I problemi delle mense scolastiche di Aosta
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I consiglieri comunali di Aosta Patrizia Pradelli, del Movimento 5 stelle, e Carola Carpinello, dell’Altra Valle d’Aosta, hanno redatto una relazione concernente la situazione delle mense scolastiche aostane, sottolineandone le problematiche emerse, con l’obiettivo di fornire degli spunti su cui basare l’imminente bando di concessione del servizio.
La relazione è stata presentata alla Commissione competente nel corso della riunione di martedì 28 giugno.Questa la premessa alla relazione dei consiglieri: “L’appalto ‘servizi di refezione scolastica’ costituisce uno degli impegni più importanti e qualificanti dell’amministrazione comunale, in occasione dell’approssimarsi della scadenza dello stesso abbiamo effettuato congiuntamente alcuni sopralluoghi in quasi tutti i plessi cittadini durante l’orario di pranzo. Lo scopo principale del lavoro svolto è fornire un supporto all’amministrazione comunale con un punto di vista di cui vale la pena tenere conto: chi nelle mense ci lavora, (inservienti, assistenti, coordinatrici, insegnanti a volte) e chi ne usufruisce (bambini e ragazzi e le loro famiglie). Le scuole oggetto di sopralluogo sono state: San Francesco-primaria/infanzia-Excenex, Ramires-primaria, Quartiere Dora infanzia e primaria, via Parigi-primaria, Einaudi-primaria. Non sono stati fatti i sopralluoghi ma raccolte suggestioni per conoscenze personali: Lexert quartiere Cogne-primaria, G.Rodari-infanzia, C.Gex-infanzia”. Per quanto riguarda i menù: “ovviamente sono standardizzati, apprezzabile la ricerca della varietà (frutto anche di tanti incontri nel passato con i genitori), sicuramente hanno sofferto della lontananza del luogo di cottura dalle mense e questo è un fattore di cui tenere conto nel bando. Rispetto agli anni passati il passaggio dalle monoporzioni alle pluri è stato un passo avanti, restano ancora molte mono (scatolette di tonno, formaggi molli) che costituiscono un grosso spreco. Difficile la gestione degli avanzi ma elemento di cui tenere conto. Abbiamo notato che laddove c’è un maggiore coinvolgimento, piccole porzioni con la possibilità del bis, la richiesta del “provare almeno un boccone” le cose vanno meglio. Non si sono ravvisate particolari lamentele per i cambiamenti di menu, a volte invece della frutta fresca vengono dati succhi confezionati e questo è negativo. Il biologico e la filiera corta sono sicuramente aspetti da mantenere ed ampliare”. Per quanto concerne il personale: “abbiamo parlato con tutti, inservienti, assistenti, coordinatrici. Il nuovo codice degli appalti prevede una maggior tutela per i lavoratori e le lavoratrici in caso di vincita di gara da parte di soggetti diversi dai precedenti, ma il timore di essere lasciate a casa ovviamente serpeggia. La suddivisione tra assistenti e inservienti in due cooperative ha provocato malesseri e tensioni di cui l’amministrazione è sicuramente a conoscenza, anche questo è un fattore da tenere in considerazione, la percezione, anche se non del tutto corretta, dell’esistenza di trattamenti diversi a seconda della cooperativa di cui si fa parte non genera un clima sereno e si ripercuote sull’ambiente tutto”. La proporzione bambino/assistente non risulta essere adeguata: “il sopralluogo effettuato ad esempio alla scuola Ramires ha rilevato un numero di bambini piuttosto vivaci, difficili da controllare in un contesto dove i bimbi arrivano quasi al centinaio. Si propone di rivedere la distribuzione del numero delle assistenti in maniera flessibile incrementando laddove necessitano più attenzioni. Altra misura da adottare per risolvere il problema di controllo è di non permettere alla agenzie interinali di entrare nelle scuole con l’assunzione a tempo determinato breve con personale a volte non qualificato, destabilizzando il bambino a cui manca un punto di riferimento. Teniamo presente che la qualità del servizio è fatta dalla competenza e dalla continua presenza degli stessi operatori che lavorando a lungo termine hanno così l’occasione di creare un rapporto anche con bambini più problematici. Le agenzie interinali non possono garantire tale servizio. La mensa di via Parigi è quella risultata più ‘serena’ per un semplice motivo: da anni gli insegnanti turnano per essere presenti nell’orario del pranzo e mangiano con i bambini come alla materna. A detta degli stessi insegnanti i benefici sono immediati (rumore di fondo nettamente più basso, bambini più calmi) e nell’attività didattica (una volta rientrati in classe sono meno frastornati e più riposati, l’attività riprende più facilmente). Siamo assolutamente consapevoli che le scelte sono di competenza delle istituzioni scolastiche e che questo ‘caso particolare’ del comune sia probabilmente a conoscenza delle altre istituzioni ma non potevamo non segnalarlo invitando l’amministrazione a farlo presente perchè costituisce un valore aggiunto”. L’ambiente in cui viene servito il pasto ai bambini, in alcuni casi, è problematico: “come nel caso della scuola materna del quartiere Dora e la scuola materna di Excenex, la prima è una stanza angusta dove le finestre senza tende permettono al sole di invadere la stanza con un aumento della temperatura insopportabile in primavera e fredda in inverno essendo mal coibentata. Si chiede di cercare un’altra stanza idonea al caso. La seconda scuola invece necessita di sedie per i bambini e sedie per le maestre, come rimarcato in aula nel consiglio di maggio”. Importante, per Pradelli e Carpinello, il coinvolgimento degli alunni: “abbiamo notato che laddove i bambini sparecchiano il proprio posto, gettando i rifiuti negli appositi bidoni (e sono molto bravi) si crea un momento educativo importante di ‘educazione civica’ che propone una visione di collaborazione e non dà per scontato che i doveri sono solo delle assistenti presenti come non sono dei genitori tra le mura domestiche. Purtroppo non tutte le mense hanno caratteristiche tali e spazi per consentire questo piccolo lavoro ma sicuramente va spinto e sostenuto”. Le scuole che non hanno un giardino sono più penalizzate rispetto a quelle che lo posseggono per quanto riguarda le attività ludiche dopo il pasto, anche se “spesso l’inventiva e la disponibilità delle assistenti sopperisce. Questo aspetto non va trascurato perché ha grosse ripercussioni sulla ripresa dell’attività pomeridiana”. “Infine vorremmo ricordare la mozione, emendata e approvata, denominata ‘Il pranzo me lo porto io’, presentata in Consiglio comunale dal Movimento 5 stelle e firmata dalla consigliera Carola Carpinello e dal consigliere Étienne Andrione, anche alla luce della recente sentenza della Corte d’Appello di Torino la quale afferma che il servizio di refezione scolastica è un servizio locale a domanda individuale, facoltativo per l’utente, che non può mai diventare obbligatorio e, quindi, non essendo ipotizzabile il digiuno degli studenti, occorre rinvenire ad una soluzione. Il pronunciamento del Tribunale di Torino è destinato a diventare un precedente in tutta Italia. La Corte d’Appello ha riformato la decisione del tribunale nella parte in cui ‘suggeriva’ ai genitori di prelevare il figlio da scuola durante il tempo della mensa per riaccompagnarlo successivamente, poiché in tal modo viene ad essere leso il diritto di partecipare al ‘tempo mensa’ quale segmento del complessivo progetto educativo. Inoltre la Corte ha ritenuto di non consentire indiscriminatamente agli alunni di consumare il pasto domestico presso la mensa scolastica, ma statuito che ciascun istituto debba adottare idonee misure organizzative in relazione alla specifica situazione logistica. Prevedere anche questa possibilità in sede di bando darà al bando stesso un valore aggiunto. Riteniamo che l’appalto servizi refezione scolastica sia un elemento importante e qualificante per una scuola bene comune a misura di tutti e per l’amministrazione stessa. Come ricordato in premessa questi suggerimenti non volevano andare a toccare solo gli aspetti più prettamente tecnici del bando (già posti all’attenzione del tavolo tecnico) ma mettersi, per quanto possibile nell’ottica delle lavoratrici e dei lavoratori e delle famiglie”. L’assessore comunale all’Istruzione Andrea Paron ha ringraziato i consiglieri autori della relazione, affermando che “è raro ricevere un documento di questa natura che, oltre a essere ben fatto, è circostanziato, oggettivo e soprattutto di grande aiuto. Le problematiche evidenziate ci sono note e cercheremo di affrontarle”.
Pubblicato / aggiornato
il 28/06/2016 alle 12:00
Categoria:
Salute