Vai al contenuto

I lavori del Consiglio Valle nella mattinata dell’8 giugno

I lavori del Consiglio Valle nella mattinata dell’8 giugno

La ristrutturazione del Convitto regionale Federico Chabod e delle altre strutture scolastiche adiacenti (Collegio Saint-Bénin, Liceo Scientifico Bérard, Istituzione scolastica Manzetti) è stata affrontata da un’interpellanza posta dal gruppo ALPE nella seduta consiliare dell’8 giugno.

Le conseiller Chantal Certan, dans son illustration, a souligné «l’importance du rôle du Convitto régional dans le cadre de l’offre formative valdôtaine» et elle a demandé les intentions du Gouvernement régional sur la restructuration ou l’expansion de ces structures scolaires.L’Assessore alle opere pubbliche, Mauro Baccega, ha riferito: «Per il Convitto non è previsto alcun intervento di ristrutturazione. Abbiamo comunque verificato la crescita delle domande di convittori o semiconvittori, che potrà essere almeno parzialmente soddisfatta solo quando tornerà disponibile l’ala ovest dell’edificio, in cui attualmente è collocata la sede del Liceo linguistico. È stato altresì verificato il recupero del complesso di Saint-Bénin, nell’ottica di potervi ospitare un collegio per studenti. In effetti, questa struttura difficilmente potrà essere adattata per ospitare nuovamente una scuola, vista la sua conformazione e tenuto conto dei vincoli di carattere storico e artistico; si presterebbe meglio ad essere trasformata in stanze e locali di studio e di ricreazione. Grazie all’occupazione dell’ala ovest e quelli derivanti dal recupero del Saint-Bénin, i posti letto saranno incrementati in modo significativo e potrà essere soddisfatto il fabbisogno di posti residenziali. Per l’edificio sede del Liceo scientifico è stato previsto un cronoprogramma per la sua ristrutturazione: l’inizio dei lavori del primo lotto (piano seminterrato) è fissato a partire dall’anno scolastico 2017-2018, i successivi lotti saranno realizzati a partire dall’anno scolastico 2018-2019, mentre la fine dell’intervento è previsto per l’anno scolastico 2020-2021. A decorrere dall’anno scolastico 2020-2021 avverrà il trasferimento dell’Istituzione Manzetti al nuovo polo di Tzambarlet; di conseguenza, l’edificio di via Festaz dovrà essere adeguato alle normative antisismiche. Questo intervento potrà essere avviato dall’anno 2020 a seguito del complessivo riassetto di tutte le sedi scolastiche di Aosta. L’immobile di via Festaz, una volta concluso l’adeguamento, ospiterà il Liceo linguistico ora collocato nell’ala ovest del Convitto, che quindi potrà rientrare in possesso di tutte le sue parti. Da quel momento, si potrà valutare un intervento anche su questo edificio.»Certan ha replicato: «Le scelte già compiute riguardano il Liceo Bérard, mentre restano grandi spazi di cui non si conoscono i destini. L’Assessore ci parla di possibili ristrutturazioni, ma nulla è stato preventivato. Il nuovo polo scolastico di Tzambarlet a nostro avviso non ha senso, soprattutto senza aver fatto una preventiva analisi di tutta la zona intorno al Convitto. Sarebbe meglio definire i numeri di aule e spazi per i convittori e semiconvittori nel complesso Saint-Bénin, la cui storia ha sempre riguardato la scuola e il mondo della cultura valdostana.»Il Consiglio Valle, con 28 voti a favore (UV, UVP, SA, PD-SVdA), 1 contrario (M5S) e 5 astensioni (ALPE), ha poi approvato il Programma pluriennale per l’innovazione e lo sviluppo dell’industria e dell’artigianato 2016-2018.Il Programma, che è stato illustrato dall’Assessore alle attività produttive e politiche del lavoro, Raimondo Donzel, declina le linee di intervento e le azioni specifiche a sostegno della domanda, del marketing territoriale e delle iniziative di attrazione, della nuova imprenditorialità, dello sviluppo delle reti, della capitalizzazione, del raccordo tra imprese e Centri di eccellenza nonché il sostegno finanziario alla ricerca e all’innovazione.«Il documento è stato presentato in anticipo in Commissione, prima ancora dell’approvazione in Giunta, a dimostrazione di un’attenzione particolare a utilizzare un metodo di lavoro innovativo e partecipato – ha detto l’Assessore Donzel -. Nasce dal confronto con tutte le parti sociali, da cui sono scaturiti una collaborazione attiva, un atteggiamento costruttivo e propositivo. Questo programma ha grande importanza, teniamo conto che dal 2012 non avevamo un vero e proprio documento del genere, in quanto si era rinviata l’elaborazione di un nuovo piano per coordinarsi con il Programma Operativo Regionale 2014-2020 e utilizzare correttamente i fondi europei. In Valle d’Aosta dobbiamo affrontare una doppia crisi: una iniziata nel 2007 negli Stati Uniti, i cui strascichi sono purtroppo ancora attuali e che rappresenta un fenomeno mai accaduto; la seconda deriva invece dagli interventi sul bilancio regionale operati dal 2010 da parte dei Governi nazionali. Il settore industriale aveva perso importanza strategica, invece è tornato ad essere strategico, e da valorizzare all’interno dell’economia valdostana, in un’ottica di ripresa che non può basarsi solo sull’occupazione diretta o indiretta dell’Amministrazione pubblica.»«Questo piano – ha proseguito l’Assessore Donzel – è orientato alla sostenibilità ambientale, segue la logica di green economy, perché possa essere a sua volta da volano al principale settore economia valdostana, ovvero il turismo. Il sistema produttivo industriale, ad eccezione dell’edilizia, ha una buona tenuta nonostante la doppia crisi, perché i committenti provengono da fuori Valle. Il nostro territorio ha ottime risorse, ha atout da cui partire. Le criticità riguardano una realtà caratterizzata da piccoli numeri, dai trasporti, dai disguidi legati alla ferrovia, dall’abbandono scolastico che determina poca professionalità.»«Per superare la doppia crisi e le difficoltà non ci siamo limitati a raccontare un sogno, ma, come ci ha insegnato Adriano Olivetti, “un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”. Proprio la concretezza di questo Programma lo rende innovativo: i suoi numeri sono veri e si stanno già sviluppando azioni concrete. Non è una dichiarazione di intenti, ma si sta già procedendo per realizzare interventi reali, per sviluppare una rete. Continuare a veicolare una cultura imprenditoriale sarà una sfida difficilissima: nel passato le persone erano orientate alle assunzioni nella pubblica Amministrazione, ora la situazione è cambiata, ma per fortuna i giovani hanno risposto bene; sta a noi lavorare per adeguare il sistema, in primis con la formazione professionale.»L’Assessore Donzel ha quindi concluso: «Molti siti che sembravano ormai persi sono oggetto di progetti su cui si sta intervenendo: pensiamo al ritorno del cioccolato in Valle d’Aosta. Ovviamente le assunzioni non possono concretizzarsi da un giorno all’altro, ma ci saranno, ci vogliono i tempi tecnici per realizzare impianti e linee produttive. Gli insediamenti industriali stanno rivivendo, la Valle d’Aosta è nuovamente attrattiva, da imprese locali o provenienti da fuori Valle: la macchina si è rimessa in moto nel modo più adeguato ma dobbiamo essere sempre più flessibili e mantenere una visione generale. Io penso che la Valle d’Aosta si rialzerà.»Patrizia Morelli, confermando l’astensione del gruppo ALPE, ha osservato: «Dal fattivo lavoro in Commissione abbiamo avuto modo di verificare direttamente quanto sia possibile uno sviluppo industriale della Valle d’Aosta, che non può prescindere dall’armonizzazione di tutti i diversi settori. Il clou è la sostenibilità di un’attività che deve poter convivere con altre e deve far sì che la nostra regione possa vedere valorizzate le proprie risorse ambientali e la propria tradizione industriale. Il settore manifatturiero occupa comunque, nonostante la crisi, il 22% della manodopera. Colpisce il fatto che sia per le attività industriali sia per quelle artigianali la maggior concentrazione sia nella fascia da 0 a 5 addetti; chissà in quante di queste l’addetto è il solo titolare. È un problema cui si può parzialmente ovviare favorendo la messa in rete delle aziende. I punti di forza sono rappresentati dalla qualità e l’unicità del territorio, dall’alta partecipazione e disoccupazione al di sotto della media nazionale, dall’autosufficienza energetica sostenibile. Tra i punti di debolezza, i piccoli numeri, la bassa apertura del sistema locale a realtà extraregionali, la disoccupazione giovanile, le difficoltà del trasporto pubblico, il tasso di abbandono scolastico, la mancanza di manodopera specializzata. Vanno fatte riflessioni sull’Università, sulla contraddizione per cui i laureati non trovano lavoro e le attività produttive richiedono titoli di studio inferiori. Non siamo all’anno zero, ma, vista la rivoluzione degli ultimi anni per effetto della crisi, ci dovrà essere un nuovo inizio. Sarà necessaria un’azione di rilancio importante nei campi della formazione e del marketing, bisognerà cercare di sopperire ad alcuni ritardi (banda larga, trasporti, semplificazione burocratica).»Roberto Cognetta (M5S) ha affermato: «Questo Programma non mi soddisfa perché, pur dando buone speranze, non prende di petto le reali esigenze e le varie problematiche. Stiamo parlando di settori in grande difficoltà. Do atto all’Assessore delle sue buone volontà, ma non basta: il Governo deve mettere in campo azioni incisive, anche se certamente la conformazione del territorio non facilita. Vanno fatti sforzi ulteriori. Per tutte queste ragioni, il mio voto sarà contrario.»Pierluigi Marquis ha sottolineato: «Il Programma arriva al termine di un percorso di due anni, è figlio della strategia di sviluppo intelligente varata nel 2014 per analizzare gli indirizzi di rilancio del sistema produttivo valdostano ricomprendendo tutti i comparti per creare sinergie utili per garantire lo sviluppo. Era allora emersa l’opportunità di puntare sul brand Valle d’Aosta, sulla montagna sostenibile, all’eccellenza, di avere un atteggiamento di sostegno più selettivo rispetto al passato. Il Programma contiene linee di intervento innovative, confacenti alle nuove esigenze, oltre ad un importante contributo per nuovi insediamenti, per attrarre nuove opportunità, partnership con altri territori. È un Programma che presenta iniziative che ricoprono lo spettro delle esigenze che sono state rappresentate e utilizza in maniera efficace le risorse a disposizione. Da oggi si può partire con un approccio nuovo, coerente alle esigenze attuali per rilanciare un comparto quanto mai importante.»Albert Chatrian, «dalle parole si deve passare velocemente ai fatti. Importanti segnali arrivano dall’industria alimentare, dall’industria del legno e dei prodotti derivati: qui ci sono spazi per aggredire il mercato anche fuori dalla Valle d’Aosta grazie alle maestranze che solo noi abbiamo. Analoga considerazione per il settore del mobilio. In merito agli aiuti, dobbiamo far conoscere le varie possibilità agli imprenditori. Questo documento è una piattaforma interessante, bisogna però saper raccordare tutte le risorse per rilanciare il settore e creare posti di lavoro potenziando soprattutto la formazione.»Luigi Bertschy ha evidenziato: «Questo documento trova il nostro appoggio perché unisce progetti a prospettive di lavoro. Potremo giorno dopo giorno completarlo e adattarlo alla nuova vita del settore, all’evolversi del mercato con provvedimenti concreti. Attraverso questi dati si può analizzare la realtà e agire al meglio: l’industria non è un elemento isolato, ma va fatto un lavoro anche a livello culturale che darà col tempo i suoi frutti. In passato si veniva a cercare un territorio non pronto, che non aveva lavorato sulle reali necessità. Questo documento vuole creare una programmazione che sappia valorizzare le enormi potenzialità che già ci sono e che si creeranno ulteriormente.»L’Assemblea regionale ha approvato, con 33 voti a favore e 1 astensione (M5S), il disegno di legge che contiene disposizioni in materia di promozione degli investimenti. Il provvedimento, che si compone di sette articoli, è stato presentato dalla Giunta regionale il 28 aprile scorso.  Così come illustrato dal Consigliere dell’UV Joël Farcoz, «il disegno di legge è volto ad accrescere l’attrattività e la competitività del sistema economico della Valle d’Aosta, attraverso il sostegno di progetti di investimenti produttivi, attività di ricerca, innovazione, qualificazione e riqualificazione professionale delle risorse umane, presentati da medie e grandi imprese che realizzino, attraverso lo strumento degli Accordi per l’insediamento e lo sviluppo, ricadute positive sul territorio. Inoltre, la Regione intende rafforzare lo strumento delle reti di impresa, consentendo così di valorizzare il contributo delle imprese industriali, artigiane e cooperative alla qualificazione dell’apparato produttivo e all’incremento dell’occupazione. Infine, viene incentivata la politica della promozione della Regione sui mercati esteri e di attrazione degli investimenti favorendo lo sviluppo del territorio.»Farcoz ha aggiunto: «Notre autonomie financière se base sur un pacte, lequel, sur la carte permet à la Vallée d’Aoste de percevoir les 10/10 de la plupart des impôts perçus dans notre région. Ce qui nous met dans la condition d’exercer presque à plein titre nos finances et par conséquent, pour le principe de l’équilibre de bilan récemment obtenu, il y a la nécessité d’activer de plus en plus des actions qui puissent augmenter les entrées budgétaires. Le but de ce projet de loi est donc celui d’augmenter les investissements en Vallée d’Aoste pour, d’un côté, augmenter les revenus fiscaux de la Région et, d’autre part, renforcer l’occupation. Et la Vallée d’Aoste est à même d’offrir ces caractéristiques qui pourraient être ainsi synthétisées: smart, green et durable.»L’Assessore alle attività produttive, Raimondo Donzel, ha aggiunto che «si tratta di un ulteriore tassello che serve a completare un quadro. Gli accordi riguardano soprattutto grandi e medie imprese, non più come nel passato per finanziare in conto capitale aziende che si squagliavano presto come neve al sole, ma con l’obiettivo di azzerare investimenti e rilanciare l’occupazione. Non c’è nessuna distrazione nei confronti delle piccole imprese, che già dialogano direttamente con le nostre strutture. Ci mettiamo al passo della Provincia di Trento e dell’Emilia Romagna: è un documento importante per tradurre i sogni in azioni concrete, che si manifesteranno in tempi molto brevi.»Albert Chatrian, nell’annunciare il voto favorevole, ha sottolineato che «la novità di questo provvedimento è lo strumento degli accordi per l’insediamento e lo sviluppo di medie e grandi imprese industriali. C’era la necessità di inserire questo principio in legge. È un passo in avanti per favorire la creazione di nuovi posti di lavoro che non vadano a gravare sul pubblico. In questo modo si liberano risorse da investire sulle infrastrutturazioni che necessitano al settore industriale, come a quello dei trasporti e della banda larga.»Roberto Cognetta ha dichiarato la sua astensione: «È un buon punto di partenza, anche se in ritardo, ma purtroppo continuiamo a tenere spezzettate le varie problematiche – come quella del marketing – e secondo noi questo fa sprecare risorse ed energie. La Valle d’Aosta dovrebbe promuoversi in maniera più unitaria. Fate, come Governo, più squadra!»Elso Gerandin ha sostenuto che «la legge va nella giusta direzione e dà prospettive ad un sistema che ha bisogno di autoalimentarsi con nuove entrate, soprattutto in considerazione della prospettiva del pareggio di bilancio della Regione. Il mio voto sarà quindi favorevole, malgrado vi siano solo 220mila euro disponibili a bilancio regionale sia per il 2016 che per il 2017 e il 2018.»Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità il disegno di legge che prevede una sospensione delle rate di mutui concessi agli agricoltori per la realizzazione di opere di miglioramento fondiario. Il provvedimento si compone di due articoli ed ha carattere d’urgenza, disponendo la sospensione automatica del pagamento di due rate semestrali dei mutui agevolati stipulati con Finaosta ai sensi della legge regionale n. 43/1996 per gli agricoltori che abbiano richiesto o che richiederanno agli istituti di credito un’anticipazione, sulla base della certificazione rilasciata dall’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura (AREA-VdA), dei contributi relativi alla campagna 2015 del Programma di sviluppo rurale non ancora erogati dall’agenzia nazionale AGEA.Il Consigliere Claudio Restano (UV), relatore del provvedimento normativo, ha spiegato: «Il settore agricolo nella nostra regione è segnato profondamente dalla crisi economico-finanziaria. Più volte, in quest’Aula e all’interno della terza Commissione, si è dibattuto di tutte le problematiche del settore, dando il giusto rilievo che l’agricoltura riveste per la Valle d’Aosta. Si è così arrivati al 12 maggio scorso all’approvazione di una mozione che ha impegnato il Governo regionale a presentare un intervento normativo che potesse prevedere un sostegno tangibile a favore dei nostri agricoltori in crisi di liquidità accertata tramite specifici criteri obiettivi. In soli ventisei giorni si è giunti alla presentazione in Aula del disegno di legge»Alessandro Nogara ha espresso soddisfazione: «Il gruppo dell’UVP aveva espressamente richiesto questa sospensione per dare una boccata d’ossigeno alle aziende in difficoltà. Ringrazio la Giunta regionale per la celerità con cui è stato confezionato questo disegno di legge. Rivolgendomi agli agricoltori, prego loro di prestare la massima attenzione alla gestione del bilancio aziendale, perché stiamo parlando di una sospensione, non un annullamento delle rate. È un aiuto sperando di andare al più presto a regime coi pagamenti del PSR.»Anche Fabrizio Roscio (ALPE) ha «colto con soddisfazione il fatto di poter metter in campo aiuti a favore dei nostri agricoltori. In considerazione del nostro sostegno, sia in Aula sia in terza Commissione, il nostro voto sarà favorevole.»L’Assessore all’agricoltura e risorse naturali, Renzo Testolin, ha specificato: «È una legge molto semplice ma altrettanto efficace per dare risposte immediate a esigenze contingenti legate a ritardi che non dipendono dall’Amministrazione regionale. I ventisei giorni intercorsi tra l’approvazione della mozione e l’approvazione di questa legge sono ben diversi dalle varie impasse a livello nazionale nella soluzione dei problemi del settore. In merito a questa legge, una parte di iniziative di raccolta dati e informazione è già stata attivata e al più tardi domani, tramite apposito comunicato stampa, indicheremo agli agricoltori come accedere a questo tipo di beneficio.»Il Consiglio ha discusso una mozione, presentata dal gruppo ALPE e il Consigliere del M5S Roberto Cognetta, che era volta a interrompere l’applicazione delle “Adaptations” curricolari e l’adeguamento alla legge detta “Buona scuola”. Il testo è stato ritirato dai proponenti a fronte dell’impegno assunto dall’Assessore all’istruzione e cultura.Chantal Certan ha illustrato l’iniziativa: «L’Assessore Rini ha espresso l’intenzione di applicare, in via sperimentale, mediante la metodologia di apprendimento linguistico “CLIL” (Content and Language Integrated Learning), per l’anno scolastico 2016-2017, nelle prime classi di ogni ordine e grado le “Adaptations”, senza tenere conto delle pesanti ricadute. Infatti, la metodologia CLIL è difficile da applicare laddove non vi è un piano di formazione degli insegnanti già applicato. Inoltre i Collegi docenti non hanno avuto il tempo di approfondire i documenti e le tematiche correlate. Se non teniamo conto di questi fattori, la riforma e il suo adattamento alla scuola valdostana rischia di trasformarsi in un fallimento: noi vorremmo, invece, che questa riforma fosse efficace e, finalmente, competitiva con il resto d’Europa. Ma fallirà se il corpo insegnante non sarà coinvolto e non potrà applicare, poiché senza strumenti pratici, questa metodologia. Ecco perché chiediamo di interrompere l’applicazione delle “Adaptations” curricolari e l’adeguamento alla legge detta “Buona Scuola” fino a quando non ci sarà la più ampia condivisione delle modalità per l’applicazione con il mondo della scuola e non vi sarà un preciso piano di formazione per i docenti, con relativo cronoprogramma, al fine di permettere loro l’acquisizione dei livelli di lingua e metodologici necessari.»  Roberto Cognetta ha aggiunto che «una buona scuola aumenta il livello generale di tutta la società. Le riflessioni andrebbero fatte in maniera approfondita con chi nella scuola ci lavora, perché l’obiettivo dovrebbe essere generale: dove vogliamo andare? La scuola ha tanti margini di miglioramento. Con questa mozione vogliamo far riflettere tutti sull’opportunità di migliorare una riforma, coinvolgendo veramente i docenti, che sono quelli che dovranno applicarla.»L’Assessore all’istruzione e cultura, Emily Rini, ha annunciato l’astensione in quanto «non vi è nulla da sospendere perché non è ancora partito niente. Il percorso avviato rappresenta una grande sfida per la scuola valdostana, perché vede al centro lo studente, crea pari opportunità di formazione per offrire a tutti i medesimi strumenti per affrontare il futuro. Non c’è nessuna volontà di premere sull’acceleratore: aspettiamo il piano di fattibilità, quindi faremo una fotografia dell’esistente. Se dalle istituzioni scolastiche ci perverrà una carenza nell’insegnamento in lingua inglese, non ci sarà nessun problema a prendere tempo e a rimandare al 2017 les “Adaptations”. Proprio perché vogliamo che la sfida sia innanzitutto colta dai docenti.»Certan ha replicato: «È importante che l’Assessore abbia dichiarato che non c’è nessuna fretta e che se non vi saranno le condizioni, la sperimentazione sarà posticipata al 2017. Io credo però che noi dobbiamo porci la vera domanda: quali cittadini vogliamo formare per il futuro? Secondo noi, gli studenti che usciranno da questa riforma saranno ancora più insicuri. Noi ritiriamo la mozione, riservandoci di ripresentarla, se l’Assessore non rispetterà quanto detto oggi pubblicamente in quest’Aula.»Il Consiglio regionale ha dibattuto due risoluzioni, entrambe depositate in Aula nel corso della mattinata.L’Assemblea ha approvato all’unanimità la risoluzione, presentata da tutti i gruppi consiliari, che impegna il Governo regionale a farsi interprete presso il Parlamento della necessità di inasprire ulteriormente le pene previste per il reato di femminicidio, nonché dell’importanza della diffusione di una capillare comunicazione/informazione mediatica che contribuisca a creare le condizioni culturali necessarie a prevenire questo crimine.Carmela Fontana (PD-SVdA), nell’illustrare l’iniziativa, ha evocato i recenti fatti di cronaca e ha voluto ricordare «tutte le donne uccise e le loro storie, che ci impongono di lottare con costanza per arginare questo drammatico fenomeno.»La seconda risoluzione, presentata dai Consiglieri del gruppo ALPE, è stata invece respinta con 25 astensioni (UV, SA, PD-SVdA e UVP) e 7 voti favorevoli.Il testo, illustrato dal Capogruppo Albert Chatrian, intendeva impegnare la Giunta regionale a reperire le risorse finanziarie necessarie per assicurare la partecipazione ai centri estivi dei bambini con necessità di sostegno. Come ha spiegato l’Assessore alle finanze, Ego Perron, l’organizzazione di questi centri non è di competenza dell’Amministrazione regionale, ma concerne i Comuni e les Unités des Communes.I lavori sono terminati. L’Assemblea regionale tornerà a riunirsi mercoledì 22 e giovedì 23 giugno.

Pubblicato / aggiornato il 08/06/2016 alle 12:00
Categoria: Salute