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Alex Bonin: una scomparsa per ora senza risposte

Alex Bonin: una scomparsa per ora senza risposte

Foto Elodie Comoglio Continuano le indagini per ritrovare Alex Bonin, scomparso da venerdì 17 giugno, e gli inquirenti cercano di definire un quadro della situazione che consenta loro di fornire indicazioni utili alla Protezione civile per le ricerche.

Nel pomeriggio di lunedì 20 giugno, sono state perlustrate le zone fra Villeneuve e Jovençan, poiché alcuni amici le hanno indicate come territori di assidua frequentazione da parte di Alex: un giovane di 24 anni (ancora da compiere) la cui complessità si sta progressisvamente definendo. Un amante del rafting e dell’hydrospeed, gentile e solitario; ma anche un appassionato di softair. Per chi non la conoscesse, è un’attività ludico-ricreativa di tiro sportivo basata su tecniche, tattiche e usi militari. Attività che svolgeva, con alcuni amici, nelle zone circostanti Aymavilles e Villeneuve, zone quindi che conosceva assai bene. Entrambe attività (quella professionale e quella ricreativa) che farebbero pensare a perfette condizioni fisiche. Ma alcune informazioni portano ad avvallare l’ipotesi di una patologia congenita, non invalidante ma potenzialmente in grado di produrre momenti di afasia e forse di black out. Coloro che sostengono la tesi dell’impossibilità di Alex di rientrare dalla moglie o dai genitori, pensano proprio a un incidente di questa natura o a un infortunio occorso in montagna. È uscito di casa venerdì pomeriggio con i pantaloni mimetici da softair. Sopra indossava una maglietta nera mezze maniche e con sé aveva uno zainetto di modeste dimensioni, probabilmente con il necessario per recarsi al lavoro, il giorno dopo. Però non si è presentato. Bonin sarebbe uscito di casa dopo una lite con la moglie, più grande di lui di due anni. Erano da poco rientrati dal viaggio di nozze nello Sri Lanka e alle Maldive e Alex aveva intenzione di uscire, la sera, per un aperitivo. Lei pare non fosse d’accordo. Esclusa una possibile caduta in acqua poiché gli amici hanno perlustrato i tratti anche più pericolosi e meno frequentati della Dora Baltea; escluse le piste fornite da un avvistamento sopra Roisan; battuti palmo a palmo i dintorni di Villeneuve. In queste ore si stanno concludendo le operazioni nei dintorni di Jovençan.Dopo, per proseguire, la Protezione civile avrà bisogno che gli investigatori della Questura di Aosta forniscano nuove piste.

Pubblicato / aggiornato il 20/06/2016 alle 12:00
Categoria: Salute