Lavoratori sottopagati e minacciati, ad Aosta. Per Cgil è moderna schiavitù
La Squadra Mobile della Questura di Aosta ha condotto un’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Eugenia Menichetti, conclusa con il rinvio a giudizio per il reato di estorsione in concorso continuata aggravata.I titolari di una ditta di autotrasporti del capoluogo regionale, approfittando dello stato di bisogno di soggetti senza lavoro, hanno reclutato più persone con funzioni di autisti senza alcun contratto di lavoro, pagandoli pochi euro l’ora (in alcuni casi) o non pagandoli affatto (in altri). Questi autisti dormivano all’interno del magazzino, ove erano stipate le merci, in giacigli di fortuna, insalubri e ricavati su un soppalco in precarie condizioni igieniche. Approfittando del grave stato di bisogno in cui versavano, i lavoratori erano costantemente minacciati per accettare queste condizioni: nessuno di loro aveva altre fonti di sostentamento. Tutta l’attività è stata minuziosamente ricostruita e documentata con registrazioni visive.Nel corso dell’attività investigativa è stato inoltre accertato che le merci, consegnate a diversi grandi magazzini del circondario e no, oltre a diversi ristoranti della regione, erano stipate su mezzi non a norma, alcuni bloccati per fermi amministrativi e altri con le celle frigo non funzionanti. Nel mese di gennaio, coordinata dalla Procura della Repubblica, è stata condotta una azione congiunta da personale di Polizia, Guardia di Finanza, Ufficio di Igiene, Ufficio del Lavoro-Agenzia dell’entrate, che ha portato alla chiusura di questo magazzino e al sequestro dei mezzi e della merce contenuta all’interno, in precario stato di conservazione. In occasione dell’intervento, all’interno del magazzino sono stati identificati i dipendenti che dormivano e che hanno confermato quanto già a conoscenza degliinvestigatori.”Una situazione vergognosa e incredibile, una moderna schiavitù” è stata definita da Domenico Falcomata, segretario di Cgil Valle d’Aosta. “Il problema dei lavoratori sfruttati, lo diciamo da tempo, esiste anche qui e va affrontato – aggiunge Falcomatà – da anni chiediamo nuove e più efficaci tutele per i lavoratori. E oggi, in modo particolare, la nostra proposta di legge di iniziativa popolare per la Carta dei Diritti Universali del Lavoro va in questa direzione. Del lavoro sfruttato, sottopagato, in grigio o in nero si parla troppo poco, ma oggi anche nella nostra regione vengono alla luce situazioni incredibili. È necessario alzare la guardia e non fermarsi all’indignazione. Situazioni come quella scoperta ad Aosta dalle Forze dell’Ordine, devono farci riflettere sulla necessità che le tutele dei lavoratori e i controlli preventivi da parte degli organi preposti, devono essere rafforzate e non indebolite come hanno fatto i Governi con le leggi degli ultimi anni e recentemente col Jobs act, ripristinando condizioni che garantiscano la dignità nel lavoro delle persone”.
Pubblicato / aggiornato
il 22/05/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute