I lavori del Consiglio Valle nella mattinata del 24 maggio
I lavori del Consiglio regionale della Valle d’Aosta si sono aperti, martedì 24 maggio, come consuetudine, con le comunicazioni del presidente dell’Assemblea.
Il consigliere Roberto Cognetta, poi seguito dal capogruppo Luigi Bertschy, hanno posto all’attenzione una possibile carenza di imparzialità nella presentazione della riforma costituzionale articolata su quattro serate organizzate dal Consiglio Valle. Il presidente Marco Viérin ha affermato che, al contrario, le ragioni del sì e le ragioni del no sono state espresse con equilibrio e chiarezza.Ancora Cognetta ha posto un’interrogazione a risposta immediata per affrontare la problematica delle richieste di trasferimento presentate dagli infermieri della Centrale Unica del Soccorso e del Pronto Soccorso. «Il 13 maggio si è tenuto un incontro tra le Organizzazioni sindacali, la Giunta e i rappresentanti dell’azienda USL nel quale si è decisa una modifica della riorganizzazione del DERA (il Dipartimento di emergenza, rianimazione e anestesia), ma non si è affrontata la questione dell’incompatibilità ambientale che ha portato la quasi totalità di infermieri a chiedere il trasferimento.» Il Consigliere ha quindi chiesto se «a seguito di questo incontro, l’incompatibilità ambientale venutasi a creare all’interno del DERA sia stata risolta e come.»L’assessore alla sanità e politiche sociali, Antonio Fosson, ha risposto: «Le ragioni dell’incompatibilità ambientale sono state tutte affrontate nell’incontro del 13 maggio, convocato ancor prima che le domande di trasferimento dei 35 infermieri arrivassero. Sono state analizzate puntualmente le modifiche all’organizzazione del Dipartimento che hanno causato l’incompatibilità ambientale. Le indicazioni del Governo regionale sono state condivise dai Sindacati e dall’Azienda: la turnazione solo su volontà del dipendente, il ripristino dei turni di dodici ore del personale tecnico a partire da giugno, la verifica dell’organico; il tutto per un’eventualità di prendere più direttamente in carico l’applicazione di queste indicazioni. Per quanto riguarda la gestione di dinamiche più personali e relazionali, l’USL si è anche impegnata a gestirle al più presto nel rispetto delle disposizioni contrattuali. Questo impegno sarà sottoscritto in questi giorni. Comunico inoltre che sono ricominciati i tavoli di confronto tra la direzione dell’Azienda e tutto il personale coinvolto.»Cognetta ha colto con favore la riapertura dei tavoli di confronto, auspicando «di non ricevere mai più segnalazioni di abusi psicologici, angherie e minacce di non rinnovare il contratto. La problematica va risolta rapidamente, altrimenti può accadere di tutto.»Il disegno di legge in materia venatoria è stato al centro di un’interrogazione a risposta immediata illustrata dal gruppo Alpe. Il capogruppo Albert Chatrian, ricordato che lo scorso 18 maggio si sono dimessi il Presidente e i rappresentanti del Comitato regionale per la gestione venatoria e che il Consiglio regionale ha approvato una risoluzione affinché si concluda l’iter di approvazione della legge sulla caccia rispettando le opinioni espresse dai cacciatori, ha chiesto «se sia stato previsto di tener conto delle loro osservazioni, visto che per il 90 per cento non sono d’accordo con l’ultima versione del disegno di legge. I cacciatori hanno peraltro inviato alla terza Commissione una proposta che tende una mano alla circoscrizione 4; vi si ipotizza infatti l’apertura delle residenze venatorie per i cacciatori della quarta in altre circoscrizioni, oltre alla possibilità di poter usufruire dei capi di altre circoscrizioni per due anni.»Il presidente della Regione, Augusto Rollandin, ha risposto che «l’impegno assunto in Consiglio di rispettare la volontà dei cacciatori è stato mantenuto. I cacciatori, in una riunione a Gressan, avevano chiesto di mantenere il disegno di legge tale e quale era stato proposto. Il progetto è stato integrato solo di un comma specifico che si richiamava ai due punti sottolineati dai cacciatori: il comma 3 specifica che le disposizioni di cui al comma 2bis dell’articolo 31 della l.r. 64/1994 2bis (che recita: “per le specie cacciabili soggette ad assegnazione nominativa, al fine di assicurare il legame cacciatore-territorio, i capi prelevabili in una determinata unità gestionale sono ripartiti, prioritariamente, nelle sezioni comunali cacciatori situate nel territorio in cui ricade l’unità gestionale medesima”), come modificato dall’articolo 9 del disegno di legge, si applicano a far data dal 1° gennaio 2018. Per quanto riguarda il prelievo dei cinghiali non è cambiato nulla. Abbiamo quindi tenuto conto di tutto quello che era stato detto e proposto.»Chatrian, nella replica, ha osservato: «Il Presidente dice che si è tenuto conto di tutto, mentre la lettera inviata quattro giorni fa dai cacciatori afferma il contrario, va nella direzione alternativa alle proposte della Giunta ed esprime assoluta contrarietà. Schizofrenia pura? Il Governo deve compiacere qualcuno? Torneremo in questo Consiglio sull’argomento perché non possiamo permettere che nel momento in cui la maggioranza dei cacciatori valdostani non si sente rappresentata da questa bozza, il Presidente ci dica invece che è tutto a posto. Non è tutto a posto.»In risposta a un’interrogazione sui lavori di asfaltatura delle strade regionali e sul parco mezzi per la manutenzione delle strade, l’assessore alle Opere pubbliche Mauro Baccega ha risposto che la deliberazione del Consiglio regionale che approva il programma triennale dei lavori pubblici per il triennio 2016/18 prevede quest’anno, per la manutenzione delle strade classificate regionali, interventi per un ammontare di spesa complessiva di 1 milione 410 mila euro, di cui 570 mila a valere sul bilancio regionale e, di questi, 125 mila per il ripristino delle pavimentazioni stradali; 840 mila euro, invece, sono a valere sui fondi di inclusione sociale per l’attuazione di un piano di investimenti volti al sostegno e al rilancio dei settori produttivi dell’economia locale e, in questo caso, circa 595 mila euro sono riservati a interventi di ripristino e/o riqualificazione della pavimentazione su vari tratti di strade classificate regionali. E’ inoltre in fase di verifica la possibilità di ottenere in fase di assestamento di bilancio il finanziamento di altri interventi di asfaltatura per un ammontare stimato in circa 600 mila euro.Per quanto riguarda la dotazione del parco mezzi dell’Amministrazioneregionale per i lavori di manutenzione delle strade, Baccega ha precisato che il parco mezzi assegnato ai cantonieri e al garage dei mezzi pesanti che viene utilizzato per eseguire la manutenzione delle strade classificate regionali attualmente è il seguente:Garage mezzi pesantin. 4 autocarri leggeri;n. 5 autocarri pesanti:n. 7 mezzi specifici per sgombero neve;n. 4 spazzatrici (di cui una da riparare per rottura motore).Cantonierin. 49 Porter Piaggio (di cui 4 fermi per interventi di ripristino di meccanica e/o di carrozzeria);n. 6 motocarri Piaggio;n. 5 autocarri leggeri (di cui 1 fermo per rottura cambio).I veicoli operativi sono complessivamente 80 di cui 6 fermi per rilevanti problemi di meccanica e/o di carrozzeria (per 5 dei quali, a parte il mezzo spazzatrice) si ritiene opportuno procedere con la dismissione in relazione alla vetustà, alle condizioni dei mezzi, del loro valore residuo nonché agli oneri di riparazione.Nell’ottica di ottimizzazione e razionalizzazione della spesa si fa presente che recentemente è stata avviata la procedura per la dismissione di 25 mezzi non più utilizzabili viste le condizioni e la vetustà degli stessi. Va infine evidenziato che è dal 2010 che non si acquistano nuovi mezzi.Il capogruppo Luigi Bertschy ha replicato: «In Valle d’Aosta sono circa 500 i chilometri di strade regionali; l’importanza di una manutenzione efficace è un obiettivo da raggiungere, soprattutto in termini di sicurezza dei cittadini. Queste strade danno anche un’immagine turistica della regione e si collegano a un piano di gestione del territorio di altri Enti. L’ANAS, ad esempio, ha annunciato un prossimo importante investimento di cinque milioni di euro per poco più di un centinaio di chilometri di strada. È una notizia che ci fa piacere, mentre ci preoccupa il fatto che l’Amministrazione regionale non impieghi sufficienti risorse per le nostre strade e se non si interviene con regolarità la situazione non può che peggiorare. Il problema non si risolve non spendendo denaro. Sarebbe interessante che la terza Commissione facesse un sopralluogo nei magazzini regionali, in modo da prendere direttamente coscienza della reale situazione dei mezzi e del personale. Va elaborato un piano di gestione straordinaria, con una visione più complessiva del contesto. È un settore cui va data più attenzione.»Il presidente della Regione ha risposto all’interpellanza sui ritardi nella realizzazione dei lavori riguardanti i parcheggi e l’area verde presso la Nuova Università Valdostana. Premesso che il contratto in essere relativamente al 1° lotto del Polo universitario prevede l’ultimazione dei lavori entro il 21 settembre 2018, ha detto Rollandin, la società NUV comunica che non vi è nessun ritardo in ordine alla realizzazione del parcheggio di superficie dell’area Nord (via Monte Pasubio) e dell’area verde, la cui ultimazione è prevista dal cronoprogramma vigente per il 18 luglio 2016. L’Amministratore della società precisa che le dichiarazioni rese il 1° dicembre 2015 erano in linea con l’intenzione di accelerare la consegna di questa parte dell’intervento, affinché il Comune disponesse di nuovi posti auto necessari anche per la ristrutturazione della vicina Piazza Roncas. Qualche giorno dopo, però, il Comune di Aosta ha chiesto di modificare l’intervento previsto sull’area nord, lungo la Via Pasubio, inserendo in particolare un tratto di pista ciclabile da integrarsi nella rete dei percorsi del Comune in corso di programmazione e progettazione. Le competenti strutture dell’Assessorato regionale delle Opere pubbliche hanno pertanto chiesto a NUV di predisporre una variante per soddisfare questa richiesta, variante di cui sono attualmente in corso le procedure di approvazione. NUV ha finora rispettato i tempi e le previsioni finanziarie e tutti i contenziosi che hanno interessato la società si sono conclusi con la conferma della correttezza e dell’efficacia dell’operato della stessa. In occasione dell’Assemblea prevista a giugno prossimo per l’approvazione del bilancio 2015, saranno assunte le decisioni in merito al rinnovo degli organi della società. In sede di replica, il capogruppo del Movimento 5 Stelle Stefano Ferrero ha ribadito che Bruno Milanesio, amministratore unico di NUV, ha annunciato nel corso di un’intervista televisiva di voler rinunciare al proprio emolumento in quanto beneficiario di vitalizio regionale. Ferrero ha auspicato che tale dichiarazione non resti lettera morta.L’asilo nido “Le marachelle” dell’azienda USL della Valle d’Aosta è stato il tema di un’interrogazione presentata dal gruppo Union Valdôtaine Progressiste. I consiglieri dell’UVP hanno voluto conoscere le intenzioni dell’azienda riguardo alla continuità operativa della struttura, i costi per l’USL e le modalità di calcolo delle quote di compartecipazione delle famiglie.L’assessore alla sanità e politiche sociali, Antonio Fosson, ha premesso che «l’asilo nido aziendale è nato nel 2002 proprio per rispondere alle specificità del personale che vi lavora, con orari turni di lavoro, e l’avvio è stato reso possibile grazie a finanziamenti europei e statali che oggi non esistono più. Dal 1° marzo 2006, la struttura è gestita dall’azienda USL, con personale interinale; il disavanzo fra costi e ricavi è di 200 mila euro; la quota di compartecipazione delle famiglie è calcolata in base ai parametri previsti dalla delibera di Giunta regionale in materia, anche se nel nido aziendale cambiano l’articolazione oraria e la flessibilità, per cui le cifre sono diverse rispetto agli altri asili nido anche se vengono calcolate secondo l’ISEE; sono accolti 24 bambini e i posti sono sempre occupati. Il 28 aprile scorso, l’USL ha sottolineato la positività di questo nido chiedendo la continuità di questa esperienza: infatti, grazie alla sua flessibilità, il personale ha rinunciato al part-time, mantenendo così la disponibilità a fare i turni orari; inoltre le famiglie si sono dette disponibili ad aumentare la compartecipazione delle spese. L’Amministrazione regionale, con nota del 10 maggio, ha espresso parere favorevole al mantenimento dell’asilo nido, almeno per un anno, nell’attesa di risolvere alcune problematiche di gestione, come la revisione dei costi e delle forme gestionali.»Il consigliere Nello Fabbri, nella replica, ha commentato: «L’allarme è rientrato e questa è un’ottima notizia. Quello della sanità è un sistema estremamente complesso e il mantenimento dell’asilo nido aziendale va nell’ottica di avere in attività tutto il personale, che è molto specializzato. Questo è un esempio di come la flessibilità di questo asilo sia molto importante proprio per incentivarne l’uso, così come la sua apertura costante e la qualità elevata. I vantaggi sono riconosciuti anche da coloro che ne usufruiscono, tanto che si sono detti disponibili a concorrere alla risoluzione dei problemi economici di gestione. Speriamo che nel tempo di un anno si superino tutte le difficoltà e che la qualità venga mantenuta. Invitiamo l’Assessorato e l’USL a far sì che questi servizi si vedano non solo sotto l’aspetto ragionieristico ma soprattutto sotto il profilo della loro economicità volta a far funzionare un sistema nel suo complesso.»Con un’interrogazione, il gruppo UVP ha posto l’attenzione sul pagamento del premio unico aziendale della Politica agricola comune, ovvero il sostegno diretto al reddito dell’agricoltore la cui assegnazione è sganciata dalla produzione, non dipende cioè dalla quantità e dal tipo di coltura o allevamento, ma dai titoli e dalla superficie aziendale posseduti dall’agricoltore. Avendo appreso che «i funzionari dell’Assessorato agricoltura e di AREA-VdA, nelle scorse settimane e in quelle a venire, hanno avuto e avranno degli incontri con i funzionari dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura-AGEA per quanto riguarda le problematiche legate al premio unico», i Consiglieri dell’UVP hanno chiesto alla Giunta regionale se si è giunti alla risoluzione delle anomalie riguardanti i codici di pascolo che hanno impedito in parte il pagamento del premio unico e la definizione delle assegnazioni dei titoli.L’assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, ha risposto: «La nuova impostazione della domanda unica ha comportato una serie di novità; quella per noi più rilevante è il riconoscimento al premio di prati e pascoli permanenti, che consente l’erogazione di importi più consistenti rispetto al passato a valere sul primo Pilastro. Questa nuova regola ha determinato nuovi metodi di calcolo per l’attribuzione dei titoli e la determinazione del loro valore da parte di AGEA; questo ha fatto sorgere alcune criticità, comuni a tutte le Regioni. Fermo restando che la competenza in materia di domanda unica è di AGEA, AREA-VdA ha avviato un’attività di supporto per la risoluzione delle problematiche. A seguito di un incontro bilaterale con AGEA, è stato deciso un piano lavoro volto a riconoscere in prima battuta a riconoscere le deroghe regionali sul carico minimo e giorni pascolamento. Questo metodo ha consentito l’erogazione dei pagamenti a un consistente numero di agricoltori valdostani. L’importo finanziato ad oggi è pari a circa 2 milioni 100 mila euro (70.3 % dell’atteso, in media con il resto d’Italia). AREA-VdA fornisce la propria collaborazione ad AGEA per il perfezionamento del restante 30%. In particolare, si sta occupando della verifica di alcune incongruenze a livello di effettivo utilizzo pascolivo. A conclusione di questo lavoro, i pagamenti sono previsti da AGEA per fine giugno.»Il consigliere Alessandro Nogara ha replicato: «Capiamo di non poter ricevere risposte certe, stante la situazione di cattivo funzionamento da parte di AGEA, ma è fondamentale che gli agricoltori vengano informati man mano che le comunicazioni arrivano. Alcuni dati sono già disponibili, bisogna assolutamente inoltrarli agli agricoltori, che devono sapere quando e quanto far conto sulle sovvenzioni per poter mandare avanti l’azienda. Il passaggio di informazioni è una problematica già nota: riusciremo mai a risolverla? In conclusione, in seguito alle dichiarazioni dell’Assessore Testolin, la PAC verrà liquidata per intero agli agricoltori valdostani entro giugno 2016.»L’erogazione delle misure di sostegno al reddito e inclusione è stata al centro di un’interrogazione del gruppo M5S. Ferrero ha voluto fare il punto della situazione, chiedendo quante sono le domande pervenute; la loro suddivisione percentuale tra cittadini italiani, cittadini comunitari e cittadini extracomunitari; la stima delle domande che potranno essere soddisfatte; se a tutt’oggi l’Amministrazione regionale non sia in grado di comunicare la data in cui si darà effettivamente corso alle prime corresponsioni delle agevolazioni.L’assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, ha riferito: «Le domande sono state 620, di cui 497 rientranti nei requisiti di legge. Il 75% dei richiedenti sono italiani, il 3,5% comunitari, il 21% extracomunitari. Potranno essere soddisfatte subito circa 318 domande. Le risorse economiche stanziate per il 2016 consentono di coprire tutte le 497 domande regolari. A questo proposito, mi sono preso l’impegno di condividere con la Commissione competente il passaggio tra il finanziamento del 2015 e quello del 2016, perché non sia una decisione calata dall’alto ma condivisa dal Consiglio regionale. La data delle prime corresponsioni è già nota: entro il 15 giugno ci saranno già circa 100 erogazioni (58 hanno già ricevuto il parere favorevole del Comitato tecnico, che tornerà a riunirsi il 27 maggio). Entro l’estate tutti i 318 avranno il beneficio; successivamente al confronto in Commissione, che ritengo indispensabile, potranno essere soddisfatte tutte le 497 domande.»Ferrero, nella replica, ha osservato: «Era opportuno fare chiarezza e sono confortato dalla risposta dell’assessore. È importante riuscire a soddisfare tutte le domande. Per il futuro bisognerà rivedere il sistema, ci sono margini di miglioramento soprattutto riguardo al procedimento di presentazione della domanda che comporta delle difficoltà per i cittadini. Giudico positivo il confronto in Commissione, così come la copertura finanziaria per le domande, che sappiamo bene rappresentare solo una parte delle persone che hanno bisogno di sostegno.»Il recupero dei beni costituenti la collezione di materiale ferroviario Righetti è stato al centro di un’interpellanza posta dal consigliere Alberto Bertin del gruppo Alpe. Richiamando una precedente iniziativa, il consigliere ha voluto conoscere «le azioni che si intendono porre in essere per recuperare i beni della “Collezione Righetti”, in particolare con quali modalità e con quali tempistiche; inoltre, se si procederà ad una verifica delle eventuali responsabilità della perdita dei beni.»L’assessore al territorio e ambiente, Luca Bianchi, ha ricordato che «verso la fine del mese di maggio 2009, la Sovrintendenza ai beni culturali e il Dipartimento territorio e ambiente erano stati incaricati dalla Presidenza della Regione di provvedere alla liquidazione del Museo minerario regionale, abrogato con la legge regionale n. 12/2008. Dalla documentazione da cui è scaturita la liquidazione dell’ente, dei beni della cosiddetta “collezione Righetti” non vi è traccia, nemmeno nelle parti del bilancio dove dovrebbero comparire i beni acquisiti in comodato che, esauritosi con l’abrogazione dell’ente, avrebbe dovuto determinare la restituzione dei beni stessi all’ente proprietario, ossia alla Regione. L’ente comodatario era infatti tenuto a restituire i beni avuti in comodato all’ente comodante, al pari di quelli acquisiti in proprietà nel periodo di attività e poi effettivamente acquistati con apposito inventario effettuato dalla struttura competente in materia di miniere.»«Nei giorni scorsi – ha aggiunto l’assessore Bianchi -, le strutture del Dipartimento territorio e ambiente hanno provveduto a richiedere a quelle competenti in materia di musei di effettuare una nuova ricerca di ulteriore documentazione rispetto a quella trasmessa nel 2009. Siamo anche in attesa di conoscere dagli uffici di RFI notizie in merito al vagone contenente la collezione Righetti. Certamente una volta acquisiti tutti gli elementi utili si procederà ad una verifica delle eventuali responsabilità e terremo informato il Consigliere sull’evoluzione della vicenda.»Bertin ha evidenziato: «Questa collezione è stata acquistata a fine anni 90, per un valore di 50 milioni di lire, nell’ottica di essere valorizzata. Si tratta di mezzi risalenti a fine Ottocento riconducibili alla tratta ferroviaria in Valle d’Aosta: le ultime tracce di questa collezione si sono perse 11 anni fa in un vagone fermo alla stazione ferroviaria di Châtillon, da allora più niente. Insomma, si è riusciti a perdere un vagone ferroviario, non riesco a capire come questo sia possibile: è una situazione francamente grottesca. Mi auguro che possa essere chiarita e risolta al più presto.»
Pubblicato / aggiornato
il 24/05/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute