Consiglio comunale di Pollein: sui migranti, Celva intermediario fra le parti
Venerdì 17 giugno, il Consiglio comunale di Pollein si è riunito in seduta straordinaria pubblica per confrontarsi sull’emergenza migranti e discutere dell’imminente inserimento sul territorio comunale di dieci cittadini stranieri in una casa privata.
A occuparsi della gestione del servizio di accoglienza sarà la Cooperativa La Sorgente. Il sindaco Angelo Filippini ha aperto la riunione spiegando la motivazione che lo ha spinto ha convocare la riunione urgente: “la situazione dei migranti coinvolgerà presto anche il nostro territorio, ma la comunicazione dell’arrivo di persone richiedenti protezione internazionale è giunta all’Amministrazione solo a inizio giugno, e non per chiedere il suo parere ma per informarla di decisioni già prese. Vorrei esprimere il mio disappunto per l’accaduto, anche perché ritengo che il Comune dovrebbe essere informato e coinvolto maggiormente in tali disposizioni. È vero – ha proseguito – che la gestione del flusso migratorio è seguita dallo Stato ed è sempre più difficile, ma bisogna ribadire l’importanza degli enti locali, che sono i veri conoscitori del territorio”. A generare il malcontento di Filippini è stata soprattutto la modalità di stipula di contratto d’affitto per la struttura di accoglienza dei migranti: “non vedo perché siano le Cooperative a dover reperire gli alloggi e stipulare i contratti di locazione – ha contestato. Inoltre ritengo che l’accoglienza debba essere fatta in strutture apposite, non in alloggi privati”. “Tra l’altro nello stesso edificio abita una signora sola, e temo che questo potrebbe comportare problemi”, ha aggiunto il sindaco. Ospiti del Consiglio sono stati Vitaliano Vitali, della Prefettura di Aosta, e Riccardo Jacquemod, della Cooperativa di accoglienza. “Il problema delle migrazioni c’è e va gestito – ha esordito Vitali – infatti dal luglio 2014 in Valle d’Aosta abbiamo ricevuto una quota di profughi, secondo il criterio matematico che ogni 10mila sbarchi, 29 persone sono da accogliere. L’emergenza si fa via via più pressante e, nel 2016, abbiamo reperito 266 posti per l’accoglienza in 19 strutture sparse sul territorio”. “Due anni fa il presidente della Regione ha scritto una lettera ai sindaci di tutta la Valle – ha proseguito Vitali – per chiedere la loro disponibilità a destinare alcune strutture pubbliche all’accoglienza, ma nessuno ha dato risposta positiva, quindi abbiamo dovuto agire diversamente, facendo bandi con le Cooperative. A fine maggio di quest’anno, i posti nelle strutture di accoglienza ordinaria sono esauriti, quindi abbiamo dovuto dirottare l’accoglienza in strutture straordinarie, senza poter confrontarci prima con le Amministrazioni comunali”. “Non c’è la volontà di penalizzare un Comune piuttosto che un altro, ma cerchiamo di lavorare affinché l’accoglienza sia il meno pesante possibile per gli abitanti, cercando soprattutto di far integrare le persone ospitate con lavori di volontariato e di restituzione”, ha precisato Vitali. Riccardo Jacquemod ha spiegato: “la Cooperativa si occupa dell’accoglienza migranti dal 2014 e, attualmente, gestisce una sessantina di richiedenti in strutture a Sarre, Aosta, Châtillon ed Etroubles. Si tratta di ragazzi tra i 18 e i 30 anni che arrivano dal Sudan, dal Senegal, dal Gambia, dalla Nigeria e dal Mali. Noi cerchiamo di venire loro incontro e orientarli rispetto alla nostra realtà. La nostra prassi è di accogliere le persone nel centro di Aosta, verificare chi sono e come si comportano; poi vengono sistemate negli appartamenti. Gli operatori della cooperativa li seguono, non sono abbandonati a loro stessi”. “Sappiamo bene che le Amministrazioni comunali hanno un ruolo marginale in questo frangente – ha aggiunto Jacquemod – ma noi avvisiamo sempre i Comuni e li incitiamo affinché attivino modalità di restituzione alla comunità, in modo da rendere l’accoglienza attiva e utile a tutti”. Vitali ha spiegato che le linee guida della normativa indicano quale soluzione migliore per l’integrazione dei migranti la collocazione in un contesto sociale e ha riferito che gli episodi di furti e accattonaggio sono stati finora pochissimi: “si attuano i progetti di inserimento lavorativo proprio per evitare la segregazione e la devianza”. Jacquemod ha aggiunto che “la convivenza è da conquistare sul campo ed è facilitata da una comunità coinvolta e disponibile”. Il sindaco ha infine sottoposto al Consiglio una risoluzione, che prevede di proporre una gradualità e un’organizzazione puntuale di progetti di inserimento da parte della Cooperativa, un coinvolgimento del Celva per ottenere una più equa distribuzione dei migranti sul territorio, facendosi intermediario con la Prefettura e la Cooperativa, un impegno delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza del territorio, l’informazione puntuale alla popolazione sulla situazione migratoria, il coinvolgimento del Comune nella concertazione degli alloggi. Nel contempo il sindaco in quanto autorità preposta alla verifica urbanistica edilizia e igienico sanitaria attuerà le misure necessarie al fine dell’idoneità rispetto al numero di soggetti che potranno essere ospitati nell’alloggio in questione. La votazione ha accolto la risoluzione, con l’astensione dei consiglieri di minoranza. Enrico Romagnoli ha affermato di non essere d’accordo perché, “il problema c’è e va affrontato. Più che vedere cosa può fare questo o quell’ente, dobbiamo cercare di capire cosa possiamo fare noi per rendere più adeguata la situazione. Dobbiamo gestire e non delegare”.
Pubblicato / aggiornato
il 18/06/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute