere in campo subito una legge regionale per garantire la gratuità. Non possiamo accettare la proposta di far pagare agli agricoltori tassi di interesse, oltre a 80 euro per ogni pratica.» Il Capogruppo Chatrian ha infine annunciato la presentazione di una risoluzione in merito alle possibilità che sia Finaosta a erogare gli anticipi a tasso zero e senza spese di istruttoria. Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Union Valdôtaine Progressiste ha voluto conoscere la reale situazione all’interno del Dipartimento emergenza, rianimazione e anestesia-DERA dell’USL valdostana, a seguito della lettera degli infermieri del Pronto Soccorso e del 118 inviata il 6 maggio scorso per richiedere di essere trasferiti in blocco verso altri Dipartimenti. «Questa richiesta di trasferimento dovuta a incompatibilità ambientale con la Dirigenza del DERA – ha osservato il consigliere Elso Gerandin – è l’espressione di una situazione di grave disagio che si è creata all’interno dell’azienda USL e che crea apprensione tra i cittadini. La Direzione sta facendo terrorismo nei confronti degli operatori, arrivando persino a parlare di provvedimenti disciplinari se questi parlano con gli organi di stampa.» L’assessore alla sanità, Antonio Fosson, nel concordare che «le minacce sono un reato e su questo sono d’accordo con il collega Gerandin», ha evidenziato che «il DERA è soggetto ad una profonda organizzazione a seguito dell’atto aziendale del 2014, che ha richiesto una nuova logica di Dipartimento oltre ad una maggiore flessibilità al suo interno, che necessita di una formazione che prevede dei tempi. La norma europea del 25 novembre scorso ha penalizzato molto i dipendenti del Pronto soccorso e ha imposto una nuova organizzazione. A dicembre 2015, in seguito a problemi sorti, abbiamo istituito un tavolo di confronto con le Organizzazioni sindacali, l’Azienda USL e il Presidente proprio per monitorare la riorganizzazione. Il 5 maggio abbiamo avuto notizia, da parte dei Sindacati, dell’interruzione di questo tavolo, che sarà riconvocato urgentemente il 13 maggio. Riguardo a quanto successo, il 6 maggio sono state recapitate 35 domande di trasferimento da parte di sette infermieri del 118 e di 28 del Pronto Soccorso. Nessuna domanda è arrivata dai dipendenti della rianimazione. Il 10 maggio, il dottor Veglio e la dottoressa Tumiati hanno incontrato 29 infermieri con l’obiettivo di ascoltare le loro istanze. Sono di due tipi i problemi emersi: la difficoltà ad accettare una variazione organizzativa impostata con l’atto aziendale del 2014 e la difficoltà relazionale con la dirigenza del DERA. L’incontro si è concluso con l’impegno da parte della Direzione di proseguire la riflessione già in atto sulla riorganizzazione, anche alla luce delle difficoltà espresse dal personale. Io credo che in ogni cambiamento, il rapporto con il personale sia fondamentale, soprattutto in un reparto come il Pronto soccorso dove ci sono specialisti particolarmente preparati. Faremo tutto il possibile per affrontare questo disagio e per superarlo con tutti i mezzi a nostra disposizione.» Gerandin ha quindi dichiarato: «L’assessore non è riuscito a tranquillizzarci. Se da parte di 35 infermieri viene chiesto il trasferimento, significa che c’è un profondo malessere: non si può fare un processo organizzativo se non si riesce a far dialogare le persone. Secondo noi, la politica deve intervenire, soprattutto a fronte degli impegni assunti in Commissione consiliare di stoppare la riorganizzazione, che invece è andata avanti: questo è grave e con atteggiamenti di questo genere non si va da nessuna parte. Per la sanità valdostana è un momento di confusione totale e di prospettive pari a zero.» La conformità degli edifici di proprietà regionale alla normativa antisismica sono stati al centro di un’interrogazione del gruppo M5S presentata nella seduta dell’11 maggio 2016. In particolare, il capogruppo Stefano Ferrero ha chiesto di fare il punto della situazione sulle certificazioni antisismiche, ponendo l’attenzione sull’immobile che ospita la Protezione civile valdostana e sulle scuole. L’assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha premesso: «La normativa italiana non prevede l’esistenza di un certificato di conformità alla normativa antisismica o di certificazioni antisismiche. Questi certificati, se intesi come documenti attestanti l’idoneità sismica di un edificio, in rapporto ad un dato evento sismico atteso, non solo non sono previsti ma non sono neanche obbligatori; si parla di verifiche sismiche, da condurre per le sole opere strategiche per finalità di protezione civile e per quelle suscettibili di conseguenze rilevanti in caso di collasso per un evento sismico, ad esempio costruzioni con grandi affollamenti, industrie, monumenti, scuole. Le tipologie di strutture ricadenti nell’una e nell’altra categoria sono state definite dalla Giunta regionale il 30 dicembre 2003, stabilendo l’avvio di una valutazione dello stato di sicurezza degli edifici sviluppando un primo livello di verifica, il cosiddetto “Livello 0”, prevedendo unicamente l’acquisizione di dati sommari sull’opera. È altresì stabilito che gli interventi di adeguamento devono essere calibrati in base alle disponibilità delle risorse di bilancio ordinarie e tenuto conto della gravità dell’inadeguatezza riscontrata e delle implicazioni di pubblica incolumità.» Entrando nel merito dell’interrogazione, Baccega ha risposto: «La palazzina sede degli uffici della Protezione civile regionale, della Centrale unica del soccorso (CUS) e della torre di controllo dell’aeroporto (classificata struttura strategica per la gestione dell’emergenze, anche di quella sismica) è stata oggetto, nel dicembre 2013, della verifica di livello 0, risultando che la parte “vecchia” non è adeguata a quanto richiesto dalle attuali norme tecniche di costruzione, con particolare riferimento all’azione sismica; la parte “nuova” è risultata conforme, anche dal punto di vista dell’azione sismica. Nella programmazione dei lavori pubblici per il 2016 è prevista un’idonea copertura finanziaria a valere sui fondi per la valorizzazione e riqualificazione del patrimonio immobiliare regionale, su cui si interverrà sulla base delle priorità individuate.» «Per quanto attiene la situazione del patrimonio edilizio scolastico, cui è stata data priorità, sono stati approvati gli indirizzi per la riorganizzazione e la riqualificazione degli edifici di istruzione secondaria di secondo grado di Aosta – ha aggiunto l’Assessore Baccega -; sono state anche formalizzate le linee di programmazione che porteranno, nell’arco di circa 10 anni, ad un sostanziale accorpamento delle sedi scolastiche, con benefici in ordine alla sicurezza degli stabili, alla loro funzionalità ed ai relativi costi di manutenzione e gestione futura. Nello specifico, si trasferirà gran parte delle scuole regionali in edifici strutturalmente adeguati alle prescrizioni tecniche: basti pensare  alla ristrutturazione della scuola Corrado Gex di viale Chabod e del Liceo scientifico “Edouard Bérard” di avenue Conseil des Commis, alla realizzazione della nuova scuola in regione Tzamberlet (futura sede del Liceo delle scienze umane e scientifico e dell’Istituzione scolastica di istruzione tecnica-ragioneria) e all’ampliamento della scuola di via Chavanne (futura sede del Liceo classico, artistico e musicale). Parallelamente, un tavolo tecnico tra le varie strutture regionali sta definendo quali strutture e infrastrutture regionali siano strategiche o rilevanti ai fini della gestione dell’emergenza sismica. Solo sulla base delle verifiche sismiche si potrà avere un quadro completo dello stato di adeguatezza delle strutture e degli eventuali interventi necessari per l’adeguamento.» Ferrero, nella replica, ha osservato: «Avere la certezza della mancanza di certificazione per una parte dell’edificio che ospita la Protezione civile non è molto confortante; analogo discorso per le scuole. Quando un normale cittadino costruisce una casa deve avere la certificazione antisismica, mentre non ce l’hanno edifici che ospitano centinaia di persone. È un problema serio, tornerò sulla questione per monitorare lo stato dell’arte. Per il discorso scolastico c’è l’aggravante che in alcuni casi sono stati effettuati costosissimi studi da parte di professionisti pagati dall’Amministrazione regionale, senza poi ottenere la certificazione. Prendo atto col beneficio del dubbio della risposta dell’Assessore, sperando che la volontà espressa venga concretizzata.» Il gruppo M5S ha posto un’interrogazione sulla vendita di energia e di calore prodotti dalla discarica di Brissogne. Rilevato che nel 2014 gli introiti dalla vendita di energia e di calore risultavano essere rispettivamente di 450 mila 391 euro e di 59 mila 748 euro, mentre nel 2015 erano di 286 mila 141 euro per la vendita di energia e di 56 mila 397 euro per la vendita di calore, il consigliere Roberto Cognetta ha voluto sapere a cosa sia dovuta la differenza di incassi in negativo. L’assessore al territorio e ambiente, Luca Bianchi, ha premesso che «il contratto per la vendita di energia al Gestore della rete di trasmissione nazionale (GRTN), derivante dallo sfruttamento del biogas prodotto dalle discariche annesse al Centro regionale di trattamento dei rifiuti di Brissogne, è stato sottoscritto da Valeco spa, in quanto concessionaria del Centro stesso. Le somme riconosciute dal GRTN vengono quindi fatturate e introitate da Valeco, la quale, anziché riversarle alla Regione, su indicazione dell’Amministrazione stessa, detrae tali introiti dai costi sostenuti per la gestione dei rifiuti indifferenziati che formano la tariffa di smaltimento in discarica a carico dei Sub-ATO. Le somme detratte dalla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati sono calcolati al netto degli oneri di investimento (Valeco ha eseguito i lavori di sostituzione del vecchio cogeneratore e delle reti di captazione, come prescritto dal GRTN) e di manutenzione del sistema di cogenerazione, sia ordinaria che straordinaria, secondo quanto indicato nel Piano economico-finanziario del 2011. Inoltre, le somme introitate dal GRTN sono periodicamente soggette a conguaglio secondo la variabilità dei prezzi di vendita fissati dal mercato dell’energia, conguagli che sono disposti dal GRTN stesso.» Bianchi ha quindi spiegato che «per quanto concerne, in modo particolare l’annualità 2015, in cui è stata introitata dalla Regione una somma inferiore a quella del 2014, Valeco ha precisato che la minore somma utilizzata per la riduzione della tariffa di smaltimento a carico dei SubATO dipende dal conguaglio pari a 83mila euro gravanti sulle annualità 2014 e 2015 derivanti dall’applicazione della quota da riconoscere alla Regione, per la successiva riduzione della tariffa a carico dei SubATO. Voglio anche sottolineare che la rideterminazione del nuovo Piano economico-finanziario e l’individuazione definitiva delle somme da riconoscere alla Regione, ai fini della successiva riduzione della tariffa di smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati a carico dei Sub-ATO, è in fase di redazione e non poteva essere fatto prima della sentenza del Consiglio di Stato sul pirogassificatore.» Per quanto riguarda, invece, la vendita di calore, l’assessore ha riferito che «il calore derivante come cascame termico dalla produzione di energia viene fatturato direttamente dalla Regione alla società Nuova SEA; cascame che è destinato all’impianto di teleriscaldamento di Pollein all’autoporto. La fatturazione viene emessa sulla base delle letture dal contatore presente a valle dell’impianto di cogenerazione e prima della consegna a Nuova SEA e varia a seconda delle necessità di calore dell’impianto di teleriscaldamento: la minore somma introitata dipende unicamente dalla minore richiesta di calore da parte di Nuova SEA per l’impianto di teleriscaldamento e anche questo introito concorre alla riduzione della tariffa di smaltimento in discarica dei rifiuti indifferenziati, quindi al più presto rivedremo il piano finanziario che porterà una riduzione della tariffa.» Cognetta ha replicato che «164 mila euro in meno per la vendita di energia, a fronte di un impianto che produce calore recentemente aggiornato, sembrava singolare. Oggi apprendiamo che 80mila euro in meno fanno parte del conguaglio. Vedremo cosa succederà quando avremo il nuovo piano finanziario, che chiediamo all’Assessore di farci avere, al fine di verificare come sarà ripartito il nuovo costo e se ci saranno dei miglioramenti da presentare. Resta da scoprire se gli altri 80mila euro sono stati spesi in maniera corretta. Restiamo in attesa del nuovo piano economico per fare dei ragionamenti successivi, perché alla fine sono i cittadini a pagare la differenza d’incasso, cioè i 164 mila euro.» In risposta a un’interpellanza sui lavori di completamento dell’acquedotto intercomunale Val d’Ayas, l’assessore Mauro Baccega ha detto che è stato in parte già realizzato, e si articola in due parti: la realizzazione della condotta di collegamento tra il serbatoio di Praz Charbon, in Comune di Ayas, e il Col de Joux in Comune di Saint-Vincent e la realizzazione della condotta principale dell’acquedotto intercomunale nel tratto Brusson – Montjovet. L’8 gennaio 2014 è stata sottoscritta la convenzione tra la Struttura opere idrauliche e il SUB-ATO per l’importo complessivo di 7 milioni 150 mila euro a copertura delle spese per la realizzazione dei due interventi e delle relative spese tecniche e i due interventi sono stati inseriti nella programmazione dei lavori pubblici. Con determinazione del responsabile del Servizio tecnico dell’Unité des Communes Evançon (n. 135 del 30.10.2015) è stata approvata la determina a contrarre del primo intervento, il cui bando di gara, per un importo di lavori a base d’asta pari a 1 milione 662 mila 394,41 euro, è stato pubblicato il 22 marzo 2016 con scadenza prevista per il 12 maggio 2016. Tale scadenza è stata recentemente (28 aprile) prorogata al 6 giugno 2016. La progettazione del secondo intervento, relativo al Collegamento Brusson – Montjovet, è invece in fase di aggiornamento a seguito dei controlli effettuati dalla società di validazione. Il bando relativo a tali lavori sarà quindi pubblicato nel corso del 2016. Durante le analisi dei residui previsti dalle nuove norme sul bilancio armonizzato erano sorti dei disguidi tra gli uffici per i quali sembrava che non fossero più disponibili, in fase di riaccertamento dei residui, le somme necessarie alla realizzazione dei due interventi. Al fine di fugare ogni dubbio e di confermare la disponibilità delle risorse finanziarie ho già presentato nella terza commissione consiliare un emendamento specifico che ha inserito nuovamente nella programmazione triennale dei lavori pubblici i due interventi. L’Istituto clinico di Saint-Pierre è stato al centro di un’interrogazione posta dal gruppo Alpe nella seduta consiliare dell’11 maggio 2016. Rilevato che l’impegno di spesa 2016 per le prestazioni di ricovero ospedaliero che l’USL della Valle d’Aosta acquista in regime di convenzione con la struttura privata ISAV spa di Saint-Pierre è rimasto identico al 2015 (7 milioni di euro), il gruppo ALPE ha voluto conoscere «le ragioni di questa scelta, nonostante i tagli applicati al settore sanitario nel bilancio regionale.» L’assessore alla sanità, Antonio Fosson, ha spiegato: «La delibera dell’Usl del 22 aprile scorso stabilisce che il tetto massimo di spesa per la remunerazione della clinica di sette milioni di euro, invariato rispetto al 2015, non rappresenta l’impegno di spesa per il 2016. Di questa cifra, 1 milione 800 mila euro va per l’ortopedia e la chirurgia (per interventi che in passato si svolgevano fuori Valle); 3 milioni 450 mila euro sono destinati alla riabilitazione (usando sia per i residenti sia per chi proviene da fuori Valle tariffe siglate a livello nazionale che non possono essere ridotte; la struttura applica tariffe proprie per i privati, che non utilizzano convenzioni); 1 milione 750 mila euro è concesso alla clinica per portare pazienti da fuori Valle. Per quest’ultima somma, con la convenzione precedente con la clinica anticipavamo l’80% per due anni, ora la variazione importante consiste nel fatto che da quest’anno non si anticipa più l’80%, ma il 65%: l’importo della mobilità attiva è sceso a 1 milione 137 mila euro, con 262 mila euro risparmiati. L’impegno per il 2016 è quindi di 6.387 euro. Si tratta di un dato significativo, che va nell’ottica di riduzione dei finanziamenti verso l’azienda. Voglio poi sottolineare che, sul fronte delle prestazioni, nel 2016 non c’è stata una riduzione dei tempi: negli anni passati i giorni di riabilitazione erano 5, dal lunedì al venerdì, ora è stato inserito il sabato. La riduzione dell’acconto e il potenziamento con il sabato sembrano risultati facili da ottenere, invece si sono verificate discussioni molto accese. La spesa è stata ridotta ma il servizio non solo è stato mantenuto ma migliorato.» Patrizia Morelli ha evidenziato: «Con questa iniziativa abbiamo voluto sottolineare una controtendenza dei dati che provengono dalla clinica di Saint-Pierre rispetto all’andamento generale della sanità valdostana: confrontando i dati rispetto alla spesa sanitaria regionale dal 2013 al 2016 cala di molto (-13%), mentre quella per la clinica è sempre andata in crescendo (+30%), nonostante le riduzioni. È una controtendenza che ci preoccupa. Non siamo contrari a priori al settore privato, quando questo si integra e collabora correttamente col pubblico, ma lo siamo se nei confronti del privato vi è un atteggiamento morbido, se non di favore: è un atteggiamento che va a scapito del pubblico e dunque dei cittadini. A fronte degli ottimi rimandi sulla clinica di Saint-Pierre, le segnalazioni negative dei cittadini sulla ristorazione, sulla pulizia, sull’assistenza notturna dell’ospedale Parini sono un campanello d’allarme. Facciamo attenzione a non creare sacche di privilegio. Se i tagli vanno fatti, facciamoli in modo paritario, ma non dobbiamo scendere sotto il livello di guardia, che nella nostra regione ci pare sia stato raggiunto.»

Pubblicato / aggiornato il 11/05/2016 alle 12:00
Categoria: Salute